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Figli di puttana, non ci prenderete mai... |
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Però
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Mi chiedete perchè non posso prendere sul serio questa Europa? Perchè il grado di sviluppo e maturità dei cocomeri va determinato in modo congruo e l'indice rifrattometrico della polpa, misurato al centro della polpa, nella sezione massima normale dell'asse deve essere uguale o superiore all'8° brix. |
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Iscritto dal: Apr 2006
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Mi piacerebbe provare l'ipnosi, ma a parte i costi, confesso di avere un po' pauretta..
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Figli di puttana, non ci prenderete mai... |
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Senior Member
Iscritto dal: May 2006
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Per prima cosa informiamoci un po':
Ansia: Da Wikipedia, l'enciclopedia libera. L'ansia è uno stato caratterizzato da una sensazione di paura non connessa ad alcuno stimolo specifico. Si distingue dalla paura vera e propria per il fatto di essere aspecifica, vaga o derivata da un conflitto interiore. I segni somatici sono una iperattività del sistema nervoso autonomo e in generale della classica risposta del sistema simpatico di tipo "combatti o fuggi". L'ansia è una complessa combinazione di emozioni negative che includono paura, apprensione e preoccupazione, ed è spesso accompagnata da sensazioni fisiche come palpitazioni, dolori al petto e/o respiro corto. Può esistere come disturbo cerebrale primario oppure può essere associata ad altri problemi medici, inclusi altri disturbi psichiatrici. L'ansia sembra avere una componente cognitiva, una somatica, una emozionale e una comportamentale (Seligman, Walker & Rosenhan, 2001). La componente cognitiva comporta aspettative di un pericolo diffuso e incerto. Dal punto di vista somatico, il corpo prepara l'organismo ad affrontare la minaccia (una reazione d'emergenza): la pressione del sangue e la frequenza cardiaca aumentano, la sudorazione aumenta, il flusso sanguigno verso i più importanti gruppi muscolari aumenta e le funzioni del sistema immunitario e quello digestivo diminuiscono. Esternamente i segni somatici dell'ansia possono includere pallore della pelle, sudore, tremore e dilatazione pupillare. Dal punto di vista emozionale, l'ansia causa un senso di terrore o panico, nausea e brividi. Dal punto di vista comportamentale, si possono presentare sia comportamenti volontari che involontari, diretti alla fuga o all'evitare la fonte dell'ansia. Questi comportamenti sono frequenti e spesso non-adattivi, dal momento che sono i più estremi nei disturbi d'ansia. Comunque l'ansia non sempre è patologica o non-adattiva: è un'emozione comune come la paura, la rabbia, la tristezza e la felicità, ed è una funzione importante in relazione alla sopravvivenza. Si pensa che i circuiti neurali che coinvolgono l'amigdala e l'ippocampo soggiacciano all'ansia (Rosen & Schulkin, 1998). Quando i soggetti vengono sottoposti a stimoli spiacevoli e potenzialmente dannosi come odori o gusti ripugnanti, le scansioni PET eseguite su di loro mostrano flussi sanguigni aumentati nell'amigdala (Zald & Pardo, 1997; Zald, Hagen & Pardo, 2002). In questi studi, i partecipanti riportarono anche un'ansia moderata. Questo potrebbe indicare che l'ansia è un meccanismo protettivo progettato per prevenire un comportamenti potenzialmente dannosi per l'organismo come nutrirsi di cibo avariato. Se l'ansia ricorre cronicamente e questa ha un forte impatto sulla vita di una persona, si può diagnosticare un disturbo d'ansia. I più comuni sono il disturbo d'ansia generalizzata (DAG), il disturbo di panico (DP), la fobia sociale, le fobie specifiche, il disturbo ossessivo-compulsivo (DOC) e il disturbo post-traumatico da stress (DPTS). Diagnosi Una buona anamnesi e una visita medica sono essenziali per la diagnosi iniziale di qualunque disturbo d'ansia per poter escludere qualunque condizione medica trattabile che potrebbe provocare gli stessi sintomi dell'ansia. Una storia familiare di disturbi d'ansia o altre malattie psichiatriche rafforza la probabilità di un disturbo d'ansia. Siccome vi è una forte associazione dell'ansia con altri problemi