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Old 02-03-2007, 18:40   #141
Sehelaquiel
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No. I migliori ospedali sono americani perchè sono privati, ed è ovvio che ci tengano ad essere migliori degli altri per attirare più clienti.
Un sistema sanitario come quello americano crea i presupposti per situazioni di eccellenza nella ricerca. Dato che sei tu a scegliere dove andare e a pagare (o meglio, chi far pagare dalla tua assicurazione), si sceglie chi ti da' i servizi migliori.
Tra l'altro la maggior parte degli ospedali in America sono organizzazioni non lucrative. Gli USA proprio per questo sono il Paese al mondo col maggior contributo al PIL dato dalle ONLUS.
quoto tutto
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ngi e phobosphobosphobos
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Old 02-03-2007, 18:40   #142
fsdfdsddijsdfsdfo
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No. I migliori ospedali sono americani perchè sono privati, ed è ovvio che ci tengano ad essere migliori degli altri per attirare più clienti.
Un sistema sanitario come quello americano crea i presupposti per situazioni di eccellenza nella ricerca. Dato che sei tu a scegliere dove andare e a pagare (o meglio, chi far pagare dalla tua assicurazione), si sceglie chi ti da' i servizi migliori.
Tra l'altro la maggior parte degli ospedali in America sono organizzazioni non lucrative. Gli USA proprio per questo sono il Paese al mondo col maggior contributo al PIL dato dalle ONLUS.
posso chiederti qualche info (link)?
In particolare sul fatto che gli ospedali sono onlus?

Sembra una cosa meravigliosa.
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Old 02-03-2007, 19:18   #143
Maxmel
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C'è l'assicurazione privata...che come dice l'articolo era arrivata a 850$ al mese dato che ci sono le cure costose. Possono sembrare tanti, ma in realtà non lo sono considerando che il tizio ha pagato delle tasse ridicole per tutta la vita. Con 100000$ all'anno ed avendo lavorato per 25 anni non ci vuole molto a mettere da parte 100000$ con cui pagare più di 10 anni di assicurazione mentre sei disoccupato...certo che se "per alcuni anni non si sono trasferiti" dall'appartamentino da 220mq e hanno vissuto come nulla fosse attingendo dai risparmi, il tutto con lei con un tumore e sapendo come funziona la sanità negli USA...beh Se non ti pare surreale...Però non volevano sentirsi poveri, loro sono della "middle class" Per orgoglio il marito ha rifiutato per anni qualsiasi lavoro da meno di TOT$ all'ora....c'è scritto nell'articolo: solo dopo anni il marito "si è abbassato" a fare un lavoro da etc.etc.
Ascolta, rileggi meglio l'articolo
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Old 02-03-2007, 19:27   #144
Maxmel
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Sicuramente un caso che fa riflettere.
Però i dati citati sono un po' commentati all'acqua di rose, ed alcuni sono palesemente sbagliati (non so quanto volutamente, tra l'altro).
Il PIL pro-capite americano nel 1970 era 4878 USD, come cavolo faceva ad essere il salario medio così alto? A me pare 'na str.... come dicevano i Trettrè.
In più non si tiene conto del fatto che la crescita della popolazione avvenuta dal 1970 ad oggi negli USA è dovuta principalmente ad immigrazione e agli alti tassi di natalità dei ceti più bassi (principalmente ispanici e afroamericani), che statisticamente hanno più possibilità di avere redditi bassi (purtroppo).
Comunque il sistema di assistenza medica americano è certamente perfettibile (leggi spesa sanitaria fuori controllo), ma questo non significa che sia necessariamente peggio del nostro.
Permette più ricerca e maggiore qualità dei trattamenti, non dimentichiamo che i migliori ospedali del mondo si trovano negli USA.
Inoltre ricorderei a molti che col nostro bel sistema sanitario si è costretti comunque ad usufruire di servizi pagati a parte, che a volte consentono persino di usufruire di privilegi nell'uso di strutture pubbliche (liste d'attesa annullate, ecc...). Vi sembra questo un sistema valido o più giusto, visto che comunque chi ha più soldi si cura meglio (anzi a volte chi è povero non viene curato affatto)?
Secondo voi i nostri politici vanno dal medico della mutua?
Se i dati sono scorretti postane di corretti.
Riguardo l'assistenza medica di base in media è garantita in modo migliore rispetto al sistema americano e a tutti.
Poi chi ha più soldi e più potere vive meglio sotto qualsiasi punto di vista in qualsiasi sitema ma questa è un'ovvietà...
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Old 02-03-2007, 20:46   #145
Maxmel
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L'ho letto 2 volte ieri...prova a rileggerlo tu

