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Old 18-03-2008, 22:56   #41
jumpermax
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Tu l'introduzione di dazi come la chiami? Io protezionismo, quindi non mi pare di aver "liquidato" nulla delle "posizioni di Tremonti sulla globalizzazione". Ho semplicemente chiamato una cosa con il suo nome.
Io l'introduzione di dazi la chiamo misura disperata semmai. Incasellarla come "protezionismo di destra" altamente riduttivo perché lascia da parte tutta l'analisi assai più interessante che Tremonti ci mette prima. Suggerisco di riascoltare il discorso con attenzione
http://www.youtube.com/watch?v=rIxoz...eature=related
e andarsi a rivedere le opinioni espresse da diversi esponenti no global negli ultimi anni, un nome a caso Bovè, altro che si può inquadrare come "protezionista"
Questo non è esattamente quello che Tremonti diceva 6-7 anni fa... c'è un brusco cambio di rotta su posizioni che tutt'ora a destra credo sono viste come eretiche. Posizioni che va dato atto fino a qualche tempo fa sosteneva praticamente solo rifondazione. Il dazio è solo l'ultimo punto del discorso...
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Old 18-03-2008, 23:11   #42
Fritz!
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Io l'introduzione di dazi la chiamo misura disperata semmai. Incasellarla come "protezionismo di destra" altamente riduttivo perché lascia da parte tutta l'analisi assai più interessante che Tremonti ci mette prima. Suggerisco di riascoltare il discorso con attenzione
http://www.youtube.com/watch?v=rIxoz...eature=related
e andarsi a rivedere le opinioni espresse da diversi esponenti no global negli ultimi anni, un nome a caso Bovè, altro che si può inquadrare come "protezionista"
Questo non è esattamente quello che Tremonti diceva 6-7 anni fa... c'è un brusco cambio di rotta su posizioni che tutt'ora a destra credo sono viste come eretiche. Posizioni che va dato atto fino a qualche tempo fa sosteneva praticamente solo rifondazione. Il dazio è solo l'ultimo punto del discorso...
Può apparire novità se si crede che la politica economica del centrodestra berlusconiano sia stata una politica liberale.

Peccato che non lo è stata MAI nè ieri, ne oggi.

Il liberismo di Tremonti e Berlusconi si limitava in un generico senso di antistato e in una generica avversione alle tasse.
Non è mai stata una politica ispirata alla concorrenza e al libero mercato, al contrario ha sempre aderito aa una visione di protezione statale delle aziende.

Oggi sono le industrie manifatturiere, ieri era il settore bancario e creditizio, che Tremonti si è sempre rifiutato di aprire spiegando che bisognava proteggerlo dalle banche estere.

Ieri attaccava la BCE e l'autonomia della politica monetaria perchè l'euro era troppo debole. Oggi l'avversione alla indipendenza della politica monetaria rimane tale e quale quando chiede un accordo alla bretton woods.

Da ministro ci spiegava a ripetizione che la crisi del 2001 era stata la piu grave dai tempi del 1929.
Oggi scrive che la crisi dei subprime è la piu grave dal dopoguerra.

E' sempre la stessa solfa, la stess base, e la stessa ricerca di un responsabile esterno.
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Old 18-03-2008, 23:20   #43
sempreio
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Io l'introduzione di dazi la chiamo misura disperata semmai. Incasellarla come "protezionismo di destra" altamente riduttivo perché lascia da parte tutta l'analisi assai più interessante che Tremonti ci mette prima. Suggerisco di riascoltare il discorso con attenzione
http://www.youtube.com/watch?v=rIxoz...eature=related
e andarsi a rivedere le opinioni espresse da diversi esponenti no global negli ultimi anni, un nome a caso Bovè, altro che si può inquadrare come "protezionista"
Questo non è esattamente quello che Tremonti diceva 6-7 anni fa... c'è un brusco cambio di rotta su posizioni che tutt'ora a destra credo sono viste come eretiche. Posizioni che va dato atto fino a qualche tempo fa sosteneva praticamente solo rifondazione. Il dazio è solo l'ultimo punto del discorso...
certo che è protezionismo, ma quale paese in passato non lo ha fatto? l' ideologia alle volte si scontra con la realtà e la nostra è pessima, 20 milioni di pensionati 4 milioni di statali, 10 milioni di lavoratori dequalificati. con questi numeri saremo già fuori mercato in 24 h
sempreio è offline   Rispondi citando il messaggio o parte di esso
Old 18-03-2008, 23:34   #44
Fritz!
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posto la recensione di un libro che non leggerò mai.

