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Old 06-06-2006, 16:33   #101
LightIntoDarkness
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Originariamente inviato da D1o
anche io perche mi diverte e mi sembre che tu sia una persona con cui si puo discutere con calma

Quote:
<cut>quindi questa discussione mi pare, come ho gia detto, piu un pro o anti abortismo che un dialgo sulla questione principale, ovverosia lo studio di un farmaco.
Si, è vero. Alla fine il punto non risolto per me è la possibilità di abortire come è vista nella nostra società, o meglio, il fatto che l'aborto dopo il referendum sia visto come una possibilità come un'altra, in barba alla legge votata che invece carica la gravità dell'aborto sulle spalle della società la quale, prima di consentirlo, dovrebbe fornire tutta una serie di possibilità, aiuti e alternative alla mamma che sta decidendo se compiere questa scelta così difficile. La mia sensazione è che questo parlare della RU486 come fenomeno di costume e non come farmaco relegato agli ospedali per casi specifici sia un altro passo verso questa direzione, IMHO sbagliata e non conforme con il voto del referendum, che esprimeva molto di più che il solo SI/NO.
Quote:
comunque non sono sicuro di aver capito il significato della tua affermazione e ti chiedo gentilmente di esporla piu dettagliatamente.
Intendo che l'estremo opposto è quello di non permettere una critica ad una decisione, e di non permettere che dopo il referendum qualcuno sia ancora contrario alla possibilità di abortire.
Quote:
<cut>ovvero nonostante sia doveroso adoperarsi per migliorare le condizioni dei nati, trovo difficile pensare (anche se ammetto la mia ignoranza e limitatezza di vedute) che una ragazza possa decidere di abortire per una questione puramente economica o sociale. se la meternita è desiderata, ogni madre si toglierebbe il pan di bocca per darlo a suo figlio e combatterebbe a spada tratta contro il mondo per lui. viceversa, se una ragazza decidesse di abortire, non sarebbe certo una decisione presa d'istinoto dalla mattina alla sera, ma il risultato di una profonda riflessione su punti che possono spaziare dal suo credersi non adatta o non responsabile a sufficenza per sopportare questa situazione.
Qui secondo me ci sarebbe molto da discutere.
Personalmente credo che il punto focale è che una donna che rimane incinta non è necessariamente una donna matura, ed in ogni caso va aiutata e sostenuta.
Se decide di abortire per questioni econmiche, questioni professionali deve esserci una risposta della società per tutelare il bimbo.
Se decide di abortire per questioni personali, magari legate alla giovane età, al fatto di essere sola o di essere immatura e non disposta ad accettare un bimbo, deve esserci una risposta della società per poter aiutare la ragazza, e nei casi estremi toglierle direttamente il bimbo, unica alternariva all'aborto.
Ancora IMHO, gli unici casi nei quali giustificherei un aborto sono quelli in cui ci sono problemi di salute gravi, per la mamma e il bimbo.

Quote:
è vero ma questo è il risultato di una politica di imposizione dei propri valori sugli avversari e di una semplificazione eccessiva ai fini dello slogan. io credo (ma in tanti mi definiscono idealista ) che di fronte ad una decisione del genere non ci si basi sul fatto che berlusconi dice questo... ma voi siete comunisti... ecc ma ci sia una riflessione del singolo, anche ponendosi di fronte al caso peggiore. esempio: ipotizziamo che tu sia un uomo, la tua ragazza scopre di essere incinta e vuole abortire... cosa succede? come ti poni di fronte ad un problema del genere? io ancora non ho una risposta, ne mi aspetto di trovarla su questo forum ma domande come queste possono essere interessanti.
Eggià, sono d'accordo. In Italia in questi anni c'è qualcosa che non va. Stiamo vivendo la politica, ma ci manca tremendamente la Politica.
Penso si potrebbe partire dal re-inserire un bel corso di educazione civica nelle scuole dell'obbligo
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Old 06-06-2006, 16:48   #102
Gemma
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Originariamente inviato da LightIntoDarkness