Mi è capitato diverse volte di leggere articoli in cui gli americani denunciano di essere poveri sui loro quotidiani...solitamente riamngo basito...per loro essere poveri singifica vivere con un solo stipendio meglio di come si vive in Italia con 2 stipendi da operaio (contando assicurazioni sanitarie e tutto il resto). A aprte i ghetti ed i rimasugli di razzismo (gravi, ma non stiamo parlando di ciò) hanno un tenore di vita media su un altro pianeta. Lo stesso vale per alcuni programmi tv che ho visto su rai3.
Se quei tizi non avessero sperperato come pazzi per 25 anni ciò non sarebbe successo, hanno + libertà ma anche + responsabilità, non come da noi dove sei tartassato ma poi lo Stato "si cura di te" e puoi considerarti al sicuro con 5000€ in banca.
"E se Bob è un po' restio a dare la colpa a qualcuno per la perdita del lavoro, Sheila è certa che dietro alla loro attuale situazione ci sia la sua malattia. Quando nel dicembre del 2001 Bob ha perso il lavoro, i pezzi del domino hanno iniziato a cadere. I Wessenberg hanno cercato di rimanere nella loro lussuosa casa, ma non potevano più permettersi di pagare 2200 dollari di affitto. Un amico li ha aiutati a ottenere un mutuo anche senza soldi in banca, e così hanno potuto trasferirsi in un appartamentino in un modesto sobborgo di Dallas. Nonostante tutto, però, anche le rate del mutuo si sono rivelate troppo gravose. Sheila e Bob hanno fatto di tutto per continuare a pagare l'assicurazione sanitaria, ma quando il premio è arrivato a 837 dollari al mese, si è rivelato del tutto proibitivo per le loro magre finanze. Come la maggior parte delle famiglie, i Wessenberg hanno scelto di pagare il cibo e le rate del mutuo invece della copertura assicurativa. Ma non appena si è interrotta l'assicurazione, lo stesso è accaduto con la chemioterapia di Sheila."


""La nostra vita era molto diversa", racconta Bob, e dalla sua voce traspare l'eccessiva tensione alla quale è sottoposto. "Vivevamo in modo agiato. Avevamo messo da parte qualcosa per toglierci qualche sfizio e credevamo di avere abbastanza per far fronte a eventuali giornate negative. Peccato che alle giornate negative sono seguiti i mesi negativi. E poi un intero anno a dir poco nero". Per prima cosa i Wessenberg hanno ovviamente messo mano ai risparmi. Hanno venduto le azioni, lasciato la propria casa e cercato di far quadrare il bilancio con il sussidio di disoccupazione di Bob. "Abbiamo dovuto vendere le nostre azioni, poi annullare i contributi per la pensione di Bob. I nostri risparmi si sono volatilizzati. Andava tutto a rilento, ma per lo meno andava", ricorda Sheila. È poi la volta di parenti e amici, che fanno a turno per prestare denaro e regalare buoni spesa, arrivando al punto di pagare un paio di rate del mutuo. Nonostante le continue donazioni, Bob si dà da fare con ogni mezzo per cercarsi un nuovo lavoro. Si è già presentato a oltre 300 colloqui, ma senza risultato. Nonostante le sue qualifiche, un cinquantunenne programmatore Lotus è considerato ormai "obsoleto" per il moderno mercato del lavoro."

quindi non è che s'è gratato come dici tu aveva il sussidio ha fatto trecento colloqui e:

