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Elio3 energia del futuro, 7 tonnellate risolvono il problema energetico
Elio3 energia del futuro, 7 tonnellate risolvono il problema energetico
India L’India alla volta della luna: alla ricerca di elio-3 Pubblicato il Ottobre 22, 2008 di titolando E’ partita oggi la nuova avventura indiana sulla Luna. Si prevede che durerà due anni. Il missile, chiamato Chandrayaan-1 è decollato dalla base spaziale di Sriharikota, nell’India meridionale. La navicella dovrebbe atterrare sul suolo lunare. Il suo compito è quello di preparare ulteriori spedizioni spaziali indiane. E’ opinione diffusa che l’India sia un paese in via di sviluppo, ad elevata potertà. In effetti è così, ma non è solo questo! L’India è la nazione con il maggior numero (7) di satelliti ambientali in orbita e il paese asiatico con la maggior quantità di satelliti per telecomunicazioni (11). Questa scelta politica nasce da Nehrue la sua realizzazione è stata frutto di Homi Bhabha e di Vikram Sarabhai (vedi fonte), che sono rispettivamente il padre dell’atomica e dello spedizioni spaziali di questo paese. A bordo verrano spediti cinque strumenti scientifici indiani, sei forniti dalla Nasa, dall’Esa europea e dalla Bulgaria. Giunta a destinazione la navicella lunare lascerà cadere una minisonda appuntita che si conficcherà nel suolo per studiarlo mentre dall’orbita censirà i minerali distribuiti nelle varie regioni. Dice Mylsswamy Anndurai, direttore del progetto: “Fra qualche decennio quando le colonie sulla Luna saranno realtà, l’India sarà partecipe dell’avventura. Fra 20 anni i viaggi spaziali saranno normali come oggi i collegamenti aerei. E allora non vorremmo comprare biglietti per volare su astronavi di altri Paesi. Nel frattempo si stanno profilando nuove partnership. Ad esempio, già gli indiani stanno lavorando con i russi per costruire la sonda Chandrayan-2 che porterà un robot sulla Luna nel 2011. Nel frattempo ha già volato l’anno scorso il primo esemplare della capsula Sre, che nel 2013 dovrebbe portare nel cosmo il primo aastronauta indiano. Anche gli USA si fanno avanti. Mike Griffin, della Nasa, afferma: India e Stati Uniti non devono essere concorrenti per andare sulla Luna. Noi possiamo sperare di andarci assieme. Solo che dall’India non è arrivata nessuna risposta. Al contrario di quanto si poteva credere la Luna è meta “turistica” inflazionata e non deserta. Dal primo atterraggio lunare USA qualcuno poteva credere che l’interesse verso il nostro satellite fosse venuto meno. Non è così. In fondo c’è anche chi sostiene che i video di Neil Armstrong che mette piede sulla Luna siano stati girati da Stanley Kubrick (articolo, video) Rimane ancora da spiegare un aspetto cruciale che viene chiarito da ilsole24ore. Cosa ci sarà di così importante sulla Luna? La risposta è: una polvere che vale un tesoro. “Conclusa la fase spettacolare, C-1 si metterà al lavoro. Per due anni scandaglierà l’invisible sotto la superficie lunare, a caccia di tracce sotterranee d’acqua, di depositi minerali e di maggiori informazioni sul prezioso elio-3, l’isotopo non radioattivo dell’elio che potrebbe alimentare le centrali nucleari di seconda generazione.” L’elio 3 è un isotopo non radioattivo rarissimo sulla terra. Al contrario sembra essere più abbondante sulla Luca, poichè depositato come una coltre di polvere dal vento solare. Questo isotopo dovrebbe essere utilizzati pere alimentare nuove centrali nucleari. Attualmente viene soprattutto usato nella ricerca sulla fusione nucleare. L’Elio-3 costituisce le rocce lunari in quantità di 0,01 parti per milione, mentre 28 parti per milione sono di elio-4 (wikipedia). La sua esistenza è stata postulata per la prima volta nel 1934 dal fisico australiano Mark Oliphant nel Cavendish Laboratory della Cambridge University . È stato osservato per la prima volta al Lawrence Berkeley National Laboratory nel 1939 da Luis Walter Alvarez e da Robert Cornog. Sulla terra ce ne è poco e può essere prodotto solo artificialmente (tramite bombardamento del litio) e ciò costituisce il principale fattore limitante allo sviluppo di questa tecnologia (vedi