[...]
Personalmente credo che il punto focale è che una donna che rimane incinta non è necessariamente una donna matura, ed in ogni caso va aiutata e sostenuta.
Se decide di abortire per questioni econmiche, questioni professionali deve esserci una risposta della società per tutelare il bimbo.
Se decide di abortire per questioni personali, magari legate alla giovane età, al fatto di essere sola o di essere immatura e non disposta ad accettare un bimbo, deve esserci una risposta della società per poter aiutare la ragazza, e nei casi estremi toglierle direttamente il bimbo, unica alternariva all'aborto.
[...]
sul fatto che la società debba essere di supporto per cercare di favorire la scelta della gravidanza quando le condizioni della donna siano critiche sono assolutamente d'accordo.
Ma la parte che ho evidenziato in grassetto la trovo assolutamente assurda.
Come pensi che potresti costringere una donna a portare in grembo un figlio che non vuole per poi portarglielo via?
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Old 06-06-2006, 16:49   #103
LightIntoDarkness
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Originariamente inviato da eoropall
C'è un problema di fondo: un embrione (e successivo "ammasso di cellule") non è ancora un essere umano "autosufficiente", così come un seme non può ancora considerarsi una pianta.. Per diventarlo occorre che venga piantato in un terreno "fertile".. Nello stesso identico modo un bambino per essere tale necessita dell'amore di sua madre (e non mi riferisco "solo" ai 9 mesi di gestazione).. Ciò che può e DEVE fare un cristiano è fare in modo che questo amore abbia la possibilità di esprimersi.. Ciò che invece NON PUO' fare è crearlo dove non c'è in quanto egli non è Dio..
Forse non ho capito bene le tue ultime 2 frasi.
IMHO la dimensione dell'aborto è quella di interrompere quel processo che porta alla nascita di una nuova vita.

Quell'amore che i genitori hanno per quell'ammasso di cellule è lo stesso che avranno quando quell'ammasso di cellule sarà diventato un bellissimo bimbo da tenere in braccio; questo perchè il soggetto dell'amore, nel cuore della mamma incinta, è lo stesso, è suo figlio, non importa a che stadio dello sviluppo sia, non importa quanto poco autosufficiente sia.

La mia fede mi dice che ognuno di noi è già amato da Dio, da prima che venga alla luce, da prima ancora del concepimento.
Ecco allora che un cristiano NON PUO' decidere che quella vita non si sviluppi e non venga alla luce; la primissima forma di amore per una vita così fragile è la difesa più basilare del suo diritto di esistere.


PS: attenzione poi a parlare sempre e solo di ammasso di cellule associato al concetto di aborto; vedere un aspirazione di un feto di 13 settimane è una cosa talmente raccapricciante che non penso ci sia nessuno che possa dire che sia cosa giusta.
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Old 06-06-2006, 16:59   #104
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Originariamente inviato da Gemma
<cut>Ma la parte che ho evidenziato in grassetto la trovo assolutamente assurda.
Come pensi che potresti costringere una donna a portare in grembo un figlio che non vuole per poi portarglielo via?
Effettivamente questo è il punto più delicato.
Sul come non so pronunciarmi, anche se mi rendo conto che sia IL problema.

IMHO però il bimbo dovrebbe essere già considerato soggetto di diritto, e quindi avere il diritto di venire alla luce; certo è difficile immaginare una nascita più triste di quella di un bimbo che non ha l'amore della mamma...
...sinceramente non riesco proprio a concepire questa situazione. E' probabilmente un mio limite, ma il mio cervello mi va in pappa se penso ad una mamma che, partorendo, si disinteressi del figlio... mi sembra una cosa lontana dalla natura umana.

Tornando però all'eventualità di una mamma che proprio non vuole il bimbo, estremizzando direi che la società dovrebbe fornire tutte le tutele (economiche e non) per far portare a termine la gravidanza alla mamma, e permetterle di non riconoscerlo e affidarlo agli organi di competenza.

Non riesco proprio ad accettare che la risposta giusta ad una gravidanza indesiderata sia l'aborto. Rimango convinto che la mamma che fa questa scelta, magari dopo molto tempo, si pentirà.
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Old 06-06-2006, 17:08   #105
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Io personalmnete trovo ben più grave il fatto che uno stato costringa una donna a partorire contro la sua volontà.

Qui tutti a schierarsi contro i diritti del futuro ipotetico bimbo ma i diritti della mamma dove finiscono??

