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#121 |
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Bannato
Iscritto dal: Jan 2007
Città: Verona... finchè non mi buttano fuori :D
Messaggi: 3224
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stamattina su uno dei giornalini che vengono distribuiti gratis nelle grandi città, c'era una lettera di una donna rumena incazzatissima verso lo stato italiano, reo di far fare ai rom quel cavolo che gli pare.
dice che in romania (dove i rom sono odiati a morte "perchè non lavorano") queste cose non succedono... |
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#122 | |
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Bannato
Iscritto dal: Feb 2001
Città: outside italy
Messaggi: 1214
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a quando le lezioni di civiltà dall'albania? |
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#123 |
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Senior Member
Iscritto dal: Jun 2004
Messaggi: 383
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#124 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Dec 2003
Città: Trento, Pisa... ultimamente il mio studio...
Messaggi: 4389
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Quote:
Dato che non sono consentite b) Apologie di ideologie politiche, religiose, o qualsiasi enfatizzazione di superiorità di una razza, etnia, nazionalita', regione, ideologia o credo religioso. Sei sospesa 3 giorni.
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"Expedit esse deos, et, ut expedit, esse putemus" (Ovidio) Il mio "TESSORO": SuperMicro 733TQ, SuperMicro X8DAI I5520, 2x Xeon Quad E5620 Westmere, 12x Kingston 4GB DDR3 1333MHz, 4x WD 1Tb 32MB 7.2krpm
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#125 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Sep 2004
Messaggi: 706
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#126 |
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Senior Member
Iscritto dal: Oct 2004
Città: Vicenza
Messaggi: 2764
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effettivamente è spesso un modo di dire.
Si fa riferimento alla Svizzera per dire che leconse funzionano a modo, che sono gestite bene. All'Albania per dire che sono fatte alla carlona. Lo uso pure io Vabbè... ok...taccio...
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Perchè il NO alla nuova base USA e Vicenza città militarizzata 3d ---------- Ho fatto "solo" 3 leggi ad personam... |
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#127 |
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Bannato
Iscritto dal: Apr 2002
Messaggi: 1913
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#128 |
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Bannato
Iscritto dal: Apr 2002
Messaggi: 1913
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http://www.repubblica.it/2007/11/sez...politica1.html
"Se uno stato lascia crescere le favelas, cosa volete che faccia la Commissione?" Emergenza rom, Barroso accusa "L'Italia non ha mai chiesto i fondi" dal nostro inviato ANDREA BONANNI VENEZIA - Il presidente della Commissione europea, Josè Manuel Barroso, è famoso per la sua calma olimpica. Eppure su questa vicenda dell'immigrazione rom e della lettera che gli hanno inviato i premier di Italia e Romania chiedendo alla Commissione di fare di più, la sua irritazione tracima oltre le rotondità del linguaggio diplomatico. - Presidente Barroso, domani lei incontra Prodi a Roma. Che cosa risponderà alla lettera del capo del governo italiano e del rumeno Tariceanu? "Innanzitutto mi compiaccio della buona cooperazione che, adesso, si è stabilita tra Italia e Romania: questa lettera ne è la prova. Vedo che, ora, hanno anche deciso di avviare una collaborazione tra forze di polizia e autorità giudiziarie. Per quanto riguarda la Commissione, siamo pronti ad appoggiare gli sforzi degli stati membri. Ma vorrei ricordare che, innanzitutto, c'è una responsabilità nazionale e anche delle regioni e delle autorità locali". - In che senso? "Sarebbe inconcepibile attendersi che siano le autorità europee a promuovere l'integrazione sul territorio. Questo è soprattutto uno sforzo nazionale, regionale e locale". - E voi? "Noi abbiamo messo in campo strumenti finanziari e normativi. Il fondo sociale europeo prevede programmi specifici per l'integrazione della comunità rom. In totale abbiamo già stanziato 275 milioni di euro e in più dato sessanta milioni a Bulgaria e Romania per questo obiettivo nella strategia di pre-adesione. Per la Spagna sono stati pagati 52 milioni di euro, per la Polonia 8 milioni e mezzo, per la Repubblica Ceca oltre 4 milioni, per l'Ungheria quasi un milione. - E per l'Italia? "Per l'Italia, zero. L'Italia non ha mai chiesto di accedere a questi programmi. Certo noi siamo prontissimi a pagare, ma dobbiamo farlo sulla base delle richieste nazionali. Tocca ai governi chiedere i finanziamenti. Noi non possiamo certo imporli". - Passiamo alle direttive. "Quanto agli strumenti normativi, la legislazione europea, con la direttiva del 2004, stabilisce meccanismi che consentono di agire quando un cittadino di un altro stato membro minaccia l'ordine pubblico, e anche di rimpatriarlo. Infine abbiamo quella che viene definita, con