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Old 24-09-2008, 15:02   #2501
CYRANO
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Si chiama Y-U-M-E



Ma i gatti fanno le puzzette?
yume se fossero 2 , ma siccome è una allora yuma !


certo che le fanno... pestilenziali poi!


Cà.aà.z.àa
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FINCHE' C'E' BIRRA C'E' SPERANZA !!!
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Old 24-09-2008, 16:45   #2502
morg79
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Ora dovrò solo scegliere quale dei 4 mi piace di più di quella cucciolata..
prendili tutti quanti

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La miglior lezione al mondo é osservare i maestri al lavoro... "Faccine a go-go"
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Old 24-09-2008, 17:00   #2503
jumpin666
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prendili tutti quanti

poi devo avere una casa senza mobili e senza oggetti a più di 2 centimetri da terra
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Old 24-09-2008, 17:02   #2504
morg79
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poi devo avere una casa senza mobili e senza oggetti a più di 2 centimetri da terra
eh lo so....
però come si fa a scegliere

magari vedi se trovi qualcuno che prende gli altri..così gli salvi anche la vita..
avremo un inverno molto freddo, poverini
__________________
La miglior lezione al mondo é osservare i maestri al lavoro... "Faccine a go-go"
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Old 24-09-2008, 17:02   #2505
kureal
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un pò per volte si abituano.
anche io ne ho presi diversi dalla strada in passato, anche grandi...alla fine si abituano.

@setzuko : le puzzette le fanno eccome, terrificanti
per sterilizzare io so che non si può fare prima dei sei mesi.
Morgy mettigli i Pampers

Ciao Miry, anzi miao !!!
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*_.'°-Un uomo che vive di adrenalina allo stato puro........._.'°-*
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Old 24-09-2008, 17:11   #2506
jumpin666
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eh lo so....
però come si fa a scegliere

magari vedi se trovi qualcuno che prende gli altri..così gli salvi anche la vita..
avremo un inverno molto freddo, poverini
La vita già gliela salvo ogni giorno. Sono miei.
Li tengo nel mio giardino e gli dò da mangiare, sono abbastanza grandi per sopravvivere
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Old 24-09-2008, 18:48   #2507
ania
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Originariamente inviato da Setzuko Guarda i messaggi
a quale mese di età si fa sterilizzare un gatto? Io vorrei sterilizzarla prima che le arrivi il "primo calore", il veterinario ha detto verso la fine dell'anno, adesso ha circa 4 mesi, confermate? Solo che lui vuole aspettare che Yume abbia il primo calore.
Ci sono -almeno- tre/quattro scuole di pensiero in merito a questo argomento, e leggendo -se vorrai- gli articoli di seguito quotati, potrai capire quali sono le ragioni addotte dai sostenitori delle diverse scuole :
1 - alcuni vets sterilizzano solo dopo che il primo calore ha avuto luogo ed è terminato.
E questa mi pare sia pure la scuola di pensiero cui fa riferimento il tuo vet.

2 - altri vets sterilizzano orientativamente intorno ai 6 - 7 mesi, anche se il primo calore non è sopraggiunto.

3 - altri vets -ma personalmente non ne conosco- sterilizzano anche più precocemente dei 6 mesi, alcuni scelgono di sterilizzare nel periodo compreso fra i 4 ed i 6 mesi.

4 - altri ancora sterilizzano ancora più precocemente dei 4 mesi.

SE si tratta di micette che stanno in casa e posso escludere -con assoluta certezza- fughe durante il periodo del calore, personalmente, preferisco abbiano il primo calore e far eseguire l'intervento solo dopo che il primo calore ha avuto termine.

Si tratta di scelte, si valutano i pro ed i contro delle une e delle altre, ci si informa il più possibile, si ascolta il parere dei veterinari in cui si ha maggiore stima e fiducia, poi, si decide.

In rete si trova qualche info, se a qualcuno interessa leggere qualcosa.
http://www.gattiandcats.it/Riproduzi...produzione.htm
http://www.gattiandcats.it/Riproduzione/ciclosfem.htm
Quote:
IL CICLO SESSUALE DELLA GATTA

Le gatte raggiungono la maturità sessuale a circa 6 – 10 mesi.
La manifestazione di questo stato è il calore o estro.
Questo dura per circa 3 – 4 giorni, ma se la gatta non si accoppia si può ripetere per 3 – 6 volte con intervalli di circa 1 settimana.
Se alla gatta viene permesso di accoppiarsi ogni manifestazione del calore si interrompe.
Durante l’anno si hanno due periodi di manifestazioni del calore a distanza di circa 6 mesi.
Da cui la definizione della gatta, dal punto di vista riproduttivo, poliestrale stagionale
Molto spesso, per azione della durata delle ore di luce delle giornate, questi due periodi si hanno in autunno ed in primavera, ma l’intervallo può essere molto ampio.
I tipici comportamenti di una gatta in calore sono i miagolii continui, atteggiamenti particolari come il mimare la posizione dell’accoppiamento con la coda piegata di lato ed accettare di buon grado le coccole.
Spesso questi comportamenti fanno ripensare alla decisione dell’adozione essendo più intensi di notte.
Proprio in questi momenti si pensa alla sterilizzazione.
Da molti quest’idea è rifiutata perché innaturale, ma molte sono le argomentazioni che invece, se conosciute, possono far ripensare.
Premettendo che, se si ha la sicurezza di far adottare i cuccioli della nostra gatta, la gravidanza sicuramente è la miglior scelta.
Però, tenendo conto che una gatta ha due calori all’anno e dopo ogni gravidanza può partorire da 3 a 5 cuccioli, con semplici calcoli matematici si ottiene che con una vita media di circa 15 – 17 anni, noi avremo la “felicità” di dover far adottare oltre 120 gattini. Praticamente impossibile!
http://www.gattiandcats.it/Riproduzione/estro.htm
Quote:
ESTRO O CALORE
La gatta è un animale poliestrale stagionale ovvero per due volte l'anno per più volte a distanza di alcuni giorni alcuni follicoli maturano nelle ovaio della gatta innescando un complesso ciclo ormonale denominato estro o calore.
Le manifestazioni di solito sono molto evidenti, mimano i rapporti sessuali e sono associate a caratteristici miagolii lamentosi.
La durata è variabile e termina solo dopo alcuni cicli se la gatta non si accoppia o dopo accoppiamento perchè durante lo stesso avviene l'ovulazione dei follicoli che fa interrompere il ciclo ormonale del calore per poter far iniziare quello della gravidanza.
http://www.gattiandcats.it/Riproduzi...azione%20f.htm
Quote:
LA STERILIZZAZIONE DELLA GATTA
Se l'idea di sterilizzare la vostra gatta può sembrarvi egoista dovete tenere in considerazione alcuni aspetti.
Se ad una gatta che va in estro non è permesso di accoppiarsi, oltre a renderci la vita quasi impossibile, facciamo una "cattiveria" arrecandogli, sicuramente in modo involontario, grandi sofferenze, spesso sottovalutate.
Conoscendo queste cose, si può dedurre che solo ad alcuni soggetti di razza di gran pregio è possibile evitare la sterilizzazione ma gli altri soggetti difficilmente potranno fare una vita sessuale secondo natura senza costrizioni o sofferenze.
Per tranquillizzare molte persone è bene dire che la sterilizzazione non priva la gatta dei suoi istinti sessuali ma glieli annulla, quindi non ne sentirà la mancanza.
Inoltre le conseguenze della sterilizzazione come l’obesità e la demenza fanno parte solo delle credenze popolari avendo ben poco fondamento scientifico.
La sterilizzazione presenta molti aspetti positivi: aumenta la socievolezza, diminuisce la tendenza ad allontanarsi da casa diminuendo cosi le possibilità di zuffe con altri gatti e l’attraversamento di strade pericolose.
L’incidenza del tumore mammario diminuisce considerevolmente.
Infine, ma non ultimo per importanza, limitando i rapporti sessuali e le zuffe tra gatti si fa un’ottima prevenzione verso malattie come la FeLV e la FIV che vengono trasmesse attraverso scambi di sangue o liquidi organici.
Concludendo si può dire che dal punto di vista statistico, la sterilizzazione permette un’aspettativa di vita per il nostro gatto quasi doppia.
http://www.gattiandcats.it/Riproduzi...ter%20femm.htm
Quote:
COME AVVIENE LA STERILIZZAZIONE DELLA GATTA

Per le gatte la sterilizzazione si può ottenere in modo temporaneo, per via farmacologica o permanente con tecnica chirurgica.

Il trattamento farmacologico ha avuto molto successo qualche anno fa.
Ora con la consapevolezza che, se mal gestito, è causa di gravi effetti collaterali è molto meno usato.

Questa tipo di sterilizzazione si attua con la somministrazione di ormoni o ormone-simili che annullano l’azione degli estrogeni, ormoni responsabili del calore.
Il loro effetto dura circa 6 – 8 mesi.
Non devono essere mai usati nelle gatte che non hanno mai avuto il calore e per più di due somministrazioni consecutive altrimenti può aumentare l’incidenza dei tumori alla mammella o di infezioni agli organi genitali.

Il trattamento chirurgico è un intervento che prevede l’asportazione o delle sole ovaie (ovariectomia) o sia delle ovaie che dell’utero (ovarioisterectomia).

Questa procedura naturalmente è irreversibile e non comporta nessun effetto collaterale.

Per avere maggiori informazioni in merito sicuramente il proprio veterinario potrà essere molto utile.

http://www.akela.it/gatto/salute/wel...s?pag=C07vet05
Quote:
La sterilizzazione

La questione si ripropone imperiosa ogni primavera, quando "maturano" i micini dell'anno prima ed i padroni si ritrovano a fare i conti con le femmine che "cantano" (più di uno me ne sono visto arrivare in ambulatorio angosciato, convinto che la sua adorata micina avesse contratto una malattia dall'esito sicuramente fatale) e maschi che, poco simpaticamente, cominciano a schizzare di urina fetida gli angoli di casa.

E' giusto sterilizzare il gatto?
Non gli si provoca una crudele mutilazione?
E' vero che dopo ingrassa?
Qual'è l'età giusta per farlo?
Non cambia carattere?
Le femmine non devono avere almeno una gravidanza?...