Se questo per voi è normale per me pare una mostruosità.
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Old 06-06-2006, 17:08   #106
Gemma
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Originariamente inviato da LightIntoDarkness
Effettivamente questo è il punto più delicato.
Sul come non so pronunciarmi, anche se mi rendo conto che sia IL problema.

IMHO però il bimbo dovrebbe essere già considerato soggetto di diritto, e quindi avere il diritto di venire alla luce; certo è difficile immaginare una nascita più triste di quella di un bimbo che non ha l'amore della mamma...
...sinceramente non riesco proprio a concepire questa situazione. E' probabilmente un mio limite, ma il mio cervello mi va in pappa se penso ad una mamma che, partorendo, si disinteressi del figlio... mi sembra una cosa lontana dalla natura umana.

Tornando però all'eventualità di una mamma che proprio non vuole il bimbo, estremizzando direi che la società dovrebbe fornire tutte le tutele (economiche e non) per far portare a termine la gravidanza alla mamma, e permetterle di non riconoscerlo e affidarlo agli organi di competenza.

Non riesco proprio ad accettare che la risposta giusta ad una gravidanza indesiderata sia l'aborto. Rimango convinto che la mamma che fa questa scelta, magari dopo molto tempo, si pentirà.
Di madri che partoriscono un figlio non amato ce ne sono a bizzeffe. Molte più di quanto non sai immaginabile.
Non sempre si cerca un figlio per amore, anche quando si afferma il contrario.
Ma è un discorso lungo.

Posso dirti però che ho partecipato ad uno studio attraverso il quale siamo potuti giungere alla conclusione che la mancanza di accettazione da parte della madre viene "percepita" durante tutti e 9 i mesi di gestazione, e costituisce un imprinting dei più difficili da "risolvere".
Non aggrapparti all'idea che qualunque vita sia meglio che non nascere; così facendo rifiuti la dignità della morte.
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Old 06-06-2006, 17:18   #107
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Originariamente inviato da Nevermind
Io personalmnete trovo ben più grave il fatto che uno stato costringa una donna a partorire contro la sua volontà.

Qui tutti a schierarsi contro i diritti del futuro ipotetico bimbo ma i diritti della mamma dove finiscono??

Se questo per voi è normale per me pare una mostruosità.
Mah. Il punto è che il "non partorire" può anche essere un diritto, ma compararlo alla possibilità di vivere di un bimbo è un po' fuori dalla mia logica e dal mio metro, e diventa questa una "mostruosità" per me.

Attenzione poi allo sottigliezza che non è che si costringe una donna a partorire, ma non le si concede la possibilità di abortire.
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Old 06-06-2006, 17:24   #108
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Originariamente inviato da Gemma
Di madri che partoriscono un figlio non amato ce ne sono a bizzeffe. Molte più di quanto non sai immaginabile.
Non sempre si cerca un figlio per amore, anche quando si afferma il contrario.
Ma è un discorso lungo.
Mi sa che hai ragione. Ci tengo a sottolineare che però IMHO una madre è in grado di dare tutto il suo amore al figlio anche quando non è "cercato".
Quote:
Posso dirti però che ho partecipato ad uno studio attraverso il quale siamo potuti giungere alla conclusione che la mancanza di accettazione da parte della madre viene "percepita" durante tutti e 9 i mesi di gestazione, e costituisce un imprinting dei più difficili da "risolvere".
Caspita, è proprio un rapporto profondissimo quello della madre con il figlio in grembo.
Quote:
Non aggrapparti all'idea che qualunque vita sia meglio che non nascere; così facendo rifiuti la dignità della morte.
Qui non ti seguo.
Come si può attribuire la "dignità della morte" ad un bimbo non ancora nato?
Io non riesco ad accettare che per un bimbo sia meglio non nascere piuttosto che non avere l'amore materno. Non ci riesco proprio.
Credo nella resilienza.
Credo nella possibilità che una società debba archiviare queste eventualità come sconfitte, e non come libertà acquisite.
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Old 06-06-2006, 17:30   #109
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...

Attenzione poi allo sottigliezza che non è che si costringe una donna a partorire, ma non le si concede la possibilità di abortire.
Spiegami la differenza che non capisco A conti fatti puoi abortire? no quindi sei costretta a partorire.