fonte). L’elio-3 è in realtà generato come sottoprodotto nelle fasi di manutenzione di armi nucleari. Al mondo è prodotto nella misura di 15kg l’anno. Le riserve strategiche degli Stati Uniti di elio-3 nel 1993 erano di 29 kg. “Nel 1988 è stato scoperto che l’elio-3 è invece presente sulla Luna! Infatti, l’analisi dei campioni di roccia lunare (regolite lunare) raccolti dalle missioni Apollo ha infatti confermato che sulla Luna esiste una piccola ma interessante percentuale di elio 3, giustificato come deposito dal vento solare. Altri elementi presenti sul satellite trasportati dal vento solare sono ad esempio idrogeno, carbonio, azoto, elio-4. Sulla Terra il vento solare è invece intercettato dall’atmosfera terrestre.L’elio-3 è abbondante anche nelle atmosfere dei pianeti gassosi del sistema solare Giove, Saturno, Urano, ma la possibilità di ricavare elio-3 da questi è solo teorica.” Oggi noi sappiamo che il 50% si concentra nei mari lunari che rappresentano il 20% della superficie lunare. Una tonnellata di elio-3 puo’ produrre 10.000 MW/anno di elettricità. Quindi, 25 tonnellate di elio-3 possono soddisfare il bisogno di elettricità degli Stati Uniti. Il suo costo energetico equivarrebbe a quello del petrolio a 7 dollari il barile. Come spesso capita… non ci resta che attendere e, se son lampadine… si accenderanno! L’India è arrivata sulla luna. Battuta la Cina Scritto da Luigi Palamara in data Novembre 15th, 2008 14 Commenti Versione-Stampabile L’INDIA ARRIVA SULLA LUNA. E’ il quarto Paese al mondo ad aver toccato il suolo lunare. NEW DELHI - Il tricolore indiano è atterrato sulla Luna, portando l’India ad essere il quarto Paese al mondo ad aver toccato il suolo lunare. Alle 20.31 ora indiana, le 16,01 in Italia, il Mip (Moon Impact Probe), il modulo lunare sganciato dalla sonda-madre Chandrayaan-I ha toccato il suolo lunare, nella parte meridionale del satellite terrestre. Il modulo, che ai suoi quattro lati ha disegnato la bandiera indiana, è stato lanciato dalla sonda indiano quando questo orbitava a 100 km dalla superficie lunare, dopo 23 giorni di permanenza nello spazio, il 22 ottobre scorso, il razzo indiano è stato lanciato dalla base di Sriharikota. Dopo Stati Uniti, Ex Unione Sovietica e Unione Europea, il modulo indiano di 35 chili porta il paese di Gandhi nel gotha mondiale delle esplorazioni spaziali, piazzando l’India nell’elite di pochissimi paesi che possono vantare un atterraggio lunare (o se si vuole un allunaggio) e sbaragliando la concorrenza asiatica, soprattutto cinese e giapponese (il Giappone comunque ha già una sonda in orbita intorno alla Luna). Ma l’India vuole di più: tra gli strumenti a bordo del Mip ce ne sono anche un paio che potranno aiutare gli scienziati indiani dell’Isro (Indian Space Research Organisation) a realizzare le altre due missioni Chandrayaan, che dovrebbero portare nel 2010 un robot indiano sulla luna e dopo qualche anno il primo astronauta indiano sul satellite terrestre. Intanto dalla Luna, dalla telecamera del Mip, sono arrivate a Bangalore, sede della sala di controllo dell’Isro, le prime immagini provenienti dalla Luna. Oltre al Mip, il satellite indiano Chandrayaan trasporta altri 10 strumenti scientifici progettati e realizzati da altri paesi, che verranno messi in funzione nei prossimi giorni. Il modulo raccoglierà dati geologici della Luna. Ma la missione indiana è, soprattutto, alla ricerca dell’elio-3, un isotopo rarissimo sulla Terra ma che serve per la fusione nucleare, potenzialmente un’importantissima fonte d’energia nel futuro. L’elio-3 abbonderebbe sulla Luna, anche se è molto difficile da estrarre. La missione spaziale è l’ennesimo passo dell’India in direzione di un rafforzamento della sua posizione internazionale dopo la deroga concessale, il mese scorso, al Trattato di non proliferazione nucleare (Tnp), non firmato da New Delhi; deroga che ha permesso al Paese di firmare accordi di cooperazione con Stati Uniti e Francia in materia di energia atomica. La missione indiana, del costo di 80 milioni di dollari, una inezia rispetto agli stanziamenti della Nasa americana, è il culmine del programma spaziale indiano