Queste sono le domande più frequenti che mi avete posto, vediamo di rispondere con ordine.
Il gatto sterilizzato, sia maschio che femmina, vive in piena serenità: semplicemente, non pensa più al sesso; nessun'altra componente del suo carattere viene alterata, tornerà il micio di prima ma senza l'ossessione di istinti riproduttivi che subiscono, nei nostri gatti di casa, la frustrazione di non poter essere soddisfatti.
La femmina, se anche ha partorito una volta, al calore successivo andrà in smanie allo stesso modo; il maschio, se anche si accoppia una volta, forse ancora di più soffrirà di non poterlo fare in seguito.

Non è più crudele lasciare un animale "intatto" ma impedirgli di accoppiarsi piuttosto che sterilizzarlo e togliergli il pensiero?
Per la femmina, per di più, c'è proprio un problema di carattere organico che vedremo fra un attimo.
Ma intanto pensiamo ad una gatta, tipo la classica gatta di cascina, che viene lasciata libera di accoppiarsi quando vuole: questa micia può fare tranquillamente due figliate all'anno, in genere di quattro gattini l'una.
Anche ammettendo una certa mortalità naturale, volete farvi il conto di quanti gattini fanno in dieci anni?
E ammettendo che la metà siano femmine, e che queste possano partorire l'anno dopo la loro nascita, avremo una crescita della popolazione felina assolutamente intollerabile!
In genere la gente di campagna non va per il sottile e si limita ad uccidere una certa quota di gattini neonati, ma questa pratica spero bene che incontri disapprovazione ed orrore da parte di tutti i miei fedeli lettori!

La contraccezione chimica, da parte sua (vedi Estropill e simili) è direttamente responsabile del carcinoma mammario della gatta nonchè dell'infezione dell'utero (piometra) che spesso compaiono molti mesi o anni dopo anche in seguito ad una sola somministrazione.
Vi dico con la maggiore serietà possibile che tutte le volte che ho trovato un tumore mammario in una gatta, o era integra oppure era stata trattata con l'Estropill.

Il carcinoma mammario della gatta ha sempre una malignità impressionante, e per quanto riguarda la piometra, considerate se vale la pena, per evitare di operare una gatta giovane e sana con un banale intervento di routine, correre il rischio di doverla operare d'urgenza, magari dieci anni dopo e non più così in forma, per un'infezione dell'utero che la sta mettendo in pericolo di vita.

Perchè non lasciare integra una gatta "di casa" che non vede mai un maschio?
A parte il fatto che spesso le gatte in calore lanciano grida impressionanti, si contorcono come indemoniate sui pavimenti, vi zampettano in mezzo ai piedi e non mangiano per alcuni giorni, c'è proprio un motivo organico che consiglia di sterilizzare la femmina anche se i calori sono blandi e non vi danno fastidio.
Oltre alla coniglia, la gatta è l'unica femmina di mammifero domestico ad avere l'ovulazione indotta: ossia, se non si accoppia i follicoli ovarici che si formano ad ogni calore non scoppiano liberando l'ovulo, ma piano piano regrediscono fino a sparire.
O almeno dovrebbero, perchè dato che in natura l'accoppiamento è la regola, il meccanismo di involuzione (atresia) follicolare può non essere in grado di riassorbire per mesi o anni tutti i follicoli inesplosi.
Alla lunga capita che alcuni di essi diventino persistenti trasformandosi in cisti ovariche: queste cisti però continuano a produtte ormoni, e possono provocare sia calori ininterrotti (se producono estrogeni) sia assenza di calori (se producono progesterone).
In ambedue i casi la stimolazione ormonale su utero e mammelle è scorretta, e ricadiamo nel caso precedente della contraccezione chimica; potreste trovarvi con una micia matura da operare d'urgenza all'utero o con un tumore cattivissimo alle mammelle!
Per il gatto le cose sono più semplici, non corre nessun rischio ormonale se si tiene cari i suoi testicoli!

I problemi, però, sono di un altro ordine.
I gatti che possono uscire di casa, e quindi non spruzzano dentro, spesso vengono lasciati interi dai loro proprietari, soprattutto gli uomini inorridiscono all'idea che i loro gatti vengano castrati, come se fossero toccati nella LORO virilità!
Questi maschi interi sono in effetti meravigliosi, splendidi e maestosi con la loro testona imponente (il grasso che si accumula nelle guance è un carattere sessuale proprio del maschio, come la pelle durissima, per difesa dagli attacchi degli altri maschi).
Peccato che, oltre a riempire di gattini tutto il vicinato, io li veda molto spesso in ambulatorio, arrivano con ferite da morso che formano ascessi, con ferite e fratture per cadute o investimenti, con malattie incurabili come la leucemia e l'immunodeficienza felina, che si trasmettono con l'accoppiamento e con le lotte a sangue.
Questi micioni, peraltro generalmente socievolissimi col veterinario e con l'umanità in genere, hanno una vita media che va dai 2 ai 5 anni, contro i 15-18 che io auguro ad un gatto d'appartamento; prima o poi vengono trovati morti o, semplicemente, spariscono.
Se siete della corrente "meglio un giorno da leoni..." non castrerete questi gatti, io preferisco avere i miei senza palline e sperare di tenermeli vent'anni.

Il gatto maschio che sta in casa va castrato per il semplice motivo che altrimenti amici e parenti disertano; l'odore delle urine del maschio intero è molto pungente ed indelebile, e l'esigenza sessuale di marcare il territorio rende la convivenza in appartamento decisamente problematica; la castrazione risolve odore e comportamento.
Alcuni gatti però non spruzzano, sono in genere persiani, dal carattere "freddo", ma anche europei o altre razze.
Questo accade quando il gatto in questione non ha nessun contatto con altri gatti e non è quindi stimolato in alcun modo; in questo caso il maschio può benissimo rimanere intero tutta la vita!
Per quanto riguarda l'età, l'intervento in realtà sia sul maschio che sulla femmina si può fare dalle sei settimane di vita in poi, più che altro per abitudine, si tende a farlo dopo il primo calore, che testimonia l'avvenuta maturità sessuale.

Il gatto sterilizzato, vero spauracchio dei proprietari, tende effettivamente ad ingrassare dopo l'operazione, perchè il metabolismo si riduce: questo NON vuol dire che debba necessariamente ingrassare!
Il bravo padrone terrà d'occhio il profilo del suo micio e, se lo vede ingrassare, non farà altro che diminuire la dose di cibo fino a raggiungere il nuovo equilibrio.
Ovvio che se state a sentire lui (il micio) oltre che per aguzzini dal bisturi facile, passerete anche per affamatori; ma voi non date retta e scaricate pure la responsabilità sul veterinario!
Un gatto adulto "standard" dovrebbe pesare intorno ai quattro chili.

di Grazia Vittadini - medico veterinario

http://www.gattosiberiano.com/sterilizzazione.htm
Quote:
Ogni anno centinaia di migliaia di gatti, neonati e adulti, vengono soppressi poiché non vi è chi si occupi di loro.
Per evitare di aggravare questo problema, tutti i gatti dovrebbero essere sterilizzati, a meno che non si tratti di esemplari registrati e destinati alla propagazione della razza.
La gatta viene sterilizzata mediante l'asportazione dell'utero e delle ovaie, mentre il maschio viene castrato tramite l'asportazione dei testicoli.

LA STERILIZZAZIONE DEL GATTO
Con la sterilizzazione vengono eliminati comportamenti indesiderati legati al calore (miagolare incessante, urinare in giro per casa...) a patto che l'intervento venga eseguito all'età giusta, in caso si attenda troppo si rischia che tali comportamenti permangono.
Dopo la sterilizzazione il gatto si allontana meno da casa, riducendo così il pericolo di contrarre alcune pericolose malattie.
La sterilizzazione precoce nella gatta riduce lo sviluppo dei tumori mammari e dell'utero, e di altre malattie legate al malfunzionamento delle ovaie, inoltre si evitano sofferenze al gatto e alla gatta, che desidera accoppiarsi ma non può perché gli viene impedito.
Il momento migliore per sterilizzare la gatta è quando si presenta il primo calore, ma questo non è indispensabile, di recente si è scoperto che più precocemente si effettua l'intervento, che però non deve essere eseguito prima dei 6 mesi di età, e più diminuiscono i rischi di future malattie dell'apparato riproduttore.
Nei gatti maschi, la castrazione viene consigliata dagli 8 mesi di età.

Il gatto deve restare a digiuno a partire da 8 -10 ore prima dell'intervento, toglietegli anche la ciotola dell'acqua 2-3 ore prima.
L'operazione verrà fatta in anestesia totale.
Quando verrà dimesso potrebbe essere già sveglio o ancora barcollante per via dell'anestesia.
Tenetelo in un posto tranquillo, non fatelo saltare per evitare il rischio che si aprano i punti e tenetelo a digiuno fino al giorno successivo all'intervento.
Il veterinario prescriverà un antibiotico e vi consiglierà come disinfettare la ferita.
E' importante che il gatto non lecchi la ferita, poiché con la sua lingua ruvida ritarderebbe la chiusura della ferita e con la saliva la infetterebbe, quindi è meglio mettergli un collare elisabettiano.
Questi sono consigli generali, in ogni caso sarà il vostro veterinario a dirvi come dovete comportarvi prima e dopo l'intervento.
Se il gatto è in perfette condizioni di salute e non è allergico all'anestesia non corre nessun pericolo nell'effettuare l'operazione.