Ripeto la decisione secondo me può prenderla solo la mamma e nessun altro. E quindi è giusto darle la possibilità di interrompere la gravidanza se lo desidera.
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Old 06-06-2006, 17:45   #110
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Originariamente inviato da LightIntoDarkness
Qui non ti seguo.
Come si può attribuire la "dignità della morte" ad un bimbo non ancora nato?
Io non riesco ad accettare che per un bimbo sia meglio non nascere piuttosto che non avere l'amore materno. Non ci riesco proprio.
Credo nella resilienza.
Credo nella possibilità che una società debba archiviare queste eventualità come sconfitte, e non come libertà acquisite.
Come molti oggi come oggi sembra che tu ritenga la morte una realtà inaccettabile.
La morte fa parte della vita, ed ogni essere umano ha un proprio destino da compiere (anche senza arrivare ai concetti di predestinazione o ineluttabilità).
Socialmente abbiamo costruito una "scala di accettabilità" per cui possiamo concepire come "giusta" solo la morte di una persona ultranovantenne e solo senza dolore.
La morte non è mai ingiusta. E' una parte della vita, e che ci piaccia o no, fa parte della vita di ognuno di noi.
Dico socialmente e non umanamente perchè noi viviamo nella società del benessere, quella che più di tutte rifiuta l'idea della morte.
Basta guardarsi attorno: nessuno vuole morire, nessuno accetta che persone care muoiano.
Ci sono società in cui quando una persona muore si feteggia e gioisce per il suo passaggio, altre che consegnano il defunto nelle mani delle divinità, altre che semplicemente accettano il fatto che, piaccia o no, siamo tutti destinati a morire.
E poco importa se il come e il quando non ci piacciono.

Io non sto asserendo che la morte sia meglio della vita, ma sostengo che non sia nemmeno necessariamente vero il contrario.
Ci sono persone strappate alla morte che per il resto della propria esistenza su terra poi non fanno che inseguirla, e che si votano all'autodistruzione.

Un bambino abortito è un'anima che non si è potuta incarnare, e sono concorde sul fatto che ciò crei dolore e senso di colpa.
Ma sono anche fermamente convinta che tutto ciò abbia un senso, che io lo veda oppure no.
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Old 06-06-2006, 17:52   #111
Lorenzaccia
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Effettivamente questo è il punto più delicato.
Sul come non so pronunciarmi, anche se mi rendo conto che sia IL problema.
Eppure bisogna che ti dai una risposta, perché quello è il punto cruciale, non certo quel che vien prima o quel che vien dopo (metodi contraccettivi e sussidi post-parto o adozione).

A dire il vero traggo un sospiro di sollievo nel vedere che, giunto al momento clou della questione, hai per lo meno qualche dubbio, e non sai come pronunciarti.
Se però risponderai senza esitazione che sì, è giusto costringere una donna a partorire anche contro la sua volontà - e ciò è possibile solo d’imperio per mezzo delle forze di polizia, di cui lo Stato ha il monopolio, che violando la sfera privata della donna, la legano su un lettino da ginecologia, aiutati da infermieri che le aprono le gambe affinché non si muova - a questo punto tra te e un nazista non ci sarebbe più differenza, e, in virtù della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo, saresti da citare al tribunale internazionale dell’Aja per crimini contro l’umanità.
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"Sono ateo, grazie a Dio" - Luis Bunuel
Beati i miti, perché erediteranno la terra (Mt 5,5)
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Old 06-06-2006, 18:00   #112
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Originariamente inviato da Gemma
Come molti oggi come oggi sembra che tu ritenga la morte una realtà inaccettabile.
La morte fa parte della vita, ed ogni essere umano ha un proprio destino da compiere (anche senza arrivare ai concetti di predestinazione o ineluttabilità).
<cut>
Sono d'accordo con quello che dici, e mi sento di smentire la tua prima affermazione per quanto mi riguarda.
La morte è una parte fondamentale della vita.
Rimane il fatto che la vita va difesa e tutelata, dalla nascita fino alla morte.
Quote:
Un bambino abortito è un'anima che non si è potuta incarnare, e sono concorde sul fatto che ciò crei dolore e senso di colpa.
Ma sono anche fermamente convinta che tutto ciò abbia un senso, che io lo veda oppure no.
Non so. Che abbia un senso può essere... semplicemente vorrei essere sicuro che questa scelta non sia derivata da una mancanza di un qualsiasi sostegno. Pensare che una mamma abortisca per la mancanza di fondi per finanziare delle strutture per mamme in difficoltà che possano aiutarla mi fa star male.
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Old 06-06-2006, 18:07   #113
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Originariamente inviato da Lorenzaccia
Eppure bisogna che ti dai una risposta, perché quello è il punto cruciale, non certo quel che vien prima o quel che vien dopo (metodi contraccettivi e sussidi post-parto o adozione).