un termine che io non amo, la race directive, la direttiva numero 43 del 2000, che garantisce ai rom il diritto all'assistenza sanitaria, al lavoro, all'alloggio". - Belle parole. Però poi vivono nelle baraccopoli. "Ma se uno stato membro lasciano che si creino delle favelas, che cosa vuole che faccia la Commissione? Lo ripeto: è una responsabilità nazionale e locale. Del resto noi abbiamo già inviato solleciti di chiarimento sulla mancata applicazione di questa direttiva a quattordici Paesi, tra cui l'Italia. Non possiamo certo negare la cittadinanza europea ai rom. Noi abbiamo disposto tutti gli strumenti per favorire la loro integrazione. Certo, però, bisogna che anche loro si diano da fare per integrarsi. Ma non spetta certo alle istituzioni comunitarie promuovere l'inclusione a livello locale". - Insomma, è tutta colpa nostra se ci troviamo in crisi? "Guardi io ho piena fiducia nel presidente Prodi e sono assolutamente certo che non farà mai una legge che sia in contrasto con i principi europei". - Però non sembra molto contento della lettera che le ha spedito. "Sono certo che non era nelle intenzioni di Prodi e di Tariceanu, ma non vorrei che si avesse l'impressione che, ogni volta che c'è una crisi, la colpa è dell'Europa. In questo caso si può fare molto a livello nazionale e a livello locale. Se ci sono dei criminali che passano la frontiera, il minimo che si possa fare è avvisare le autorità del Paese vicino. Ma, anche in materia di cooperazione tra le varie polizie, tocca ai governi occuparsene. Da tempo io mi batto per un approccio comune a questi problemi in Europa. Purtroppo ci sono alcuni stati membri che fanno resistenza". - Quali? "Per esempio nell'ultimo trattato il Regno Unito si è opposto a una cooperazione più integrata in materia di polizia e giudiziaria. Hanno addirittura ottenuto un opt-out in questo settore. La resistenza alle proposte della Commissione per una piena integrazione delle politiche giudiziarie, di polizia e di immigrazione è molto forte. Eppure questa crisi non ci ha colto di sorpresa. E' da tempo che avvertiamo i leader europei del pericolo che la pressione demografica di certe migrazioni determini reazioni xenofobe e razziste. E' da tempo che diciamo che il fenomeno richiede un approccio comune. Non facciamoci illusioni: in avvenire i flussi migratori in Europa e verso l'Europa aumenteranno. Io lo dico da tempo: è assurdo avere 27 politiche sull'immigrazione in Europa. Dobbiamo avere una politica unica che tenga conto sia dei problemi di migrazione interna sia dei problemi di immigrazione dall'esterno". - Però non ce l'abbiamo? Perché? "Perché gli stati membri si ricordano che esiste una dimensione comunitaria solo quando scoppia una crisi. In condizioni normali se ne dimenticano volentieri. Per esempio sulla legalizzazione degli immigrati clandestini, e qui non farò nomi perché non sarebbe molto elegante, ci sono stati governi che hanno regolarizzato gli illegali senza consultare e senza neppure avvertire i paesi vicini. Niente impediva a Italia e Romania di stabilire questa cooperazione bilaterale prima che scoppiasse la crisi: era ampiamente prevedibile che questo problema sarebbe esploso". - Per la verità Amato ci aveva provato a chiedere la collaborazione di Bucarest. Ma fino alla crisi non aveva ottenuto molto. "Appunto. Quello che non posso accettare è l'idea che sia tutta colpa dell'Unione europea. Questo è falso. Ed è pericoloso, perché rischia di mettere in discussione principi che considero fondamentali". - Quali? "Vorrei ricordarne tre. Il primo, rivolto sia ai governi sia alle opposizioni, è che queste questioni vanno affrontate con grande senso di responsabilità e di misura se non si vuole mettere a rischio la stessa natura democratica dei nostri sistemi. Il secondo principio è di non attribuire mai responsabilità collettive. Fin dai tempi dell'antica Grecia la capacità di distinguere tra responsabilità individuale e responsabilità collettiva è stato uno dei fondamenti della civiltà europea. Se c'è un crimine, non è di un Paese, o di un popolo, o di una famiglia, ma di uno specifico individuo che lo compie. Il terzo principio è che quanto sta accadendo non è colpa dell'allargamento. Le cifre di cui disponiamo dimostrano che c'è stata più immigrazione rumena in Italia prima dell'adesione di Bucarest che dopo. E l'esperienza dimostra che proprio l'ingresso nella Ue, facendo salire il livello economico dei nuovi paesi, contribuisce a riassorbirne l'emigrazione. L'allargamento, insomma, come Romano Prodi sa bene, non è la causa del problema, ma la soluzione". (11 novembre 2007) ------------------------------------------------------------------ |
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#129 |
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Senior Member
Iscritto dal: Mar 2001
Messaggi: 2202
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IN ANUBIS WE TRUST
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#130 |
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Bannato
Iscritto dal: Apr 2004
Città: Non riesco a trovare il giusto aggettivo dispregiativo per descriverla... STATUS: In stand-by, aspettando il peggio. AUTO: Fiat Grande Punto 1.4 T-Jet. MOTO: Honda cbr600rr 2003. MUSICA PREFERITA: In Trance I Trust!
