Recensione Apple iPad Pro M4: è più potente di un MacBook Air M3

Recensione Apple iPad Pro M4: è più potente di un MacBook Air M3

Il nuovo iPad Pro ha ora un processore M4 che nessun altro prodotto Apple possiede oggi, è più potente di un MacBook Air base, è più sottile di un iPod del passato e lo schermo ha ora un OLED incredibile. Mancano solo delle app veramente ''Pro'' per fare il salto definitivo e sostituire davvero un MacBook.   

di pubblicato il nel canale Apple
AppleiPadiPadOS
 

Il nuovo iPad Pro con processore M4 sembra il massimo di un prodotto che ha raggiunto una potenza di calcolo addirittura maggiore di un MacBook Air con M3. Questo anche in seno al design, visti i 5.3 mm su iPad Pro 11'' e addirittura i 5,1 mm su iPad Pro 13'' che lo rendono equiparabile ad un quaderno di carta. Non solo perché Apple ha finalmente posto in essere un display OLED anzi Tandem OLED che significa garantire su iPad valori di luminosità di picco mai visti su di un tablet con anche la possibilità, per le versioni con maggiore storage, di poterlo avere con rivestimento in nanotexture perfetto per i disegnatori e non solo. 

Ci siamo chiesti negli ultimi anni, precisamente da quando Apple propone gli iPad con i processori Silicon Mx dei Mac, se l’utente professionale può nella pratica quotidiana utilizzare e soprattutto sostituire il proprio MacBook con un iPad Pro. Considerando la cosa da un punto di vista puramente hardware ci sembra che ad oggi proprio con questi ultimi iPad Pro con M4 sia possibile anzi è possibile spingersi addirittura più in là di quanto non si fa con un MacBook Air M3. A livello software però c’è forse ancora qualcosa che potrebbe limitare l’uso di un iPad Pro al posto di un MacBook che non è solo una forzatura psicologica ma è effettivamente la limitazione di alcuni strumenti professionali che non sono ancora completamente operativi su tablet piuttosto che su notebook. 

 

iPad Pro con M4 è oggi uno strumento che può venire utilizzato da tantissimi professionisti a 360 gradi sempre considerando un prezzo elevato ma assolutamente in linea con quella che è la proposta hardware di Apple tra display, batteria, processore e anche accessoristica, Apple Pencil Pro in primis. Ci vogliono almeno 1.219€ per avere il nuovo iPad Pro con processore M4 di Apple, la stessa cifra di iPad Pro con M1 e M2 a suo tempo. Si può può però arrivare a dover sborsare fino a 2.909€ per la versione con 2TB di storage e vetro nanotexture. Sono prezzi che possiamo tranquillamente equiparare a quelli di un notebook come un MacBook Air con M2 o anche M3. 

Tutto potrebbe risultare simile al passato ma ad una più attenta analisi Apple sembra aver cambiato molto nel suo modus operandi con questi nuovi iPad Pro 2024. In primis, come detto, propone ora una doppia versione a livello di schermo: da una parte quello classico ''glossy'' ossia lucido e senza rivestimenti particolari ed uno invece con rivestimento nanotexture che però è esclusivo solo delle versioni da 1 o 2 TB di storage ossia quelle più performanti e costose. Una scelta giustificata e a nostro parere, come vedremo avanti, più che giusta per il vero professionista che lavora con le immagini o i video in esterna. 

Oltre a questo c’è un’altra sostanziale differenza con il passato: Apple con l’introduzione del nuovo processore M4 decide di proporre solo le versioni da 1TB e 2TB con 16GB di RAM, successo anche con iPad Pro M2, ma soprattutto con una CPU a 10 Core (4 Core per le prestazioni + 6 Core per l’efficienza) mentre per tutte le altre versioni ci saranno 8GB di RAM ma con una CPU a 9 Core (3 Core per le prestazioni + 6 Core per l’efficienza). Questo è un passaggio importante che fa capire come l’azienda voglia cambiare il modo di proporre un iPad Pro al proprio pubblico, diversificando le versioni, ma soprattutto la scelta di sacrificare un Core ad alte prestazioni non fa altro che andare in direzione del mantenimento elevato dei Core ad alte efficienze che servono sostanzialmente per il grafico e dunque per il futuro con machine learning ed AI a cui l’azienda arriverà con i prossimi sistemi operativi. 

Cerchiamo dunque di capire se questo nuovo iPad Pro M4 è veramente l’apoteosi della storia degli iPad da quando è arrivato nelle mani di Steve Jobs o se è ancora uno strumento potentissimo che viene però limitato da un software che dovrebbe lasciar fare di più all’utente e che potrebbe rivelarsi l’unico punto debole di questo iPad.  

