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#21 | |
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Iscritto dal: Jul 2000
Città: Torino - Molise
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Una nota sul "sentimento" del pedofilo, di QUESTO in particolare.. I bambini disagiati e/o bisognosi d'affetto sono le vittime preferenziali in quanto molto più facilmente manipolabili ai fini del "rapporto consensuale"..
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[The Matrix Clan] eoropall - La nuova Cometa Rossa PowerBook G4 Titanium - Think Different.."La violenza è l'ultima risorsa degli incapaci" - "Il Saggio educa sè stesso" - MacUpgradeClub - (P. Coelho) Per questo sono guerrieri della luce. Perché sbagliano. Perché si interrogano. Perché cercano una ragione: e certamente la troveranno. |
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#22 |
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Bannato
Iscritto dal: Aug 2006
Città: Paris
Messaggi: 537
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Non é che ragionare sulle possibili cause di un fenomeno significhi voler fornire alibi o giustificazioni.
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#23 |
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Senior Member
Iscritto dal: Jul 2000
Città: Torino - Molise
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mai detto nè pensato, la mia non era una critica, anzi, ben venga un'attività in tal senso..
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#24 |
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Bannato
Iscritto dal: Aug 2006
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#25 |
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Senior Member
Iscritto dal: Jul 2000
Città: Torino - Molise
Messaggi: 1812
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Se nessuno lo ha sostenuto lo faccio io adesso: i pedofili danno anche "affetto", questo per le motivazioni di cui sopra..
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#26 |
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Bannato
Iscritto dal: Aug 2006
Città: Paris
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#27 | ||
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Senior Member
Iscritto dal: May 2006
Messaggi: 19401
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Stai facendo una confusione incredibile...secondo il tuo metro tutti i disturbi psichici in quanto in sintonia con il proprio IO (del soggetto) andrebbero non catalogati come tali? Dubito fortemente che dal DSM V venga tolta dall'elenco delle parafilie. Infatti per questo si ipotizza l'utilizzo dei farmaci (mirati a ridurre il testosterone)...perchè curare qualcuno che non vuole essere curato è molto difficile...comunque ci sono anche pedofili che non sono ancora schiavi di questa parafilia e ne possono uscire. |
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#28 |
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Senior Member
Iscritto dal: Jul 2006
Città: Martina Franca (TA) Università:Bari
Messaggi: 2046
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Credo che sia fuori di dubbio che certi atteggiamenti peofili, siano deviazioni sessuali di chi le compie e che in un certo modo si autoconvince che ciò sia bene (se non ho sparato una ca**ata, liberi di correggermi)...
Il punto fondamentale è che cosa ce ne dobbiamo fare di queste persone... in che modo lo Stato e la Società si possano confrontare con queste situazioni... Premesso che ritengo stupido e da trogloditi la castrazione chimica (si ma tanto vive anche se pisello ... così la prossima volta impara E allora che fare? Lasciarli in carcere per una colpa che loro ritengono di non aver compiuto oppure mandarli in cura? Far avvenire un processo di rieuducazione e di riabilitazione? Secondo me il loro posto dovrebbe essere in ospedale....
