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Old 22-10-2007, 13:52   #41
Grand Kenyon
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io non sono un grandissimo esperto di diritto, però, se mastella non ha ricevuto l'avviso di garanzia la notizia della sua iscrizione nel registro degli indagati non dovrebbe essere pubblica, o sbaglio?

comunque le sue affermazioni sono vergognose, in un paese normale ( e quindi non nella nostra repubblica delle banane) sarebbe già a casa da tempo
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Old 22-10-2007, 14:13   #42
Igor
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Avocazione e Costituzione
Marco Travaglio


Costituzione della Repubblica Italiana, art. 3: «Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge». Art. 25: «Nessuno può esser distolto dal giudice naturale precostituito per legge». Art. 101 : «La giustizia è amministrata in nome del popolo. I giudici sono soggetti soltanto alla legge». Art. 104: «La magistratura costituisce un ordine autonomo e indipendente da ogni altro potere». Art. 107: «I magistrati sono inamovibili». È ancora in vigore, la Costituzione della Repubblica Italiana che sta per compiere 60 anni? Sì, formalmente lo è ancora. Di fatto, non più.

Quel che sta accadendo tra Roma e Catanzaro è una sorta di golpe bianco che, diversamente dai golpe-golpe, mantiene la parvenza della legittimità. Il ministro della Giustizia ha la facoltà di ispezionare un magistrato, di proporlo al Csm per una sanzione disciplinare o per un trasferimento immediato. Il procuratore capo ha la facoltà di revocargli la delega su un'indagine e il procuratore generale di avocargli un fascicolo. Nessuno ha violato la legge, nella guerra scatenata da pezzi del potere politico e giudiziario contro il pm Luigi De Magistris. Tutte le carte sono a posto, anche se il risultato finale di queste azioni legittime è clamorosamente incostituzionale.

Anche lo smantellamento del pool antimafia di Falcone e Borsellino, vent'anni fa, fu affidato a quelli che Alfredo Morvillo, magistrato e cognato di Falcone, definì «i professionisti della carte a posto». Pezzi di potere politico, giudiziario e malavitoso chiusero violentemente la stagione delle indagini che stavano alzando il tiro ai piani superiori, ma senza mai mettere il piede in fallo: tutto formalmente ineccepibile. Paolo Borsellino denunciò tutto in una drammatica intervista all'Unità e a Repubblica, e fu trascinato a discolparsene dinanzi al Csm. Il deviato era lui che aveva parlato, non i professionisti delle carte a posto che stavano uccidendo la lotta alla mafia. Oggi i deviati sono De Magistris e Clementina Forleo, per aver denunciato in tv l'isolamento dei giudici che s'imbattono nei reati dei potenti.

Archiviata frettolosamente la breve parentesi del pool Mani Pulite e del pool antimafia di Caselli, dalla metà degli anni '90 i professionisti delle carte a posto son tornati a colpire: prima con la Bicamerale e le leggi ad personas dell'Ulivo (1996-2001), poi con quelle ad personam di Berlusconi (2001-2006), tentando di riscrivere la Costituzione, l'ordinamento giudiziario, il codice penale e di procedura cosicché la legge non fosse più uguale per tutti. Ma sono riusciti soltanto a sfasciare la giustizia per tutti. Non ad abrogare l'articolo 3, contro il quale - grazie al rigore della Corte costituzionale e alla schiena dritta di pochi magistrati - si sono infrante decine di leggi-vergogna.

Così, da un anno e mezzo, si è tornati all'antico. Alle vecchie veline e vaseline democristiane, che non toccavano né la Costituzione né i codici, anzi formalmente li rispettavano e li ossequiavano. Come ai tempi del fascismo, che non toccò la giustizia ordinaria ma si limitò ad affiancarle il Tribunale speciale per i delitti politici. Tanto si sapeva che una magistratura culturalmente e socialmente omologata alle classi dirigenti, perlopiù asservita o intimidita dagli altri poteri, avrebbe saputo isolare le eventuali "teste calde".

