La particolare nebulosa Cranio è una delle ultime immagini rilasciate dal telescopio spaziale James Webb
Negli scorsi giorni gli scienziati hanno rilasciato una nuova immagine della nebulosa Cranio (chiamata ufficialmente PMR 1) catturata grazie al telescopio spaziale James Webb. A dispetto del suo nome sinistro, è decisamente suggestiva.
di Mattia Speroni pubblicata il 02 Marzo 2026, alle 16:40 nel canale Scienza e tecnologiaNASAESA
Recentemente abbiamo riportato degli studi degli scienziati effettuati grazie al telescopio spaziale James Webb sull'atmosfera di Urano. Lo strumento scientifico ha però osservato anche più lontano rispetto al nostro Sistema Solare arrivando fino alla nebulosa Cranio (chiamata ufficialmente PMR 1) che si trova nella costellazione della Vela a 5000 anni luce dalla Terra. Un'immagine suggestiva che effettivamente ricorda la vista di un cranio aperto visto dall'alto che lascia esposto parte del cervello.
Come per altre nebulose, anche per la nebulosa Cranio, ci troviamo di fronte a un oggetto celeste generato da una stella ormai prossima alla fine del suo ciclo vitale. PMR 1 è una nube di gas e polveri che, nelle immagini del telescopio spaziale James Webb, assume una forma talmente particolare da essere stata soprannominata la "Exposed Cranium Nebula", come scritto poco sopra.

Gli scienziati hanno impiegato sia NIRCam che MIRI (vicino infrarosso e medio infrarosso) per raccogliere la maggior quantità di dati. Nel caso del primo strumento sono stati impiegati i filtri F150W (1,5 μm), F187N (1,87 μm), F444W (4,44 μm) e F470N (4,7 μm) ai quali sono stati associati i colori blu, verde, arancione e rosso. Per quanto riguarda il secondo invece sono stati utilizzati i filtri F1000W (10 μm), F1130W (11 μm), F1280W (12 μm) e F1800W (18 μm) associando rispettivamente i colori blu, verde, arancione e rosso.
Il telescopio spaziale James Webb e la nebulosa Cranio
La struttura della nebulosa Cranio vede un guscio esterno che è stato espulso per primo dalla stella centrale e che è ricco soprattutto di idrogeno e una zona interna, più complessa, che invece è costituita da una miscela di gas differenti e che ha una storia più recente.
Tornando all'analogia della struttura del cranio e del cervello, la linea centrale che separa i due "emisferi" è il risultato di un'espulsione violenta di materiale avvenuta in poco tempo e che potrebbe essere associata a due getti simili ma che si propagano nello Spazio in direzioni opposte. Una caratteristica legata a questo deflusso di materiale è visibile nella zona superiore con dei gas che si stanno spostando rapidamente verso l'esterno.
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Cosa succederà effettivamente PMR 1 dipenderà dalla massa della stella (che però non è ancora stata determinata con certezza). Se dovesse essere un oggetto particolarmente massiccio potrebbe diventare una supernova che disperderebbe nello Spazio elementi pesanti. Se invece dovesse essere più simile al Sole, gli strati esterni verrebbero comunque diffusi nello Spazio lasciando un nucleo caldo e denso scoperto e diventando una nana bianca che si raffredderà solo in miliardi di anni.











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