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Portatile: MacBook Pro Retina Mid 2012 | Fisso: Asus P5Q SE Plus | Intel Q8400 | nVidia 9400 GT 512 | 2x2GB 800Mhz CAS 4 | 320GB@7200 con OSX 10.6.8 HTC Magic TIM White Canon EOS 400D | 18/55 II | 28 f1.8 USM | 85 f1.8 USM | Le mie foto su Flickr | |
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#29 | |
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Bannato
Iscritto dal: Aug 2006
Città: Paris
Messaggi: 537
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![]() quello che ti chiedevo era un altra cosa. La razionalizzazione é indice di disturbi e malattie mentali? Perché io pensavo fosse esattamente l'opposto (capacità di razionalizzare = meccanismo di difesa di chi non é mentalmente malato) |
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#30 |
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Bannato
Iscritto dal: Jan 2009
Messaggi: 194
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#31 |
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Senior Member
Iscritto dal: Aug 2005
Messaggi: 4440
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#32 | ||
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Senior Member
Iscritto dal: May 2006
Messaggi: 19401
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In generale i meccanismi di difesa hanno una funzione adattiva importante nel proteggere l'IO dagli impulsi dell'ES ed entrano in gioco anche in condizioni normali, ma possono diventare patologici quando sono troppo rigidi, non variegati, e se compromettono la flessibilità l'armonia e l'adattamento del funzionamento mentale. Nei pedofili il razionalizzare (sostanzialmente una forma di autoinganno) puo' benissimo essere una difesa "normale" a qualcosa che è ritenuto inaccettabile a livello inconscio (non molto diversamente da quanto ci capita di fare nella vita di tutti i giorni) il problema del pedofilo sta nella scelta dell'oggetto (partner) che risulta deviata (e immatura). |
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#33 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Jul 2000
Città: Torino - Molise
Messaggi: 1812
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Perdonami ma ti chiedo (relativisticamente parlando) "disturbo" per chi ? Per il soggetto o per la società ? Qual'è il compito di uno psichiatra: curare aka far star bene il soggetto o "altro" ? Ti linko questo interessante articolo, di cui riporto un estratto.. Suggerisco però di leggerlo per intero (anche i commenti, alcuni davvero illuminanti, intendo nell'ottica della "razionalizzazione"; si "autoingannano" dici ? A me non sembra affatto.. ).. Preciso, non nella grande maggioranza dei casi.. http://terradinessuno.wordpress.com/...ia-della-cura/ La pedofilia tra colpevolizzazione e patologizzazione In tema di pedofilie esiste una polarità, dalla quale è difficile fuoriuscire, tra accettazione e colpevolizzazione. Si tratta di un inganno autoassolutorio con alla base una rappresentazione ingenua del male, la quale svolge la funzione utilitaristica di sollevare la collettività da ogni responsabilità: l’eliminazione del male attraverso l’eliminazione fisica del perverso o l’eliminazione del fantasma della perversità. La sostituzione terminologica operata da Mc Dougall di “perversione” con “neosessualità”, ad esempio, è criticata da Balier con la ragione che se da una parte esso toglie possibili connotazioni moralistiche, dall’altra potrebbe indurre a legittimarle, una volta depatologizzate, come forme normalmente praticabili di sessualità come è avvenuto per l’omosessualità4,. La disattenzione alla pedofilia nei testi più recenti di psichiatria rimanderebbe più che a un disinteresse o sottovalutazione o ad una annessione a titolo esclusivo della problematica da parte della criminologia, ad una vera e propria censura di ordine moralistico5. Infatti, con la pubblicazione delle ultime edizioni del Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali (DSM), che classificano la pedofilia tra le parafilie, seguendo l’onda dell’interesse della pubblica opinione, si assiste ad un’inversione di tendenza. «L’aspetto positivo legato all’abbandono di una visuale prevalentemente etica» in psichiatria ha, però, un «contraltare», il limite, cioè, «di svuotare la pedofilia della sua centralità psichiatrica, a vantaggio, ancora una volta, del deficit relativo