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Old 05-06-2007, 23:02   #1
gpc
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Fallimento CoopCostruttori: probabile la prescrizione

ARGENTA
Fallimento CoopCostruttori:
probabile la prescrizione

La vicenda giudiziaria dura ormai da 12 anni: l'azienda fallì in un crac da un miliardo di euro che coinvolse oltre diecimila creditori. Sarà comunque la Corte d'Appello di Bologna a decidere

Tribunale FERRARA, 4 Giugno 2007 - Sono dodici anni che il processo prosegue. Il prossimo 25 giugno, la Corte d'appello di Bologna, seconda sezione, dovra' processare gli ex vertici della Coopcostruttori di Argenta, fallita in un crac da un miliardo di euro che coinvolse oltre diecimila creditori. I fatto risalgono al 1992, il processo dura da oltre 12 anni.

Sulla vicenda pende pero' il rischio della prescrizione. Per l'ennesima volta, imputati saranno Giovanni Donigaglia, Renzo Ricci Maccarini, numeri uno e due del gigante cooperativo, (prima coop di costruzioni d'Italia e quarta azienda di costruzioni nazionale), e Beppino Verlicchi, un dirigente Coop oggi in pensione. Si dovranno difendere dalle accuse di corruzione aggravata e turbativa d'asta.

Potrebbe in quel giorno essere messa la parola fine sul caso giudiziario piu' importante del Ferrarese, su cui la Corte di Cassazione (6/a sezione penale, con la sentenza 33022/2006) ha stabilito, nelle proprie motivazioni, che la CoopCostruttori e i suoi vertici ottenevano lavori a Comacchio, corrompendo funzionari e pagando tangenti, confermando cosi' quando stabilito da Tribunale di Ferrara e dalla Corte d'Appello di Bologna.

La Coop invece aveva sempre sostenuto di esser stata ricattata per lavorare, e di aver subito la concussione di funzionari pubblici e privati. Ma la Cassazione, oltre a confermare la corruzione, ha stabilito di rinviare gli atti alla Corte d'appello per ricalcolare le attenuanti del danno risarcito, 1 miliardo di lire al Comune di Comacchio, mai concesse alla Coopcostruttori e che porteranno all'equivalenza con le aggravanti contestate e dunque alla prescrizione del reato.

L'avvocato di Donigaglia, Fausto Tarsitano ha gia' commentato ad un quotidiano locale (che ha dato notizia della vicenda) che ''per noi e' gia' tutto prescritto e comunque siano andate le cose vi sara' la causa d'estinzione del reato e nei confronti di Donigaglia e gli altri non ci sara' nessuna condanna: attendiamo pero' che la corte d'appello dica se la prescrizione c'e' o non c'e'''.

http://ilrestodelcarlino.quotidiano....truttori.shtml


Questo fallimento è stato qualcosa di molto grosso. Tanto per intenderci, siamo nello stesso ordine di grandezza di cifre del crack Parmalat (ossia si parla sempre di miliardi di €) per quel che riguarda i soldi, mentre non saprei per il numero di persone coinvolte, ma si tenga presente che si parla di una cooperativa rossa. Giusto per dire, comunque, che dimensioni hanno queste "cooperative".
Eppure... di questo non si parla che sui giornali locali.
E le notizie sono sempre molto sporadiche, a livello di trafiletti, nonostante molti edifici e opere di Ferrara restino a memoria dei fatti accaduti.