Poi, quando a fine anni 60 spuntarono i primi magistrati di nuova generazione e si misero in testa di far rispettare la legge anche dai politici, dagl'imprenditori e dagli apparati dello Stato, furono bollati come "pretori d'assalto" e "toghe rosse" per isolarli come "deviati" dalla corporazione togata: quella "buona", che non vede-non sente-non parla. La casta degli ermellini fece il resto: i procuratori capi levavano le inchieste ai pm troppo indipendenti, i procuratori generali le avocavano, la Cassazione le trasferiva nei porti delle nebbie e delle sabbie perché riposassero in pace. Fu così per le schedature alla Fiat, per piazza Fontana, per la loggia P2, per i fondi neri dell'Iri e così via.

Poi, grazie al ricambio cultural-generazionale e a un ordinamento giudiziario che affidava non più ai capi, ma a tutti i pm il "potere diffuso" dell'azione penale, la magistratura divenne qualcosa di simile a quanto previsto dai costituenti. E la legge, almeno ogni tanto, sembrò davvero uguale per tutti. Ora si torna all'antico. Mastella, che viene da lontano e ha tra i suoi consiglieri Giulio Andreotti, l'ha capito. Si è subito garantito la non belligeranza delle correnti dell'Anni, imbottendo il ministero di loro rappresentanti. Infatti, dopo un anno e mezzo di disastri e di malcontento dei magistrati di base, il sindacato delle toghe non ha scioperato nemmeno un minuto. Nemmeno quando, tradendo le promesse, il governo ha mandato in vigore l'ordinamento giudiziario Berlusconi-Castelli con qualche ritocco che non sfiorava i punti che più ledono l'indipendenza della magistratura: pieni poteri ai procuratori capi e generali, che tornano padroni assoluti dell'azione penale, con facoltà di revoca e di avocazione dei fascicoli; ampi poteri al ministro, compreso quello di chiedere al Csm il trasferimento urgente dei magistrati.

L'ordinamento Berlusconi-Castelli-Mastella passa a fine luglio 2007. De Magistris è la prima cavia che ne sperimenta sulla sua pelle entrambe le deliziose novità. Scopre un comitato d'affari che si spartisce miliardi europei per depuratori mai fatti (inchiesta «Poseidone») e ruota attorno a politici di destra e sinistra. Tra questi, l'onorevole forzista Giancarlo Pittelli, socio del figlio della convivente del procuratore Mariano Lombardi. Per mesi il pm è bersaglio d'interrogazioni parlamentari. Una sua perquisizione va a vuoto perché gl'indagati hanno avuto una soffiata: una fuga di notizie che De Magistris attribuisce proprio dal procuratore Lombardi. Che, appena viene indagato l'amico Pittelli, toglie il fascicolo «Poseidone» a De Magistris.

Questo, intanto, porta avanti un'altra indagine («Why not») su altri fiumi di denaro drenati da un altro comitato d'affari: politici, massoni, faccendieri e ufficiali, alcuni legati (anche telefonicamente) a Prodi e a Mastella. Qualcuno dalla Procura passa a Panorama, settimanale berlusconiano, la notizia che Prodi è indagato e Mastella è stato indirettamente intercettato con due indagati eccellenti: il numero due della Compagnia delle Opere Antonio Saladino e l'ex piduista Luigi Bisignani. Mastella sguinzaglia gl'ispettori contro De Magistris, che è vittima delle fughe di notizie ma ne viene incolpato lui stesso. Poi chiede al Csm il suo trasferimento cautelare urgente. Dice che è «un atto dovuto», imposto dalla legge. Ma la legge l'ha fatta lui e non gli impone un bel nulla: gli da semplicemente facoltà. Il Csm non ravvisa alcuna urgenza e rinvia tutto al 17 dicembre. Il pm si rimette all'opera e si avvia a chiudere l'indagine con l'ultimo atto imposto dalla legge: l'iscrizione di Mastella per truffa, abuso e finanziamento illecito. Ma anche questo atto segreto finisce sui giornali, anzi su uno: Libero, dove si occupa della faccenda Renato Farina, il giornalista-spione che prendeva soldi dal Sismi ed è molto legato alla Compagnia delle Opere. Senza quella fuga di notizie illecita, nessuno - tranne i vertici della Procura - saprebbe che Mastella è indagato. Grazie alla fuga di notizie, un soggetto non titolato a sapere, il procuratore generale Dolcino Favi, viene informato e avoca il fascicolo «Why not». Motivo: il pm è «incompatibile» in quanto «personalmente interessato» all'inchiesta. In pratica ce l'avrebbe con Mastella che ha chiesto il suo trasferimento. Così le cause si confondono con gli effetti: il ministro persecutore diventa perseguitato e il pm perseguitato diventa persecutore. Ma, formalmente, le carte sono a posto. Il Pg ha preso una decisione che poteva prendere, anche se non ne aveva motivo. E, anche se ha sbagliato, cosa fatta capo ha.

