Asus CRW-5224A EIDE

Asus CRW-5224A EIDE

Il florido mercato dei masterizzatori non finisce di attirare produttori da sempre attivi in altri campi: arriva in Italia una nuova linea di masterizzatori sotto l'insegna del marchio ASUS, colosso dell'hardware famoso soprattutto per le proprie schede madri

di pubblicato il nel canale Storage
ASUS
 

Misurazioni a basso livello

Al fine di valutare in modo oggettivo le prestazioni del masterizzatore, quali tempo di accesso, velocità in lettura e scrittura ecc., si è scelto di utilizzare sempre, per questa e per le future prove, una postazione presente nel nostro laboratorio configurata come segue:

  • Processore Pentium III 700E
  • 128 Mb ram PC133
  • motherboard Chaintech CT 6OJV2 socket 370
  • Hard disk di boot IBM Deskstar DJNA 371350 13 Gb.
  • Chipset Intel 815E
  • Sistema Operativo Windows Millenium Edition

Per quanto riguarda il test si è scelto di utilizzare i benchmark Ziff Davis CD Winbench 99.

I masterizzatori EIDE sono stati collegati come master sul canale secondario.

Il sistema è stato riavviato ad ogni test, eseguito per tre volte, indicando come valore di ogni singolo parametro la media dei tre riscontrati. In caso di valori esageratamente diversi tra un test e l'altro (eventualità molto rara) si è deciso di rifare completamente il set completo dei tre test, per minimizzare il più possibile eventuali errori di interpretazione o di eventi anomali.

Questo test misura la velocità con cui il masterizzatore legge i dati posti in sequenza. Il masterizzatore ASUS oggetto del nostro test ottiene ottimi risultati, con un picco leggermente superiore anche al dato dichiarato, 52X. Ricordiamo che il transfer rate interno si riferisce appunto ai settori più interni del disco. Il valore è inferiore a quello esterno in quanto il dispositivo, nell'unità di tempo e a parità di velocità di rotazione, legge meno settori rispetto alla zona periferica del supporto CD. 

Il masterizzatore risulta addirittura fin troppo veloce: infatti, come dimostra il grafico, per garantire una lettura ottimale è costretto a "rallentare" più o meno in prossimità dei 600MB/70 minuti, per poi riprendere una velocità elevata superato il settore critico. Nel grafico vedrete un picco anomalo causato senza dubbio da un errore di interpretazione del software (impossibile infatti immaginare un picco isolato di oltre 30 MB al secondo per un lettore CD!!!).

Analizziamo ora i risultati ottenuti nei test relativi ai tempi di accesso.

Un valore basso nei tempi di accesso medi comporta una maggiore velocità di lettura di dati non sequenziali, cosa che avviene spesso, oltre ad essere responsabile di una serie di benefici quali il riconoscimento rapido dei CD inseriti. Il masterizzatore ASUS ottiene un buon risultato, abbastanza allineato a quanto dichiarato (100 millisecondi). Ottengono risultati migliori solo i masterizzatori di LiteOn ed i modelli Teac testati in precedenza ma non riportati nel grafico.

La percentuale di occupazione del processore ci indica la quantità di risorse utilizzate dal dispositivo per il proprio funzionamento; più è basso questo valore, meno saranno le risorse di sistema necessarie al funzionamento del dispositivo stesso.

I valore del modello in prova risulta abbastanza elevato rispetto ai modelli a 40X e precedenti. Contando che però quasi tutti i più recenti masterizzatori fanno segnare valori più elevati rispetto a quelli delle precedenti generazioni, ipotizziamo un maggior carico a livello della CPU causato da un maggior lavoro di monitoraggio dei processi, dovuto alle elevatissime velocità di esercizio.

Sicuramente la sempre più complessa gestione software che i moderni masterizzatori richiedono, essendo presenti BurnProof, controllo del supporto e cambi di velocità di scrittura durante l'utilizzo stesso esige un pegno in risorse di sistema. Valori come quelli misurati per l'ASUS CRW-5224A quindi possono essere ritenuti soddisfacenti.

I dispositivi adottano un sistema di protezione contro il buffer underrun error; non dovremo quindi preoccuparci degli eventuali cali di prestazioni del sistema per effettuare un processo di masterizzazione in modo corretto. Per i dispositivi sprovvisti di questa tecnologia (o simili) è invece apprezzabile avere un valore di percentuale di occupazione processore il più basso possibile, anche se ormai è praticamente impossibile trovare apparecchi sprovvisti di questa utile caratteristica.

 
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