L' INTERVENTO
Nella gatta verrà praticata un incisione di pochi centimetri sulla pancia, verranno trovate le ovaie (oppure utero e ovaie), si chiuderanno i vasi sanguigni che le irrorano per evitare emorragie, e si esporteranno le ovaie.
L'intervento dura circa dai 14 ai 40 minuti e il taglio praticato verrà chiuso con alcuni punti di filo o con "graffette metalliche", che verranno levati dopo 8-10 giorni.
Le tecniche più utilizzate sono tre:
OVARIECTOMIA: si esportano solo le ovaie , in questo modo la gatta non andrà più in calore.
OVARIOISTERECTOMIA: si esportano sia le ovaie sia l'utero.
E' un intervento più complesso e sarà il veterinario a decidere se adottare questa tecnica.
SALPINGECTOMIA o LEGATURA DELLE TUBE : vengono esportati i condotti che portano gli ovuli dalle ovaie all'utero, in questo modo la gatta continuerà ad andare in calore ma non potrà rimanere incinta.
Nel gatto viene incisa la pelle che contiene i testicoli (scroto) e anche in questo caso vengono chiusi i vasi che portano nella zona il sangue, poi vengono esportati i testicoli.

Molti veterinari non applicano nessun punto poiché la ferita è così piccola che si chiude da sola il giorno dopo.
Nei maschi gli interventi possono essere di 2 tipi:
ORCHIECTOMIA: esportazione dei testicoli. In questo caso il gatto non manifesterà più il comportamento sessuale.
VASECTOMIA: chiusura dei condotti che permettono agli spermatozoi di uscire dai testicoli. In questo caso il gatto rimane sterile ma conserva l'istinto di accoppiarsi.

L'USO DEI FARMACI
E' anche possibile eliminare il comportamento indesiderato delle gatte che vanno in calore facendo ricorso ai farmaci progestinici.
Questi farmaci però, se usati per lungo tempo, possono avere gravi effetti collaterali, aumentando i rischi di malattie all'utero e di patologie come il diabete e tumori mammari.

Quindi questa tecnica ha senso solo se vorrete farla riprodurre in futuro.
Altre fonti qui:
http://www.centroveterinario.ch/PDF/Castrazione.pdf
http://www.oipaitalia.com/randagismo...lizzazione.pdf

http://www.crcsoft.com/cat/comportamento.html
http://www.micimiao.it/riproduzione.htm
http://www.enpamilano.org/Index.asp?ID_Menu=111


Ania

Ultima modifica di ania : 25-09-2008 alle 09:19.
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Old 24-09-2008, 19:17   #2508
Setzuko
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Città: Milano
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Grazie mille Ania
Da quello che ho capito è certo che devo aspettare i 6 mesi prima di farla sterilizzare, ad occhio e croce siamo a novembre/dicembre.
Ovviamente vorrei evitare che lei avesse il primo calore, non tanto per me...perchè io comunque sono abituata alle notti passate coccolandola perchè miagolava come una pazza (appena la portai a casa per i primi giorni sembrava quasi abbaiare), più per le mie coinquiline (anche se ho già spiegato che se il gatto da fastidio possono sempre alzare i tacchi, non ho intezione di limitare Yume...discorso per altro ripetuto oggi), per il vicinato e per Yume stessa.

Ammetto anche che sto pensando di prendere un appartamentino fuori Milano, dove gli affitti sono meno cari, quindi potrei permettermi di vivere da sola, Yume può fare quel cazzo che le pare....pensando anche di "regalarle" un compagno di giochi.
Ma prima di ciò passeranno un bel pò di mesi..
__________________
"Nessun grande artista vede mai le cose come sono veramente. Se lo facesse, smetterebbe di essere un artista" O.Wilde

Ultima modifica di Setzuko : 24-09-2008 alle 19:25.
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Old 24-09-2008, 20:06   #2509
ania
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Originariamente inviato da Jabberwock Guarda i messaggi
Secondo il mio veterinario e' meglio non arrivare al primo calore, sia perche' cosi' "non hanno pulsioni" (parole testuali) e quindi hanno meno tendenza a vagabondare, sia perche' si elimina praticamente del tutto il rischio d'insorgenza dei tumori mammari e uterini!

In generale si consiglia la sterilizzazione tra il 4 e il 6 mese!
SE l'intervento di sterilizzazione viene eseguito con la tecnica dell' ovarioisterectomia, anche se si procede dopo che è avvenuto il primo calore, si eliminano comunque i rischi di insorgenza di tumori dell'utero e/o di piometra, per la semplice ragione che l'utero viene asportato.

Per quanto concerne i tumori mammari, bisognerebbe valutare "di quanto potrebbe variare percentualmente il rischio di insorgenza, prese in considerazione le due opzioni: sterilizzare prima del primo calore o dopo".

Quote:
Originariamente inviato da Setzuko
Grazie mille Ania
Di nulla, si fa quel che si può, o si riesce, in ogni caso, si cerca di fare del proprio meglio.
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Originariamente inviato da Setzuko
Da quello che ho capito è certo che devo aspettare i 6 mesi prima di farla sterilizzare, ad occhio e croce siamo a novembre/dicembre.
La cosa migliore è sempre consultare il vet di fiducia.

Se non sei convinta di attendere che sia trascorso il primo calore per sterilizzarla successivamente, potresti chiedergli "perché" ritiene opportuno ed auspicabile aspettare che Yume abbia portato a termine il primo calore, forse, la sua risposta ti convincerà della ragionevolezza della scelta.

Secondo alcuni vets, procedere con l'intervento di sterilizzazione prima che sia avvenuto il primo calore, potrebbe non consentire alla micettta di realizzare pienamente lo sviluppo che potenzialmente potrebbe compiere -e compirebbe- se le si lasciasse avere il primo calore, ma -come si evince dalla lettura di alcuni articoli quotati- altri vets fanno diverse valutazioni/considerazioni.


Ania
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Old 24-09-2008, 20:13   #2510
MILANOgirl
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se non hai un gatto e non ci vivi non sai di cosa stai parlando
io ho un gatto, ci vivo e la penso esattamente come lui.
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Old 24-09-2008, 20:18   #2511
Tommy_83
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AIUTO

Ho notato che il mio gatto fa le feci nere..qualcuno sa dirmi di che cosa potrebbe trattarsi? (domani lo porto comunque dal veterinario)

__________________
Gli uomini della sabbia hanno profili da assassini, rinchiusi nei silenzi d'una prigione senza confini.
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Old 24-09-2008, 20:57   #2512
jumpin666
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AIUTO

Ho notato che il mio gatto fa le feci nere..qualcuno sa dirmi di che cosa potrebbe trattarsi? (domani lo porto comunque dal veterinario)

Ha mangiato catrame.


Scherzo
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Old 24-09-2008, 21:00   #2513
Jabberwock
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Originariamente inviato da ania Guarda i messaggi
SE l'intervento di sterilizzazione viene eseguito con la tecnica dell' ovarioisterectomia, anche se si procede dopo che è avvenuto il primo calore, si eliminano comunque i rischi di insorgenza di tumori dell'utero e/o di piometra, per la semplice ragione che l'utero viene asportato.
Ma, come scrivi, quello e' un intervento piu' serio, dubito lo facciano solo perche' e' sopraggiunto il calore!

EDIT: a questo proposito, una delle mie gatte e' stata sterilizzata dopo il primo calore (questa cosa dell'insorgenza dei tumori mi e' stata detta dopo), ma le e' stata fatta una ovariectomia!

Quote:
Per quanto concerne i tumori mammari, bisognerebbe valutare "di quanto potrebbe variare percentualmente il rischio di insorgenza, prese in considerazione le due opzioni: sterilizzare prima del primo calore o dopo".
Se non ci sono altri motivi, anche una riduzione dell'1% non e' insignificante, imho!
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Old 24-09-2008, 21:10   #2514
ania
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Originariamente inviato da Jabberwock Guarda i messaggi
Ma, come scrivi, quello e' un intervento piu' serio, dubito lo facciano solo perche' e' sopraggiunto il calore!
Alle mie gatte hanno effettuato l'ovarioisterectomia, dal momento che si decide di sterilizzare, e di escludere per sempre la riproduzione, non vedo perché lasciare l'utero, che potrebbe andare incontro a patologie e non potrebbe più assolvere alla funzione cui era predisposto, quindi "di fatto, diventa organo inutile, ma a rischio di ammalare"

Ania

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Old 24-09-2008, 21:34   #2515
Jabberwock
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Originariamente inviato da ania Guarda i messaggi
Alle mie gatte hanno effettuato l'ovarioisterectomia, dal momento che si decide di sterilizzare, e di escludere per sempre la riproduzione, non vedo perché lasciare l'utero, che potrebbe andare incontro a patologie e non potrebbe più assolvere alla funzione cui era predisposto, quindi "di fatto, diventa organo inutile, ma a rischio di ammalare"

Ania
Alla mia, come dicevo, hanno fatto una ovariectomia! All'altra non saprei: al tempo era randagia e non le venne fatto un libretto! Ma lei aveva avuto gia' diversi calori e parti al tempo!
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Old 24-09-2008, 21:52   #2516
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Originariamente inviato da MILANOgirl Guarda i messaggi
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Old 24-09-2008, 22:23   #2517
ania
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Quoto in questo thread un vecchio post scritto tempo addietro nel contesto di un thread in cui si trattava dell'argomento sterilizzazione:
Quote:
Originariamente inviato da Matteo Trenti Guarda i messaggi
Io sono veterinario, sterilizzo gatte e gatti, cani e cagne da circa 6 anni.

Non ho letto tutta la discussione ma mi hanno attratto 2 affermazioni:
Quote:
Originariamente inviato da DenFox
Ma che sterilizzare e sterilizzare?! Ma avete la MINIMA IDEA di cosa significhi per un gatto essere sterilizzato? La gatta di mio zio da quando è stata sterilizzata non è più la gatta di un tempo che giocava saltando da una parte e l'altra... sembra sia un morto che cammina. Se la sterilizzi distruggi la vita del gatto.
FALSO

I gatti seguono cicli ormonali (estrali) durante i quali sono GOVERNATI dall'istinto ormonale e non da un effettivo DESIDERIO del rapporto sessuale, com'è invece per gli esseri umani ed alcuni altri animali.
Il desiderio sessuale si genera dal pensiero del rapporto, l'istinto sessuale è prettamente endocrino (cioè mediato da ormoni).
Il DESIDERIO SESSUALE è proprio di una corteccia cerebrale molto sviluppata.
L'ISTINTO SESSUALE è di un area cerebrale inferiore e più interna, e deve essere scatenato necessariamente dagli ormoni sessuali.
Negli esseri umani, ovviamente, esistono entrambi i tipi di desiderio.
In poche parole, un gatto od una gatta sterilizzati, non sentiranno mai la mancanza del rapporto sessuale, nè si sentiranno dei "mezzi gatti".
Forse la GATTA DI TUO ZIO ha vissuto male l'esperienza dell'intervento (PAURA, DOLORE in primis)

Quote:
Originariamente inviato da DenFox
Ho sempre portato i miei gatti dal veterinario per dei controlli. Ho visto gatti di 12-13 anni che sembravano averne 20, nemmeno si muovevano per la vecchiaia, la mia zompa di qua e di la ed è ancora in gran forma, vuoi mettere che non so come trattare i gatti?
UN PO' VERO UN PO' FALSO

La mancanza di ormoni (che non è mai totale: per fortuna ci sono le ghiandole surrenali!) rende più facile la deposizione adiposa a scapito di quella muscolare.
Ma esistono MANGIMI APPOSITI IPOCALORICI ricchi di proteine e microelementi....