L'inchiesta «Why not» dovrà ripartire da capo nelle mani di un sostituto Pg che impiegherà mesi per studiarsi gli atti e già sa cosa gli capiterà se sposerà la linea De Magistris: verrà a sua volta attaccato, ispezionato, deferito al Csm, proposto per il trasferimento. Dunque, se non è masochista, gli conviene lasciar perdere, voltarsi dall'altra, archiviare. Il golpe bianco è compiuto. La Costituzione è ribaltata, senza neppure sfiorarla.

Ora De Magistris si appella al presidente del Csm, cioè al capo dello Stato. Un altro presidente della Repubblica e del Csm diceva: «Oggi la nuova Resistenza consiste nel difendere le posizioni che abbiamo conquistato, nel difendere la Repubblica e la democrazia. Oggi ci vogliono due qualità: l'onestà e il coraggio. Quindi l'appello che faccio ai giovani è questo: cercate di essere onesti prima di tutto. La politica dev'essere fatta con le mani pulite! Se c'è qualche scandalo, se c'è qualcuno che da scandalo, se c'è qualche uomo politico che approfitta della politica per fare i suoi sporchi interessi, deve essere denunciato». Si chiamava Sandro Pertini.

Nessuno ha violato la legge nella guerra scatenata contro il pm Luigi De Magistris Tutte le carte sono a posto eppure il risultato di queste azioni legittime è incostituzionale

l'Unità
22-10-2007
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Old 22-10-2007, 14:24   #43
Igor
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Antonio Ingoia: Fanno peggio di Berlusconi
Intervista
GUIDO RUOTOLO
ROMA

«Esprimo solidarietà al collega Luigi De Magistris, che conosco per la sua serietà e correttezza. La sua vicenda, al di là del merito che non conosco se non per quanto riportato dai media, si presenta oggettivamente agli occhi dei cittadini come una pesante interferenza del potere politico nei confronti della magistratura».

Nelle parole di Antonio Ingroia, sostituto procuratore antimafia di Palermo, si coglie l'inquietudine e l'insofferenza di una parte della magistratura che vive il «caso» De Magistris come una conferma dell'attacco all'indipendenza e autonomia della magistratura: «Non ci siamo accorti - riflette Ingroia - che quel processo, avviato dal governo Berlusconi, di neutralizzare l'esercizio dell'azione penale nei confronti degli intoccabili attraverso la modifica delle leggi, non si è mai fermato e siamo arrivati oggi al caso De Magistris anche grazie a un clima politico-culturale diverso».


Dottore Ingroia, questo governo è riuscito laddove ha fallito il governo Berlusconi?
«Prendiamo la riforma della controriforma Castelli sull'ordinamento giudiziario. Come magistratura associata non abbiamo nascosto la nostra preoccupazione per le parziali modifiche alla riforma Castelli messe in campo dal governo Prodi-Mastella. In particolare, sono stati determinanti nella vicenda De Magistris due nodi fondamentali sui quali l'Anm aveva espresso la sua insoddisfazione: le modifiche della procedura dell'azione disciplinare e degli assetti interni all'organizzazione degli uffici di Procura».


Il Guardasigilli ha sì chiesto alla Disciplinare il trasferimento cautelare di De Magistris ma la decisione finale rimane al Csm.
«Mi limito ad osservare che il ministro, utilizzando questo nuovo potere, ha contribuito a creare quel processo a tappe di spoliazione delle inchieste il cui titolare era il pm De Magistris. Voglio dire che utilizzando il grimaldello della legge, la questione De Magistris è diventata una vicenda pilota che mostra i guasti della riforma Mastella. Insomma, anche il potere di avocazione, che c'è sempre stato, oggi diventa uno strumento di normalizzazione. Ai tempi del governo Berlusconi, dell'attacco all'indipendenza e all'autonomia della magistratura, nessuno si era azzardato a utilizzare lo strumento dell'avocazione di determinate inchieste».