cominciato nel 1963, quando primo ministro era Jawaharlal Nehru, padre di Indira e primo primo ministro dell’India. E’ significativo che l’atterraggio del modulo lunare indiano sia avvenuto proprio nel giorno in cui l’India commemora il suo primo capo del governo. La sonda lunare indiana è rimasta nell’orbita terrestre per diversi giorni, per poi entrare in quella lunare lo scorso 4 novembre. All’atterraggio della sonda sulla luna, gli scienziati indiani dell’Isro, con i quali sia il primo ministro Manmohan Singh che Sonia Gandhi si sono complimentati, si sono lasciati andare in manifestazioni di giubilo. Solo dopo, però, aver presentato ritualmente al tempio le offerte agli dei di buon auspicio, come era già avvenuto in occasione del lancio il 22 ottobre. USA Molteplici, infatti, sono gli obiettivi della base lunare che la Nasa vuole costruire lassù con la collaborazione di varie agenzie spaziali internazionali (compresa quella italiana), ma non vi è certo quella di combattere gli ufo. Sono almeno quattro gli scopi della base in via di progettazione. Per prima cosa essa dovrà servire come campo di prova per i veicoli, le abitazioni e i sistemi per ricavare acqua e ossigeno dal suolo che nel 2035, secondo un piano di massima, dovrebbero servire agli uomini che conquisteranno Marte. Una volta sulla superficie del pianeta rosso infatti, le strutture dovranno funzionare alla perfezione perché è impensabile un improvviso ritorno a Terra in caso di gravi problemi. Dalla Luna, invece, la fuga è sempre possibile e in meno di tre giorni si può tornare a casa. Ed ecco dunque, la scelta di sperimentare sul nostro satellite tutto ciò che servirà agli uomini che vivranno su Marte. In secondo luogo la Luna è assai ricca di elementi che sulla Terra prima o poi termineranno. “Sappiamo che alla lunga le risorse della Terra saranno esaurite, mentre ci sono risorse disponibili nello spazio: energia solare, materiali, metalli preziosi o acqua e carburanti che possono essere di grande valore in un'economia basata sullo spazio”, ha sottolineato Michael Griffin, Amministratore della Nasa. Fra tutti gli elementi uno fa più gola di tutti: l’elio 3. Si tratta di un elemento chimico che arriva dal Sole e che sulla Luna si accumula nella polvere superficiale da quando essa si è formata (sulla Terra gli eventi geologici non permettono che esso si concentri nel suolo). L’elio 3 è una sostanza fondamentale per alimentare le future centrali a fusione nucleare, che tra una cinquantina d’anni dovrebbero produrre energia pulita e non pericolosa. E' stato calcolato che un carico di elio 3 paragonabile a quanto è in grado di trasportare uno Shuttle, sarebbe in grado di dare energia a tutta l’Europa per un anno intero. Un terzo elemento che richiama la Nasa sulla Luna è la sua particolare posizione per realizzare ricerche soprattutto in campo astronomico. Il cielo senza atmosfera e, sul lato opposto della Luna, privo di interferenze radio prodotte dalle trasmissioni terrestri, la rende un luogo unico per la costruzione di telescopi e radiotelescopi che ascoltano le emissioni radio provenienti dai più lontani oggetti dell’Universo. La Luna infine, è vista come la prima vera frontiera del turismo spaziale. Sono già centinaia le persone in fila per trascorrere una settimana sulla Stazione Spaziale Internazionale, nonostante costi circa 17 milioni di euro. Quando si aprirà un hotel sulla Luna si prevede che la richiesta decuplicherà. Ma come sarà la prima base lunare? I primi alloggi sperimentali avranno l'aspetto un po' precario, simile a quello di una casa mobile della protezione civile, ma quantomeno saranno più ampi di quelli della Stazione Spaziale Internazionale. Equipaggi di quattro astronauti, secondo i piani della Nasa, cominceranno ad arrivare sul nostro satellite dal 2020 – per la prima volta dal 1972 - per missioni di una settimana, il cui impegno, oltre quello scientifico, sarà proprio quello di costruire la base. L'area dove dovrebbe sorgere l'installazione permanente è quella di uno dei due poli, probabilmente quello sud, vicino al Cratere Shackleton. Una posizione ideale per sfruttare al massimo la