"Dopo dodici mesi [quindi dopo un 'anno dalla perdita del lavoro durante il quale ha cercato di trovare un lavoro adatto anche per sopportare le spese] , viene tolto anche il sussidio di disoccupazione. Bob è sempre più disperato ed è pronto a tutto pur di guadagnare qualche soldo. Accetta così un lavoro di bassa manovalanza, a 11 dollari l'ora. L'uomo che guadagnava 100 mila dollari all'anno deve accontentarsi di meno di 23 mila dollari,

E ricordiamoci che questo tizio è stato buttato fuori perchè la moglie è stata imprudente(sic!) a compilare un questionario: ad un italiano non sarebbe mai successo di essere onesto in un cosa del genere.
Per cui dov'è l'accusa? Era assicurato lavorava e spendeva. Quanto di meglio auspicabile dal sistema e desiderato era a tranquillo e non aveva ragione di non esserlo l'assicurazione questo la aveva...
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Old 02-03-2007, 23:29   #146
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posso chiederti qualche info (link)?
In particolare sul fatto che gli ospedali sono onlus?

Sembra una cosa meravigliosa.
Non sembra, lo è.
Ho fatto qualche ricerca su internet, dato che non potevo postarti i libri dell'università sui quali avevo letto queste info.
Spero che questi dati bastino:
http://en.wikipedia.org/wiki/Non-profit_hospital
http://www.urban.org/UploadedPDF/311...fit_sector.pdf

Tra l'altro sembra che recentemente il Canada abbia superato gli USA come nazione in cui le società senza fini di lucro contribuiscono di più al PIL: 8% del totale, contro poco più del 5% americano (che ora sono al secondo posto).
Per darti un metro di paragone, in Italia le società no-profit rappresentano sì e no l'1-2% del PIL.

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Se i dati sono scorretti postane di corretti.
Riguardo l'assistenza medica di base in media è garantita in modo migliore rispetto al sistema americano e a tutti.
Poi chi ha più soldi e più potere vive meglio sotto qualsiasi punto di vista in qualsiasi sitema ma questa è un'ovvietà...
Allora, qui sono postati i valori espressi in dollari di oggi di tutte le nazioni del mondo...
http://earthtrends.wri.org/text/econ...iable-638.html
Chi lo decide che il nostro modo è "migliore", tu o io? Non credo.
A me sembra ugualmente fallimentare un sistema in cui la sanità pubblica ha strutture a dir poco fatiscenti, in cui i primari fanno i loro comodi, in cui le liste d'attesa sono truccate, ecc...
E' la stessa storia dell'Università: credi davvero che tutte le università siano uguali, e che il fatto che tutti ci possano andare sia davvero un beneficio sempre e comunque?

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"E se Bob è un po' restio a dare la colpa a qualcuno per la perdita del lavoro, Sheila è certa che dietro alla loro attuale situazione ci sia la sua malattia. Quando nel dicembre del 2001 Bob ha perso il lavoro, i pezzi del domino hanno iniziato a cadere. I Wessenberg hanno cercato di rimanere nella loro lussuosa casa, ma non potevano più permettersi di pagare 2200 dollari di affitto. Un amico li ha aiutati a ottenere un mutuo anche senza soldi in banca, e così hanno potuto trasferirsi in un appartamentino in un modesto sobborgo di Dallas. Nonostante tutto, però, anche le rate del mutuo si sono rivelate troppo gravose. Sheila e Bob hanno fatto di tutto per continuare a pagare l'assicurazione sanitaria, ma quando il premio è arrivato a 837 dollari al mese, si è rivelato del tutto proibitivo per le loro magre finanze. Come la maggior parte delle famiglie, i Wessenberg hanno scelto di pagare il cibo e le rate del mutuo invece della copertura assicurativa. Ma non appena si è interrotta l'assicurazione, lo stesso è accaduto con la chemioterapia di Sheila."