Se ieri la magistratura faceva squadra contro l'offensiva del governo Berlusconi, oggi la situazione è diversa. Lo stesso fatto che un procuratore generale facente funzioni avochi una inchiesta ne è la dimostrazione.
«Oggi si sta creando all'interno della magistratura un processo progressivo di omologazione, uno degli obiettivi sui quali ha puntato la politica. C'è una trasversale insofferenza nei confronti dell'azione di controllo della legalità da parte della magistratura. E questa insofferenza si è manifestata in modo più rozzo e brutale ai tempi del governo Berlusconi, e in mondo più soft oggi. Con il risultato che stiamo assistendo a un lento e inesorabile processo di isolamento di quei magistrati che rispettano la Costituzione».


La luna di miele tra magistratura e politica è finita?
«La magistratura questa volta non può essere accusata di nessuna posizione pregiudiziale. Sin dal suo insediamento, il ministro Mastella è stato accolto come l'uomo del dialogo. Mi pare che nei fatti questo dialogo è stato bruscamente interrotto. E non per colpa nostra».


Perché è tornata nei fatti questa incomprensione se non incomunicabilità?
«C'è una parte della politica, oggi minoritaria, che considera prioritaria la tutela dell'autonomia e dell'indipendenza della magistratura e prioritaria la lotta ai poteri criminali. C'è un pezzo di politica che invece avverte come una minaccia l'azione di controllo di legalità svolta dai magistrati che applicano la legge uguale per tutti».


LA STAMPA
22-10-2007
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Old 22-10-2007, 14:35   #44
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che schifo....
mi domando come sia possibile fare un individuo del genere ministro dela giustizia
Di Pietro ha tutte le ragioni di questo mondo secondo me.
peccato che sia praticamente l'unico della "casta" ad alzare giiustamente la voce contro questa indecenza.
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Old 22-10-2007, 14:44   #45
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che schifo....
mi domando come sia possibile fare un individuo del genere ministro della giustizia
Di Pietro ha tutte le ragioni di questo mondo secondo me.
peccato che sia praticamente l'unico della "casta" ad alzare giiustamente la voce contro questa indecenza.
Ma viene pure insultato e invitato a tacere. Mastella ha ricordato l'inchiesta su Di Pietro del 1996 dimenticando che si risolse poi in una condanna per i suoi diffamatori e soprattutto che Di Pietro si dimise dalla carica di Ministro dei Lavori Pubblici. Mastella non pensa minimamente alle dimissioni, anzi invita Di Pietro a dimettersi
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Old 22-10-2007, 20:12   #46
IlCarletto
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De Magistris ha messo d'accordo centro destra e centro sinistra, con l'eccezione di Di Pietro. Tutti insieme appassionatamente per salvarsi il c..o. Il centro destra ritrova in Mastella il suo Dna. Cicchitto e Casini lo adorano. E' la futura Brambilla del Sud di Berlusconi. Il centro sinistra invece tace. Prodi e Veltroni fanno il gioco del silenzio. La vecchia tattica democristiana del tirare a campare per non tirare le cuoia. Il ministro della Giustizia indagato, il ministro degli Esteri indagato, il Presidente del Consiglio indagato. Al prossimo Consiglio dei Ministri faranno una retata.
Il fratello di Borsellino mi ha scritto una lettera da far gelare il sangue.