psichiatrici, compresi l'abuso di sostanze e la depressione, la visita medica dovrebbe comprendere il controllo della presenza di uso di droghe iniettate intravena e precedenti episodi di autolesionismo. Diagnosi per mezzo degli esami del sangue Nel 2005 un'equipe di ricercatori dell'Hebrew University di Gerusalemme sviluppò un metodo per scoprire i disturbi d'ansia facendo un semplice esame del sangue. Il gruppo, guidato dal professor Hermona Soreg, decano della facoltà di Scienze alla Hebrew University, creò un indice che calcolava i livelli ottimali di AChE, BChE e PON in rapporto all'età, alla BMI ed altri fattori rilevanti. Disturbo di ansia generalizzato Il disturbo di ansia generalizzato è un disturbo cronico comune che interessa due donne per ogni uomo colpito e può portare ad una menomazione considerevole (Brawman-Mintzer & Lydiard, 1996, 1997). Come implica il nome, il disturbo di ansia generalizzato è caratterizzato da una ansia durevole che non è concentrata su un particolare oggetto o situazione. In altre parole è aspecifica o fluttuante. Le persone che hanno questo disturbo si sentono di temere qualcosa ma sono incapaci di esprimere specificatamente di che paura si tratti. Temono costantemente e trovano molto difficile controllare le loro preoccupazioni. A causa della tensione muscolare persistente e le reazioni autonomiche alla paura, possono sviluppare emicrania, palpitazioni, vertigini e insonnia. Questi disturbi fisici, combinati alla intensa ansia di lunga durata, rendono difficile il compito di affrontare le normali attività quotidiane. Disturbo di panico Con il disturbo di panico, una persona soffre di brevi attacchi di terrore e apprensione intensi che causano tremore e scosse, vertigini e difficoltà respiratorie. Chi è spesso colpito da improvvisi accessi di ansia intensa potrebbe essere afflitto da questo disturbo. L'APA, cioè American Psychiatric Association (2000), definisce l'attacco di panico come una paura o disagio che incomincia bruscamente e ha il suo picco in 10 minuti o meno. Sebbene gli attacchi di panico qualche volta sembrino venire fuori dal nulla, generalmente capitano dopo esperienze spaventose, stress prolungato o perfino dopo esercizio fisico. Molte persone che hanno attacchi di panico (specialmente il primo) pensano di avere avuto un attacco di cuore e spesso finiscono dal loro medico o al pronto soccorso. Perfino se tutti gli esami risultano nella norma, le persone si preoccupano ancora, con le manifestazioni fisiche dell'ansia che da sole rinforzano il loro timore che ci sia qualcosa che non vada per il verso giusto nel corpo. La consapevolezza estrema di qualunque piccola cosa che capita o che cambia nel corpo può produrre dei momenti stressanti. I normali cambiamenti nella frequenza cardiaca, come quando si sale una rampa di scale verrà notata da un paziente di disturbo di panico e lo porterà a pensare che qualcosa non va con il cuore o che sta per avere un altro attacco di panico. Qualcuno comincia a preoccuparsi eccessivamente e lascia perfino il lavoro o si rifiuta di uscire da casa. Il disturbo di panico può essere diagnosticato quando diversi attacchi apparentemente spontanei portano l'individuo ad essere preoccupato sui futuri attacchi. Una complicazione comune del disturbo di panico è l'agorafobia, ansia riguardo l'essere in una situazione da cui la via d'uscita è difficile o imbarazzante (Craske, 2000; Gorman, 2000). Approfondimento: http://it.wikipedia.org/wiki/Attacchi_di_panico Fobia Questa categoria riguarda una forte e irrazionale paura ed evitamento di un oggetto o situazione. La persona sa che la paura è irrazionale tuttavia l'ansia rimane. Il disturbo fobico differisce dal disturbo di ansia generalizzata e dal disturbo da panico perché vi è uno stimolo o situazione specifici che elicita una forte risposta di paura. Si immagini come ci si sentirebbe ad essere talmente spaventati da un ragno da tentare di saltare fuori da un'auto in corsa per fuggire via da esso. Questo mostra cosa potrebbe sentire una persona che soffre di una fobia. Le persone che hanno una fobia, hanno anche un'immaginazione particolarmente potente, tanto che anticipano vividamente conseguenze terrificanti nel caso in cui incontrassero oggetti come coltelli, ponti, sangue, posti chiusi o certi animali. Questi individui riconoscono che le loro paure sono eccessive e irragionevoli