""La nostra vita era molto diversa", racconta Bob, e dalla sua voce traspare l'eccessiva tensione alla quale è sottoposto. "Vivevamo in modo agiato. Avevamo messo da parte qualcosa per toglierci qualche sfizio e credevamo di avere abbastanza per far fronte a eventuali giornate negative. Peccato che alle giornate negative sono seguiti i mesi negativi. E poi un intero anno a dir poco nero". Per prima cosa i Wessenberg hanno ovviamente messo mano ai risparmi. Hanno venduto le azioni, lasciato la propria casa e cercato di far quadrare il bilancio con il sussidio di disoccupazione di Bob. "Abbiamo dovuto vendere le nostre azioni, poi annullare i contributi per la pensione di Bob. I nostri risparmi si sono volatilizzati. Andava tutto a rilento, ma per lo meno andava", ricorda Sheila. È poi la volta di parenti e amici, che fanno a turno per prestare denaro e regalare buoni spesa, arrivando al punto di pagare un paio di rate del mutuo. Nonostante le continue donazioni, Bob si dà da fare con ogni mezzo per cercarsi un nuovo lavoro. Si è già presentato a oltre 300 colloqui, ma senza risultato. Nonostante le sue qualifiche, un cinquantunenne programmatore Lotus è considerato ormai "obsoleto" per il moderno mercato del lavoro."

quindi non è che s'è gratato come dici tu aveva il sussidio ha fatto trecento colloqui e:

"Dopo dodici mesi [quindi dopo un 'anno dalla perdita del lavoro durante il quale ha cercato di trovare un lavoro adatto anche per sopportare le spese] , viene tolto anche il sussidio di disoccupazione. Bob è sempre più disperato ed è pronto a tutto pur di guadagnare qualche soldo. Accetta così un lavoro di bassa manovalanza, a 11 dollari l'ora. L'uomo che guadagnava 100 mila dollari all'anno deve accontentarsi di meno di 23 mila dollari,

E ricordiamoci che questo tizio è stato buttato fuori perchè la moglie è stata imprudente(sic!) a compilare un questionario: ad un italiano non sarebbe mai successo di essere onesto in un cosa del genere.
Per cui dov'è l'accusa? Era assicurato lavorava e spendeva. Quanto di meglio auspicabile dal sistema e desiderato era a tranquillo e non aveva ragione di non esserlo l'assicurazione questo la aveva...
L'esempio è troppo semplicistico, perchè in USA risparmiano pochissimo e si indebitano un casino: quindi se il tizio in questione guadagnava 100000$ l'anno (al 99% lordi, quindi al massimo 70-80000$ netti, probabilmente ancora meno) c'è molta probabilità che ne spendesse ancora di più in un anno. Ecco perchè se perdi il lavoro poi ti trovi nella melma.
La cosa del questionario mi pare una cavolata bella e buona, poi, così come altri passaggi della storia.
Sicuramente indica alcuni pericoli dell'approccio USA, ma esistono sicuramente altri punti positivi da mettere in evidenza.
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Old 02-03-2007, 23:59   #147
fsdfdsddijsdfsdfo
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Non sembra, lo è.
Ho fatto qualche ricerca su internet, dato che non potevo postarti i libri dell'università sui quali avevo letto queste info.
Spero che questi dati bastino:
http://en.wikipedia.org/wiki/Non-profit_hospital
http://www.urban.org/UploadedPDF/311...fit_sector.pdf

[...]

As charitable non-profit institutions they pay no taxes, but nevertheless seldom offer medical services to the indigent, indeed often charging the medically uninsured higher prices and aggressively collecting unpaid bills