"La notizia dell'avocazione da parte della Procura Generale dell'inchiesta Why Not al Procuratore De Magistris e' di quelle che lascia senza fiato.
Solo un'altra volta nella mia vita mi ero trovato in questo stato d'animo.
Era il 19 Luglio del 1992 e avevo appena sentito al telegiornale la notizia dell'attentato il cui scopo non era altri che quello di impedire ad un Giudice che, nelle sue indagini, era arrivato troppo vicino all'origine del cancro che corrode la vita dello Stato Italiano, di procedere sulla sua strrada.
Morto Paolo Borsellino l'ignobile patto avviato tra lo Stato Italiano e la criminalita' mafiosa aveva potuto seguire il suo corso ed oggi vediamo le conseguenze del degrado morale a cui questo scellerato patto ha portato.
Ieri era stato necessario uccidere uno dopo l'altro due giudici che, da soli, combattevano una lotta che lo Stato Italiano non solo si e' sempre rifiutato di combattere ma che ha spesso combattuto dalla parte di quello che avrebbe dovuto essere il nemico da estirpare e spesso ne ha armato direttamente la mano.
Oggi non serve piu' neanche il tritolo, oggi basta, alla luce del sole, avocare un'indagine nella quale uno dei pochi giudici coraggiosi rimasti stava per arrivare al livello degli "intoccabili", perche' tutto continui a procedere come stabilito.
Perche' questa casta ormai completamente avulsa dal paese reale e dalla gente onesta che ancora esiste, anche se purtroppo colpevole di un silenzio che ormai si confonde con l'indifferenza se non con la connivenza, possa continuare a governare indegnamente il nostro paese e a coltivare i propri esclusivi interessi in uno Stato che considera ormai di propria esclusiva proprietà.
Oggi basta che un ministro indegno come il signor Mastella ricatti un imbelle capo del governo, forse coinvolto negli stessi suoi luridi traffici, minacciando una crisi di governo, perche' tutta una classe politica faccia quadrato intono al suo degno rappresentante e si esercitino in conseguenza chissa' quale tipo di pressioni sui vertici molli della magistratura per ottenere l'avocazione di un'indagine e quindi l'inoffensivita' di un giudice sensa neanche bisogno del tritolo come era stato necessario per Paolo Borsellino.
Siamo giunti alla fine della Repubblica Italiana e dello Stato di Diritto.
In un paese civile il ministro Mastella non avrebbe potuto chiedere il trasferimento del Dr. De Magistris titolare dell'inchiesta in cui e' indagato il suo stesso capo di governo e lo stesso ministro.
Se la decisione del Procuratore Generale non verrà immediatamente annullata dal CSM, saremo di fronte alla fine dell'indipendenza della magistratura e in conseguenza dello stesso Stato di Diritto.
Il Presidente Giorgio Napolitano, nonostante sia stato più volte sollecitato, continua a tacere su queste nefandezze dimostrando che la retorica dello Stato e della figura istituzionale di garante della Costituzione Repubblicana non sono diventate, in questa disgraziata Italia, altro che vuote parole.
Quaranta anni fa sono andato via dalla Sicilia perche' ritenevo impossibile di vivere la mia vita in un paese in cui la legalita' era solo una parola del vocabolario, ora non ritengo piu' che sia una vita degna di chiamarsi con questo nome e quindi una vita degna di esserre vissuta quella di vivere in un paese dove l'illegalita' e' diventata la legge dello Stato." Salvatore Borsellino
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Old 23-10-2007, 07:49   #47
bjt2
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Letto stamattina sul blog di Grillo... Meno male che la mafia si è evoluta... Forse, e ripeto forse, De Magistris non rischia la vita...
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Old 23-10-2007, 11:20   #48
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Roma, Mastella va da Prodi
Il ministro verso le dimissioni


ROMA - Clemente Mastella sta andando da Romano Prodi. Secondo l'Adnkronos non sono escluse le dimissioni del ministro della Giustizia. Una mossa che arriva dopo la dura polemiche che ha visto protagonista Mastella nell'ambito dell'inchiesta Why Not.


Speriamo di si. A questo punto non importa che cada il governo ma che sia preservata la giustizia nel paese.
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Mastella si dimette!?
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Roma, Mastella va da Prodi
Il ministro verso le dimissioni


ROMA - Clemente Mastella sta andando da Romano Prodi. Secondo l'Adnkronos non sono escluse le dimissioni del ministro della Giustizia. Una mossa che arriva dopo la dura polemiche che ha visto protagonista Mastella nell'ambito dell'inchiesta Why Not.


Speriamo di si. A questo punto non importa che cada il governo ma che sia preservata la giustizia nel paese.
Accanimento verso Mastella *...giusto sotto molti punti di vista (non è un giudizio interessato)...ma oltre lui ed alcuni personaggi del cdx, di cui ora non mi sovviene il nome, c'è qualcun'altro...