Ora, io penso male, ma il fatto che fosse un'importante cooperativa rossa e che i dirigenti fossero così legati alla sinistra, ha avuto una sua buona importanza sui tempi del processo e sulla mancanza di informazione pubblica.
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Old 05-06-2007, 23:25   #2
Tefnut
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in effetti se ne sente proprio parlare poco, considera che io sono proprio della zona
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Old 06-06-2007, 00:00   #3
gpc
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in effetti se ne sente proprio parlare poco, considera che io sono proprio della zona
Tra l'altro stavo pensando... un miliardo di euro, sì, però nel '92... sarei curioso di sapere quanto sarebbe rapportato al valore attuale del denaro.
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Old 06-06-2007, 00:01   #4
FastFreddy
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Strano, prima d'ora non avevo mai sentito parlare de sta storia....
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Old 06-06-2007, 12:21   #5
Lorekon
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ma il reato sarebbe corruzione o bancarotta fraudolenta?? o entrambi?
a me sembr ala seconda, e in questo caso non c'entra una sverza nè Parmalat nè Cirio, in quel caso ci fu una grave commistione di banche e finanza "marcia" (insomma i soliti ladri di polli), in questo caso, per quanto è dato di sapere, un enrome terribile, dannoso fallimento ma "regolare" diciamo.

il reato è corruzione e turbativa d'asta, che facciano il processo e li sbattano dentro.

quanto all'informazone locale, purtroppo confermo che la Nuova Ferrara è molto influenzata dai DS; non pensavo che anche l'edizione ferrarese del Carlino lo fosse.


quanto invece alla prescrizione... non devi dirvi niente, già avete capito
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Old 06-06-2007, 13:19   #6
DonaldDuck
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Le vecchie Coop

Donigaglia: «Per me non ho mai preso soldi»