al funzionamento sociale della persona»6. Stoller ha sostenuto che classificare la pedofilia non più come perversione ma come parafilia, cela il tentativo di “sanare” la perversione7. «Il termine perversione andrebbe mantenuto in quanto un senso di peccato è un prerequisito di un’attività perversa per creare eccitamento sessuale». Infatti occorre non dimenticare che il pedofilo prova piacere nel far certe cose proprio perché fatte con i bambini, e dunque trasgressive8. Con l’introduzione di criteri descrittivi nelle più recenti edizioni del DSM, la diagnosi che riguarda la pedofilia risulta sostanzialmente identica a quella di ICD-10 (Organizzazione mondiale della Sanità, 1992), nella quale si parla di preferenza sessuale per i bambini. Sfuggono a questa definizione tutti coloro che non hanno sentimenti di colpa o non sono scoperti. La definizione del DSM-IV non tiene conto infine di due elementi che sembrano invece di grande importanza, anche diagnostica: che la pedofilia non è un’entità nosografia a se stante, ma un sintomo, e quello del ciclo della violenza. L’impressione che non si riesce ad allontanare è che non si sfuggirà a questo circolo vizioso rimanendo ancorati al piano dei fatti per amore di una imparzialità e avalutatività, appropriata, tra l’altro, ad una famiglia di scienze cui la psicologia rimane estranea. Ma, come vedremo subito, su questo tema possono condursi riflessioni (e vengono di fatto argomentate) anche lungo una linea qualitativa e valutativa, sia nel senso di uno sdoganamento, almeno parziale, delle condotte pedofile, sia nel senso contrario di un rafforzamento dei cordoni sanitari intorno ad esse. L’osservazione ci sembra sufficiente per convincersi, anzitutto, che non si può prescindere dall’approccio interdisciplinare; che è necessario, in secondo luogo, interrogarsi su quali discipline debbano entrare in questo dialogo e, infine, del perché l’etica non possa rimanerne fuori. La discussione, infatti, non può fare a meno di prendere come propria guida la cura e la necessità di tenere continuamente presenti i propri scopi terapeutici e che questi non vanno semplicemente ad aggiungersi ai compiti cognitivi o diagnostici ma integra con questi due momenti un sistema di cura. Il bambino e l’abusante devono essere trattati insieme, sostiene infatti Schinaia; la terapia dunque non può, per le stesse ragioni, non avere un carattere “ambientale”. L’interdisciplinarietà riguarda pertanto i saperi coinvolti in quel tipo di operatività umana che qui di seguito denotiamo come “cura della persona”, quelle, cioè, la cui vocazione è di cooperare con la persona nella crescita della persona stessa. Gli approcci valutativi alla pedofilia cui si faceva prima riferimento sono anzitutto le razionalizzazioni intellettualistiche dei presunti diritti della sessualità pedofila, la rivolta contro ogni proibizione in nome della libertà del desiderio9. Non si tratterà, in fondo, che dell’altra faccia del medesimo tentativo di togliere drammaticità al «conflitto potenziale tra la sessualità degli adulti e quella dei minori e le tendenze appropriative e manipolative della prima nei confronti della seconda»10? Certo, l’approccio psicanalitico non è proprio sfornito, al proposito, di armi critiche. Può obiettare che la norma difende il bambino dall’asimmetria e dal narcisismo dell’adulto; che l’espressione di una simile sessualità non è senza ripercussioni sul bambino: «aumento dell’aggressività, presenza di comportamenti antisociali, confusione nell’identità di genere, rischio accresciuto di diventare anche lui un pedofilo»11; che «la pedofilia senza violenze corporee o senza costrizioni apparenti si basa sulla forza della seduzione narcisistica, la cui portata distruttrice è altrettanto devastante che nelle forme violente»; si può insistere sulla riduzione, o l’annullamento, dei tempi della crescita, nella relazione pedofila: «La risposta all’argomentazione pedofila deve essere la chiara proposizione della natura del desiderio infantile, la sua gratuità, il suo specifico linguaggio, il suo autonomo significato ludico, che non può essere cortocircuitato in una relazione sessuale con l’adulto, pena la devitalizzazione del desiderio infantile»12. O, anche, su un piano più tecnico: «L’argomentazione difensiva fa parte molto spesso del registro proiettivo. Il soggetto attribuisce all’altro i sentimenti e i desideri