ma sono generalmente incapaci di controllare la loro ansia. Oltre alle fobie specifiche, come la paura dei coltelli, ratti o ragni, vi è un'altro tipo di fobia, conosciuta con il nome di fobia sociale. Gli individui con questo disturbo sperimentano una paura intensa di essere valutati negativamente dagli altri o di essere imbarazzati in pubblico a causa di atti impulsivi. Quasi tutti sperimentano la “paura del palcoscenico” quando parlano o si esibiscono di fronte ad un gruppo. Ma le persone che soffrono di fobia sociale diventano così ansiosi che la performance è fuori questione. Di fatto, la loro paura del giudizio pubblico e la potenziale umiliazione diventa così pervasiva che la vita normale è impossibile (den Boer 2000; Margolis & Swartz, 2001). Un'altra forma di fobia sociale è la “timidezza d'amore” che colpisce alcuni uomini. Le persone colpite si trovano incapaci di cominciare una relazione intima adulta (Gilmartin 1987). Approfondimento: http://it.wikipedia.org/wiki/Fobia Disturbo ossessivo-compulsivo Il disturbo ossessivo-compulsivo è un disturbo d'ansia caratterizzato da ossessioni e/o compulsioni. Le ossessioni sono pensieri o immagini angoscianti e ripetitivi che l'individuo spesso realizza essere senza senso. Le compulsioni sono comportamenti ripetitivi che la persona si sente costretta a compiere per alleviare l'ansia. Un esempio sarebbe l'ossessione di pulizia estrema e la paura di contaminazione che può portare alla compulsioni di lavarsi le mani centinaia di volte al giorno. Un altro esempio può essere l'ossessione che la propria porta sia non chiusa a chiave, che può portare al costante controllare e ricontrollare le porte. Approfondimento: http://it.wikipedia.org/wiki/Disturb...ivo-compulsivo Trattamento La terapia d'elezione per l'ansia consiste nella prescrizione di farmaci ansiolitici e/o psicoterapia breve basata su tecniche cognitive e comportamentali. Una combinazione delle due può essere più efficace di una delle due presa da sola. Terapia Terapia farmacologica I sintomi acuti dell'ansia sono spesso controllati con farmaci ansiolitici come le benzodiazepine. Il diazepan (valium) era uno dei primi farmaci di questo tipo. Oggi vediamo una vasta serie di farmaci anti-ansia che sono basati su benzodiazepine, sebbene solo due sono state approvate per gli attacchi di panico, Klonopin e Xanax. Tutte le benzodiazepine provocano assuefazione e l'uso prolungato dovrebbe essere attentamente monitorato da un medico, preferibilmente uno psichiatra. È molto importante che una volta messo a regime l'uso regolare di benzodiazepine, l'utente non dovrebbe interrompere la cura bruscamente. Alcuni dei SSRI (selective serotonin reuptake inhibitors) sono stati usati con vari gradi di successo per curare pazienti che hanno ansia cronica, i migliori risultati si sono visti con quelli che esibiscono sintomi di depressione clinica e contemporaneamente un disturbo di ansia generalizzata. I beta-bloccanti vengono anche usati per curare i sintomi somatici associati con l'ansia, specialmente l'insicurezza della “paura del palcoscenico”. Molti studiosi credono che le benzodiazepine e altri farmaci anti-ansia siano eccessivamente prescritti e portano potenzialmente assuefazione. Il fatto che la classe delle benzodiazepine portino dipendenza diventò chiaro nella metà degli anni sessanta, quando il Valium (diazepan), il primo psicofarmaco della sua classe ad essere approvato dalla FDA (Federal Drug Administration), che risultò in migliaia di persone che rapidamente mostravano i sintomi classici della dipendenza quando veniva usato costantemente per più di una settimana o due. La benzodiazepina che porta dipendenza più delle altre sembra essere Xanax a causa del suo inizio rapido e la emivita nel flusso sanguigno. Lo Xanax ha anche la dubbia prerogativa di essere la sola benzodiazepina che richiede il ricovero in ospedale in caso di interruzione come precauzione contro gli attacchi pericolosi e qualche volta fatali che sono parte del processo di disintossicazione. Nessun altro farmaco in questa classe ha mostrato questo effetto collaterale mortale, sebbene l'interruzione brusca di qualunque benzodiazepina può risultare in dolore allo stomaco, crampi, aumento dell'ansia, insonnia ed altri segni della privazione. Psicoterapia cognitivo-comportamentale La psicoterapia cognitivo-comportamentale, è una delle più