Le Coop e le inchieste degli anni Novanta

Giovanni Donigaglia, già leader della Coop Costruttori: «Consorte, invece di salvare i nostri posti di lavoro, ha preparato un piano per farci sparire. È stato un traditore».
Giovanni Donigaglia oggi ha 65 anni, e di persone come lui non ce ne sono più. Lo incontro una domenica, a casa sua, una piccola villetta di periferia con qualche abete in giardino. Dentro il calore di una moglie che tiene dietro alla casa, dignitosa e modesta. Non hanno mai avuto una colf. Da un anno sbarca il lunario facendo l'amministratore per una ditta di ascensori a 1200 euro al mese: Argenta Ragusa il lunedì, ritorno il venerdì. È stato per quasi 40 anni il padre padrone della Coop Costruttori di Argenta, e secondo lo schema in uso nel paese, ha partecipato alla spartizione dei lavori pubblici con il sostegno prima del Pci e poi dei DS. Ma lui è un imprenditore anomalo e sui conti ha sempre lasciato prevalere gli ideali. Alla fine, quei lavoratori per i quali ha fatto carte false, sono finiti tutti a spasso. È successo il giorno in cui i suoi affari si incontrano con quelli del presidente di Unipol, Giovanni Consorte. «Invece di salvare posti di lavoro ha preparato un piano che doveva far sparire la Coop Costruttori. È un traditore».
I suoi guai sono cominciati un po' di anni prima, con Tangentopoli... «Guardi che io sono incensurato, ho fatto un anno di carcere, 30 processi, nessuna condanna e oggi sono incensurato».
Perché era stato coinvolto? «Perché eravamo un cooperativa rossa! La storia comincia con la magistratura veneta, con Papalia che dice "Mettiamo sotto torchio Donigaglia e lasciamolo lì!". Siccome tutti i partiti avevano incassato dai lavori sulle autostrade , e io ho rifatto tutti i caselli da Verona fino a Venezia, era convinto che anche i comunisti avessero preso i soldi... 87 giorni in carcere… una vicenda pesantissima, ma alla fine ho vinto. Poi è arrivato il turno di Di Pietro, Davigo, Colombo. A Milano la procura indagava su Stefanini (il tesoriere del Pci) e i suoi rapporti con la Lega delle cooperative. C'era un accordo con le grandi società legate all'Iri per la spartizione delle opere pubbliche del Paese, alle cooperative veniva garantita una quota diversa da zona a zona. Ognuno secondo le proprie amicizie politiche... e io avevo le mie».
Lei al partito cosa dava in cambio? «Garantivo il sostegno elettorale con i miei 3000 soci... e poi pagavo la pubblicità, le inserzioni, finanziavo interventi nei modi più diversi. Nei processi di Milano e Verona ho documentato di aver dato 1 miliardo in sponsorizzazioni per manifestazioni, ma non erano tangenti, era tutto legale, spese fatturate e messe a bilancio. Il mio obiettivo non era di arricchire qualche politico, ma di far lavorare l'azienda».
Entra nella coop Costruttori nel '59, nel '71 diventa direttore, nel '79 presidente, e lo rimane fino all'aprile del 2003, quando si dimette. Qual era il suo stipendio? «È sempre stato come quello di un muratore, l'ultimo non superava 1500 euro. Io sono uno che non ama i soldi, non ho risparmi, non ho ricchezze, e non le ho neanche mai cercate. Questa casa l'ho fatta con i soldi che ho preso quando mi hanno risarcito l'incidente che ho avuto nel '68: meno di 45 milioni, e l'ho anche documentato».
Come ha fatto la Coop Costruttori a diventare così grande? «Perché abbiamo investito tutti gli utili in posti di lavoro; il nostro obbiettivo era quello di dimostrare che una cooperativa poteva produrre più ricchezze, più reddito e più lavoro rispetto ad un'azienda privata. Per questo abbiamo salvato tante aziende che andavano male, qui da noi e anche al sud...»
Salvataggi volontari o imposti dal partito? «C'era l'intervento del Partito e della Lega. Molto spesso interveniva anche il sindaco. È andata così in moltissimi casi, abbiamo evitato il fallimento di molte cooperative perché noi avevamo più risorse e più mezzi».
Quando le cose hanno cominciato ad andare male? «È Tangentopoli ad averci messo in crisi, perché quando c'è un'indagine giudiziaria, si interrompono i flussi di pagamento, si lavora e non si incassa… lei si immagini. Tante aziende hanno dovuto chiudere, tutte le cooperative hanno abbandonato il sud, e io sono rimasto l'unico a continuare a lavorarci, ma ho dovuto combattere, sa? Ho fatto arrestare amministratori e sindaci, ho girato con le cimici addosso incontrando mafiosi, camorristi e gente della 'ndrangheta... ho fatto cadere delle giunte...».
L'accusano di non aver capito che i tempi erano cambiati, di non essere stato capace di liberarsi di quei settori in perdita e di non essersi saputo staccare dalla politica, quindi il fallimento è tutta opera sua. «È vero, ma solo in parte. Nel '97 la Lega delle cooperative inizia un'opera di ricostruzione e riorganizzazione delle cooperative che avevano avuto dei danni da tangentopoli e tra queste c'è anche la mia. Andiamo da Consorte a Bologna per studiare un piano di ristrutturazione finanziaria e organizzativa. Parte la verifica dell'Unipol sulla Costruttori, ma dopo qualche mese abbandona la partita, aprendoci di fatto un conflitto all'interno della Lega».