Ma la recensione basta a mettere in luce quanto "nuovo" sia il pensiero di tremonti

Vedo nero

di Giuseppe Berta

"È finita la fiaba del progresso continuo e gratuito", annuncia minaccioso Giulio Tremonti in apertura del suo nuovo libro ('La paura e la speranza', Mondadori, pp. 112, € 16). La globalizzazione sta per travolgere l'Europa e il suo benessere. Chi aveva creduto che lo sviluppo dell'economia globale avrebbe portato vantaggi a tutti, migliorando le condizioni sia dei paesi emergenti che di quelli più forti e ricchi, è caduto in un tragico e colpevole errore di prospettiva: si sta approssimando una crisi che tende a colpire alla radice il nostro tenore di vita.

Il terremoto finanziario dell'agosto 2007 è stato la prima avvisaglia di uno sconvolgimento destinato a durare e a incidersi nell'assetto della nostra società, che s'era illusa di beneficiare all'infinito delle opportunità di un mondo low cost, con i consumi sostenuti dal debito e le merci a basso costo prodotte dalla Cina. A chi addossare la responsabilità di questa situazione? Sul banco degli imputati Tremonti chiama la sinistra, una sinistra indeterminata, epitome di tutto ciò che non gli piace.

Ad essa Tremonti rinfaccia la perdita del senso della responsabilità, la fede cieca nel mercato, il relativismo culturale. E vi contrappone, come terapia per i guasti causati dal globalismo, il ritorno alla Tradizione, al principio dell'ordine, con la riscoperta delle "radici giudaico-cristiane" dell'Europa. Nulla di nuovo rispetto a quell'indirizzo nazional-corporativo, insaporito da una vena populistica, che da un secolo (dai tempi di Alfredo Rocco e di Filippo Carli) costituisce una sorta di traccia profonda del pensiero di certa destra italiana. Peccato però che Tremonti, che preferisce appellarsi a emozioni elementari come la paura invece che alla ragione, non ci spieghi come mai l'Italia sia cresciuta proprio quando ha saputo collegarsi ai grandi cicli di espansione dell'economia mondiale.

(14 mar 2008)
» vai alla scheda del libro

Ultima modifica di Fritz! : 18-03-2008 alle 23:45.
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Old 18-03-2008, 23:37   #45
Fritz!
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E quanto al fatto che l'Europa sia minacciata dalla globalizzazione, posto un editoriale dell'economist di 3 settimane fa proprio su questo tema


Winners and losers

Feb 28th 2008
From The Economist print edition
Europe is a big winner from globalisation. If only politicians would say so
Illustration by Peter Schrank

“LET us be frank about it: most of our people have never had it so good,” a British prime minister, Harold Macmillan, once said. The phrase entered the political lexicon, and “Supermac” went on to win re-election in 1959. The lesson seems clear enough: for a politician, delivering good news is a winner.

If only it were that simple. Half a century on, a growing body of research makes the case that, contrary to widespread belief, globalisation has made life better for most European citizens. What is more, Europe is unusually good at it. Yet political leaders seem wary of delivering the good news. With few exceptions, the political rhetoric when it comes to globalisation ranges from grim resolve (this challenge can be managed) to plain grim (we must tame this menace). Defending globalisation is left to a cottage industry of think-tanks, academics and business lobbies (although some of the most thoughtful studies are quietly financed by pro-market governments, from Finland to the Netherlands, or by the European Union).

What is going on? Politics, mostly. Today's Europeans fear that globalisation may not be good for most people. Or, to be more precise, even if they notice the diffuse benefits (cheap jeans and high-tech gadgets), they fret about the visible losers, starting with workers whose jobs are shipped overseas. Worse, with globalisation disrupting business models at an ever finer level of detail many citizens feel they cannot be sure if they will be next.