Quote:
Originariamente inviato da naitsirhC
Ma il tuo veterinario sa cos'è una salpingectomia?
La salpingectomia o legatura delle tube, oltre a non eliminare il fastidioso problema del comportamento della gatta in calore (l'animale va in calore lo stesso anche se dopo salpingectomia è sterile) può essere pericolosa (cisti ovariche, piometra, ecc...) meglio la ovarioisterectomia.

Quote:
Originariamente inviato da naitsirhC
NON E’ VERO che la femmina deve fare una cucciolata prima di essere sterilizzata
NON E’ VERO che poi vengono tumori
NON E’ VERO che poi diventa “stupida/o”
NON E’ VERO che poi diventano SEMPRE grassi
NON E’ VERO che non si possono sterilizzare prima del primo calore.
TUTTO ESATTO!

http://www.cittadeipapivet.it/Sterilizzazione.html
Quote:

L'importanza della sterilizzazione


La sterilizzazione è una pratica chirurgica che non andrebbe presa in considerazione solo quando non si desidera una gravidanza nelle nostre amiche a quattro zampe, ma la si può vedere anche come una pratica di medicina preventiva in quanto contribuisce ad eliminare all’origine eventuali patologie a carico dell’apparato riproduttore (pseudogravidanza, piometra o infezione uterina, tumori dell’utero, ovaio e vagina) e nelle cagne, se effettuata al massimo entro il secondo calore, sembra portare ad una significativa riduzione dei tumori mammari.

La sterilizzazione resta una chirurgia, anche se routinaria, da effettuare sempre in un centro qualificato sia come personale chirurgico che come attrezzature, quando possibile anche preceduto da indagini di laboratorio e strumentali più o meno estese.

Le tecniche chirurgiche che si hanno a disposizione sono diverse e normalmente ogni chirurgo ha più familiarità con una di esse, le più utilizzate sono l’ ovarioisterectomia (asportazione di utero ed ovaie), quello che facciamo routinariamente nella nostra struttura, o solo l’ ovariectomia (asportazione di ovaie), ma tutti o quasi siamo concordi nel dover asportare sempre le ovaie, questo per ottenere i benefici di cui si è parlato precedentemente.

Ci sentiamo di sconsigliare vivamente, per inibire il calore, l’uso di farmaci che, se usati per brevi o lunghi periodi, aumentano in maniera notevolmente significativa la possibilità di avere infezioni uterine che, se non riconosciute ed operate in tempo possono portare alla morte la nostra amica a quattro zampe.
Gli animali operati dovranno togliere i punti dopo un periodo di circa 10 giorni, durante il quale è consigliato uno stile di vita più tranquillo.
http://www.ilpaesedeigatti.ch/sterilizzazione.html
Quote:
LA STERILIZZAZIONE

È consigliabile sterilizzare i gatti da compagnia? Perche?

La sterilizzazione dei gatti, tanto dei maschi che delle femmine, è senza dubbio consigliabile, per molti motivi.
Questo intervento comporta diversi tipi di benefici:

1. Sul carattere e il comportamento
(questo riguarda sia maschi che femmine):
Una volta raggiunta la maturità sessuale il gatto, come tutte le specie animali, inizia a manifestare dei comportamenti dettati dagli ormoni. Facilmente l’animale inizia a spruzzare urina e lasciare in giro le feci per marcare il territorio, evitando di usare la cassetta e quindi sporcando in giro per la casa.
Può diventare aggressivo.
Specialmente i maschi, ma talvolta anche le femmine, iniziano a montare piedi, mani, altri animali della casa, oggetti inanimati, con un’insistenza a volte esasperante per i proprietari che vedono l’innocente animaletto trasformato in una sorta di maniaco sessuale.
L’intensità di questo comportamento varia molto da soggetto a soggetto: molti maschi restano relativamente tranquilli e non manifestano comportamenti fastidiosi.
Se il gatto vive con un altro dello stesso sesso, anche se cresciuti insieme da piccoli, possono innescarsi lotte per la dominanza.

2. Sulla prevenzione della gravidanza e l’abbandono dei gattini:
Se sono presenti due o più gatti di diverso sesso, la sterilizzazione si rende assolutamente obbligatoria per evitare gravidanze continue.
Una femmina può teoricamente avere parecchie gravidanze all’anno.
Il problema di trovare un’adeguata sistemazione a tanti micini abbandonati è già molto serio.
La speranza di abbandonare i piccoli nella speranza che vengano accolti da una famiglia responsabile e informata, che se ne prenda cura con amore e per tutta la durata della loro vita, è appunto una... speranza.
Molti vengono presi per bambini piccoli, che se ne stufano presto come per ogni giocattolo, o li trattano in modo rude causando lesioni e fratture.
Non si può neppure pensare di tenere un maschio ed una femmina interi separati, pur nella stessa casa.
I gatti avvertirebbero l’odore del compagno, e l’impossibilità di raggiungerlo per accoppiarsi li renderebbe molto frustrati.

3. Sulla salute:
Questo punto riguarda soprattutto le femmine.
Nelle gatte non sterilizzate si registra un’incidenza elevata di tumori dell’utero, delle ovaie e delle mammelle.
Non esistono statistiche ufficiali, ma negli Stati Uniti si calcola che l’incidenza di tumori dell’utero (adenocarcinomi) nelle gatte intere sopra i 3 anni di età vari tra il 50 e l’60% (vi sono differenze secondo la razza).
L’adenocarcinoma dell’utero negli USA è il tumore più comune delle gatte, e si può prevenire completamente con la sterilizzazione. Nelle femmine, infatti, questa è la ragione principale per scegliere di sterilizzarle.
Altre patologie della gatta possono essere prevenute con la sterilizzazione: piometra (infezione dell’utero), aneurisma uterino (alterazione dei vasi sanguigni che causa emorragie), tumori delle ovaie, tumori delle mammelle (che sono causati dagli ormoni femminili).
Nel maschio l’incidenza di tumori dell’apparato genitale è piuttosto bassa, comunque la sterilizzazione ne previene l’insorgenza.

4. In cosa consiste la sterilizzazione?
La sterilizzazione è un intervento chirurgico che si esegue in anestesia generale.
Nel maschio vengono “svuotati i testicoli” praticando un piccolo taglio sopra ciascun testicolo o un unico taglio davanti ad entrambi, attraverso cui i testicoli vengono rimossi dopo aver legato i loro peduncoli con i vasi che contengono.
Se l’incisione viene eseguita sopra ciascun testicolo non è indispensabile suturarla, dipende dalle preferenze del veterinario.

Nella femmina si asportano le ovaie e l’utero.
Viene incisa la parete dell’addome al di sotto dell’ombelico, e attraverso questa apertura si estraggono con delicatezza l’utero e le ovaie.
Si legano i vasi sanguigni che irrorano questi organi, che vengono quindi rimossi.
In seguito si sutura la parete muscolare, il tessuto sottocutaneo e la cute.

5. Essendo un intervento chirurgico quali rischi si corrono?
Il rischio è legato all’intervento stesso.
In teoria possono verificarsi emorragie, mentre nella femmina in particolare, l’apertura della cavità addominale può comportare il rischio di lesionare gli organi interni nel corso della sterilizzazione.
Ancora una volta, nelle mani di un veterinario esperto la sterilizzazione è un procedimento sicuro.
Un rischio concreto è rappresentato dall’obesità: nella femmina rende l’operazione molto più difficile. Per questo è preferibile far raggiungere al gatto il peso forma prima di sottoporlo all’intervento.

6. Possono esserci conseguenze fisiche o comportamentali?
Le conseguenze ci sono ma sono tutte positive, come è stato descritto nella prima risposta, sia per la salute che per il comportamento.
I gatti sterilizzati sono più docili, affettuosi e puliti, meno stressati e più sani. Non esistono controindicazioni alla sterilizzazione, se il gatto è in buono stato di salute.
E’ totalmente falso che la sterilizzazione incida sull’intelligenza (che non ha niente a che fare con gli ormoni sessuali!) o renda il micio pigro e apatico. Chiunque possieda gatti sterilizzati può testimoniare che rimangono attivi, giocherelloni e intraprendenti.
Un gatto intero che non può sfogare i suoi istinti sessuali con i suoi simili, invece, può essere un animale molto frustrato.

7. Quali sono le differenze tra castrazione del maschio e sterilizzazione della femmina?
La differenza fondamentale è che nella femmina è necessario aprire l’addome, perché gli organi riproduttivi sono interni, mentre nel maschio sono esterni.
Di conseguenza nella femmina l’operazione è più lunga, delicata (e anche costosa) rispetto al maschio, e la ripresa post-operatoria può essere più lenta.

8. Quando fare l'intervento?
L’età ideale è appena dopo l’insorgenza della maturità sessuale.
Se eseguita poco dopo la pubertà, ha il vantaggio di permettere di intervenire su un animale giovane e sano, e in genere ancora non troppo grasso. Ultimamente sta però prendendo piede un altro tipo di sterilizzazione: la sterilizzazione precoce che consiste nello sterilizzare il micio verso i 4-5 mesi.