Però lei ha fatto tanti errori. «Sì, tanti. Ho sbagliato a non dare all'azienda una struttura finanziaria autonoma. Ho sbagliato a non licenziare mai nessuno, anche quando era necessario... perché sono stato educato così, con l'idea che la gente avesse diritto a un lavoro. Io ho rilevato tante aziende lasciando lo stesso numero di dipendenti, anche quando erano in esubero. Poi non ho saputo diversificare... perché non volevo entrare in conflitto con altre cooperative.
Sempre agli ordini del Partito... «Guardi, per 43 anni, quando il Partito chiedeva, io eseguivo, perché pensavo avesse degli interessi superiori. E poi c'era il fatto che lavoravo solo per l'ente pubblico, e gli enti pubblici sono amministrati da politici; se andavo in contrasto con la politica, come facevo ad avere lavori per i soci e i miei lavoratori?».
Alla fine però è andata male. «Perché Consorte non ha più voluto dare le fideiussioni per le gare d'appalto! Se mi chiede il motivo, le rispondo che non lo so!».
Non ci credo. «Dicono che io ho falsificato i bilanci, che ho dato notizie false, che ho tenuto nascosta la verità sull'azienda, ma non è vero... è una balla!».
Però lei aveva promesso di vendere e poi non lo ha fatto, diceva che i conti erano in ordine e non era vero; come facevano a fidarsi di lei? «Fin dal '97, in più occasioni, ho dichiarato che per salvare l'azienda ero disponibile ad andarmene, ma ogni volta il presidente della Lega (Checcoli) mi pregava di restare perché io trovavo i lavori».
Al massimo ribasso. Poi è arrivata la gara per l'aeroporto di Bologna ed è stata la sua tomba. «Ci eravamo anche impegnati a consegnare in tempi stretti e Cofiri ci anticipava lo stato di avanzamento dei lavori. Ma poi ci sono stati dei problemi di ritrovamento archeologico, i cantieri erano fermi e io dovevo pagare gli stipendi. Alla fine abbiamo dovuto cedere il contratto al consorzio (Ati) per ultimare i lavori, perché noi non eravamo più in grado di continuare. Abbiamo transato le riserve e gli anticipi avuti e subito dopo io ho cessato la mia attività in azienda».
Però lei ha lavorato in modo illecito, non si può considerare il credito in contenzioso come se fosse denaro in cassa. «Ma io avevo avuto dei costi che nessuno voleva riconoscere e se volevo andare avanti a pagare gli stipendi dovevo fare così! Avrei poi rimborsato i soldi quando arrivavano quelli dell'amministrazione! Non erano fatture false, erano solo fatture anticipate! Negli ultimi 10 anni, dagli atti, la media del contenzioso era del 40%, questo vuol dire che con un po' d'aiuto l'azienda si sarebbe ripresa».
Chi avrebbe messo l'aiuto? «Cofiri, Antonveneta, la Cassa di Risparmio di Ferrara; loro erano pronti a finanziare il progetto industriale, ma la Lega dice che quei soldi sarebbero arrivati a condizione che io lasciassi, e io mi sono dimesso. Alla fine della fiera l'Unipol ha negato l'appoggio al piano di salvataggio... è stata una catastrofe: quasi 2500 persone a casa!».
Forse il ragionamento di Consorte e della Lega è che quando un'azienda non funziona va chiusa. «Lui ne ha salvato altri, c'erano soldi per tutti, ma non per la Coopcostruttori! Lei ha tre figli, due li fa star bene e uno lo fa morir di fame, perché? Non ha voluto aiutarci, e poi abbiamo visto che tipo di fideiussioni si scambiava con Fiorani!... C'è da farsi venire il voltastomaco! Io ho fatto tanti errori e li ammetto tutti, ma non ho mai rubato; mi sono sacrificato per mantenere dei posti di lavoro, perché questo è il mio impegno morale, lui invece dove li ha presi i soldi che sono sui suoi conti? Mentre mandava a casa 2500 persone, il capo dell'Unipol trafficava in proprio... Ma dove sta la sua coscienza?»
Lei ha servito la Lega per 40 anni e poi è stato abbandonato, i tempi cambiano... «Non mi interessa quello che hanno fatto a me, ma non dovevano abbandonare la Cooperativa, perché poteva essere rimessa in carreggiata».
Quindi lei pensa che, alla fine, si sia trattato di un regolamento di conti? «Io guardo ai fatti: io me n'ero andato, Cofiri e lo studio Gismondi avevano dato l'okay al piano di ristrutturazione, i soldi c'erano.. perché Consorte si è tirato indietro? È gente che io ho comperato? È gente che ha raccontato delle bugie? È gente che ha fatto documenti falsi? Sono professori universitari, gente preparata stimata e per bene, ma li ha mandati via! Per sostituirli con i suoi uomini, che avevano un'unica consegna: farci sparire!».
In fondo alla vicenda ci sono 3000 soci che hanno chiesto il rimborso del loro prestito sociale: 90 milioni di euro. Ad oggi la Lega delle Cooperative ha restituito il 20%, il resto è probabile che vada in cavalleria, con buona pace dei nobili principi.
Milena Gabanelli
28 dicembre 2005