diffuse psicoterapie fra le psicoterapie efficaci per la cura dell'ansia. L'obiettivo del terapeuta cognitivo-comportamentale è di ridurre il comportamento di evitamento ed aiutare il paziente a sviluppare abilità di coping (fronteggiare le situazioni). Questo può comportare: * Sfidare credenze false o auto-lesionistiche * Sviluppare l'abilità di parlare a sé stessi in modo positivo (self-talk positivo) * Sviluppare la sostituzione di pensieri negativi * Desensibilizzazione sistematica (usata principalmente per l'agorafobia e le fobie specifiche) * Fornire conoscenza al paziente che lo aiuterà a fronteggiare le situazioni (per esempio se qualcuno soffre di attacchi di panico, gioverà l'informazione che le palpitazioni in se stesse, anche se rapide e prolungate sono del tutto innocue). Bisognerebbe notare che, al contrario delle prescrizioni mediche, l'efficacia della terapia cognitivo-comportamentale dipende da vari fattori soggettivi come la competenza del terapeuta. Oltre alla terapia convenzionale, vi sono dei programmi cognitivo-comportamentali che i pazienti possono svolgere a casa come parte della loro cura. Altre strategie di coping Una varietà di integrazioni e farmaci senza ricetta sono anche usati per le loro presunte proprietà anti-ansia, anche se vi sono poche prove che sostengono queste affermazioni. Si ritiene che alcune erbe abbiano principi anti-ansia, come la radice di valeriana o la camomilla. Alcuni metodi di terapia breve strategica si stanno affermando velocemente per la loro comprovata efficacia e perché risultano essere molto meno dispendiosi in termini di tempo e decisamente più economici rispetto alle tradizionali forme di psicoterapia. Integrazioni alimentari per combattere l'ansia includono il magnesio e le vitamine del complesso B. Alcune attenzioni a sé stessi e le tecniche di rilassamento giocano un ruolo importante nell'alleviare i sintomi dell'ansia. Per esempio: * Una dieta appropriata – Questo comprende la riduzione del consumo di caffeina, zucchero e, in generale, un miglioramento delle abitudini alimentari. La riduzione della caffeina dovrebbe essere graduale. Alcuni che soffrono di ansia riferiscono riduzioni considerevoli nella loro ansia semplicemente prendendo queste misure. * Esercizio fisico – Si pensa che un po' di esercizio allevia lo stress. Chi soffre d'ansia dovrebbe notare che le palpitazioni di cuore durante l'esercizio fisico possono scatenare un attacco di panico quindi, probabilmente, è meglio sviluppare gradualmente un esercizio di routine all'interno di un programma cognitivo-comportamentale. * Ridere * Tecniche di respirazione. * Sonno appropriato. * Tecniche di rilassamento – Uno stato di rilassamento può essere raggiunto con l'aiuto di registrazioni di auto-ipnosi, training autogeno, yoga, meditazione. Ci sono una serie di libri specializzati nella gestione dello stress. * Gestione dello stress – Questo può comportare cambiamenti nello stile di vita e nella gestione del tempo. Ci sono un numero di libri specializzati nello stress management. * Strategie per affrontare gli attacchi di panico. Strategie specifiche per trattare con gli attacchi di panico, come una tecnica di respirazione adatta e self-talk rassicurante. * La ricerca del significato e dello scopo – Alcuni esperti hanno indicato che l'ansia generalizzata residua può essere il risultato di una specie di noia dell'esistenza. Essi raccomandano di cercare un'occupazione che il paziente trova significativa. Le bevande alcoliche sono probabilmente la sostanza più usata per l'alleviamento dell'ansia. Coloro i quali soffrono d'ansia dovrebbe essere messi in guardia che l'alcol è anche un potente depressivo ed ha una pletora di effetti collaterali fastidiosi e pericolosi oltre a provocare assuefazione. Psicoterapia È stato dimostrato che la psicoterapia è più efficace di ogni altro tipo di terapia da sola nel disturbi dell'ansia ed alle sue conseguenze sull'organismo. Le psicoterapie possibili sono diverse, per esempio: 1. Psicoterapia ericksoniana 2. Psicoterapia cognitivo-comportamentale 3. Psicoanalisi 4. Psicoterapia sistemico-relazionale Ansia da esami L'ansia da esami è l'inquietudine, l'apprensione o il nervosismo sentito dagli studenti che hanno paura di fallire un esame. Gli studenti che soffrono ansia da esami possono provare: l'associazione tra i voti e il valore personale, essere