wikipedia
.
Beh non è proprio l'atteggiamento che mi aspetto da una noprofit
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Old 03-03-2007, 00:07   #148
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Beh non è proprio l'atteggiamento che mi aspetto da una noprofit
Guarda che noprofit non significa fare la carità: significa solo che i profitti ottenuti non vengono redistribuiti agli azionisti ma vengono sempre (e per forza) reinvestiti nella società. Questo garantisce un flusso costante di denaro per la ricerca.
L'atteggiamento descritto in quel paragrafo è tenuto da tutti gli ospedali americani.
Secondo te è meglio un ospedale nel quale in teoria ti accettano, ma poi, in quanto povero, non essendo stato visitato dal primario di turno ti mettono per mesi/anni in lista d'attesa?
Meglio l'ipocrisia o la realtà?
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Old 03-03-2007, 00:11   #149
fsdfdsddijsdfsdfo
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Guarda che noprofit non significa fare la carità: significa solo che i profitti ottenuti non vengono redistribuiti agli azionisti ma vengono sempre (e per forza) reinvestiti nella società. Questo garantisce un flusso costante di denaro per la ricerca.
L'atteggiamento descritto in quel paragrafo è tenuto da tutti gli ospedali americani.
Secondo te è meglio un ospedale nel quale in teoria ti accettano, ma poi, in quanto povero, non essendo stato visitato dal primario di turno ti mettono per mesi/anni in lista d'attesa?
Meglio l'ipocrisia o la realtà?
Si si certo. Infatti mi sembrava troppo bello per essere vero.
E' che forse io ho un'idea distorta di onlus.

Comunque considera che se sei povero non entri.
Se fanno pagare di piu i non assicurati non è che sia tutta sta bellezza...
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Old 03-03-2007, 00:24   #150
Korn
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Guarda che noprofit non significa fare la carità: significa solo che i profitti ottenuti non vengono redistribuiti agli azionisti ma vengono sempre (e per forza) reinvestiti nella società. Questo garantisce un flusso costante di denaro per la ricerca.
L'atteggiamento descritto in quel paragrafo è tenuto da tutti gli ospedali americani.
Secondo te è meglio un ospedale nel quale in teoria ti accettano, ma poi, in quanto povero, non essendo stato visitato dal primario di turno ti mettono per mesi/anni in lista d'attesa?
Meglio l'ipocrisia o la realtà?
il primario se sei ricoverato ti visita se parli delle private è un altra cosa
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Old 03-03-2007, 00:27   #151
Maxmel
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Chi lo decide che il nostro modo è "migliore", tu o io? Non credo.
A me sembra ugualmente fallimentare un sistema in cui la sanità pubblica ha strutture a dir poco fatiscenti, in cui i primari fanno i loro comodi, in cui le liste d'attesa sono truccate, ecc...

E' una mia opinione, certo, è migliore in quanto è più garantista. E' migliore perchè se vado al P.S. mi fanno una T.A.C se ne ho bisogno senza guardare il mio conto in banca. Semplice.
Stesso discorso per l'università.
Per quanto riguarda l'esempio era un'esempio punto e io non parlerei di cavolate senza basi per poterlo fare.
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Ultima modifica di Maxmel : 03-03-2007 alle 00:33.
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Old 03-03-2007, 01:09   #152
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Originariamente inviato da Korn Guarda i messaggi
il primario se sei ricoverato ti visita se parli delle private è un altra cosa
No. Parlo del fatto, provato, che in vari grandi ospedali/policlinici italiani hai la coda per gli interventi azzerata se sei stato visitato (privatamente) dal primario di turno.

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Originariamente inviato da Maxmel Guarda i messaggi
E' una mia opinione, certo, è migliore in quanto è più garantista. E' migliore perchè se vado al P.S. mi fanno una T.A.C se ne ho bisogno senza guardare il mio conto in banca. Semplice.
Stesso discorso per l'università.
Per quanto riguarda l'esempio era un'esempio punto e io non parlerei di cavolate senza basi per poterlo fare.
Non sto parlando degli esami. La qualità della sanità si valuta sulla capacità di curarti per davvero, non sul costo. E' lì che la sanità pubblica è fortemente carente.
Idem per l'università. A cosa serve un sistema che estende un servizio a tutti, a prezzo però della qualità? Il risultato è sempre lo stesso, ossia se si vuole un servizio decente si è costretti a pagarlo.
Se parlo di cavolate è perchè, essendo vissuto in Inghilterra, conosco la tendenza al sensazionalismo dei giornali anglosassoni, e so anche che spesso i giornalisti riportano notizie lette senza verificare.
Naturalmente il mio è un giudizio personale su una parte della storia.
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Old 03-03-2007, 02:49   #153
Maxmel
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Non sto parlando degli esami. La qualità della sanità si valuta sulla capacità di curarti per davvero, non sul costo. E' lì che la sanità pubblica è fortemente carente.
Idem per l'università. A cosa serve un sistema che estende un servizio a tutti, a prezzo però della qualità? Il risultato è sempre lo stesso, ossia se si vuole un servizio decente si è costretti a pagarlo.
.
Ti curano, ti curano malgrado i mezzi a volte limitati la conoscenza medica in italia è ad alti livelli con alcune punte di primato in alcuni settori. Per esempio:

"L’Italia dei trapianti raggiunge i primi posti in Europa e nel mondo per numero delle donazioni e qualità dei trapianti. Dal 1991 ad oggi sono stati effettuati circa 35.000 trapianti. I pazienti in attesa oscillano tra 8 e 10 mila. Oggi i pazienti in lista all’estero sono circa 300.
Al 31 dicembre 2006 i dati del Centro Nazionale Trapianti registrano una crescita dell’attività che conferma l’Italia al secondo posto, dopo la Spagna, tra i grandi Paesi europei.
In particolare salgono a 21,6 i donatori per milione di abitanti (pmp), contro i 21 (pmp) del 2005.
Tra le Regioni, il primo posto per numero di donatori spetta alla Toscana con 42 (pmp), seguita da Liguria (38,2), Friuli V. Giulia (35,5), Piemonte - Valle D’Aosta (30,9), Veneto (30), Emilia Romagna (29,6), Marche (29,2), Provincia Autonoma Bolzano (23,8), Sardegna (23,3), Lombardia (22,4), Abruzzo - Molise (18,3), Lazio (17,6), Basilicata (13,4), Umbria (12,1), Campania (11,8), Sicilia (9,9), Calabria (7,5), Puglia (7), Provincia Autonoma di Trento (6,3).
Una lieve crescita anche per i trapianti che salgono da 3177 nel 2005 a 3.190 nel 2006 con una sopravvivenza ad un anno dell’organo trapiantato superiore alle medie europee. In particolare, nel 2006, sono 1.667 i pazienti hanno ricevuto un trapianto di rene, 1089 quelli di fegato, 345 di cuore, 93 di polmone, 90 di pancreas, 3 di intestino e 1di multiviscerale.
Quanto alle liste di attesa, ad oggi, sono 9.304 i pazienti in attesa di un organo, in particolare 6.470 attendono un rene, 1.729 il fegato, 636 in attesa di cuore, 727 il cuore, 222 il pancreas, 318 il polmone.
Questi dati ci pongono tra i primi paesi europei, mentre l’Italia è prima in Europa per la qualità e la trasparenza dei risultati, come evidenziano i confronti con i registri internazionali e la pubblicazione di tutti i dati di tutti i centri sul sito del Ministero."

"L’Italia rappresenta, infatti, lo standard europeo per le procedure di sicurezza: lo testimoniano la scelta del modello italiano nei progetti dell’Unione Europea, la realizzazione della rete di verifica composta da 5 esperti reperibili per verifiche riguardanti la sicurezza 24 ore su 24, 365 giorni all’anno ed i riconoscimenti a livello scientifico internazionale"



www.ministerosalute.it

Non bisogna solo guardare i lati negativi e le strutture fatiscenti. Esistono realtà virtuose in termini di gestione ed eccellenti dal punto di vista della preparazione medica e della ricerca.
Il problema sono come al solito gli abbusi e gli sprechi non il sistema che non funziona.


"L’indagine dei Nas dimostra che i cittadini possono fidarsi delle strutture del servizio sanitario nazionale. Così il Ministro della Salute Livia Turco ha commentato i risultati delle ispezioni dei Nas sugli ospedali, esposti dal Comandante dei carabinieri per la tutela della salute, Gen. Saverio Cotticeli, nel corso della Conferenza stampa al Ministero della Salute. L’indagine, condotta dai NAS tra l’8 e il 9 gennaio scorsi, su mandato del Ministro, ha riguardato 321 su 672 ospedali pubblici italiani, quasi la metà delle strutture che, per dimensioni e capacità operativa, assorbono oltre il 70% del totale delle attività assistenziali ospedaliere.