9. A chi rivolgersi?
Solo ed esclusivamente ad un veterinario che ha esperienza con questa pratica.


ATTENZIONE!!!!!!
Occorre ricordare che il maschio dopo la sterilizzazione è ancora fertile per un periodo variabile (circa tre settimane), perché rimangono degli spermatozoi vitali nei suoi dotti.
Pertanto prima di essere eventualmente messo insieme con una femmina fertile deve rispettare un periodo di “quarantena”.

http://www.gattidelmare.com/schedasteriliz.html
Quote:
Sterilizzazione

A meno che non siate allevatori di razze pregiate, o intendiate comunque far riprodurre il vostro gatto (assicurandovi di poter sistemare decorosamente TUTTI i cuccioli), dovreste considerare l'opportunità di farlo sterilizzare o castrare.
Quest'ultimo termine è generalmente più utilizzato riguardo ai gatti maschi.

Castrazione
I gatti maschi vengono sottoposti ad orchiectomìa (asportazione dei testicoli) previa anestesia locale (meno pericolosa di quella generale: restano coscienti ma "dissociati" dagli stimoli sensoriali).
Quando è il caso, vengono applicati pochi punti di sutura (attualmente non più necessari, essendo disponibili mastici bioassimilabili).
Il periodo più indicato per effettuare l'intervento è dopo l'avvenuta completa discesa dei testicoli, ma prima che le urine assumano il caratteristico odore, attorno ai 6 mesi di vita (quando il flusso di sangue ai testicoli è ancora ridotto, il che limita possibili complicazioni postoperatorie dovute ad emorragìa).
La castrazione effettuata prima che il gatto abbia cominciato a "spruzzare" (marcare il territorio con schizzi di urina su superfici verticali, da non confondersi con l'orinazione che è un problema medico), riduce grandemente la possibilità che questo comportamento si instauri successivamente (benché non la elimini del tutto).

Nel passato la castrazione precoce era stata indicata come una delle concause nell'insorgenza di problemi al tratto urinario (FUS, Feline Urinary Sindrome), ma ora successivi studi hanno comprovato che perfino la castrazione a 7 settimane di età, non ha effetti sulle statistiche di incidenza relative a questa malattia.
Dal 1993 l'Associazione dei Veterinari Americani (AVMA) ha assunto come regola generale che, dall'avvenuta discesa dei testicoli, ogni momento è considerato appropriato.


In alcuni casi, uno o -più raramente- entrambi i testicoli non discendono nel sacco scrotale e rimangono "immaturi" (criptorchidìa), richiedendone l'asportazione anche al di fuori di motivi legati alla sterilizzazione, dato che spesso sviluppano complicazioni tumorali.
E' in questi casi necessario un intervento esplorativo in anestesia generale, simile concettualmente a quello praticato sulle femmine, con un rischio operatorio e una spesa economica piuttosto superiori.

Se siete indecisi circa l'opportunità o meno di far castrare il vostro gatto, considerate che:
- un maschio integro è maggiormente indotto a "spruzzare" su alberi, muri, e superfici verticali in genere.
Ma soprattutto la sua urina mantiene un odore caratteristico, persistente e nauseabondo, che ne rende quasi impossibile la coabitazione in appartamento.
Se libero di uscire, sarà spesso coinvolto in zuffe e combattimenti con altri maschi, potrebbe sparire per giorni nel periodo degli accoppiamenti, e tenderà a vagabondare per un più vasto territorio (circa 10 ettari), esponendosi ad un numero molto maggiore di pericoli, che statisticamente ne riducono di qualche anno l'aspettativa di vita.

- un maschio castrato potrebbe ancora "spruzzare" (non essendo strettamente dipendente dall'istinto sessuale: specialmente se la castrazione è successiva all'instaurarsi del comportamento).
Ma certamente l'urina perderà il caratteristico odore, rendendo meno difficoltosa la pulizia delle superfici.
Se libero di uscire, il suo raggio territoriale sarà molto più limitato (appena superiore a quello di una femmina, circa 1 ettaro), e sarà assai meno propenso ad ingaggiare ....battaglia (un maschio castrato è all'ultimo gradino nella scala gerarchica).
E' perfettamente adattabile come gatto da appartamento.
Contrariamente ai luoghi comuni, non diventerà più pigro o più grasso. L'indolenza dipende in gran parte dal carattere e dalle opportunità di gioco che gli vengono offerte, e un'alimentazione corretta permetterà il mantenimento di un peso ottimale (le esigenze caloriche di un gatto castrato, mancando l'azione anabolizzante del testosterone, sono del 25% inferiori rispetto a quelle di un maschio integro: consultatevi col vostro veterinario)

Sterilizzazione
Le femmine vengono sterilizzate mediante ovario-isterectomìa (rimozione dell'utero e delle ovaie), generalmente con due tecniche:
- incisione ventrale, attraverso i fasci muscolari dell'addome, dove una larga fascia di pelo viene rasata per evitare infezioni.
E' l'intervento più comunemente praticato, relativamente il più economico, ma richiede una successiva visita di controllo per eliminare i punti di sutura.
- incisione laterale, attraverso una piccola incisione sul fianco.
E' una tecnica poco usata, e non tutti i veterinari la applicano: ha dei tempi di convalescenza assai minori e usualmente permette l'impiego di punti chirurgici a dissolvenza organica, che non devono essere rimossi.
E' però maggiormente costosa.

Per le gatte è indispensabile praticare l'anestesia totale, la quale -pur con l'attuale livello di affidabilità- comporta sempre una certa dose di rischio, legato a possibili reazioni anafilattiche individuali.
Seppure in numero assai ridotto, nondimeno alcuni proprietari hanno tristemente sperimentato la morte del loro animale a causa dell'anestesia.
Il momento più opportuno per l'intervento è dopo i quattro mesi, a discrezione del veterinario.
Talvolta, può capitare che un'ovaia, o anche un'aderenza di tessuto ovarico non vengano rimosse: la gatta potrebbe regolarmente entrare in estro, e si renderà necessario un'ulteriore operazione per eliminare l'inconveniente (vi possono essere esiti tumorali se questo non viene fatto).

Se siete indecisi circa l'opportunità o meno di far sterilizzare la vostra gatta, considerate che:
- una femmina integra andrà costantemente soggetta a periodi di estro, che in appartamento non subiranno pause per tutto l'arco dell'anno (in natura, si pensa seguano un andamento stagionale: un primo periodo utile fra gennaio ed aprile, ed un secondo fra giugno e settembre.
In ogni periodo si verificano due/tre cicli di calore, ognuno dei quali dura più o meno due settimane.
Il calore generalmente si protrae per 3-4 giorni, ma non è infrequente che possa durare fino a 8-10 giorni.

Se la gatta viene fecondata, il calore cessa per tutta la durata della gravidanza).
Se non desiderate che resti gravida (il che avviene nel maggior numero dei casi, dato che il rilascio dell'ovulo maturo -a differenza del cane- viene provocato proprio dall'accoppiamento, probabilmente per azione dell'ipòfisi sui meccanismi ormonali), dovrete tenerla accuratamente confinata, e mentre lei tenterà di scappare, i maschi integri del circondario tenteranno di raggiungerla (si hanno notizie di gatti entrati nelle case passando dai condotti di aspirazione dei camini!).

Durante l'estro, è a volte possibile che anche la gatta possa "spruzzare", esattamente come un maschio integro, un'urina di odore penetrante. Sicuramente, dimostrerà irrequietezza, prolungati miagolii con tono acuto, e un inusuale comportamento languido, rotolandosi per terra ed esponendo i genitali.
Se non subentra una gravidanza, dopo 2 o 3 settimane inizierà un successivo ciclo di calore.
Se invece rimane gravida, dovrete preventivare l'aumento di spese relative alle visite veterinarie, al cibo necessario durante l'allattamento e a quello necessario per lo svezzamento dei cuccioli (la gravidanza dura circa 9 settimane, e lo svezzamento si completa dopo i 2 mesi di vita.
Se non potete o volete tenerli con voi, dovrete anche considerare il tempo necessario per trovare una buona sistemazione ai cuccioli.
L'abbandono, o peggio... la soppressione, NON sono nemmeno da prendere in considerazione).
Nelle gatte vergini non sterilizzate, si verifica col tempo un'alta incidenza di cisti ovariche e malattie uterine.
Fra queste ultime particolarmente pericolosa è la piometra (una particolare degenerazione fisiologica, nella quale si ha un graduale ispessimento dell'utero che produce un'infiammazione cronica.
Col tempo compaiono secrezioni di materiale suppurativo dalla vulva, lentezza, gonfiori addominali e generale debilitazione organica).
Le gatte sterilizzate non vanno ovviamente incontro a questo tipo di problemi.
La gatta può tornare in estro a breve distanza dal parto: se dopo una gravidanza indesiderata decidete di farla sterilizzare, cercate di programmare l'intervento non appena sarà possibile (consultate il veterinario, soprattutto in relazione agli attuali cuccioli: mamma gatta non sarà in grado di occuparsene, nei giorni successivi).

Convalescenza post-operatoria
E' di ESTREMA importanza che non i punti non vengano in alcun modo strappati: la gatta tenderà naturalmente a leccarsi e a mordersi, e per prevenire uno sventramento, con conseguenti emorragie ed infezioni, il sistema più utilizzato, e più odiato dalle gatte, è l'applicazione di una gorgiera o collare elisabettiano (un altro sistema, meno traumatico ma anche meno efficace, consiste nell'infilare una calza o una manica opportunamente sagomata per le zampe su tutto il corpo dell'animale, e rinforzare la zona vicina ai punti con cerotto chirurgico piuttosto largo e girato più volte). Gonfiori, arrossamenti o perdite di sangue devono essere immediatamente segnalati all'attenzione del veterinario.
Alcuni punti non necessitano di rimozione, e vengono lentamente dissolti dall'organismo.
Altri richiedono l'intervento del veterinario (a 5-10 giorni dall'intervento).
Nei gatti maschi è altresì molto conveniente l'utilizzo di mastici appositi.
Badate che il livello di testosterone e -limitatamente ai maschi adulti- la presenza di liquido spermatico, impiegano un certo lasso di tempo per abbassarsi completamente: un maschio castrato da poco è in grado di fecondare una femmina ancora per 3- 4 settimane, prima di diventare completamente sterile.