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Old 06-06-2007, 13:24   #7
roverello
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..... Ora io penso male, ma il fatto che fosse un'importante cooperativa rossa e che i dirigenti fossero così legati alla sinistra, ha avuto una sua buona importanza sui tempi del processo e sulla mancanza di informazione pubblica.
La Coop sarà anche stata rossa, ma il Donigaglia è stato visto negli ultimi anni nei paraggi di Forza Italia.
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Old 06-06-2007, 13:26   #8
DonaldDuck
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CoopCostruttori. Un emendamento alla Finanziaria
estense.com - 17 Ottobre 2005

E’ di circa 15 milioni di euro l’ammontare dei conti dormienti, cioè non movimentati da almeno dieci anni, dai quali si potrebbe attingere per contribuire, se pur in parte, al risarcimento delle vittime del crac finanziario della Coop Costruttori, oltre a quelle delle della crisi dei bond argentini, Cirio e Parmalat. Sempre che il Senato sia favorevole ad inserire nella Finanziaria, dove attualmente è al vaglio, l’emendamento di cui sono firmatari il senatore di An, Alberto Balboni, unitamente al diessino Turci, già ex presidente della Lega Cooperative e membro della Commissione Finanziaria del Senato.

Questo è quanto emerso dall’annunciato incontro che si è tenuto in Castello Estense fra il presidente della Provincia, Pier Giorgio Dall’Acqua, e i deputati ferraresi Dario Franceschini, Alberto Balboni e Rosella Ottone, in seguito ad un odg approvato all’unanimità dal Consiglio provinciale il 12 ottobre scorso.

A sostenere l’emendamento, che andrebbe inserito nell’articolo 46 della Finanziaria, si sono detti d’accordo tutti i deputati ferraresi, assumendosi anche l’impegno di coinvolgere i loro rispettivi gruppi parlamentari affinché il testo sia approvato da entrambi i rami del Parlamento e diventi legge.

Sulla questione sarà poi decisivo il parere favorevole e vincolante del governo, anche se il senatore Balboni ha avuto rassicurazioni da Gianfranco Fini per un suo interessamento presso il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti.

“Probabilmente le risorse non saranno sufficienti a risolvere una situazione drammatica – ha detto Dall’Acqua – ma l’iniziativa rappresenta uno strumento utile che si affianca a quelli che si stanno mettendo in campo”.

A 40 milioni di euro ammontano infatti le azioni di partecipazione cooperativa (Apc), mentre di circa 7 milioni è l’entità del prestito sociale; e la loro somma è stata ammessa dal giudice nella lista dei crediti privilegiati.

Positivo anche il commento dei parlamentari ferraresi.

Per Alberto Balboni “si tratta di un impegno per difendere le persone che sono state colpite dalla crisi della Costruttori – ha detto - e che credono nei principi assolutamente condivisi della cooperazione”.

“È positiva la ricerca di un’intesa – ha proseguito Dario Franceschini – rispetto a questo problema drammatico, sulla quale fare confluire il massimo impegno e sostegno della Camera”.

“Un’azione benvenuta – ha concluso Rosella Ottone – su un crac colossale e l’auspicio è che il governo non ponga la fiducia sulla Finanziaria per completare il testo con un ulteriore emendamento, che aiuti ad abbreviare i tempi per l’utilizzo dei fondi dormienti, che attualmente richiedono una procedura troppo lunga”.

In chiusura il presidente della Provincia ha ricordato il lavoro svolto dai commissari governativi “per la grande attenzione – ha precisato – che hanno dimostrato non solo sul versante delle garanzie e salvaguardia dei livelli occupazionali, ma anche su altri aspetti, trovando così interlocutori attenti e sensibili”.


TESTO DELL’EMENDAMENTO ALL’ARTICOLO 46 DELLA FINANZIARIA DEI SENATORI ALBERTO BALBONI E LANFRANCO TURCI


Al comma 2 aggiungere, in fine, le seguenti parole: nonché i titolari di azioni di partecipazione cooperativa ovvero di socio sovventore e coloro che hanno effettuato il prestito sociale delle cooperative con oltre mille dipendenti e che abbiano superato i 200 milioni di euro di fatturato negli ultimi tre anni, i quali abbiano subito il danno del mancato rimborso a causa del default della cooperativa stessa. I presupposti o le modalità per l’accesso ai benefici suddetti sono disciplinati dal regolamento di cui al successivo comma 3.