A new book* by a pair of academics from America's Johns Hopkins University finds lots of facts to cheer Europeans up. European consumers (ie, all Europeans when they are shopping) are big winners from globalisation, which has delivered cheap imports, held down inflation and kept interest rates low. Despite the fuss about China and India, the EU's share of world exports rose slightly between 2000 and 2006. What is more, two-thirds of Chinese exports involve foreign brands, a good chunk of which are European. Nor does a “made in China” tag mean big revenues for Chinese firms. In a recent speech defending globalisation, the EU trade commissioner, Peter Mandelson, cited a University of California study into who gains when an iPod is sold in America for $299. Only $4 stays in China with the firms that assemble the devices, Mr Mandelson explained. $160 goes to American companies that design, transport and retail iPods. A similar pattern holds for many European products.

Europeans worry a lot about wage competition. The researchers note that globalisation is not just about wages, but more broadly about finding efficiencies anywhere along complex supply chains. After all, most non-EU employees of European firms live in America, not China (EU and Swiss firms employ some 3.5m workers in America). Yes, European jobs have been lost by offshoring, but unevenly. In France only 3.4% of jobs lost in 2005 could be blamed on offshoring, though there has been a wave of factory closures more recently (see article). Portugal has suffered more: a quarter of its job losses between 2003 and 2006 involved jobs heading overseas, mostly to new EU members.

Stick to the data, and globalisation Angst in Europe can look like the tail wagging the dog. Italian producers have demanded anti-dumping duties of tens of millions of euros on Chinese air compressors, to preserve just 500 jobs. Yet in a political world, data get you only so far. A politician seen as heartless towards 500 workers risks punishment by millions of watching voters. EU economies may have created 18m more jobs than they shed in the past decade. But the jobs are different: like America, Europe has shed manufacturing and farming jobs, and created new ones in services. Many Europeans suspect these of being precarious and low-paid. President Nicolas Sarkozy of France is not alone in fuelling such suspicions, visiting factories to vow that France will remain an industrial power—with state help if need be—and deriding those who say that services are the future.
Services français

Such populism wilfully ignores European strengths. France has a particular genius for exporting services (if you are after striking symbols, a French firm, Sodexo, feeds both the American Marines and the British garrison on the Falklands). Furthermore, wages and conditions in services vary widely; and not all factory jobs were fun. Yet Mr Sarkozy and his kind may be expressing something else: a sense that a shift towards globally traded services involves a loss of control. Many Europeans have grown up in corporatist systems, dominated by trade unions, employers' groups and politicians. Globalisation is bad for such a model. That can be liberating, if annoying to French Gaullists. But it can be bruising as well.

Globalisation is one reason why European wage demands have been so restrained in recent years. It is easier for bosses to say no when workers fear that their jobs might be shipped to Shenzhen. That has been good for EU competitiveness. But it is not nice to hear your boss making the threat. Arguably, the European model has more niceness built into it than the American version, thanks to social safety nets of various sorts. Some, like Denmark's pricey “flexicurity”, look tailor-made for a globalised world thanks to their focus on supporting and retraining individual workers, not protecting jobs.

Politicians should not skate over risks (to be fair, in his 1957 speech, even Mr Macmillan confessed to worrying: “is it too good to last?”). But they should not conceal good news from voters, either, just because it runs counter to popular gut instinct. Although many Europeans do not seem to realise it, globalisation has been good for them—and the protection some crave would do far more harm than good. Will today's politicians ever be frank enough to tell them?

http://www.economist.com/world/europ...ry_id=10765186

Ultima modifica di Fritz! : 18-03-2008 alle 23:41.
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Old 19-03-2008, 00:05   #46
teogros
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ma berlusconi non era l'uomo dai ministri tecnici ?
Ammazza,la coerenza...
Guarda, voi dovevate fare la par condicio prima di tutto... la riforma del sistema elettorale poi... render ricchi gli italiani dopo.