imbarazzati da un insegnante, frequentare una classe che è oltre le proprie possibilità, la paura dell'alienazione da parenti o amici, la pressione del tempo o la sensazione di perdita di controllo. Nell'ansia possono essere presenti componenti emotive, cognitive, comportamentali e fisiche. Sono comuni sudorazione, vertigini, emicrania, tachicardia, nausea, giocherellare nervosamente e tamburellare su un piano. Un livello di attivazione ottimale è necessario per completare al meglio un compito come un esame; comunque, quando l'ansia o il livello di attivazione eccede quello ottimale, il risultato è un declino della performance. Che ne dite di metterlo nel primo post? |
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Senior Member
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Depressione (psicologia)
La depressione è quell'insieme di sintomi psichici e fisici caratterizzati da una diminuzione da lieve a grave del tono dell'umore, talvolta associata ad ideazioni di tipo suicida od autolesionista, notevole diminuzione delle capacità di concentrazione ed estrema ed immotivata prostrazione fisica. Può essere di tipo unipolare, quando l'umore si mantiene basso e sono presenti rallentamento psicomotorio ed alterazioni del ciclo sonno veglia mentre la melanconia è prevalente nelle prime ore del mattino; di tipo maniaco-depressivo, altrimenti nota come sindrome bipolare, di tipo nevrotico o di tipo reattivo, detta anche reazione depressiva, comune reazione umana a fattori di stress o shock emotivi. Cause Sebbene i meccanismi interni alla base della Depressione siano attualmente sconosciuti, è ormai accertato che la malattia è in genere scatenata da un periodo di stress, sia esso negativo che positivo. La malattia infatti si può innescare durante alcune fasi importanti della vita: Un lutto, un licenziamento, un grande dispiacere ma anche dopo un innamoramento, una grossa vincita. L'evento che innesca la depressione è definito "Stressor". Comunque affinché la Depressione si inneschi in pianta stabile è necessaria la predisposizione genetica. Se la malattia guarisce senza alcun trattamento si definisce Depressione Reattiva. Se la malattia si innesca senza alcun evento scatenante è definita Depressione Endogena. Diagnosi I tre principali mediatori chimici coinvolti nella depressione e come essi interagiscono nella patogenesi depressiva Il Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders, quarta edizione (DSM-IV), propone i seguenti criteri per la diagnosi di depressione maggiore (unipolare): 1. Umore depresso per la maggior parte del giorno, quasi ogni giorno, come riportato dal soggetto o come osservato da altri. 2. Marcata diminuzione di interesse o piacere per tutte, o quasi tutte, le attività per la maggior parte del giorno, quasi ogni giorno. 3. Significativa perdita di peso, in assenza di una dieta, o significativo aumento di peso, oppure diminuzione o aumento dell'appetito quasi ogni giorno. 4. Insonnia o ipersonnia quasi ogni giorno. 5. Agitazione o rallentamento psicomotorio quasi ogni giorno. 6. Faticabilità o mancanza di energia quasi ogni giorno. 7. Sentimenti di autosvalutazione oppure sentimenti eccessivi o inappropriati di colpa quasi ogni giorno. 8. Diminuzione della capacità di pensare o concentrarsi, o difficoltà a prendere decisioni, quasi ogni giorno. 9. Ricorrenti pensieri di morte, ricorrente ideazione suicida senza elaborazione di piani specifici, oppure un tentativo di suicidio o l'elaborazione di un piano specifico per commettere suicidio Trattamento Terapia farmacologica La terapia d'elezione è a base di farmaci antidepressivi (solitamente SSRI, NSRI, NaSSa, SSNRI e Litio), per quanto meno recenti molto utili anche Triciclici ed i meno maneggevoli iMAO (Reversibili e Non). I principali neurotrasmettitori implicati nella malattia depressiva sono stati identificati in Serotonina, Noradrenalina e Dopamina e sembra ormai accertato che la depressione sia causata dall'insufficiente disponibilità di uno o più di questi tre. Psicoterapia È stato dimostrato che la psicoterapia in associazione alla cura farmacologica è più efficace di ogni altro tipo di terapia da sola nel disturbo depressivo maggiore. Le psicoterapie possibili sono diverse, per esempio: 1. Terapia cognitiva 2. Terapia comportamentale 3. Terapia a orientamento psicoanalitico 4. Psicoterapia di sostegno 5. Terapia di