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Io e i cattivi compagni

Contributo di Stefano Lorenzetto

Giovanni Donigaglia, 63 anni, sposato, tre figli: ha mantenuto la presidenza della Coopcostruttori dal 1974 fino al 14 aprile 2003 intervista pubblicata su Panorama del 23/4/2004. L'ascesa e il declino di una supercoop. Era il quarto gruppo edilizio italiano, legato al Pci e ai Ds. Oggi è in liquidazione, dopo aver rovinato centinaia di dipendenti e di risparmiatori. L'uomo che per quasi trent'anni ha guidato l'azienda racconta per la prima volta i motivi che l'hanno affondata. Facendo nomi e cognomi di chi, all'interno della Quercia, dopo aver preteso aiuto e favori lo ha abbandonato. «Cria cuervos y te sacaran los ojos» dicono gli spagnoli: alleva corvi e ti caveranno gli occhi. Al ragionier Giovanni Donigaglia, 63 anni, l'ultimo imperatore rosso, assiso dal 1960 sul trono della Coopcostruttori di Argenta per volontà del Pci-Pds-Ds, hanno spedito da Bologna una copia del libro giallo Nido di corvi di Dorothy Eden, imbottita di polvere da sparo e pallini calibro 12. Il tentativo di cavargli gli occhi lo pone, nella graduatoria degli attentati postali in Emilia-Romagna, subito dopo Romano Prodi. In passato gli avevano recapitato due proiettili 7,65 parabellum avvolti in fogli di giornale. Un'escalation d'intimidazioni
proporzionata alla stazza del personaggio, cinque arresti e un anno di galera durante Tangentopoli, 32 processi coronati da 32 assoluzioni: con i suoi 433 milioni di euro di fatturato, la cooperativa ferrarese era il quarto gruppo di costruzioni italiano, alle spalle di Impregilo, Astaldi e Condotte. Era. Oggi non è più. Dei 2.500 dipendenti, 1.100 languono in cassa integrazione, 500 lavorano a scartamento ridotto, 900 sono stati indotti a licenziarsi. Il ministro per le Attività produttive ha nominato tre commissari straordinari, che alla fine
dovranno cucinare uno «spezzatino», unico modo per liquidare un colosso nato nel 1922 sull'esempio dei kolchoz sovietici e dall'edilizia allargatosi via via agli elettroutensili, ai laterizi, alle ceramiche, inglobando nove società sparse tra Milano e Agrigento e cinque stabilimenti. La Lega delle cooperative accusa Donigaglia d'aver precipitato la Coopcostruttori in una «crisi senza fondo». Donigaglia accusa la Lega delle cooperative d'averla lasciata morire senza muovere un dito. Sullo sfondo, volteggiano i corvi. Compagni. Quelli che Donigaglia ha assunto, fatto votare, foraggiato. Quelli che la moglie Marilena ha visto crescere sui banchi della scuola media dov'è stata applicata di segreteria per 30 anni. Gente che adesso, quando li incontra per
strada, grugnisce: «Cosa aspettate a suicidarvi?». Credono che i Donigaglia abbiano svuotato la cassa. A giudicare dalla dimessa cucina dove mangiano, dal letto dove dormono, dal bagno dove si lavano la faccia, non si direbbe. E neppure dal tinello gozzaniano con i centrini a uncinetto, la collezione di coppe sportive vinte da uno dei tre figli, il cesto ricolmo di confetti nuziali ancora sigillati nei sacchettini come reliquie. La villetta l'hanno tirata su nel '68 con i 45 milioni di indennizzo ricevuti dall'Unipol dopo che un'auto investì