luce solare dalla quale si cercherà di ricavare il massimo di energia per la base stessa. Dal 2024 la permanenza umana dovrebbe salire fino a 180 giorni per missione e la base da quel momento dovrebbe essere pienamente operativa e in gran parte sarà posta sottoterra per proteggere gli astronauti dalle radiazioni cosmiche e dalle micrometeoriti. Entro il 2027, la Nasa immagina di avere al lavoro un 'rover' pressurizzato che possa portare gli astronauti a spasso sul suolo lunare, per esplorare soprattutto le regioni lontane da quelle equatoriali raggiunte dalle missioni Apollo. “Sui due poli lunari sappiamo meno di quello che conosciamo di Marte”, ha detto Scott Horowitz, responsabile delle esplorazioni alla Nasa. Al progetto parteciperanno, oltre che gli Stati Uniti, anche altri Paesi, tra i quali l’Italia. Il nostro contributo potrà essere particolarmente significativo, perché il nostro Paese è molto avanzato nel costruire moduli spaziali usati con successo a bordo della Stazione Spaziale. Ma quanto costerà questa impresa? L'agenzia spaziale americana per il momento non ha fornito indicazioni sui costi dell'intero progetto, limitandosi a garantire che al momento la Nasa non chiederà di aumentare il proprio budget attuale di 17 miliardi di dollari l'anno, sapendo che dal 2010 potrà risparmiare somme consistenti per la fine dell'avventura degli Space Shuttle, per i quali è previsto il pensionamento. Per quella data la Nasa sta studiando due nuovi razzi, Ares 1 e Ares 5, e una capsula per il trasporto degli uomini e del materiale. Quest’ultima, chiamata Orion, servirà come mezzo di trasporto alla Stazione orbitante, alla Luna e in futuro a Marte e forse anche su asteroidi del sistema solare. Questi,se da un lato possono essere un pericolo per la Terra in caso d’impatto (raggiungerli significa essere in grado di deviarli più facilmente), dall’altro possono essere anch’essi una fonte di minerali per i secoli a venire. mambo305 è collegato Vota l'utente: mambo305 Segnala messaggio Modifica/Elimina messaggio |
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forse il post dovrebbe essere spostato in scienza e tecnica
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Gli articoli contengono qualche errore:
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A parte questo sono abbastanza scettico.. se i calcoli che ho visto sono giusti bisogna processare 100 milioni di tonnellate di roccia ottenere 1 tonnellata di elio-3. Le infrastrutture necessarie per un lavoro del genere sono proibitive a livello di complessità/peso/costi. |
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Bannato
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Iscritto dal: Apr 2006
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Quelo a cui mi riferivo è che la massa delle apparecchiature richieste per un operazione di quel genere, unita all'alto costo al Kg per portare il materiale sulla superficie lunare nel prossimo futuro rendono la cosa economicamente non conveniente.
La base lunare prevista non ha infrastutture di questo tipo e non vedo come potrebbe averle visto che un Ares V potrà portare al massimo circa 70 tonnellate in orbita lunare (meno sulla superficie). Quote:
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Bannato
Iscritto dal: Nov 2008
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La base lunare serve in primis a questo, infatti hanno progettato l'assemblaggio in orbita dei due moduli CREW e Altair Lunar Lander con il supporto della stazione spaziale internazionale 2014 primo lancio con umani a bordo di Ares 2015 incominiano i le missioni a ritmo di 3-4 l'anno con Ares-I dopo 2-3 anni arriverà anche l'Ares-V |
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Senior Member
Iscritto dal: Dec 2006
Città: Trapani (TP)
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Molte cose non mi tornano...
Le riserve strategiche degli USA sono 29Kg. Ok, sulla luna ce n'è "di più". Ma "sette tonnellate" (per risolvere i problemi energetici per un anno) di materiale puro (ammesso di trovarlo, sulla luna, il materiale puro) come contano di andarlo a prendere e portarlo qui ?