Fatto un cazzo di tutto ciò, mi parli ancora di Berlusconi che in questo 3d non c'entra niente?! Minchia come rosichi!
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Old 19-03-2008, 00:22   #47
Maxmel
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Io l'introduzione di dazi la chiamo misura disperata semmai. Incasellarla come "protezionismo di destra" altamente riduttivo perché lascia da parte tutta l'analisi assai più interessante che Tremonti ci mette prima.
Non lo vedo, con la mia connessione attuale, youtube. Semmai posta qualcosa da leggere.
Per il resto il protezionismo, diperato o meno che sia, sempre protezionismo rimane.
Non ho avuto modo di leggere le recensioni (perchè il libro sinceramente non m'interessa leggerlo, lo ammetto senza problemi) sull'ultimo Tremonti ma a sentire lui non mi pare questa radicale novità rispetto alla scorsa campagna elettorale o agli anni del suo ministero durante il governo Berlusconi. In quanto a contestatori a destra, poi, ne aveva già allora (2004).
Quello che volevo sottolineare, comunque, è che Bertinotti ha espresso, al limite, un'approvazione en passant sul Tremonti "critico della globalizzazione" ma che per il resto rimane valida la semplificazione (mica tanto riduttiva) di cui sopra per quanto riguarda la politica di Tremonti di questi anni, oltre "il momento critico".
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"A pessimist is someone who is waiting for it to rain. But I'm already soaked to the skin." L. Cohen.

Ultima modifica di Maxmel : 19-03-2008 alle 00:37.
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Old 19-03-2008, 00:31   #48
Maxmel
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Mi riservo di leggere altre opinioni ma, fin qui, come dicevo, niente di nuovo sotto il sole.
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Old 19-03-2008, 01:16   #49
dantes76
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Originariamente inviato da sempreio Guarda i messaggi
certo che è protezionismo, ma quale paese in passato non lo ha fatto? l' ideologia alle volte si scontra con la realtà e la nostra è pessima, 20 milioni di pensionati 4 milioni di statali, 10 milioni di lavoratori dequalificati. con questi numeri saremo già fuori mercato in 24 h
la francia con i giapponesi, negli anni 80 nel settore auto, assieme all'italia, peccato che dopo la francia e diventata grande amica dei jap, pensa che toyota ha pure costruito uno stabilimento in francia, e che renault[ statale] ha preso il controllo di nissan.... invece l'italia e fiat...
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“ Fiat iustitia, et pereat mundus”-המעז מנצח -
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Old 19-03-2008, 01:34   #50
CYRANO
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Originariamente inviato da jumpermax Guarda i messaggi
Io l'introduzione di dazi la chiamo misura disperata semmai. Incasellarla come "protezionismo di destra" altamente riduttivo perché lascia da parte tutta l'analisi assai più interessante che Tremonti ci mette prima. Suggerisco di riascoltare il discorso con attenzione
http://www.youtube.com/watch?v=rIxoz...eature=related
Tipo che gli italiani vanno a londra con 20 dollari ???





Cò,aò,zò,a
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FINCHE' C'E' BIRRA C'E' SPERANZA !!!
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Old 19-03-2008, 08:39   #51
Jackari
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Originariamente inviato da dantes76 Guarda i messaggi
la francia con i giapponesi, negli anni 80 nel settore auto, assieme all'italia, peccato che dopo la francia e diventata grande amica dei jap, pensa che toyota ha pure costruito uno stabilimento in francia, e che renault[ statale] ha preso il controllo di nissan.... invece l'italia e fiat...
pensa che la toyota aveva offerto a tutti gli stati europei dell'ovest di poter aprire lo stabilimento. tutti offrirono qualcosa (la Francia promise di non far pagare le tasse per 30anni) solo l'italia non rispose. era il 99 mi pare

su bretton woods:http://it.wikipedia.org/wiki/Confere..._Bretton_Woods
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Old 19-03-2008, 09:00   #52
dave4mame
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Originariamente inviato da Fritz! Guarda i messaggi
Certo che si può, ma un economista non è nè un artista nè un artigiano.

Un economista è un esperto di economia, e non mi viene in mente nessun economista che non abbia un background accademico
te ne suggerisco uno.... inizia con B e finisce con I.

no, non è berlusconi....
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Old 19-03-2008, 09:28   #53
flisi71
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Originariamente inviato da teogros Guarda i messaggi
O forse rosica chi non ha capito che l'unico che può provare a sollevare le sorti economiche del nostro paese, limitandosi a ridere della sua proposta sulla "vendita delle spiagge".
Spero che non si riferisca a Tremonti, visto che sono ufficiali e dovrebbero essere noti a tutti i risultati da lui conseguiti nella (mala) gestione dei conti pubblici nella scorsa legislatura....