il capofamiglia lasciandolo zoppo per sempre. «Mai avuta la colf. Ho dovuto chiedere a mia figlia 1.600 euro per saldare la bolletta del gas. Non posso neppure permettermi la parrucchiera: i capelli me li paciugo da sola»: ha gli occhi fieramente lucidi la moglie dell'ex padre-padrone della Coopcostruttori, mentre misura il perimetro domestico di una catastrofe economica che ha travolto tutta Argenta. Perché qui non c'è famiglia che, investendo nelle Apc (azioni di partecipazione cooperativa) inventate da Donigaglia, non abbia affidato i risparmi alle casse del gruppo. È la fine di un'epoca, segnata dalla lottizzazione selvaggia e dallo scambio di favori tra coop rosse e Partito comunista. Donigaglia assumeva e s'ingrandiva, s'ingrandiva e assumeva, fino a pretendere di mettere becco nella scelta dei sindaci. I diessini gli facevano vincere gli appalti, certi della sua concreta riconoscenza al momento opportuno. Un intreccio perverso tra affari e politica. Ma poi qualcosa s'è inceppato definitivamente nella macchina del consenso (a Filo d'Argenta il Pci era arrivato al 78 per cento dei voti). È accaduto quando Piero Fassino ha insediato alla segreteria regionale del partito Roberto Montanari, silurando il dalemiano Mauro Zani, e ha chiamato a Roma nel proprio staff Silvia Barbieri. Entrambi di Argenta. I più irriducibili avversari di Donigaglia. A quel punto il destino dell'ingombrante ragioniere era segnato. Ma, per l'eterogenesi dei fini, anche quello della Coopcostruttori. Ci fosse stato Massimo D'Alema al posto di Fassino, cambiava qualcosa? Non c'è più il partito di una volta, questa è la verità. D'Alema venne ad Argenta per assicurarmi che non saremmo stati
abbandonati. L'azienda poteva essere salvata. Non lo dico io: lo afferma Alfredo Santini, presidente della Cassa di risparmio di Ferrara, che con Antonveneta e Cofiri era pronta a metterci a disposizione 150 milioni di euro. Bastava un sì dalla Lega coop. Ma quel sì non è mai arrivato. Si parla di un buco di 2 mila miliardi di lire, con la speranza, per chi ci è finito dentro, di recuperare al massimo il 5 per cento. Una barzelletta. Quando ho lasciato, i debiti verso le banche ammontavano a 327 milioni di euro. Però c'erano in
portafoglio ordini per 1.086,5 milioni. I numeri esposti all'albo del tribunale di Ferrara danno una differenza tra massa attiva e massa passiva di 300 milioni. Valutazione dei commissari, non mia. La paragonano a Calisto Tanzi.
Dalla Coopcostruttori io ho portato via solo il mio stipendio di presidente: 1.500 euro al mese. La paga di un capomastro
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Old 06-06-2007, 13:53   #10
sider
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Old 06-06-2007, 14:01   #11
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Old 06-06-2007, 14:04   #12
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Old 06-06-2007, 19:42   #13
DonaldDuck
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Old 06-06-2007, 21:07   #14
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ma il reato sarebbe corruzione o bancarotta fraudolenta?? o entrambi?
a me sembr ala seconda, e in questo caso non c'entra una sverza nè Parmalat nè Cirio, in quel caso ci fu una grave commistione di banche e finanza "marcia" (insomma i soliti ladri di polli), in questo caso, per quanto è dato di sapere, un enrome terribile, dannoso fallimento ma "regolare" diciamo.

