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I baby schiavi di Pechino 2008
La denuncia: lavoro minorile, orari massacranti e salari da fame
per gli operai del business del logo. Il rapporto PlayFair: gravi abusi nelle fabbriche I baby schiavi di Pechino 2008 così nascono i gadget olimpici dal nostro corrispondente FEDERICO RAMPINI <B>I baby schiavi di Pechino 2008</B><br><B>così nascono i gadget olimpici </B> PECHINO - "Ho lavorato dall'alba fino alle due di notte. Ero esausta ma il giorno dopo mi hanno costretto a ricominciare". È una bambina cinese di 13 anni a parlare, una piccola operaia-schiava che fabbrica i gadget con il logo ufficiale per le Olimpiadi del 2008. La sua testimonianza è stata raccolta da attivisti umanitari cinesi che sono riusciti a infiltrarsi in segreto in quattro aziende del sud del paese: tutte lavorano per conto del Comitato olimpico di Pechino. Queste aziende sono state regolarmente autorizzate a produrre i popolari oggetti in vendita con il marchio dei Giochi: borse e zainetti, T-shirt, berretti, quaderni, figurine e album illustrati per bambini. Il marketing degli oggetti griffati vale da solo 70 milioni di dollari, per gli organizzatori cinesi delle Olimpiadi. Ma dietro questo business ci sono fabbriche-lager dove si sfruttano i bambini, vige un clima di terrore, non vengono rispettati neppure i modesti diritti dei lavoratori previsti dalla legislazione cinese. "Nessuno indossa guanti protettivi qui - rivela un altro piccolo operaio che usa vernici tossiche e additivi chimici pericolosi - perché coi guanti si lavora meno in fretta e il caporeparto ti punisce. Le mie mani mi fanno molto male, quando le lavo piango di dolore". Queste testimonianze sono state raccolte a Shenzhen e nel Guangdong in quattro stabilimenti chiaramente identificati: Lekit Stationery (prodotti di cancelleria), Mainland Headwear Holdings (berretti sportivi), Eagle Leather Products (pelletteria) e Yue Wing Light Cheong Light Products (zainetti e accessori). Tutti lavorano alla luce del sole per conto delle autorità olimpiche cinesi. A smascherare gli abusi sistematici che avvengono in quelle fabbriche sono stati gli attivisti locali di PlayFair 2008, sigla che si traduce in "Gioca lealmente 2008": è un'organizzazione promossa e sostenuta dai sindacati occidentali dei lavoratori tessili e dall'ong umanitaria Clean Clothes. L'inchiesta sul campo è iniziata nell'inverno 2006. Dopo sei mesi di appostamenti, contatti segreti e interviste clandestine con gli operai, il quadro che emerge è disperante. Il lavoro minorile dilaga, alcuni bambini e bambine hanno appena 12 anni e sono già alla catena di montaggio. Una fabbrica di oggetti di cancelleria impiega venti bambini che ha ingaggiato durante le vacanze scolastiche: lavorano dalle 7.30 del mattino alle 22.30, con gli stessi ritmi degli adulti. Spesso sono obbligati a fare straordinari, non remunerati. Perfino il salario degli operai adulti in queste aziende, a 20 centesimi di euro all'ora, è la metà del minimo legale in vigore nella regione del Guangdong (già molto basso). Molti di loro sono costretti a lavorare sistematicamente 15 ore al giorno per sette giorni alla settimana, 30 giorni al mese, senza riposi né festività. I proprietari di Mainland Headwear costringono i dipendenti a mentire in caso di visite da parte degli ispettori del lavoro. A Shenzhen - la città della Cina meridionale che ha conosciuto un boom industriale spettacolare e ha il più alto reddito pro capite della zona - c'è un'impresa che produce su licenza ufficiale 50 oggetti griffati con il logo olimpico: lì i registri delle buste paga sono stati ripetutamente falsificati dai manager per fare apparire orari più corti e salari più alti. In quella fabbrica gli operai lamentano gravi problemi di salute, incidenti sul lavoro, malattie della pelle dovute al contatto con agenti chimici, difficoltà respiratorie per le polveri tossiche. Alcuni operai hanno osato denunciare questi problemi alle autorità locali e sono stati licenziati in tronco. Il rapporto