Quote:
Originariamente inviato da Jackari Guarda i messaggi
Il buon masetto è buono solo a fare il professore e a dirci che il rapporto/deficit pil è sceso al 105%. si peccato che il giorno dopo viene fuori il fatto che il pil invece di crescere del 1,6 come previsto crescerà dello 0,5. ricalcoliamo il rapporto deficit/pil e vediamo a quant'è.

Bello mischiare artificiosamente consuntivi 2007 e cifre di previsione per il 2008.
Consiglio di informarsi sull'andamento dei conti pubblici.

Quote:
d'altronde è ovvio che se si aumentano le tasse si strangola l'economia e la produzione.
Già, quindi anche la recessione USA è dovuta alle tasse di Prodi, così come l'inflazione in tutta la UE?
Ma per favore.......

Quote:
per non parlare della questione "tesoretto": una barzelletta.
è proprio da difendere il buon masetto, con degli avvocati però.
L'extragettito sarebbe una barzelletta?
Eppure i dati diramati dal Tesoro dicono il contrario.
Ah già, dimenticavo, basta ripetere lo slogan, che poi abbia un qualsiasi fondamento o meno è ininfluente.

Quote:
Originariamente inviato da jumpermax Guarda i messaggi
liquidare con "protezionismo di destra" le posizioni di Tremonti contro la globalizzazione e un certo modo di intendere la finanza di questo ultimo decennio mi pare abbastanza riduttivo. Il problema sollevato da tremonti è reale e direi che inquadrarlo come una delle cause del declino di questo paese non è sbagliato: non si può competere ad armi pari con chi ha un costo del lavoro che è un decimo del nostro.
Non ci vuole un luminare a diagnosticare questi sintomi.

Quote:
Che la soluzione proposta sia poi quella giusta è un altro paio di maniche...
Già.

Quote:
Originariamente inviato da Fritz! Guarda i messaggi
....
Il liberismo di Tremonti e Berlusconi si limitava in un generico senso di antistato e in una generica avversione alle tasse.
Non è mai stata una politica ispirata alla concorrenza e al libero mercato, al contrario ha sempre aderito ad una visione di protezione statale delle aziende.

Oggi sono le industrie manifatturiere, ieri era il settore bancario e creditizio, che Tremonti si è sempre rifiutato di aprire spiegando che bisognava proteggerlo dalle banche estere.

Ieri attaccava la BCE e l'autonomia della politica monetaria perchè l'euro era troppo debole. Oggi l'avversione alla indipendenza della politica monetaria rimane tale e quale quando chiede un accordo alla bretton woods.

Da ministro ci spiegava a ripetizione che la crisi del 2001 era stata la piu grave dai tempi del 1929.
Oggi scrive che la crisi dei subprime è la piu grave dal dopoguerra.

E' sempre la stessa solfa, la stess base, e la stessa ricerca di un responsabile esterno.
Straquoto.
Le sue giravolte fanno presa su chi ha la memoria MOLTO labile, tanto da dimenticare i risultati da lui conseguiti quando era al comando del dicastero dell'Economia.


Ciao

Federico
__________________

FORZA GAIA !!
flisi71 è offline   Rispondi citando il messaggio o parte di esso
Old 19-03-2008, 09:38   #54
Jackari
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Bello mischiare artificiosamente consuntivi 2007 e cifre di previsione per il 2008.
Consiglio di informarsi sull'andamento dei conti pubblici.


L'extragettito sarebbe una barzelletta?
Eppure i dati diramati dal Tesoro dicono il contrario.
Ah già, dimenticavo, basta ripetere lo slogan, che poi abbia un qualsiasi fondamento o meno è ininfluente.



Federico
beh ovviamente nel 2008 quando si ricalcolerà il deficit pil e questo andrà alle stelle sarà colpa del nuovo governo e del nuovo ministro.

sono un barzelletta le persone che ci hanno parlato dell'extragettito per tanti motivi:
a) non si capisce l'origine. il governo diceva il recupero dall'evasione fiscale. altri dicevano l'aumento delle tasse con norme retroattive sui salari pubblici (io ovviamente essendo figlio di dipendenti pubblici sono per la seconda)-
b) non se ne capisce l'ammontare
c) da ultimo, il ministro dell'economia ne ha smentito l'esistenza (non c'era? non c'è mai stato? se lo sono mangiato??)