* che non sopportavo anche quando era nel cdx
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e se poi le dimissioni non venissero accettate?

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Roma, Mastella va da Prodi
Il ministro verso le dimissioni


ROMA - Clemente Mastella sta andando da Romano Prodi. Secondo l'Adnkronos non sono escluse le dimissioni del ministro della Giustizia. Una mossa che arriva dopo la dura polemiche che ha visto protagonista Mastella nell'ambito dell'inchiesta Why Not.


Speriamo di si. A questo punto non importa che cada il governo ma che sia preservata la giustizia nel paese.


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Accanimento verso Mastella *...giusto sotto molti punti di vista (non è un giudizio interessato)...ma oltre lui ed alcuni personaggi del cdx, di cui ora non mi sovviene il nome, c'è qualcun'altro...

* che non sopportavo anche quando era nel cdx
C'è qualcun'altro? Fai i nomi.

Guardate come tratta la notizia il corriere: http://www.corriere.it/politica/07_o...missioni.shtml

l leader dell'udeur avrebbe intenzione di lasciare il dicastero della giustizia
Mastella si dimette, forse no. È giallo
Sarebbe andato a Palazzo Chigi per consegnare le dimissioni nelle mani di Prodi. Ma altre agenzie smentiscono

Clemente Mastella (Ap)
ROMA - Clemente Mastella si è dimesso da ministro della Giustizia, anzi no sta per dimettersi ed è già andato a Palazzo Chigi per consegnare le dimissioni nelle mani del presidente del Consiglio, Romano Prodi. Anzi no: sta partecipando a una riunone dell'ufficio politico dell'Udeur e non è previsto al momento alcun incontro a Palazzo Chigi con Prodi, tra l'altro impegnato in un incontro a un seminario economico internazionale.

SMENTITE E CONFERME - La notizia delle dimissioni del ministro della Giustizia si sono diffuse in ambienti politici a Roma intorno alle 11, poi sono state smentite, ma fonti del Corriere della Sera confermano le indiscrezioni sulle dimissioni di Mastella.



Sembra una barzelletta.
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Nell'inchiesta why not è coinvolto anche Prodi. Mica è una novità
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Old 23-10-2007, 11:48   #57
DonaldDuck
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e se poi le dimissioni non venissero accettate?

Il che mi pare altamente probabile. Non tanto, o almeno non solo, per il posto sulla poltrona.
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Old 23-10-2007, 11:48   #58
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Ecco i magistrati vincono sempre

Prova a dire magari al fratello di borsellino una cosa del genere..
mah..
ora capisco perchè siamo combinati così....
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Old 23-10-2007, 11:48   #59
Jackari
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Da Repubblica: http://www.repubblica.it/2007/10/sez...lla-colle.html


Roma, Mastella va da Prodi
Il ministro verso le dimissioni


ROMA - Clemente Mastella sta andando da Romano Prodi. Secondo l'Adnkronos non sono escluse le dimissioni del ministro della Giustizia. Una mossa che arriva dopo la dura polemiche che ha visto protagonista Mastella nell'ambito dell'inchiesta Why Not.


Speriamo di si. A questo punto non importa che cada il governo ma che sia preservata la giustizia nel paese.
magari !!
non lo credo proprio possibile
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Old 23-10-2007, 11:53   #60
fracarro
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Nell'inchiesta why not è coinvolto anche Prodi. Mica è una novità
Non avevo capico a cosa ti riferivi. Si esatto è indagato anche lui ed è giusto che se colpevole lo sbattano dentro. Il problema è che però le "iniziative" quali mandare gli ispettori, chiedere il traferimento, attaccare pubblicamente il magistrato e difendersi senza contradditorio in TV (non so se avete notato l'elevato numero di sue apparizioni tra porta a porta ballarò e TG vari), ricattare il governo con "richieste" di difenderlo rivolte a tutta la maggioranza, le ha fatte Mastella e non Prodi che, furbescamente, è restato moggio moggio dietro le quinte. Quindi è normale che ci si rivolti soprattutto contro Mastella.
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