Sterilizzazione precoce
Dato l'impressionante numero di gatti randagi nelle metropoli, alcuni centri di recupero e associazioni di volontariato scelgono sempre più frequentemente di sterilizzare in proprio gli animali, prima di darli in adozione, specialmente i cuccioli.
E' stato definitivamente accertato che anche una sterilizzazione effettuata all'età di 7 settimane non ha statisticamente rilevanza nella possibilità di contrarre malattie all'apparato urinario.
http://www.clinvet.it/approfondimenti.asp?idapp=26
Quote:
LA STERIZZAZIONE DELLA GATTA

L'intervento è consigliato per:

-La prevenzione del tumore e delle infezioni delle ovaie e dell’utero;

-La riduzione rischio del tumore mammario (in caso di sterilizzazione effettuata in precedenza al primo estro);

-La prevenzione di malattie letali come la FELV (leucemia felina) e la Fiv (immunodeficienza felina) il cui contagio avviene per contatto diretto;

-Il controllo delle nascite.

Nella gatta la pubertà va da 6 a 10 mesi, l’estro è stagionale (da febbraio a settembre) con una durata di circa sette giorni.
L’ovulazione avviene soltanto in caso d’accoppiamento (24/32 ore dal coito). L’estro ha spesso manifestazioni vocali accompagnate da alterazioni delle abitudini della gatta (minzione e defecazione in luoghi diversi, perdita dell’appetito) il proestro ha una durata brevissima (da poche ore a due gg) tanto che il proprietario può trovarsi a sorprese.
Il momento migliore per effettuare la sterilizzazione è prima della maturità sessuale (5/6 mesi di età), in ogni caso sarà il Veterinario a giudicare dalle condizioni fisiche della gatta il momento migliore per l’intervento.

Molti studi hanno dimostrato che l’intervento di ovariectomia e o di ovarioisterectomia non influisce sulla crescita dell’animale e non è responsabile dell’aumento di peso.
L’aumento di peso è causato da una sovralimentazione, dallo scarso esercizio fisico, accompagnate da una predisposizione su base genetica e da una risposta più o meno presente agli stimoli esterni.
L’intervento chirurgico eseguito in anestesia generale ha una minima percentuale di rischio superata dal benessere animale.

Ultima modifica di ania : 25-09-2008 alle 17:01.
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Old 25-09-2008, 19:02   #2518
ania
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http://www.lastampa.it/lazampa/homerub.asp?ID_blog=181
Quote:
10/12/2007
I tumori mammari


Uno dei tumori che più frequentemente si riscontra nei nostri animali è il tumore della mammella.
Si tratta di una neoplasia di cui esistono numerosi “sottotipi”, benigni e maligni e tra questi l’aggressività può variare notevolmente.
Nel gatto, a differenza del cane, almeno l’85% dei tumori della mammella è maligno e la correlazione con lo stato riproduttivo dell’animale è meno chiaro.
In questa specie, però, il tumore ha caratteristiche e comportamento biologico più simile a quello della donna, per cui rappresenta un modello migliore per lo studio comparato.

Ma come facciamo a sapere se il nostro animale ha un tumore mammario?
La prima diagnosi è molto semplice e chiunque può eseguirla, è sufficiente palpare periodicamente le mammelle della cagnetta o della gattina.
Il tumore si presenta come nodulo o “palline” di dimensione variabile da pochi millimetri a masse anche molto voluminose, che però di rado crescono rapidamente, pertanto un proprietario attento è in grado di scoprire la malattia in fasi precoci.
Una volta accertata la presenza della masserella, sarà il veterinario a confermare e completare la diagnosi.
La prima cosa che il proprietario si sentirà domandare è se l’animale è sterilizzato, a che età è stata eseguita la sterilizzazione e, in caso contrario, quando è avvenuto l’ultimo calore e se il cane soffre della cosiddetta “falsa gravidanza”.
Tutte queste informazioni sono molto utili nell’orientare il clinico verso il tipo di tumore; si sa, infatti, che le cagnette non sterilizzate e che soffrono di continue false gravidanze sono più soggette a sviluppare tumori benigni, che crescono molto a distanza di 1-2 mesi dal calore (momento in cui dovrebbe avvenire il parto) per poi rimanere stabili o addirittura regredire nell’intervallo tra i due calori.
Le forme maligne, invece, sono molto meno soggette all’influenza degli ormoni sessuali (estrogeno e progesterone) e si formano e crescono indipendentemente dal calore, quindi anche in soggetti sterilizzati.

Il resto del percorso diagnostico prevede l’esecuzione dell’esame radiografico del torace, perché si tratta di tumori (come accade spesso) che possono dare metastasi, cioè diffondersi, al polmone e (più raramente) al fegato e agli organi addominali, per cui l’altro esame necessario è l’ecografia dell’addome. Come accade per la maggior parte dei tumori, invece, gli esami del sangue non danno alcuna informazione riguardo alla gravità o alla diffusione della malattia, ma vanno comunque eseguiti in previsione dell’anestesia per l’intervento chirurgico.

Esistono metodi di prevenzione?
Questo è uno dei pochi tumori per i quali fortunatamente è nota la possibilità di prevenzione, almeno nel cane.
Proprio la dipendenza delle cellule tumorali dallo stimolo ormonale fa sì che la sterilizzazione precoce, cioè prima del primo calore o comunque entro il secondo, riduca di molto la probabilità che l’animale sviluppi tumori mammari, sia benigni (che abbiamo detto essere legati alla stimolazione degli ormoni sessuali) sia maligni.

Sebbene questo secondo fatto possa apparire strano, si sa che la sterilizzazione precoce ha lo scopo di evitare proprio la formazione dei recettori per gli ormoni, cioè di porzioni delle cellule mammarie sensibili all’azione di tali sostanze.
I recettori sono presenti anche sulle cellule maligne (per questo serve la sterilizzazione), ma proprio la malignità li rende poi indipendenti dall’azione del loro ligando (cioè dell’ormone).
Se l’animale viene sterilizzato in età avanzata, invece, i recettori si sono già formati, per cui viene meno l’effetto protettivo, quindi l’intervento diventa del tutto inefficace contro i tumori maligni, mentre continua ad avere effetto nei confronti di quelli legati al calore (perché elimina il problema delle false gravidanze).
In definitiva il veterinario, con le sue domande saprà ad esempio che se la cagnetta è stata sterilizzata a 1 anno di età e ha sviluppato un tumore della mammella in età avanzata, molto probabilmente questo è maligno e richiede l’asportazione chirurgica entro breve tempo, mentre se la cagnetta è intera e soffre di false gravidanze è possibile che si tratti di una forma benigna, per la quale può essere sufficiente un controllo periodico e l’asportazione solo se la massa continua a crescere.
Ovviamente la decisione non si basa solo su questo, ci sono altri parametri, quali le dimensioni, la forma, il fatto che il tumore sia spostabile dal resto dei tessuti o sia attaccato alla parete dell’addome a far decidere sul tipo di comportamento da adottare.

La sterilizzazione precoce è molto più diffusamente praticata in altri Paesi Europei e negli Stati Uniti, per questo il tumore mammario è poco conosciuto in queste aree e la letteratura mondiale sull’argomento è scarsa.

Nella gatta il discorso ormonale non è così chiaro come nel cane, sebbene anche in questa specie la sterilizzazione precoce possa avere un effetto protettivo nei confronti delle forme maligne.

Le gravidanze favoriscono o proteggono dallo sviluppo dei tumori mammari?
Le gravidanze talvolta aiutano a regolarizzare il ciclo sessuale della femmina, pertanto possono evitare la nuova comparsa di false gravidanze, quindi lo sviluppo di tumori benigni della mammella, mentre non sembra abbiano alcun effetto protettivo nei confronti delle lesioni maligne, a differenza di quanto accade nella donna, per la quale è accertato un effetto positivo della gravidanza in giovane età.
Un fattore che invece sicuramente predispone allo sviluppo dei tumori mammari, sia nel cane sia nel gatto, è l’impiego di farmaci che inibiscono il calore.

Quali possibilità di cura?
La terapia dei tumori mammari prevede sempre l’asportazione chirurgica della/e mammella/e colpita/e.
In generale nel cane è consigliata la rimozione della ghiandola dove è presente il nodulo assieme a quella prima e quella dopo, o almeno una delle due, a seconda di quale è interessata.
Se i noduli sono numerosi e sparsi su più mammelle, si asportano tutte e 5 le ghiandole di un lato.
Generalmente non si esegue la mastectomia totale, cioè l’asportazione di tutte e due le file mammarie in un’unica seduta operatoria, perché l’intervento è poco tollerato dall’animale.
Nel caso questo sia comunque necessario si preferisce eseguire due chirurgie distanziate di circa un mese.
Il linfonodo inguinale (deputato a “captare” eventuali metastasi dalle ultime 2-3 mammelle) viene di solito asportato assieme alle mammelle stesse, mentre quello ascellare (che controlla le prime 2-3 ghiandole) è asportato solo se appare aumentato di dimensioni.
Per conoscere la diagnosi definitiva viene sempre eseguito l’esame istologico su tutto il materiale asportato, che fornisce informazioni sul tipo di tumore rimosso, se è stato escisso completamente e se il linfonodo eventualmente tolto era già coinvolto dal tumore.
È importante che tutto quanto rimosso sia esaminato, poiché ciascuna mammella può sviluppare un tipo diverso di tumore, per cui lo stesso animale potrebbe avere allo stesso momento una forma benigna e una maligna.

Vista l’elevata probabilità di sviluppare forme maligne e la maggior aggressività di queste nel gatto, invece, la mastectomia totale almeno monolaterale, cioè l’asportazione di tutta una fila mammaria è sempre necessaria.
Se la chirurgia è stata completa, cioè se il tumore è stato asportato completamente, non è necessario eseguire altre terapie e, se la lesione era maligna, si ripetono le radiografie del torace ogni 4 mesi per il primo anno e ogni 6 per il secondo, poiché questo è solitamente il tempo entro il quale può avvenire la disseminazione del tumore.
Se quest’ultimo non risulta completamente asportato, il linfonodo contiene già cellule tumorali (metastasi) o è estremamente maligno, la chemioterapia può essere indicata, sebbene a questo riguardo le opinioni siano contrastanti.