del resto i commenti bipartisan sul vecchio governo sono unanimi.
basterebbe dire che pure la confindustria (che lo aveva sfacciatamente sostenuto) ne ha criticato l'operato fino a farlo cadere.
Jackari è offline   Rispondi citando il messaggio o parte di esso
Old 19-03-2008, 09:54   #55
dave4mame
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Originariamente inviato da flisi71 Guarda i messaggi
Già, quindi anche la recessione USA è dovuta alle tasse di Prodi, così come l'inflazione in tutta la UE?
Ma per favore.......
beh... allora perchè veltroni continua a menarla con il taglio delle tasse (facendo una proposta di revisione delle aliquote assai più aggressiva della controparte)

Quote:
L'extragettito sarebbe una barzelletta?
Eppure i dati diramati dal Tesoro dicono il contrario.
dipende da quali
a prescindere, non è chiaro COME sia stato ottenuto.
di certo un 800-850 euro ce li ho messi io.
dave4mame è offline   Rispondi citando il messaggio o parte di esso
Old 19-03-2008, 10:02   #56
flisi71
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Originariamente inviato da Jackari Guarda i messaggi
beh ovviamente nel 2008 quando si ricalcolerà il deficit pil e questo andrà alle stelle sarà colpa del nuovo governo e del nuovo ministro.
Quando si faranno i consuntivi 2008 si utilizzeranno ovviamente i dati del 2008, tenendo in giusta considerazione le tendenze del recente passato.
Ovvio.

Quote:
sono un barzelletta le persone che ci hanno parlato dell'extragettito per tanti motivi:
a) non si capisce l'origine. il governo diceva il recupero dall'evasione fiscale. altri dicevano l'aumento delle tasse con norme retroattive sui salari pubblici (io ovviamente essendo figlio di dipendenti pubblici sono per la seconda)-
Veramente sono arcinote le varie cause CONCOMITANTI dell'extragettito.
Anche in questo forum vi sono stati parecchi interventi sull'argomento (l'utente er-next ha scritto vari interventi sull'argomento, anche io li ho quotati più volte).

Quote:
b) non se ne capisce l'ammontare
Veramente vi era incertezza nel quantificare la parte extra che poteva essere spesa.

Quote:
c) da ultimo, il ministro dell'economia ne ha smentito l'esistenza (non c'era? non c'è mai stato? se lo sono mangiato??)
Veramente TPS annunciò che bisognava attendere la Relazione Unificata per avere cifre precise, ma che con l'imminente frenata della crescita economica sarebbe stato difficile avere un extra da spendere.
Una leggera differenza.....



Ciao

Federico
__________________

FORZA GAIA !!

Ultima modifica di flisi71 : 19-03-2008 alle 10:05.
flisi71 è offline   Rispondi citando il messaggio o parte di esso
Old 19-03-2008, 10:15   #57
flisi71
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Quote:
Originariamente inviato da dave4mame Guarda i messaggi
beh... allora perchè veltroni continua a menarla con il taglio delle tasse (facendo una proposta di revisione delle aliquote assai più aggressiva della controparte)
Viste le nubi nere che si preannunciano all'orizzonte, le promesse elettorale di PDL e PD sono davvero irrealistiche, così come evidenziato dal recente esame de IlSole24Ore:
http://www.ilsole24ore.com/art/SoleO...lesView=Libero



Quote:
dipende da quali
a prescindere, non è chiaro COME sia stato ottenuto.
di certo un 800-850 euro ce li ho messi io.
Di sicuro c'è stata una quota dovuta alla crescita economica, una dovuta all'emersione del sommerso (la "tax compliance", ben più importante del recupero diretto di evasione che invece viene portato ad esempio dai mass-media) , una dovuta alle maggiori tasse (innegabili), una dovuta a misure prese nell'ultima finanziaria del cdx.