“Questa indagine non è stato un atto dovuto - ha sottolineato il Ministro - ma una scelta, dettata dalla necessità di salvaguardare la tanta buona sanità che c’è nel nostro Paese, un’azione trasparente che porta ad avere fiducia nella sanità italiana”. Secondo il resoconto dei Nas, il 46% delle strutture non presenta alcuna irregolarità, il 36% ha fatto rilevare alcune violazioni puramente amministrative e il restante 17% irregolarità che prevedono in base alle normative vigenti la segnalazione all’autorità giudiziaria. Quindi, nessuna chiusura degli ospedali per gravi carenze. “L’incuria e il degrado vanno colpiti in modo inflessibile, ma il sistema di governance funziona ed è in grado di reagire ed intervenire quando è necessario”.

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"A pessimist is someone who is waiting for it to rain. But I'm already soaked to the skin." L. Cohen.

Ultima modifica di Maxmel : 03-03-2007 alle 02:56.
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Old 03-03-2007, 08:07   #154
edoardovendrami
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Ti curano, ti curano malgrado i mezzi a volte limitati la conoscenza medica in italia è ad alti livelli con alcune punte di primato in alcuni settori. Per esempio:

"L’Italia dei trapianti raggiunge i primi posti in Europa e nel mondo per numero delle donazioni e qualità dei trapianti. Dal 1991 ad oggi sono stati effettuati circa 35.000 trapianti. I pazienti in attesa oscillano tra 8 e 10 mila. Oggi i pazienti in lista all’estero sono circa 300.
Al 31 dicembre 2006 i dati del Centro Nazionale Trapianti registrano una crescita dell’attività che conferma l’Italia al secondo posto, dopo la Spagna, tra i grandi Paesi europei.
In particolare salgono a 21,6 i donatori per milione di abitanti (pmp), contro i 21 (pmp) del 2005.
Tra le Regioni, il primo posto per numero di donatori spetta alla Toscana con 42 (pmp), seguita da Liguria (38,2), Friuli V. Giulia (35,5), Piemonte - Valle D’Aosta (30,9), Veneto (30), Emilia Romagna (29,6), Marche (29,2), Provincia Autonoma Bolzano (23,8), Sardegna (23,3), Lombardia (22,4), Abruzzo - Molise (18,3), Lazio (17,6), Basilicata (13,4), Umbria (12,1), Campania (11,8), Sicilia (9,9), Calabria (7,5), Puglia (7), Provincia Autonoma di Trento (6,3).
Una lieve crescita anche per i trapianti che salgono da 3177 nel 2005 a 3.190 nel 2006 con una sopravvivenza ad un anno dell’organo trapiantato superiore alle medie europee. In particolare, nel 2006, sono 1.667 i pazienti hanno ricevuto un trapianto di rene, 1089 quelli di fegato, 345 di cuore, 93 di polmone, 90 di pancreas, 3 di intestino e 1di multiviscerale.
Quanto alle liste di attesa, ad oggi, sono 9.304 i pazienti in attesa di un organo, in particolare 6.470 attendono un rene, 1.729 il fegato, 636 in attesa di cuore, 727 il cuore, 222 il pancreas, 318 il polmone.
Questi dati ci pongono tra i primi paesi europei, mentre l’Italia è prima in Europa per la qualità e la trasparenza dei risultati, come evidenziano i confronti con i registri internazionali e la pubblicazione di tutti i dati di tutti i centri sul sito del Ministero."

"L’Italia rappresenta, infatti, lo standard europeo per le procedure di sicurezza: lo testimoniano la scelta del modello italiano nei progetti dell’Unione Europea, la realizzazione della rete di verifica composta da 5 esperti reperibili per verifiche riguardanti la sicurezza 24 ore su 24, 365 giorni all’anno ed i riconoscimenti a livello scientifico internazionale"



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Non bisogna solo guardare i lati negativi e le strutture fatiscenti. Esistono realtà virtuose in termini di gestione ed eccellenti dal punto di vista della preparazione medica e della ricerca.
Il problema sono come al solito gli abbusi e gli sprechi non il sistema che non funziona.