gruppo 6. Terapia familiare 7. Comicoterapia 8. Neurotecnologia 9. Meditazione 10. Training Autogeno Molti psichiatri ritengono che la psicanalisi freudiana o postfreudiana sia poco o per nulla indicata in patologie che hanno una matrice biologica come la depressione o il disturbo bipolare. E. Fuller Torrey, definito dal Washington Post "il più famoso psichiatra americano", scrivendo in "Witchhdoctors and Psychiatrists" (1986) ha sostenuto che le teorie psicoanalitiche non hanno un fondamento scientifico superiore a quello delle teorie dei guaritori indigeni tradizionali. Difatti, un numero crescente di scienziati considera la psicoanalisi una pseudoscienza ( F. Cioffi, 1998). Proprio la matrice biologica ci fa comprendere come sia essenziale una cura basata su farmaci antidepressivi che vanno ad agire sulla chimica cerebrale e più esattamente sui meccanismi di neurotrasmissione e ricezione. Appare chiaro quindi che i farmaci non vanno a curare solo i sintomi ma i meccanismi che hanno generato il disturbo depressivo. Terapia elettroconvulsivante Nei casi di farmacoresistenza o di impossibilità a somministrare antidepressivi di sorta, un modello di trattamento discusso è rappresentato dalla terapia elettroconvulsiva (elettroshock). Secondo qualcuno è efficace, nel caso delle forme più gravi del disturbo, ma non tiene affatto conto dei fattori secondari e della soggettività del paziente di un trattamento così traumatico. Tuttavia l' elettroschock risulta ancora oggi lo strumento terapeutico più efficace con oltre l'85% di successi terapeutici in termini di rimessione. Il problema dell'ECT risulta essere quello relativo alla non prevenzione delle ricadute, che dopo questo genere di terapia sembrano essere frequenti. Terapie nuove e sperimentali La food and drugs administration nel 2005 ha approvato la stimolazione profonda come terapia per quei soggetti che non hanno risposto almeno a tre cicli di farmcaci. Si tratta di elettrodi impiantati che fanno fluire una continua ma impercettibile scossa al cervello favorendo una maggiore concentrazione dei neurotrasmettitori deficitari. In italia tale metodologia non è attualmente in uso per la depressione se non per alcuni casi specifici sperimentali mentre è usata per curare alcuni casi di parkinsonismo e cefalea a grappolo. Tuttavia in casi del tutto speciali ai depressi non responder viene praticata la stimolazione chirurgica del nervo vago, attraverso cui passano i neurotrasmettitori la cui deficenza porta a disturbo depressivo. Un altra terapia sperimentale ma non ancora approvata è lo schock magnetico (simile all' elettroschok ma la convulsione viene provocata da campi magnetici e non campi elettrici con minori effetti collaterali) Idem per questo... |
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Senior Member
Iscritto dal: May 2006
Messaggi: 19401
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Forse valeva la pena di separare gli argomenti...
In ogni caso vi ricordo che wikipedia non è una bibbia...pero' su queste cose, per dare un idea, non è male... Se avro' piu' tempo in futuro postero' qualcosa di piu' specifico e di mio... |
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Senior Member
Iscritto dal: Oct 2004
Messaggi: 1098
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Tre/quattro anni fa ha deciso di affidarsi alla psicoterapia, durante la quale e' riuscita a venire a conoscenza di un episodio traumatico del suo passato (era stata male e l'avevano portata in ospedale, e aveva anche rischiato la pelle) che aveva completamente rimosso dalla memoria. Da quel momento ha iniziato a "guarire" (le virgolette sono d'obbligo) |
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Iscritto dal: Oct 2004
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Iscritto dal: May 2006
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#30 | |
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Iscritto dal: Jan 2006
Città: casalecchio di reno
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Sono perfettamente a conoscenza del fatto d'essere stata molto male da piccola. Non ho camminato fino ai 2 anni, e non ho mai nemmeno gattonato. E parte del mio "malessere", soprattutto quello che riguarda l'interagire con le altre persone lo devo a questo e mi sono anche adeguatamente curata, e infatti ora sto molto meglio da questo punto di vista.