Ciao

Federico
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FORZA GAIA !!
flisi71 è offline   Rispondi citando il messaggio o parte di esso
Old 19-03-2008, 10:16   #58
er-next
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Originariamente inviato da Jackari Guarda i messaggi
beh ovviamente nel 2008 quando si ricalcolerà il deficit pil e questo andrà alle stelle sarà colpa del nuovo governo e del nuovo ministro.

sono un barzelletta le persone che ci hanno parlato dell'extragettito per tanti motivi:
a) non si capisce l'origine. il governo diceva il recupero dall'evasione fiscale. altri dicevano l'aumento delle tasse con norme retroattive sui salari pubblici (io ovviamente essendo figlio di dipendenti pubblici sono per la seconda)-
b) non se ne capisce l'ammontare
c) da ultimo, il ministro dell'economia ne ha smentito l'esistenza (non c'era? non c'è mai stato? se lo sono mangiato??)

del resto i commenti bipartisan sul vecchio governo sono unanimi.
basterebbe dire che pure la confindustria (che lo aveva sfacciatamente sostenuto) ne ha criticato l'operato fino a farlo cadere.

guarda se leggi la relazione unificata troverai la risposta a queste domande e non farai confusione tra dati 2007 e previsioni 2008..

http://www.tesoro.it/web/apri.asp?idDoc=18732
__________________
ho concluso con: Beep Beep - bagluca - ShaDe - alenter - djlorenz - Gordon Freeman - mariotanza - ciufoligo - johnny185 - scarano76 - lamerone - Boxer2 - fabiuxx - Sakurambo - gianpixel - alstare84 - nickluck - ziodamerica - ReDBouL - Coop - Keffo - sv4 - niko0 - shin82 - daikengorobot - patafrana - OcTaGoN - Shippo - Bladexx - superman79 - Fran123 - cos1950 - Xidius - cdere - daygo - 2fst4rc - maxcarra - almus! - Juliàn Carax - e non ne aggiungo più...
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Old 19-03-2008, 11:19   #59
Fritz!
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Originariamente inviato da flisi71 Guarda i messaggi
Straquoto.
Le sue giravolte fanno presa su chi ha la memoria MOLTO labile, tanto da dimenticare i risultati da lui conseguiti quando era al comando del dicastero dell'Economia.


Ciao

Federico
Oltretutto tutti i discorsi di Tremonti, fumosi e generici, non sono accompagnati da uno straccio di numero, non cita mai un straccio di percentuale, un grafico, qualche grandezza misurabile.

Questo dice molto. E l'assurdita di un ministro dell'economia in pectore che parla senza mai usare le cifre è accompagnata da altre assurdità. La maggiore delle quali è che tutte le sue proposte sono vaghe disarticolate. Che senso ha che il ministro italiano parli di una nuove bretton woods senza dire come, chi, a he scopo. Che senso ha parlare di dazi senza dire come quanti, contro chi, per quanto tempo. Che senso ha parlare di fantomatiche lobby di illuminati, senza dire chi sono i responsabili e i loro motivi?

Tremonti non fa analisi economiche. Tremonti fa solo propaganda. Propaganda becera che punta sulla paura, sull'irrazionalità, e, lasciatemelo dire, sull'ignoranza del suo target di riferimento
Fritz! è offline   Rispondi citando il messaggio o parte di esso
Old 19-03-2008, 11:33   #60
dave4mame
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Iscritto dal: Jan 2007
Città: Verona... finchè non mi buttano fuori :D
Messaggi: 3224
scusa ma... tutte le volte che ho visto tremonti a confronto con un interlocutore l'ha praticamente SEMPRE messo a tacere con sfilze di numeri a cui la controparte non ha saputo ribattere.

di contro ricordo un certo signor visco che se n'è uscito in almeno una occasione con la constatazione sconsolata in base alla quale "non abbiamo ben chiara l'entità dell'evasione fiscale in italia".

poi, A PRESCINDERE da numeri, schieramenti, idee politiche.

io ho la NETTA percezione che l'italiano medio* stia peggio, oggi di quanto non stesse due anni fa.
una parte è dovuta senz'altro a cause per cui un governo (un qualunque governo) non ha molte leve su cui agire.
ma non mi venite a dire, cifre alla mano, che si è fatto un gran lavoro in questi due anni.
non so il vostro portafoglio; ma il mio, che non contiene grafici di tendenza ma biglietti di banca, dice di no.

ah, a scanso di equivoci, prima di venire tacciato per l'ennesima volta di essere di parte: all'ultima tornata elettorale ho votato radicale.

*nel senso di lavoratore dipendente
dave4mame è offline   Rispondi citando il messaggio o parte di esso
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