"L’indagine dei Nas dimostra che i cittadini possono fidarsi delle strutture del servizio sanitario nazionale. Così il Ministro della Salute Livia Turco ha commentato i risultati delle ispezioni dei Nas sugli ospedali, esposti dal Comandante dei carabinieri per la tutela della salute, Gen. Saverio Cotticeli, nel corso della Conferenza stampa al Ministero della Salute. L’indagine, condotta dai NAS tra l’8 e il 9 gennaio scorsi, su mandato del Ministro, ha riguardato 321 su 672 ospedali pubblici italiani, quasi la metà delle strutture che, per dimensioni e capacità operativa, assorbono oltre il 70% del totale delle attività assistenziali ospedaliere.

“Questa indagine non è stato un atto dovuto - ha sottolineato il Ministro - ma una scelta, dettata dalla necessità di salvaguardare la tanta buona sanità che c’è nel nostro Paese, un’azione trasparente che porta ad avere fiducia nella sanità italiana”. Secondo il resoconto dei Nas, il 46% delle strutture non presenta alcuna irregolarità, il 36% ha fatto rilevare alcune violazioni puramente amministrative e il restante 17% irregolarità che prevedono in base alle normative vigenti la segnalazione all’autorità giudiziaria. Quindi, nessuna chiusura degli ospedali per gravi carenze. “L’incuria e il degrado vanno colpiti in modo inflessibile, ma il sistema di governance funziona ed è in grado di reagire ed intervenire quando è necessario”.

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E tu credi a queste statistiche? ma come sei ingenuo, si vede che non sei nel mondo degli ospedali, solo chi lavora li sa come sono veramente le cose e no i dati dei NAS o del ministero della salute.
Svegliatevi.
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Old 03-03-2007, 11:00   #155
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ah si dici che son tutte balle? allora illuminaci io ho solo esperienze da paziente
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Old 03-03-2007, 11:06   #156
Korn
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No. Parlo del fatto, provato, che in vari grandi ospedali/policlinici italiani hai la coda per gli interventi azzerata se sei stato visitato (privatamente) dal primario di turno.


Non sto parlando degli esami. La qualità della sanità si valuta sulla capacità di curarti per davvero, non sul costo. E' lì che la sanità pubblica è fortemente carente.
Idem per l'università. A cosa serve un sistema che estende un servizio a tutti, a prezzo però della qualità? Il risultato è sempre lo stesso, ossia se si vuole un servizio decente si è costretti a pagarlo.
Se parlo di cavolate è perchè, essendo vissuto in Inghilterra, conosco la tendenza al sensazionalismo dei giornali anglosassoni, e so anche che spesso i giornalisti riportano notizie lette senza verificare.
Naturalmente il mio è un giudizio personale su una parte della storia.
ah si tipo? di che interventi parli?io ho dovuto aspettare ben 2 mesi per un interventino non urgente, idem mio padre dei bypass coronarici ovviamente fuori era fuori pericolo. L'università a pagamento è scemata in principio a meno che non si voglia escludere una fetta di popolazione per qualche motivo, se in italia avessero il coraggio di tirar via sprechi tutto girebbe a meraglia con il sistema attuale delle cose
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Old 03-03-2007, 14:27   #157
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ah si tipo? di che interventi parli?io ho dovuto aspettare ben 2 mesi per un interventino non urgente, idem mio padre dei bypass coronarici ovviamente fuori era fuori pericolo. L'università a pagamento è scemata in principio a meno che non si voglia escludere una fetta di popolazione per qualche motivo, se in italia avessero il coraggio di tirar via sprechi tutto girebbe a meraglia con il sistema attuale delle cose
Interventi di ogni genere, parlo di fatti realmente accaduti, a me e/o a parenti/conoscenti. Prova ad andare dal direttore di una clinica universitaria qualunque (quindi un luminare di chiara fama) e poi dimmi se i tempi d'attesa sono gli stessi dei "comuni mortali". Si riducono a pochissimi giorni.
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