di denuncia divulgato da PlayFair si intitola "Niente medaglie olimpiche per i diritti dei lavoratori". Guy Rider, segretario generale della Confederazione internazionale dei sindacati del tessile-abbigliamento, ha dichiarato: "È vergognoso che questi gravi abusi avvengano in fabbriche che hanno la licenza ufficiale del comitato olimpico". Il sindacalista ha esortato il Comitato olimpico internazionale (Cio) a premere sugli organizzatori cinesi perché cessino queste violazioni dei diritti umani. A Pechino il comitato olimpico locale ha reagito annunciando che revocherà le licenze alle quattro aziende incriminate nel rapporto PlayFair. Ma le fabbriche dove avvengono questi abusi sono sicuramente più numerose. Le autorità di polizia locali avrebbero la possibilità di smascherare altre illegalità. A differenza degli attivisti di PlayFair costretti a indagare nella clandestinità, le forze dell'ordine cinesi hanno poteri pressoché illimitati e possono agire alla luce del sole. La ragione per cui non lo fanno è intuibile. In un caso di cronaca recente 31 operai sono stati liberati dalla schiavitù in una fabbrica di mattoni dello Shanxi. Da un anno lavoravano senza ricevere salario, solo razioni di pane e acqua. Il proprietario della fabbrica era il figlio del boss locale del partito comunista. Sono diffuse le collusioni e l'omertà tra il capitalismo selvaggio, la nomenklatura politica, la polizia e la magistratura. In vista delle Olimpiadi però la Cina sarà sottoposta a uno scrutinio sempre più pressante da parte dell'opinione pubblica occidentale. Per il regime i Giochi di Pechino sono una formidabile operazione d'immagine, devono consacrare il nuovo status del paese come superpotenza globale, il prestigio di Pechino come capitale cosmopolita e moderna, il fascino turistico della Cina. Ma oltre ad attirare almeno mezzo milione di visitatori stranieri, i Giochi saranno un momento di forte visibilità anche per ogni forma di dissenso, di disagio sociale e di denuncia di abusi. (12 giugno 2007) Nel momento dell'assegnazione di queste olimpiadi io mi sono chiesto se era possibile dare una manifestazione così importante ad una nazione come la Cina. Possibile che non se lo sia chiesto anche il comitato olimpico? o contano solo i soldi? Ultima modifica di Wesker : 12-06-2007 alle 09:05. |
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#2 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Dec 2005
Città: Lingua di terra che taglia il Tirreno
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Storia vecchia questa.....e non sai quanti ne faranno sloggiare dalle proprie case per costruire gli impianti per le olimpiadi...
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Il Paradiso lo preferisco per il clima, l'Inferno per la compagnia [Mark Twain] [Romantico Inside][Thread prof. gnocche] |
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#3 |
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Senior Member
Iscritto dal: Sep 2004
Città: Padova
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ehm ...
non contano solo i soldi. il POTERE è molto più importante. il mondo va così da quando ci fu chi inventò la clava fatta di legno più duro ...
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mac user = hai soldi da buttare; linux user = hai tempo da buttare; windows user = hai soldi e tempo da buttare |
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#4 |
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Senior Member
Iscritto dal: Feb 2002
Città: Este (PD)
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Normale amministrazione buona parte deigli oggetti che troviamo nei nostri negozi provenienti dal terzo mondo vengono fatti così.
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<<La Verità non richiede fede.>> |
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#5 |
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Senior Member
Iscritto dal: Feb 2002
Città: Este (PD)
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Se hai soldi hai potere.
