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#41 |
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Senior Member
Iscritto dal: Jun 2005
Città: Da qualche parte sul pianeta terra
Messaggi: 880
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Non lo è sicuramente, però l'effetto boomerang è talmente forte che forse è meglio spazzolare la polvere sotto il tappeto. La soluzione migliore sarebbe quella di non produrre polvere, ma è decisamente troppo utopica
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Membro dell' HU Aerospace Group Membro fondatore del HU Queen fan club Gaussian Rider @ SETI classic Harvester@SETIBOINC BOINC Lord Ho concluso con: Dane, Sakurambo, Giankarlo, CapFTP, drive97, Atomix, Cibulo HWU CAMPAGNOLI CLUB |
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#42 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Nov 2003
Messaggi: 1662
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#43 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Apr 2002
Città: Al momento Berlino
Messaggi: 571
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Nel mondo però si commettono innumerevoli atrocità, molte delle quali possono essere ricondotte a noi. E molte non sono neppure prese in considerazione. Mi permetta di fare un esempio di una di quelle non contabilizzate. Sono certo che ricorderà un libro pubblicato circa un anno fa, che divenne un grande best seller: Il libro nero del comunismo. Il New York Times e tutti gli altri giornali ne hanno pubblicato importanti recensioni. Si trattava della traduzione di un libro francese, che valutava il numero delle persone uccise dal comunismo in un centinaio di milioni. Non discutiamo le cifre, ammettiamo che questo dato sia esatto. La principale causa di morte fu la carestia che colpì la Cina tra il 1958 e il 1960, e che si pensa abbia ucciso circa venticinque milioni di persone. Il motivo per cui la si definisce, secondo me a ragione, un crimine politico - un crimine ideologico - è stato analizzato in modo dettagliato da Amartya Sen, ed è uno dei motivi per i quali ha vinto il premio Nobel. Sen è un economista, e ha fornito ottime ragioni per interpretare questa carestia come un crimine politico. Non era una questione di intenzioni, non si voleva uccidere nessuno, ma le istituzioni e la loro ideologia portarono a quel risultato. La Cina era uno stato totalitario al cui centro non giungevano mai le informazioni su ciò che accadeva, e non potè dunque adottare alcun provvedimento, perché così vanno le cose in uno stato totalitario. Quel che accadde fu pertanto un effetto delle istituzioni totalitarie: un gigantesco massacro non voluto. Non c'era l'intenzione di uccidere venticinque milioni di persone e tuttavia quelle morti ci furono, ed è fondato definire quel massacro una delle maggiori atrocità del XX secolo, e il peggiore tra i crimini del comunismo. Questo ci riporta alla sua domanda sulle intenzioni, ma è solo una parte della storia. Se esamina il lavoro di Amartya Sen, che gli è valso il premio Nobel e per il quale è diventato uno studioso celebre, troverà che l'autore ha studiato le carestie e le condizioni che le provocano. Uno dei temi centrali è il confronto tra India e Cina. Naturalmente l'India, quando si trovava sotto il dominio britannico, conobbe enormi carestie, che causarono decine di milioni di morti, ma nessuno le annovera tra i crimini dell'imperialismo britannico perché, anche in questo caso, se lo facciamo noi non è un crimine. Sen sottolinea però come, a partire dall'indipendenza, l'India, pur conoscendo la fame, non abbia più patito carestie di quella gravità. Dal 1947 fino al periodo in cui Sen effettuò lo studio che gli valse il Nobel, intorno al 1980, non si registrarono gravi carestie. Sen poi confronta i dati con quelli della Cina, e mette in luce le differenze tra le istituzioni dei due paesi. Quando in India, dove vigeva la democrazia, si aveva notizia di qualche regione affamata, le autorità centrali intervenivano per impedire l'aggravarsi della situazione e la diffusione della carestia. Questa è solo una parte della sua argomentazione, ed è quella che tutti conoscono. Ma poi Sen proseguiva e, negli stessi articoli e negli stessi libri, passava a confrontare i tassi di mortalità in Cina e in India dal 1947 fino a oggi. Nel 1947 i tassi di mortalità erano approssimativamente gli stessi, i paesi erano simili e così via. Il tasso di mortalità cominciò poi a scendere molto bruscamente in Cina, mentre in India rimaneva altissimo. Sen ritiene che anche questo sia un crimine ideologico. Secondo quanto afferma, infatti, la differenza è dovuta al fatto che la Cina istituì ambulatori medici rurali, promosse la medicina preventiva fra la popolazione povera e adottò altre misure, con il risultato di migliorare notevolmente la qualità della vita e di produrre un calo del tasso di mortalità. L'India non fece nulla del genere. Era un paese democratico capitalista, di quelli dove non si fa niente per i poveri. Per citare esattamente le sue parole, Amartya Sen sottolinea che, osservando la differenza tra i due andamenti, «sembra che l'India riesca a riempire ogni otto anni il suo armadio di più scheletri di quanti la Cina non ve ne abbia stipati