A dire il vero traggo un sospiro di sollievo nel vedere che, giunto al momento clou della questione, hai per lo meno qualche dubbio, e non sai come pronunciarti.
Probabilmente hai ragione, ma mi sembra di aver sempre infarcito i miei post di IMHO. E di opinioni nella mia vita ne ho già cambiate molte. Spero possa essere così per tutti .
Quote:
Se però risponderai senza esitazione che sì, è giusto costringere una donna a partorire anche contro la sua volontà - e ciò è possibile solo d’imperio per mezzo delle forze di polizia, di cui lo Stato ha il monopolio, che violando la sfera privata della donna, la legano su un lettino da ginecologia, aiutati da infermieri che le aprono le gambe affinché non si muova - a questo punto tra te e un nazista non ci sarebbe più differenza, e, in virtù della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo, saresti da citare al tribunale internazionale dell’Aja per crimini contro l’umanità.
Penso che questo modo di porsi nei miei confronti sia ingiusto nei confronti del tono che ho risposto nel 3d.
Mi sento oggetto di rancore da parte tua, per la sola ragione di aver espresso le mie idee, con tutti i loro limiti.
Se preferisci, posso interrompere il mio intervento nel 3d, così da lasciare inalterato il senso unico che la discussione stava prendendo.
Certo è che mi dispiace vedere come, nel fare il tuo primo intervento in questa discussione, ti sia dimenticato di dire tu come la pensi, concentrandoti sull'attribuirmi la possibilità di concepire cose atroci che non mi passeranno mai per la testa, se non negli incubi notturni.
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Old 06-06-2006, 18:22   #114
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Sono d'accordo con quello che dici, e mi sento di smentire la tua prima affermazione per quanto mi riguarda.
La morte è una parte fondamentale della vita.
Rimane il fatto che la vita va difesa e tutelata, dalla nascita fino alla morte.
Non so. Che abbia un senso può essere... semplicemente vorrei essere sicuro che questa scelta non sia derivata da una mancanza di un qualsiasi sostegno. Pensare che una mamma abortisca per la mancanza di fondi per finanziare delle strutture per mamme in difficoltà che possano aiutarla mi fa star male.
sono d'accordo sul fatto che se la scelta è dovuta a motivi di sussistenza, lo stato sociale può e dovrebbe intervenire a sostegno.
Però attenzione a non cadere nell'eccesso di assistenzialismo: non si può pretendere che lo stato provveda a noi colmando le nostre incompetenze.
Se una persona non è in grado di provvedere a se e ad un figlio non è giusto che lo faccia lo stato. Altrimenti ne diverrebbe "padre". E così mi sembra che si crei ancora più confusione.
Certo, se una ragazza, faccio un esempio qualunque, abortisce perchè non è sposata e i genitori minacciano di buttarla per la strada c'è un problema.
Ma alla fine è sempre tutto la stessa cosa...
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Old 06-06-2006, 18:55   #115
Lorenzaccia
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Probabilmente hai ragione, ma mi sembra di aver sempre infarcito i miei post di IMHO. E di opinioni nella mia vita ne ho già cambiate molte. Spero possa essere così per tutti .
Penso che questo modo di porsi nei miei confronti sia ingiusto nei confronti del tono che ho risposto nel 3d.
Mi sento oggetto di rancore da parte tua, per la sola ragione di aver espresso le mie idee, con tutti i loro limiti.
Se preferisci, posso interrompere il mio intervento nel 3d, così da lasciare inalterato il senso unico che la discussione stava prendendo.
Certo è che mi dispiace vedere come, nel fare il tuo primo intervento in questa discussione, ti sia dimenticato di dire tu come la pensi, concentrandoti sull'attribuirmi la possibilità di concepire cose atroci che non mi passeranno mai per la testa, se non negli incubi notturni.
Rancore? Tono? Non fare la vittima, che non è il caso. Da parte mia non c’è nessun rancore né nei tuoi confronti né nei confronti dell’utente Barattolino, così come è evidente che a nessuno è stato chiesto di astenersi dalla discussione (visto che ogni opinione, soprattutto se diversa, è preziosa) semmai di stare attenti al linguaggio, che non è neutro, cosa che peraltro non ti riguarda, visto che ti sei sempre espresso in modo civile ed educato.