che si rifiuta di vedere in sé stesso»13. Ma, a parte il fatto che procedimenti interpretativi simili all’ultimo qui menzionato sono in possesso della bizzarra caratteristica di poter essere applicati alla loro stessa enunciazione, chi si batte in nome dell’ultimo passo della liberazione sessuale potrebbe comunque ancora obiettare, sul piano etico e politico: chi traccia i confini in questione? Il giudizio negativo sulla pedofilia sarebbe dunque l’unico a non essere condizionato culturalmente? Appellandosi a quale principio la psicanalisi può proclamarsi non organica a quella genealogia della morale da cui dipendono contemporaneamente tanto le affermazioni su ciò che la sessualità infantile di fatto è quanto quelle su ciò che deve essere? Sul medesimo piano valutativo, ma per un verso opposto, assistiamo poi ad una continua oscillazione (tragicamente simile ad una rimozione, con tanto di censura, perturbante e ritorno clamoroso del rimosso) tra tabù e richieste di distruzione del pedofilo, tra enfasi eccessiva accordata ai comportamenti pedofili e insorgenza di fenomeni di pedofobia, con connesso rischio di sostituzione della vecchia morale sessuofobica con quel permissivismo che R. Reiche chiama “desublimazione repressiva”: esagerata attenzione al fenomeno, informazione scandalistica, cinismo informativo. Per quanto non esclusivo della reazione sociale alle aggressioni pedofile, verificandosi spesso anche nei casi di violenza carnale tra adulti, un altro sintomo connesso a questi processi culturali che richiamano alla memoria la teoria della vittima sacrificale di Girard, è quello della stigmatizzazione della vittima14. Quanto all’immaginario collettivo si può rimandare allo studio dedicato da Schinaia ai rapporti tra mito e pedofilia la valutazione di quanto sia tuttora persistente «tendenza da sempre radicata nell’immaginario erotico collettivo (soprattutto maschile) a privilegiare la “carne fresca” [...] anche come via di fuga dalle ansie e dalle difficoltà della relazione eterosessuale». Non sfugga inoltre l’ambivalenza già sottolineata dalla psicologia filosofica tradizionale, insita nella fuga dal nulla, nell’orrore del vuoto. Una fuga dall’ansia che non può non incorrere in ulteriori motivi di instabilità e di sofferenza psichica, smascherata dall’intento difensivo delle strategie di razionalizzazione messe in campo. In queste reazioni del senso morale diffuso si legge da parte di taluni «il rinvio a conflitti inespressi che ogni atteggiamento moralistico e spietatamente intransigente svela. L’indignazione esprime in generale lo sforzo di controllare un’indole incline a lasciarsi andare a quelle riprovevoli gesta»15. Anche qui, quest’ultima opinione è espressa in termini che potrebbero facilmente (forse troppo) essere ricondotti a dinamiche controtransferali. Se la reazione della collettività comunicante si offre ad un’interpretazione che rimanda alle stesse radici da cui nascono condotte ed atteggiamenti perversi di tipo pedofilo, lo stesso potrebbe dirsi delle analisi di alcune linee interpretative delle reazioni sociali, riconducibili all’approccio psicanalitico. «Dal punto di vista etiologico, poi, terreno da tipico “fraintendimento scientista” della psicanalisi, per dirla con Habermas, la costruzione-ricostruzione delle vicende interne delle singole storie personali, quando è possibile, lascia in genere ampiamente intatto il sentimento di un certo mistero sul perché, a partire da quelle condizioni, che in genere non hanno proprio nulla di specifico, si siano sviluppate proprio quelle storie, proprio quelle evoluzioni e non le molte altre possibili»16. Insomma, la psicanalisi sembra essere presa tra due fuochi, da un lato è esposta ad obbiezioni forti come quella citata, di Barale; dall’altro, accettare una soluzione apparentemente a portata di mano, riducendo tutto ad un «null’altro che» sarebbe solo il corrispettivo intellettualistico delle reazioni istintive dell’uomo della strada che coglie nella cronaca di fatti di pedofilia l’occasione ideale per sentirsi rassicurato circa la propria integrità; una tentazione in agguato anche nella sempre possibile inadeguatezza del pregiudizio scientifico, cioè le opzioni previe legate alle condizioni imposte dai nostri sistemi di osservazione, le quali finiscono per influire sull’oggetto e indirizzare i risultati in senso immancabilmente verificazionista.