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Mi chiedete perchè non posso prendere sul serio questa Europa? Perchè il grado di sviluppo e maturità dei cocomeri va determinato in modo congruo e l'indice rifrattometrico della polpa, misurato al centro della polpa, nella sezione massima normale dell'asse deve essere uguale o superiore all'8° brix. |
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Iscritto dal: May 2006
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Cito ancora wikipedia: Pregiudizi Fra i pregiudizi diffusi sull'ipnosi (da cui derivano le riserve di alcuni pazienti) vi è quello secondo cui essa consentirebbe il controllo della mente. Questa idea, che corrisponde all'immagine dell'ipnosi riportata più frequentemente nella narrativa, nel cinema e nella fiction in generale, è fuorviante. Più corretto è dire che l'ipnosi fa vivere al soggetto un'esperienza immaginaria o allucinatoria, senza tuttavia modificarne la personalità (e quindi, per esempio, la volontà o i principi morali). |
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Iscritto dal: Apr 2006
Città: Sassuolo
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Io so esattamente qual'è la causa del mio malessere però penso di non ricordare delle cose. Avrei voglia di far uscire dall'armadio certi scheletri che son sicura ci siano ma non li riesco a focalizzare. Paura di scoprire qualcosa di peggiore di quel che immagino...
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#33 | |
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Senior Member
Iscritto dal: May 2006
Messaggi: 19401
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Attenzione: Il che non vuol dire che il 50% delle persone su questa terra hanno subito/immaginato abusi...ma solo il 50% di persone che manifestano problemi evidenti (gli arrivano i casi piu' disperati) e che si sono fatti curare... |
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#34 | |
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Senior Member
Iscritto dal: May 2006
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Questa paura è tipica delle donne...
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#35 |
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Senior Member
Iscritto dal: Nov 2004
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In estrema sintesi, vorrei portare la mia personale esperienza.
Fin da bambino sono stato molto ansioso, nervoso ed angosciato: mi terrorizzava l'asilo e poi la scuola, con evidente manifestazioni psicosomatiche (gravi problemi di stomaco, balbuzie, insonnia ecc.). Approdato poi all'Università, i sintomi si sono aggravati in corrispondenza di ogni esame, al punto da costringermi ad uno stop forzato a soli 3 passi dalla meta (pausa che perdura tutt'oggi, per manifesta incapacità di affrontare lo stress derivante dalla preparazione finalizzata e dal momento nel quale vengo giudicato). Conosco poi una ragazza della quale mi innamoro: la burrascosa relazione che ne seguirà e la drammatica conclusione del rapporto acuiscono enormemente la mia atavica insicurezza, facendomi sprofondare in un baratro di depressione dal quale solo anni di psicoterapia e psicofarmaci riusciranno a risollevarmi...ma solo parzialmente, perchè le cicatrici me le porto sempre dentro e mi accompagneranno per tutta la vita. Che cosa si può fare? Per quello che ci ho capito io, scavare nel passato può essere utile, ma a volte anche controproducente: lo psicologo può aiutare, ma più per l'equilibrato e neutro confronto con un'entità sconosciuta (che produce un effetto radicalmente diverso dallo sfogo con un amico) che per supposte illuminanti capacità del professionista. I farmaci? Servono, c'è poco da dire: alcuni pensieri che un tempo mi ferivano come coltelli adesso rimbalzano via come onde sugli scogli... non è che non li avverta più, ma non riescono ad insinuarsi nelle profondità del mio animo. Gli effetti collaterali, però, sono molto pesanti: un'esistenza da ameba non è, per lo più, una prospettiva di vita desiderabile e, a volte, ci si accorge della propria apatia solo quando si interrompe la medicina o si riduce la dose (la terapia, se non adeguatamente bilanciata e controllata, può persino aggravare la depressione)...a tutti gli effetti, ci si sente tornati alla vita...la quale, però, spesso riprende a far male. La mia soluzione? Per quanto possibile, fare ciò che ci fa star bene: nel mio caso, andare in canile e coccolarmi tutti i cani che posso, fino a quando il loro odore non mi penetra sotto la pelle e lo sento anche quando torno a casa.
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Samsung HT-Q100 <--- PS4 ---> Samsung UE40F5300AY <--- PS3 60gb ---> PS Vita PSN: NewMurakami Ultima modifica di Murakami : 21-12-2006 alle 11:35. |
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#38 | |
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#39 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Oct 2004
Messaggi: 1098
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(ci sono anche i masochisti pero')
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#40 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Nov 2004
Città: Padova
Messaggi: 13306
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Nulla è più reale di ciò che esiste nella nostra mente.
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