nei suoi anni di vergogna [1958-61]». Tra il 1947 e il 1980 le vittime risultano pari a un centinaio di milioni di persone nella sola India. Ma questo non lo definiamo un crimine della democrazia capitalistica. Se poi dovessimo fare lo stesso calcolo per tutti i paesi del mondo, non voglio neppure immaginare i risultati. Sen però ha ragione: non si tratta di crimini intenzionali, così come non fu intenzionale la carestia cinese. Si tratta però pur sempre di crimini ideologici e istituzionali, dei quali sono responsabili la democrazia capitalistica e i suoi sostenitori, proprio come i sostenitori del cosiddetto comunismo sono responsabili della carestia in Cina. Il sistema non ne ha tutta la responsabilità, ma certamente ne ha una parte rilevante. Perciò, se teniamo la contabilità dei crimini, ne risulta un elenco spaventoso; ma il nostro è solo il conteggio dei crimini del nemico, che sono quelli che deploriamo e sui quali ci interroghiamo. I nostri invece, che potrebbero anche essere mostruosamente peggiori, non rientrano nemmeno nel nostro campo visivo. Non li studiamo, non leggiamo alcun testo al riguardo, non ci pensiamo, nessuno ne scrive. Non ci è permesso pensarci, e accettare questa realtà è una nostra scelta. (Noam Chomsky, Power and Terror) |
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#44 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Nov 2003
Messaggi: 1662
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Ma io mi stufo leggendo un discorso troppo contorto per il gusto di non so cosa... Per me scrivere: "disprezzo verso questa pratica"... E' come scrivere "indignazione"... Può essere un mio far ricorso al semplicistico... Però continuo a non capire... O a non condividire... Io concentrerei i miei sforzi sui raccomandati, non sugli "indignati"... Giusto perché... Come anche tu ammetti... Quel "quasi" è quello che salverei di questo Paese... |
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#45 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Dec 2002
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“ Fiat iustitia, et pereat mundus”-המעז מנצח -
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#46 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Nov 2003
Messaggi: 1662
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Anche se io ancora ci SPERO in quel "quasi", in quei Santi (magari laici)... Condivido l'analisi di massima dell'egoismo umano (se ho ben capito)... Ma comunque penso che in una società (proiettata al futuro - a una semplice questione evolutiva) debba un po' cambiare anche questo... In parte è già cambiato con tutta l'ipocrisia che c'è in giro... Ora bisogna solo lavorare su quello che c'è dietro... Ok... Non facciamo parte della stessa categoria... O non facciamo parte di nessuna categoria... Ultima modifica di shinji_85 : 25-12-2007 alle 10:06. |
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#47 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Nov 2003
Messaggi: 1662
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Purtroppo però per ragionare di problemi concreti (nella MIA breve esistenza) è sempre stato necessario "sfrondare" un po'... E in generale anche categorizzare... Di certo non è un modo corretto in assoluto... Ma probabilisticamente (e nella pratica) PER ME è accettabile... Siamo finiti alla natura umana (quello che io intendevo con egoismo "generalizzato")... Difficile da cambiare... E di sicuro a Natale... Buon Pranzo e Felici Feste! |
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#48 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Dec 2002
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la solleciti troppo la tua emotivita'
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Cum sociis natoque penatibus et magnis dis parturient montes, nascetur ridiculus mus. Mauris condimentum, velit vel malesuada molestie, ante ante tincidunt nunc, quis pellentesque leo arcu aliquet enim. Curabitur pulvinar. Vestibulum lacus est, fermentum eu, tempus in, fermentum eu, tellus. Praesent est quam, molestie et, euismod ac, egestas in, massa. Pellentesque in tortor. Aliquam suscipit. Maecenas velit. Morbi ut lorem. Nunc congue. Fusce placerat. Curabitur rutrum. Phasellus adipiscing consectetuer dui. Morbi consectetuer, lorem non varius varius, risus dui imperdiet eros, sit amet tempor nulla neque id enim. Pellentesque molestie condimentum arcu. Quisque quis ligula id est pretium lacinia. |
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#53 | |
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Bannato
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http://it.wikipedia.org/wiki/Lorem_ipsum |
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#54 |
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Senior Member
Iscritto dal: Apr 2005
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The quick brown fox jumps over the lazy dog. 1234567890
(Testo di prova nel pannello delle font delle preferenza di Matlab 6.5)
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0 A.D. React OS La vita è troppo bella per rovinarsela per i piccoli problemi quotidiani... IL MIO PROFILO SOUNDCLOUD! |
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