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[The Matrix Clan] eoropall - La nuova Cometa Rossa PowerBook G4 Titanium - Think Different.."La violenza è l'ultima risorsa degli incapaci" - "Il Saggio educa sè stesso" - MacUpgradeClub - (P. Coelho) Per questo sono guerrieri della luce. Perché sbagliano. Perché si interrogano. Perché cercano una ragione: e certamente la troveranno. Ultima modifica di eoropall : 04-02-2009 alle 17:16. |
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#34 | |
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Bannato
Iscritto dal: Mar 2004
Città: Roma
Messaggi: 2688
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NO !!! allora o lo tieni in una struttura apposita fintanto che non guarisce (e se non guarisce amen ci resterà a vita) oppure se non è guarito dopo il periodo di detenzione quando torna in libertà lo si rende sessualmente innocuo...perchè altrimenti se è libero e non sano colpirà di nuovo... |
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#35 | |
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Bannato
Iscritto dal: Mar 2004
Città: Roma
Messaggi: 2688
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Metti caso che il giudice dà 10 anni di detenzione...ok magari non ti fai 10 anni di carcere che ti sono inutili (e lo sono anche alla società se poi colpirà ancora)...ti fai 10 anni in una casa di cura...però se dopo 10 anni i medici dichiarano che non sei guarito e che sei ancora potenzialmente pericoloso? che facciamo...questa persona la liberiamo perchè tanto i suoi 10 anni li ha scontati?!?! Non è come uno che ha rubato o ha ammazzato per interesse che va punito e basta per la sua azione e che dopo aver scontato la sua pena è giusto che sia liberato e rimmesso nella società...si tratta di persone malate che proprio per la natura della loro mallattie se non hanno risolto i loro problemi sono un fucile a canne mozze carico....cioè quello esce dopo 10 anni più ingrifato che mai probabilmente...e si metterà subito all'opera.... Allora secondo me dovrebbero fare che: il giudice ti dà 10 anni...ma significa che ti devi fare almeno 10 anni in casa di cura recluso (perchè cmq oltre ad essere curato è anche giusto che paghi) ma poi se i medici dichiarano che non sei guarito col cazzo che esci e che rinizzi a fare porcate... |
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#36 | |
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Bannato
Iscritto dal: Aug 2006
Città: Paris
Messaggi: 537
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Che la pedofilia sia una malattia mentale, una parafilia, o chissaché, é del tutto irrilevante nel determinare la gravità giuridica di un atto di violenza pedofila. |
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#37 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Jul 2000
Città: Torino - Molise
Messaggi: 1812
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#38 | |
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Bannato
Iscritto dal: Aug 2001
Città: Berghem Haven
Messaggi: 13528
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Giuridicamente non è la pedofilia il problema, ma lo sono gli atti contro minori (e soprattutto bambini o pre-adolescenti): il motivo per cui li si compiono non cambia la natura del reato (a parte aggravanti o meno). Anche un non-pedofilo può raggirare, ingannare, violentare una/o bambina/o, e non c'è differenza per il/la bambina/o (che si sentirà crollare addosso il mondo nello stesso modo). |
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#39 |
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Senior Member
Iscritto dal: Jul 2000
Città: Torino - Molise
Messaggi: 1812
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Non c'è nessuna polemica, questa dissertazione da parte mia verte solo e unicamente a definire un corretto trattamento del soggetto pedofilo (vedi msg D4rkAng3l ) cosa che attualmente è anni luce dall'essere così.. Intendo relativamente alle REALI (anzichè più o meno presunte) possibilità di "guarigione"..
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#40 | |
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Bannato
Iscritto dal: Aug 2006
Città: Paris
Messaggi: 537
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(a parte l'ovvietà di dire che uno che stupra una bambina deve andare in galera, concetto condiviso da chiunque) |
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