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#6 |
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Senior Member
Iscritto dal: Apr 2003
Città: Torino
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#7 |
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Senior Member
Iscritto dal: Jul 2005
Città: Torino
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#8 |
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Senior Member
Iscritto dal: Sep 2004
Città: Padova
Messaggi: 11777
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più che altro mi rendo conto che col mio reddito se non eseitessero gli schiavi cinesi avrei potuto permettermi un quarto delle cose che possiedo, mobili compresi.
se i pC fossero costruiti in USA invece che in taiwan ... quanto costerebbero ?? c'è il rovescio della medaglia comunque: lessi tempo fa uno studio in cui si faceva vedere che il costo di produzione di un portatile dia 1000 eur è meno di 100$ ... il resto vanno alle aziende e al venditore... alla fin fine il liberismo/capitalismo senza regole ottiene gli stessi effetti del comunismo selvaggio: tutti schiavi a tirare la corda e con la paura di non farcela domani. forse sarebbe il caso di far prevalere una politica sociale sopra alle ragioni del businness ... ma noto che nessuno vuole o riesce a reimpostare l'economia globale in modo di guadagnare e consumare magari meno, ma vivere meglio tutti ... nessuno cede, tutti vogliono sempre di più e AD OGNI COSTO E senza norale e alla fine ci facciamo tutti guerra e tutti ci rimettiamo... mi pare un comportamento da locuste più che da esseri umani.
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mac user = hai soldi da buttare; linux user = hai tempo da buttare; windows user = hai soldi e tempo da buttare Ultima modifica di Fil9998 : 12-06-2007 alle 10:14. |
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#9 |
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Senior Member
Iscritto dal: Apr 2004
Messaggi: 350
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#10 |
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Senior Member
Iscritto dal: Aug 2006
Città: Busto Arsizio (Va)
Messaggi: 553
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scusate ma da dove pensavate fosse uscito fuori questo enorme boom economico della Cina? il "fenomeno cinese"? quasi due miliardi di persone prese a frustate e costrette a lavorare 16-18 ore al giorno con 1 settimana di ferie l'anno (credo anche meno).
eccolo qui l'enorme sviluppo economico.... |
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#11 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Feb 2002
Città: Este (PD)
Messaggi: 2973
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PEnsi che dove costruiscono l'ipod non sia un lagher? (c'era un articolo simile qualche mese fa) Pensi che dove fanno le nike non ci siano bimbi sfruttai? Buona parte di quello che troviamo e comperiamo normalmente è fatto in paesi dove i lavoratori vengono sfruttati alla grande. Indignarsi è quantomeno ridicolo visto che è per vendere a noi che fanno quella vita.
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#12 |
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Senior Member
Iscritto dal: Sep 2002
Messaggi: 2910
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Purtroppo siamo tutti complici di questa ingiustizia globale (chiamiamola col suo nome)... il problema è che si rivolterà presto contro di noi, molto probabilmente.
La fame di potere e l'avidità non guardano in faccia a nessuno, non illudiamoci.
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...Grazie caro Lolek! |
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#13 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Mar 2003
Messaggi: 744
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Quote:
e poi ovviamente quando i contrasti economici si fanno davvero pesanti scoppiano violenze, guerre civili e non.. per questo per me cercare di equilibrare un pò la situazione tra i più ricchi del pianeta e i più poveri non è facile buonismo, ma solo un guardare un pò al di là del proprio naso. |
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#14 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Sep 2002
Messaggi: 2910
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Sognando poi di avere dei figli, non pensare di cambiare l'ordine attuale delle cose è praticamente equivalente a fregarsene del loro futuro.
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...Grazie caro Lolek! |
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#15 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Sep 2004
Città: Padova
Messaggi: 11777
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ionfatti, ma imho presto sta cosa ci si rivolterà contro ... e saran cazzi.. son tanti, giovanissimi e con niente da perderdere e tutto a guadagnare.
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#16 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Feb 2002
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In alcuni settori questo sta già avvenendo.
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#17 |
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Iscritto dal: May 2007
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un boicottaggio mi sembra il minimo..
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#18 | |
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#19 |
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#20 | ||||
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