Il finto colloquio su LinkedIn nasconde un malware: 'Mi hanno chiesto di analizzare il codice'

Il finto colloquio su LinkedIn nasconde un malware: 'Mi hanno chiesto di analizzare il codice'

Un attacco informatico mirato sfrutta una finta offerta di lavoro su LinkedIn per infettare i sistemi degli sviluppatori attraverso un repository GitHub malevolo

di pubblicata il , alle 12:11 nel canale Sicurezza
LinkedIn
 

Un ingegnere informatico ha rilevato e bloccato un tentativo di intrusione informatica orchestrato tramite una falsa offerta di lavoro su LinkedIn. I malintenzionati, spacciatisi per i reclutatori di una startup operante nel settore delle criptovalute, hanno agganciato il professionista richiedendo una revisione tecnica di un codice sorgente ospitato su un repository pubblico di GitHub.

La trappola si nascondeva dietro la richiesta di analizzare un presunto problema relativo a moduli Node deprecati. L'analisi approfondita del codice, eseguita all'interno di un ambiente virtuale protetto e isolato su un server VPS di Hetzner, ha invece rivelato la presenza di una backdoor progettata per assumere il controllo della macchina della vittima. Come spiegato dalla stessa vittima, Roman Imankulov, in un post sul suo blog, l'architettura malevola risiedeva nel file app/test/index.js, camuffata all'interno di circa 250 linee di codice strutturate per apparire come una comune suite di test software.

Malware via LinkedIn: il meccanismo di attivazione automatica tramite NPM

Esaminando lo script emerge come l'applicazione ricomponga un indirizzo web specifico unendo diversi frammenti di stringhe: i valori definiti includono il protocollo HTTPS, il dominio store, il sottodominio rest-icon-handler e il percorso /icons/77. Una volta stabilita la connessione con l'host remoto https://rest-icon-handler.store/icons/77, il codice nascosto tra linee di test commentate esegue qualsiasi payload inviato dal server direttamente sul sistema locale.

L'attivazione della minaccia non richiede l'avvio manuale dei test. Il file principale app/index.js richiama direttamente il modulo malevolo. Il vero fulcro dell'attacco risiede tuttavia nella configurazione del file package.json, dove lo script di prepare è associato al comando node app/index.js. Poiché il gestore di pacchetti NPM esegue automaticamente le istruzioni di prepare subito dopo il completamento di npm install, l'infezione si attiva nel momento stesso in cui lo sviluppatore scarica le dipendenze del progetto. L'invito a verificare i moduli deprecati costituiva l'esca per forzare l'esecuzione di questo comando.

L'operazione di ingegneria sociale sfrutta furti d'identità multipli per superare le difese della vittima. La cronologia di GitHub mostrava 39 commit attribuiti interamente al profilo reale di uno sviluppatore full-stack estraneo alla vicenda, il quale ha confermato di aver già subito la clonazione della propria identità in passato. Il software malevolo è stato segnalato a GitHub e l'account fake a LinkedIn, ma il codice risulta ancora accessibile online.

2 Commenti
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SpyroTSK16 Giugno 2026, 14:23 #1
Complimenti al Dev, per una volta ha fatto ciò che andava fatto nel modo corretto!
WarSide16 Giugno 2026, 20:47 #2
Originariamente inviato da: SpyroTSK
Complimenti al Dev, per una volta ha fatto ciò che andava fatto nel modo corretto!


Ma infatti lui è quello che se ne è reso conto. Chissà quante centinaia invece sono stati incetriolati da questi tizi.

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