Messaggi: 260
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#131 |
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Senior Member
Iscritto dal: Sep 2004
Messaggi: 706
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#132 |
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Senior Member
Iscritto dal: Jul 2001
Messaggi: 2776
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E razzismo verso la classe politica dirigente italiana? In quel caso è permesso generalizzare?
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#133 |
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Senior Member
Iscritto dal: Nov 2001
Città: undefined
Messaggi: 6416
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#134 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Aug 2004
Messaggi: 689
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Attenzione: il messaggio potrebbe essere ironico... "L’uso della libertà minaccia da tutte le parti i poteri tradizionali, le autorità costituite...Il popolo è minorenne. La città è malata. Ad altri spetta il compito di curare e di educare. A noi il dovere di reprimere. La repressione è il nostro vaccino! Repressione è civiltà!” |
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#135 |
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Senior Member
Iscritto dal: Sep 2004
Messaggi: 706
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Bhè non è difficile.. basta partire dal presupposto evidente che non siamo tutti uguali, non abbiamo tutti lo stesso stile di vita e pertanto i vari comportamenti possono per alcuni essere diversi.
Se poi uno vuole pensare che siamo tutti uguali.. bhè.. allora è lui ad essere il primo razzista, perchè è proprio lui che non vuol vedere le differenze. |
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#136 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Aug 2004
Messaggi: 689
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Quindi non capisco come si è sviluppata in seguto la discussione, cosa centri con la situazione attuale italiana. Tutto qua.
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Attenzione: il messaggio potrebbe essere ironico... "L’uso della libertà minaccia da tutte le parti i poteri tradizionali, le autorità costituite...Il popolo è minorenne. La città è malata. Ad altri spetta il compito di curare e di educare. A noi il dovere di reprimere. La repressione è il nostro vaccino! Repressione è civiltà!” |
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#137 |
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Senior Member
Iscritto dal: Feb 2006
Messaggi: 2839
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Se il problema è che una cittadina romena non può dire che nel suo paese QUANDO CATTURANO un malavitoso questi si fa la sua brava galera senza troppe seghe mentali giuridiche IN QUANTO ROMENA, allora certamente c'è una vena di razzismo.
In Italia non solo non è facile essere "beccati", ma il vero problema nasce "quando ti beccano" a meno che non debbano farti pagare una ammenda amministrativa (magari per un cd copiato) allora si che la giustizia italiana ti fa una vera e propria "rettoscopia" nel deretano, portandoti via sino all'ultimo centesimo, poi magari si danno i permessi premio ai pluriomicidi. Non c'entra nulla il PIL romeno, lo status di vita in generale dei suoi cittadini o quello che vi pare con l'abitudine delle autorità giudiziarie romene di mandare i delinquenti a vedere il sole a scacchi nelle patrie galere, e questo è un fatto, qui non si parla dell'eventuale diritto che un popolo si assume di giudicare un altro popolo a mio avviso. |
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#138 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Sep 2004
Messaggi: 706
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#139 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Feb 2004
Città: Roma
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Cooler Master Praetorian , Seasonic X-460 fanless, intel Core 2 E8400 + Scythe Katana 3, Gigabyte GA-EP45C-DS3R, ram 2x2gb Adata Vitesta Extreme Ed. Cas 4 ddr2 800, Asus 9600GT silent 512mb GDDR3, samsung 830 SSD, dvdrw sony-nec optiarc 5240s , monitor DELL U2312hm |
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#140 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Jun 2004
Messaggi: 383
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Non sono contento ma per motivi più profondi, finchè il nostro benessere si baserà sulla povertà altrui, dobbiamo aspettarci che il poveraccio venga qui da noi. Ed il delinquente pure,in Romania non c'è niente da rubare. |
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