La prognosi per le forme maligne del cane, è buona nel 50% dei casi, mentre nel gatto è riservata e le metastasi al polmone e/o la recidiva locale del tumore possono verificarsi in un elevato numero di casi entro i 2 anni, soprattutto se il tumore ha dimensioni superiori ai 2 cm di diametro, mentre se la massa è piccola la probabilità di sopravvivenza oltre i 3 anni aumenta.

Un discorso a parte va fatto per il cosiddetto carcinoma infiammatorio, che colpisce una piccola percentuale di cani.
Si tratta di una forma estremamente maligna, per la quale non esiste al momento alcuna terapia.
È più frequente a carico delle ultime due mammelle e si presenta come un rossore diffuso che può inizialmente essere scambiato per mastite.
Entro pochi giorni, però, si estende alla regione inguinale e può provocare edema degli arti posteriori, che appaiono gonfi e talvolta dolenti.
La diagnosi è quasi sempre clinica, poiché l’occhio esperto del veterinario assieme alla storia clinica dell’animale sono spesso sufficienti ad emettere la diagnosi.
La prognosi è sempre infausta.

…E i maschi?
Sebbene molto raramente, anche i maschi possono sviluppare tumori alle mammelle.
L’incidenza in questo sesso è molto bassa, ma la maggior parte dei tumori è maligna.
Si tratta comunque di eventi molto rari.
L’asportazione chirurgica anche in questo caso è la terapia consigliata.


***************
La Dott. Marina Martano è Dottore di Ricerca in Oncologia Veterinaria ed è titolare di un borsa post-dottorato presso il Dipartimento di Patologia Animale dell’Università degli Studi di Torino.
ania è offline   Rispondi citando il messaggio o parte di esso
Old 25-09-2008, 23:28   #2519
ania
Senior Member
 
Iscritto dal: Nov 2006
Messaggi: 1886
A proposito di sterilizzazione precoce, ho trovato un po' di materiale in rete :

Quote:
http://www.gattidiroma.com/adozionidirette.html

CENTRO PER LA PROMOZIONE DELLA STERILIZZAZIONE
ASSOCIAZIONE CULTURALE COLONIA FELINA TORRE ARGENTINA


STERILIZZAZIONE/ STERILIZZAZIONE PRECOCE:
I nostri gatti sono dati in adozione già sterilizzati, anche a due mesi.
Questo implica che, nessuno dei gatti usciti da Torre Argentina avrà discendenti che, prima o poi corrano il rischio di diventare dei nuovi randagi. È per questo che, guidati dal nostro veterinario, abbiamo deciso di adottare la pratica della Sterilizzazione Precoce (Early-Age-Sterilization) onde poter dare in adozione gattini in giovane età, già sterilizzati.
Tale pratica è adottata da decenni in quasi tutti i rifugi inglesi, americani, tedeschi...
Ricerche e monitoraggi ventennali delle più progredite facoltà veterinarie di quei Paesi, hanno dimostrato l’assoluto beneficio, la mancanza totale di effetti collaterali ed il più pronto recupero dei giovani gattini rispetto ai gatti adulti.
I nostri veterinari la praticano senza alcun problema e sono disponibili per ulteriori informazioni a riguardo.
http://www.gattoparty.it/articoli/sterilizzazione.php
http://www.gattidiroma.com/adozionidirette.html
Quote:
La Sterilizzazione Precoce
di Fabiana Franciosa
Responsabile Soluzioni Sanitarie dell'Associazione Internazionale Colonia Felina di Torre Argentina a Roma.
http://www.romancats.com/

In parole semplici, la sterilizzazione precoce, è quella che si esegue prima dell'instaurarsi della capacità riproduttiva ed alcuni medici veterinari sterilizzano i gattini all'età di circa 2 mesi.
Sebbene la sterilizzazione sia una delle più antiche procedure chirurgiche usate su animali domestici o da allevamento, c'è scarsa informazione scientifica riguardo all'età ideale per sterilizzare i gatti.

I gatti venivano sterilizzati solitamente a sei o sette mesi, sebbene molte gatte restino incinte prima di questa età.

Le organizzazioni per il benessere degli animali spesso riferiscono che sebbene i nuovi proprietari firmano accordi per la sterilizzazione all'atto di adozione, ci sono continui problemi causati dal mancato adempimento di questo impegno.
I piccoli dei gattini adottati nei rifugi, spesso contribuiscono alla ri-popolazione delle stesse.
Sterilizzare i gattini prima di darli in adozione, eliminerebbe questo problema.


I veterinari che hanno esperienza nella sterilizzazione in giovane età, riferiscono sempre di quanto sia più facile sterilizzare a 2 o 3 mesi piuttosto che a 7 mesi.
Le procedure consentono un tempo ridotto dell'intervento ed una maggiore visibilità delle strutture intra-addominali.
I fattori come diversa fisiologia respiratoria e cardiovascolare, metabolismo farmacologico e regolazione termica devono essere tenuti in considerazione ma in presenza di buone tecniche chirurgiche e cure pre-operatorie, i potenziali problemi possono essere minimizzati; i gattini di giovane età metabolizzano in pochissime ore l'effetto dell'anestesia.

Facendo un paragone con gli umani basti pensare a rimuovere le tonsille a un bambino di tre anni che dopo poco mangia un gelato oppure fare lo stesso intervento a un ragazzo di 18 anni o più che dopo qualche giorno ancora lamenta dolori e altri tempi di ripresa.

Contrariamente alle credenze popolari, la dimensione dei testicoli al momento della castrazione è indifferente.
Se i testicoli sono destinati a scendere lo faranno nelle prime 3 settimane di vita e tecnicamente non c'è alcun motivo per cui la castrazione non possa essere effettuata appena i testicoli sono scesi.
In una giovane femmina è necessaria solo una piccola incisione, o in addome o sul fianco.
Molti studi recenti hanno valutato proprio gli effetti della sterilizzazione in giovane età nel gatto (2/3 mesi), confrontando con l'età più tradizionale (7 mesi).
Questi studi non hanno rilevato differenze nei rischi post-operatori.
Lo sviluppo comportamentale procede similmente in questi due gruppi di gatti, così come anche lo sviluppo fisico.
Non sono state rilevate differenze nel diametro uretrale, ciò suggerisce che una sterilizzazione in giovane età non incrementa il rischio di blocco urinario.
Con i risultati di questi studi, c'è una crescente accettazione del concetto di sterilizzazione in giovane età, sia per limitare le nascite (quindi gli abbandoni), sia per la salute della gatta o del gatto.

Alcune persone, non tenendo conto dei dati scientifici disponibili, possono reagire con orrore alla sola idea che i gatti vengano sterilizzati ad una giovane età.

Inoltre la sterilizzazione (precoce) riduce enormemente il rischio di malattie come:

1. Tumore;
La sterilizzazione precoce permette di diminuire la probabilità di sviluppo di un tumore mammario in età avanzata.

2. FIV;
si contrae con l'accoppiamento ed il graffio e morso profondo.

3. FeLV;
si contrae con l'accoppiamento, il morso e il graffio.

Le malattie sopra elencate sono, per i gatti, malattie mortali.
Ovviamente non sono trasmissibili all'uomo.


Le domande più frequenti sulla sterilizzazione (precoce e non)
L'operazione è dolorosa?
L'operazione viene eseguita in anestesia totale perciò il cucciolo non sente alcun dolore.
Il periodo postoperatorio di un cucciolo è solitamente più breve di quello per un gatto adulto e di conseguenza anche lo stress è inferiore.

Quando dovrei operare il mio cucciolo?
In genere il più presto possibile.
I cuccioli ovviamente non capiscono il concetto di "controllo delle nascite" e appena diventano sessualmente maturi sono capaci di creare una cucciolata non gradita.
Tradizionalmente i veterinari raccomandano la sterilizzazione intorno ai 6 mesi di età ma la sterilizzazione precoce in età prepuberale (da 8 a 12 settimane di vita) è diventata sempre più favorita.
(Vedi trattato del Dott. Allen).
La maggior parte dei veterinari raccomandano di sterilizzare le femmine prima che abbiano il primo "calore"; questo massimizzerà i vantaggi sulla prevenzione del cancro.

L'operazione è costosa?
Le tariffe professionali per una sterilizzazione dipendono dalle caratteristiche dell'intervento dal sesso, età del cucciolo.
Se la tariffa vi sembra elevata tenete presente che l'operazione ha effetti permanenti; si tratta di un investimento "una tantum" che può risolvere un gran numero di problemi per il vostro cucciolo per voi stessi e per la comunità già oggi invasa da troppi cani e gatti randagi.
E inoltre si traduce in un risparmio nel lungo periodo.
Una cucciolata, desiderata o no significa a sua volta altre spese aggiuntive.
Una cagna che allatta richiede più cibo e cure maggiori e, una volta svezzati, i cuccioli devono essere alimentati vaccinati trattati contro i parassiti.
Anche se il vostro animale non avrà mai una cucciolata, gli squilibri del sistema riproduttivo possono richiedere interventi simili successivi, più costosi della sterilizzazione.
(Come tumore mammario per le femmine, iperplasia della prostata, ernia perianale per i maschi, tumori, e tutte le malattie "da contatto" come FIV e FeLV...)
Noi, come Centro per la Promozione siamo sempre disponibili ad aiutarvi per ciò che riguarda la sterilizzazione e la degenza presso di noi.
Potete rivolgervi a noi in qualsiasi momento e saremo felici di aiutarvi a sterilizzare!
Questo è l'unico vero modo per ridurre quell'orrore che è il randagismo!
Tel: 06.45425240 (tutti i giorni dalle 13 alle 18, chiedere dei responsabili delle Soluzioni Sanitarie).