il reato è corruzione e turbativa d'asta, che facciano il processo e li sbattano dentro.

quanto all'informazone locale, purtroppo confermo che la Nuova Ferrara è molto influenzata dai DS; non pensavo che anche l'edizione ferrarese del Carlino lo fosse.
Lorekon, non parlavo di reato, parlavo di impatto economico (1 miliardo di euro nel 92) e sociale (10.000 risparmiatori coinvolti) quando la paragonavo a Parmalat.
Per la nuova ferrara, sì, la si chiama La Nuova Pravda
Il Resto del Carlino... quello è a destra, però se ne parla pochissimo pure lì.
In generale ritengo che se non ci fosse stata di mezzo una coop queste notizie sarebbero state date a livello nazionale.
Quando si parla di tangenti c'è sempre la DC, il PCI mai.

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quanto invece alla prescrizione... non devi dirvi niente, già avete capito
Favorevole, vero?
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Old 06-06-2007, 21:13   #15
Elite83
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ma se

ma se rubo un panino al supermarket mi sbattono dentro???
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Old 06-06-2007, 21:14   #16
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ma se rubo un panino al supermarket mi sbattono dentro???
Dipende, se lo inserisci nella spesa proletaria hai anche due o tre partiti politici pronti a difenderti
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Old 07-06-2007, 09:13   #17
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ma se rubo un panino al supermarket mi sbattono dentro???
assicurati di imbottirlo con della ´nduja, ma bella fresca, quando ancora e´ rossa, cosi´ non ti dice niente nessuno
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Old 26-06-2007, 09:40   #18
gpc
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Ecco qua, sistemato tutto...
Tutti riconosciuti colpevoli, però tutto prescritto. Che schifo...


COOPCOSTRUTTORI
Prescrizione per Donigaglia e dirigenti

Il processo verteva sulla tangentopoli a Comacchio, l'accusa era di corruzione per vincere appalti. I giudici hanno accolto le attenuanti ed è scattata la prescrizione del reato

coopcostruttori Ferrara, 25 giugno 2007 - La sezione seconda della Corte d'appello di Bologna, ha dichiarato il 'non doversi procedere per intervenuta prescrizione' nei confronti di Giovanni Donigaglia, Renzo Ricci Maccarini e Giuseppe Verlicchi, massimi dirigente della Coopcostruttori, associazione cooperativa inghiottita nel 2003 in un crac da un miliardo di euro.

Il processo, dal nome 'Laguna Pulita' è stato discusso davanti al collegio presieduto dal giudice Guarino, verteva sulla tangentopoli a Comacchio in cui l'accusa ai dirigenti era di corruzione e turbativa d'asta per aver pagato tangenti, fatto e proposto accordi per vincere appalti al ribasso e poi alzare i prezzi con varianti migliorative.

La prescrizione è giunta a distanza di 16 anni dagli ultimi reati contestati (1991), a 12 anni dagli arresti dei dirigenti della coop (luglio 1995) e dopo i processi di primo grado (2002), primo appello (2003) e Cassazione (2005): la Suprema corte aveva confermato la tesi accusatoria della corruzione, ma aveva annullato la sentenza, solo per ricalcolare le attenuanti, mai concesse dai giudici precedenti per la rifusione del danno al Comune di Comacchio, parte lesa e parte civile al processo.

Così i giudici hanno accolto le attenuanti per il risarcimento (900 milioni di lire, in soldi e crediti), le hanno sommate alle generiche già applicate e quindi hanno ritenuto il tutto prevalente sulle aggravanti. In questo modo è scattata la prescrizione del reato. Il sostituto pg Roi ha negato la concessione delle attenuanti per la rifusione perchè, a suo parere, non congrua non dal punto di vista economico, ma perchè non sono mai stati valutati i danni di immagine al comune di Comacchio, trattandosi di reati di corruzione in un ente pubblico.
I difensori dei tre imputati (Fausto Tarsitano, Giuseppe Giampaolo, Giuseppe Tebano e Vito Gallotta) avevano sempre sostenuto la concedibilità, fin dal primo grado, delle attenuanti, e ora le hanno ottenute dopo dodici anni di inchiesta e processi. La motivazione della sentenza fra trenta giorni.

http://ilrestodelcarlino.quotidiano....irigenti.shtml
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Old 26-06-2007, 09:57   #19
Tefnut
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Old 26-06-2007, 11:11   #20
IpseDixit
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Abbiamo la legge che ci meritiamo, e ora la prescrizione al grandissimo Tanzi.
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