Quello che invece non hai capito è che la mia replica al tuo post colpiva esattamente il segno e soprattutto il nocciolo della questione: lo so che nella tua testa le maniere coercitive che ho descritto non sono mai passate, lo hai detto tu stesso che non sai come pronunciarti. Ma è giusto anche che si sappia cosa succede nel caso venisse negata la libertà di scelta della donna e questa cmq non volesse partorire. E non c’è alternativa, perché è evidente che qualora si sancisse il diritto del feto a nascere, titolare di un diritto naturale e antecedente, si riterrebbe coerentemente tale diritto superiore a quello della donna di disporre del suo corpo e della sua integrità. Se la donna non volesse partorire, però, rifiutandosi di ottemperare ad un’obbligazione che a questo punto diviene politica e per la quale non è ammessa libertà di coscienza, non resta che l’uso della forza, così come si è sempre fatto con gli insani di mente o i detenuti.
Quindi non si può dire “IMHO però il bimbo dovrebbe essere già considerato soggetto di diritto, e quindi avere il diritto di venire alla luce” oppure “la vita va difesa dall’inizio alla fine” semplicemente, senza rendersi conto dei nodi cruciali che stanno sotto il problema, e soprattutto degli effetti che questa scelta etica comporta.
Da qualsiasi punto si consideri la questione di due diritti inconciliabili ed escludenti, il nodo ritorna, non c’è verso di superarlo lasciando indenni entrambi sempre e assolutamente.
L’importante è che chi ritiene che il diritto del feto sia superiore a quello della donna, adotti un’etica della responsabilità: ovvero che analizzi le conseguenze e gli effetti delle proprie decisioni in ogni circostanza, e che poi abbia il coraggio di assumersi in prima persona la responsabilità delle scelte fatte in ciascuna di quelle circostanze; e che poi risponda dell'operato dinnanzi alle opportune sedi.

Per quel che mi riguarda, la donna è persona umana, al contrario dell’embrione e del feto, così come stabilito nelle leggi fondamentali di ogni costituzione occidentale, e visto che ritenere il diritto dell’embrione o del feto superiore a quello della donna porta, nel caso la donna sia contraria, alle violenze mostruose, su un essere umano, che ho descritto sopra (ma attenzione: restano sempre validi i vecchi metodi delle mammane qualora la donna scopra di essere incinta da sola, senza contatti con i ginecologi), l’unica alternativa concreta che vedo è la libertà di coscienza, che naturalmente spetta alla donna, in virtù della quale l'embrione e il feto possono essere sentiti bambini, oppure no; possono essere desiderati, oppure no. Libertà di coscienza, che, aggiungo, dev'essere garantita e tutelata dallo Stato, che non è affatto, e da tempo, interprete unico di una volontà generale, omogenea e indifferenziata, ma arbitro e regolatore degli interessi di una società dagli orientamenti pluralisti su questioni ultime ed indecibili.
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Ultima modifica di Lorenzaccia : 06-06-2006 alle 19:14.
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Old 06-06-2006, 22:18   #116
Zeu5
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Messaggi: 45
/OT