L'operazione cambierà l'intelligenza o il carattere del mio animale?
Potrà solo migliorarlo.
Non c'è alcun effetto sull'intelligenza o sul carattere.
Gli animali sterilizzati tendono ad essere più gentili e più affettuosi.
Non tenderanno ad uscire dai giardini, terrazze o finestre come succede nei gatti che sono in calore.
Questo evita certamente incidenti pericolosi, come automobili, motorini etc...

L'operazione farà ingrassare l'animale?
La sterilizzazione influenza, anche se in piccola parte il metabolismo dell'animale.
Perciò gli animali sterilizzati tendono ad ingrassare più facilmente se sovra-alimentati.
Tuttavia ogni animale ha il suo metabolismo, esistono gatti che dopo la sterilizzazione sono rimasti in perfetta linea ed altri che invece sono diventati obesi.
Questo però dipende dal proprietario, una eccessiva alimentazione è sconsigliata, le dosi vanno regolate su un animale sterilizzato come certamente su uno non sterilizzato.

Quali sono i vantaggi comportamentali della sterilizzazione precoce?
Quando i maschi crescono diventano sempre più protettivi del loro territorio.
Comportamenti indesiderati associati con la difesa del loro territorio possono tradursi in aggressioni verso altri animali (particolarmente verso altri maschi) che infrangono i limiti territoriali marcandone i confini con la loro urina, talvolta è capitato che i gatti si siano dimostrati aggressivi anche verso i loro proprietari!
Gli scontri causati da intrusioni territoriali causano spesso gravi danni a uno o entrambi gli animali coinvolti.
Macchie e odori di urina spruzzata sulle pareti, tappeti e altro sono difficili o impossibili da rimuovere.
I maschi non sterilizzati saranno costantemente alla ricerca di femmine in calore e questo si tradurrà in fughe e vagabondaggi, per non parlare di incidenti ed ovviamente di malattie infettive.
Maschi vagabondi possono essere feriti da altri animali, investiti nel traffico; possono cibarsi di spazzatura o bere acqua inquinata e possono perdersi definitivamente.
Animali vagabondi causano problemi alla comunità, defecando in aree pubbliche, rovinando siepi, facendo rumore e altri danni che causano un cattivo e malvagio comportamento di molti cittadini, che possono arrivare anche ad avvelenarli!
Un gatto castrato/sterilizzato, non si lamenta per tutta la notte e non disturba, è tutelato inoltre dalla legge regionale 34/97.


***


La verità sulla Sterilizzazione Precoce
di Richard Allen,
veterinario di Best Friends rifugio per animali
A Kanab UTAH, USA (Traduzione Italiana - Mario Mantineo).


Quando è il momento giusto per sterilizzare cuccioli e gattini?
La decisione sul tempo è molto importante quando si decide di effettuare una sterilizzazione.
Molta gente che si preoccupa degli animali, desidera sterilizzare i cuccioli che ha deciso di adottare.
Ma anche le migliori intenzioni possono essere frustrate se si ritarda anche di un solo giorno l'adozione di Fluffy o Fido ne potrebbe risultare una nuova, indesiderata cucciolata.
Questo è il motivo per cui ogni persona o organizzazione che si occupa di far adottare gli animali presso nuove famiglie deve provvedere alla sterilizzazione prima di procedere alla sistemazione.
Questo è un comportamento che non conosce eccezioni qui da noi a Best Friends e che non deve essere demandato al nuovo proprietario per quante promesse egli faccia.
Se gli animali sono regolarmente sterilizzati prima di essere dati in custodia non vi è il rischio che possano incrementare ulteriormente le già troppo diffuse nascite indesiderate.
Questa politica di sterilizzazione, prima di procedere alle adozioni, crea la necessità di provvedere all'operazione su cuccioli e gattini oltre che su animali adulti.
La sterilizzazione precoce è circondata da miti e grande disinformazione.
Io sono molto convinto e coinvolto su questo punto e desidero fornirvi le informazioni necessarie affinché voi stessi le condividiate e le possiate diffondere.

Quando dovrebbe essere sterilizzato un animale?
La risposta dipende dalla situazione.
Se l'animale è destinato all'adozione la sterilizzazione dovrebbe essere eseguita prima che il nuovo proprietario lo riceva, indipendentemente dall'età dell'animale.
È evidente che animali troppo giovani perché siano sterilizzati sono troppo giovani anche per essere adottati.
Se l'animale è già di proprietà allora la sterilizzazione dovrebbe essere inserita nel programma di vaccinazioni.

Qual'è l'età più precoce a cui un animale può essere sterilizzato?
I cuccioli e i gattini possono essere sterilizzati fin da quando hanno quattro settimane di vita. L'obiettivo è di sterilizzarli e avviarli all'adozione non appena sono svezzati.
Io effettuo la sterilizzazione regolarmente a sei/otto settimane di vita; questi interventi sono definiti sterilizzazioni precoci.
La procedura è rapida e facile e funziona a meraviglia.
Occorre ricordare che i cuccioli possono andare in calore e rimanere incinte fin da quando hanno cinque mesi di età: che è come se dei bambini generassero altri bambini.
Perciò anche un breve rinvio dell'operazione da parte del nuovo proprietario può compromettere il più importante beneficio dell'adozione ossia l'arresto della proliferazione incontrollata.
La sterilizzazione precoce può influire sull'aspetto o sulla salute dell'animale?
Anni di attenta osservazione hanno dimostrato che i cuccioli assoggettati a sterilizzazione precoce godono di una vita lunga e sana come ogni altro.
Due aspetti sono stati studiati con particolare attenzione: il modo di crescita delle ossa e la massa corporea degli animali sterilizzati precocemente.
Praticamente non si è notata nessuna differenza.
All'inizio vi era qualche preoccupazione per il blocco urinario nei gatti maschi. Oggi è dimostrato, ove ciò accade, che non vi è alcuna correlazione con la sterilizzazione precoce.

La sterilizzazione precoce è rischiosa o pericolosa?
Ogni intervento chirurgico ha dei rischi insiti.
Noi cerchiamo di ridurre questi rischi a zero attenendoci rigorosamente alla procedura stabilita e assistendo attentamente i piccoli pazienti.
Gli animali giovani guariscono rapidamente e sono soggetti a minori rischi rispetto ad un animale anziano che può essere obeso, in calore o comunque ammalato. Gli animali giovani sono più prevedibili e si risvegliano prima dall'anestesia. Probabilmente anche noi siamo più forti da bambini.

Perché non tutti i veterinari eseguono sterilizzazioni precoci?
Posso solo dirvi perché io non eseguivo sterilizzazioni precoci prima di arrivare qui a Best Friends.
Io avevo paura poiché avevo frequentato una scuola veterinaria dove non era contemplata la sterilizzazione precoce e non venivano insegnate le tecniche che ne fanno una pratica semplice, sicura ed efficace. Inoltre a quel tempo non avevo alcuna informazione circa i vantaggi e l'assenza di effetti collaterali pericolosi.
È ormai tempo per una chiamata alle armi di tutti i veterinari contro il problema dello sviluppo incontrollato della popolazione.
La sterilizzazione precoce è un metodo efficace e i cuccioli sono i primi a trarne grandi vantaggi.

Per maggiori informazioni potete contattare la Colonia di Torre Argentina,
Centro per la Promozione della Sterilizzazione: 06.45425240
(chiedere dei responsabili delle Soluzioni Sanitarie).
Oppure il Dr. Allen via e-mail al seguente indirizzo: [email protected] (in inglese).
È disponibile il DVD di Formazione Professionale Veterinaria sulla sterilizzazione precoce, il progetto è sostenuto da Enrico Morioni (Presidente dell'Associazione Veterinaria per i Diritti degli Animali), in collaborazione con Animalisti Italiani.
Potete regalare il DVD al vostro veterinario!

Altri articoli/ricerca che si tratta l'argomento di Sterilizzazione Precoce.

1. Short-Term Results and Complications of Prepubertal Gonadectomy in Cats and Dogs. JAVMA 211(1): 57-62 July 1, 1997

2. Prepubertal Gonadectomy in Dogs and Cats - Part II Compend Contin Educ Pract Vet 21(3): 197-201 March 1999 Review article 18

3. Prepubertal Gonadectomy in Dogs and Cats - Part I Compend Contin Educ Pract Vet 21 (2):103 - 111 February 1999 Review article 18

4. The Effect of Prepubertal and Postpubertal Gonadectomey on Penile Extrusion and Urethral Diameter in the Domestic Cat Vet Radiol 37 (5): 363 -366 Sept/Oct 1996 Review Article 23

5. Prepubertal Gonadectomy in the dog: Effects on skeletal growth and physical development Vet Surg 18 (1):61 Jan/Feb 1997

6. Gonadectomy in immature dogs: effects on skeletal, physical and behavioural development. JAVMA 1991 April ,198(7): 1193-203

7. Effects of Prepubertal Gonadectomy on physical and behavioural development in cats. JAVMA 1996 Dec 1; 209 (11): 1864 -71

8. Implications of Early Neutering in the dog and cat. Semin Vet Med Surg (Small Animals) 1995 Feb: 10 (1)

Link di approfondimento:

* www.petsavers.org
* www.avar.org
* www.avma.org
* www.sfspca.org
* www.alleycat.org
* www.enpa.it/it/il_veterinario/index.html

Ultima modifica di ania : 25-09-2008 alle 23:35.
ania è offline   Rispondi citando il messaggio o parte di esso
Old 26-09-2008, 10:00   #2520
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ho bisogno di un parere da Gattofili; da qualche tempo ed in modo del tutto irregolare, la mia Micia (Hermione, gatto comune, di pelo nero ... trovate qualche foto decine di pg indietro in questo topic) si sveglia con l'occhietto sinistro leggermente chiuso, sembra quasi "gonfio" ma ad un controllo ravvicinato non sembra.

Ho già fatto dei controlli dalla veterinaria, ma non ha rilevato nulla di insolito e pensa ad una classica azzuffata col fratello.

Però è strano ... non ha segni di graffi e se tocco non sembra infastidita e dolorante, è solo questo occhietto che si apre meno dell'altro.


avete esperienze? vi è mai capitato di vedere una cosa simile in un vostro gatto?


grazie, anche a nome di Hermy
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