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Bannato
Iscritto dal: Nov 2008
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Ares V porta 130 tonnellate decollando dalla terra questi trasportano i vari moduli lunari e orbitali La Luna ha una gravità che è 1/6 di quelle della terra I moduli lunari non avranno difficoltà a sollevare un pò di peso e spedirlo in direzione della terra dove planerà difeso dagli scudi a contatto dell'atmosfera per poi usare i paracaduti testati anni fà 50 metri di paracadute |
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#9 | |||
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Senior Member
Iscritto dal: Apr 2006
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No, serve per scopi scientifici e ingegneristici (validare tecnologie utili per una missione verso Marte). Quote:
- Processare 700 milioni di tonnellate di roccia all'anno per estrarre un materiale presente in piccole quantità. - Farlo in modo che sia conveniente rispetto ad altre soluzioni. Edit: Le missioni lunari non centrano niente con la ISS che è in un orbita svantaggiosa e per il 2015-2020 sarà alla fine della sua vita utile. Quote:
Per un confronto il programma Apollo è costato 130 miliardi dollari, quello che proponi costerebbe decisamente di più.. Ultima modifica di Rand : 30-11-2008 alle 17:24. |
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#10 |
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Senior Member
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Si, ma senza uno space elevator i costi sarebbero troppo costosi.
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#11 |
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Senior Member
Iscritto dal: Dec 2006
Città: Trapani (TP)
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7 tonnellate, ammesso che il minerale lunare contenga elio3 all'1% significa 700 tonnellate di pietra.
E non penso che si possa montare un complesso di raffinazione sulla luna (già PERMANERCI sulla luna è tutt'altro che triviale, figuriamoci montare un complesso e farci manutenzione).
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#12 | |
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Bannato
Iscritto dal: Nov 2008
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gli scopi scientifici non ai cinesi e indiani e anche al vecchio bush non interessano sicuramente il minerale in alcune zone non è presente in piccole quantità, le piccole quantità sono presenti sulla terra la regolite è piena di elio4 e in minor parte di elio3 sembra pazzesco ma usa cina e india all'elio 3 ci credono sul serio il costo totale previsto se rapportato con il barile di petrolio sarebbe di 7 dollari al barile Ultima modifica di freddoestremo : 30-11-2008 alle 17:27. |
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#13 | |
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Bannato
Iscritto dal: Nov 2008
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http://www.news.com.au/technology/st...014239,00.html con questo andrebbero a prendere anche il metano sulle lune di saturno o giove una volta portate su basterebbe dargli la giusta accellerazione iniziale nella giusta direzione Japan Space Elevator Association http://www.timesonline.co.uk/tol/new...cle4799369.ece http://www.spaceelevatorconference.org/ http://www.spaceelevatorblog.com/ http://www.jsea.jp/en Ultima modifica di freddoestremo : 30-11-2008 alle 17:48. |
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#14 | |
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Il problema è farli arrivare sulla terra senza che si sbriciolino contro l'atmosfera.
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#15 | ||||
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#16 | |
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Bannato
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-esistono i nanotubi di carbonio che hanno una resistenza alla trazione 100 volte più grande di quella di una barretta d’acciaio ma con un peso 6 volte minore l'agenzia giapponese sta studiano la fattibilità con un progetto preliminare, una volta fatto questo si passa alla costruzione con quella resistenza il problema è produttivo e di qualità dei materiali non capisco quindi il tuo pessimismo automartellante di sacre parti intime quando la matematica dice altra cosa è una sfida questo si guarda qui: http://www.spaceward.org/elevator-when La tabella mostra dei nanobi di 2 metri pesanti pochi grammi che reggono 1700 lbx ovvero 800kg dal 2010 si vedranno le prima bobine di 1000km di nanotubi che poi andranno messi insieme a formare un cavo grosso che permetta di ancorare un elevatore Ultima modifica di freddoestremo : 30-11-2008 alle 18:15. |
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#17 |
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Senior Member
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#18 |
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Bannato
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certo che non pensavo che esistessero nanotubi con queste resistenze
guarda qui: http://www.spaceward.org/elevator-when La tabella mostra dei nanobi di 2 metri pesanti pochi grammi che reggono 1700 lbx ovvero 800kg dal 2010 si vedranno le prima bobine di 1000km di nanotubi che poi andranno messi insieme a formare un cavo grosso che permetta di ancorare un elevatore 800kg e 2 grammi di peso, è tantissimo, ovviamente la prova è stata fatta su di un nanotubo di prova di 2 metri |
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#19 |
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Senior Member
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Io spero che tutto questo sia vero, entro la mia vita spero di farmi un viaggetto sulla Luna o Marte.
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#20 | |
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Bannato
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i cavi con la giusta resistenza e tolleranza saranno pronti nel 2015, pensa che c'è anche una gara annuale di resistenza di cavi per partecipare alla gara il cavo deve essere: al massimo di 2 grammi lungo almeno 2 metri |
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