trovo "buffo" vedere i (+o-) religiosi sfoderare la spada della moralità per difendere i DIRITTI di un "bimbo", ancora in stato primordiale, e della DEMOCRAZIA per poter esprimere tali ideali altissimi e poi constatare che magari sono gli stessi che dopo un anno di vita del suddetto bimbo lo battezzano (iniziano?) e per tutta la durata della sua vita "di bambino" tentano di inculcare credenze medioevali mandandolo a catechismo a messa e tutto il resto con l'intento (seppur in buona "fede" ) di inculcargli ideali precotti...uhm...e i DIRITTI del bambino ad esprimere i suoi pensieri con la sua testa?dove stà la DEMOCRAZIA in tutto ciò?
io questa la chiamo VIOLENZA su minori.
Ma purtroppo viviamo ancora nel MEDIOEVO (per quanto "tecnologico" possa sembrarci) e la scienza, la quale ci ha allungato la vita di almeno 60/70 anni e ce l'ha resa piu semplice, deve venire ogni giorno umiliata, messa in dubbio e frenata da dei cialtroni quali preti, maghi e cartomanti di ogni genere...da Galileo le cose sono cambiate pochino...
ovvio che ci vuole regolamentazione e raziocigno nella sperimentazione e nell'avanzamento tecnologico, ma questo deve essere PRINCIPALMENTE materia di chi ne "sà", non certo di politici, maghi, profeti, cartomanti etc etc

scusate lo sfogo.
/OT


Ritornando al tema del topic, la ru486, penso che la domanda da porsi non sia "aborto sì/no" ma se, essendo quest'ultimo legale, sia bene o no cercare ogni soluzione che lo renda meno "cruento" e doloroso.



Quote:
Originariamente inviato da bartolino3200
Viviamo in una società civile che prevede solidarietà e aiuto reciproco.
quindi, per esempio, sei favorevole ad accogliere clandestini che arrivano in italia da paesi extracomunitari (magari martoriati da guerre e fame) dandogli aiuto sociale, cittadinanza e tutto il resto?oppure guardi solo nel tuo orticello? perchè se è di VITA che parli dovresti anche pensare a chi "al mondo" c'è già.

Saluti.
Zeu5 è offline   Rispondi citando il messaggio o parte di esso
Old 07-06-2006, 14:13   #117
Lorenzaccia
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L'Avatar di Lorenzaccia
 
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Messaggi: 5
Aggiungo una cosa: nell’eventualità remota che si verificasse il caso profilato per volontà della maggioranza di governo, per cui la donna fosse obbligata con maniere coercitive a portare a termine la gravidanza, il diritto della donna di resistere alla suddetta violenza non sarebbe minimamente messo in discussione, anche se non è sancito dalla costituzione italiana (a proposito dell’altro thread sugli articoli costituzionali), poiché è evidente che l’obbligazione politica deriva per i cittadini solo in quelle società i cui principi ispiratori sono accettati e condivisi dai membri.
Se la società italiana da libera e aperta che è, in cui le azioni dei cittadini devono poter essere considerate indipendenti e autonome, da società fondata sul consenso, per cui i cittadini concordano sui principi ispiratori che la guidano e la regolano (quelli che hanno di fatto valenza ed effettiva pretesa universalistica, come l’integrità psicofisica degli esseri umani), mentre è lasciata alla coscienza individuale la soluzione di quei problemi che non possono essere decisi in modo assoluto - come la questione degli embrioni o del feto soprattutto ai primi stadi della gravidanza - ebbene, se da società fondata sul consenso divenisse una società fondata sulla forza, in cui una parte di fondamentalisti, controllando gli organi di governo, impone a tutti la propria visione delle cose ultime, negando alla donna il diritto all’integrità psicofisica, allora non deriverebbe proprio nessun obbligo per questa di sottostarvi, poiché la sua ribellione sarebbe fatta per salvaguardare dei giusti e naturali diritti sanciti da ogni paese civile e democratico.
__________________
"Sono ateo, grazie a Dio" - Luis Bunuel
Beati i miti, perché erediteranno la terra (Mt 5,5)
In quella che per tutti gli esseri è notte, l'uomo compiutamente signore di sé è sveglio (Bh.-g, II)
Lorenzaccia è offline   Rispondi citando il messaggio o parte di esso
Old 08-06-2006, 01:42   #118
bartolino3200
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L'Avatar di bartolino3200
 
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Città: ROMA ma sono barese!!!
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Originariamente inviato da LightIntoDarkness
Non serve tirare in ballo Dio. Basta amare la vita.
...e la salute delle donne...
bartolino3200 è offline   Rispondi citando il messaggio o parte di esso
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