Indice

iPad Pro M4: Prezzi  

  • iPad Pro M4 versione 11 pollici con vetro standard 

    • Versione Wi-Fi da 256GB: 1.219,00 € - Nero Siderale e Argento
    • Versione Wi-Fi da 512GB: 1.469,00 € - Nero Siderale e Argento
    • Versione Wi-Fi da 1TB: 1.949,00 € - Nero Siderale e Argento
    • Versione Wi-Fi da 2TB: 2.429,00 € - Nero Siderale e Argento
    • Versione Wi-Fi+LTE da 256GB: 1.469,00 € - Nero Siderale e Argento
    • Versione Wi-Fi+LTE da 512GB: 1.719,00 € - Nero Siderale e Argento
    • Versione Wi-Fi+LTE da 1TB: 2.199,00 € - Nero Siderale e Argento
    • Versione Wi-Fi+LTE da 2TB: 2.679,00 € - Nero Siderale e Argento

  • iPad Pro M4 versione 13 pollici con vetro standard

    • Versione Wi-Fi da 256GB: 1.569,00 € - Nero Siderale e Argento
    • Versione Wi-Fi da 512GB: 1.819,00 € - Nero Siderale e Argento
    • Versione Wi-Fi da 1TB: 2.299,00 € - Nero Siderale e Argento
    • Versione Wi-Fi da 2TB: 2.779,00 € - Nero Siderale e Argento
    • Versione Wi-Fi+LTE da 256GB: 1.819,00 € - Nero Siderale e Argento
    • Versione Wi-Fi+LTE da 512GB: 2.069,00 € - Nero Siderale e Argento
    • Versione Wi-Fi+LTE da 1TB: 2.549,00 € - Nero Siderale e Argento
    • Versione Wi-Fi+LTE da 2TB: 3.029,00 € - Nero Siderale e Argento

  • iPad Pro M4 versione 11 e 13 pollici con vetro nanotexture

    • Versione 11’’ Wi-Fi da 1TB: 2.079,00 € - Nero Siderale e Argento
    • Versione 11’’ Wi-Fi da 2TB: 2.559,00 € - Nero Siderale e Argento
    • Versione 11’’ Wi-Fi+LTE da 1TB: 2.329,00 € - Nero Siderale e Argento
    • Versione 11’’ Wi-Fi+LTE da 2TB: 2.809,00 € - Nero Siderale e Argento
    • Versione 13’’ Wi-Fi da 1TB: 2.429,00 € - Nero Siderale e Argento
    • Versione 13’’ Wi-Fi da 2TB: 2.909,00 € - Nero Siderale e Argento
    • Versione 13’’ Wi-Fi+LTE da 1TB: 2.679,00 € - Nero Siderale e Argento
    • Versione 13’’ Wi-Fi+LTE da 2TB: 3.159,00 € - Nero Siderale e Argento

UNBOXING e ACCESSORI: c'è la nuova Apple Pencil Pro

La confezione di vendita questa volta cambia a differenza di quella degli anni passati e si allinea soprattutto con quanto visto con gli iPhone da qualche tempo che hanno visto la scomparsa, come sappiamo, del caricabatterie e delle EarPods. Anche con iPad non c’è più il caricabatterie che dovrà dunque venire acquistato a parte. Come ogni anno cambia anche il disegno sul coperchio esterno ma una volta aperta la scatola tutto sembra essere al posto: c’è chiaramente il dispositivo, c’è il cavo con porta USB-C che è in tinta con la colorazione dell’iPad Pro scelto (nel nostro caso è nero in tessuto come sugli ultimi MacBook) e poi c’è, assieme alle solite istruzioni di prima installazione, il panno firmato Apple per la pulizia del vetro in nanotexture che sarà assente invece se sceglierete la versione con vetro standard. 

Sappiamo bene come Apple permetta di acquistare separatamente ad iPad Pro una serie di accessori che aiutano l’utente più esigente ad utilizzare il tablet a 360 gradi garantendo la massima professionalità. Quest’anno ci sono varie novità che Apple ha voluto portare e che riguardano non solo una nuova custodia Magic Keyboard, una nuova Smart Folio ma soprattutto la Apple Pencil Pro che aggiunge davvero molto all’esperienza utente rispetto a prima. 

Partendo dalle cover la nuova Magic Keyboard è stata completamente ridisegnata da Apple per integrarsi ancora meglio con quello che è il sottile design del nuovo iPad Pro. Intanto possiede una finitura interna in alluminio per il poggia polsi, ha un trackpad in vetro più grande di prima ma soprattutto con il feedback tattile come avviene ormai da tempo sui Macbook. Non solo perché a livello di tastiera c’è l’aggiunta di una riga di tasti funzione (per la precisione sono 14 tasti) e permettono un accesso rapido a tutti i più importanti controlli come luminosità, volume ma anche multitasking, accesso al microfono e alle modalità Full Immersion.

C’è ancora la possibilità di ricaricare con una porta USB-C un device esterno e chiaramente c’è ancora una retroilluminazione con tasti a forbice che garantiscono una buona digitazione grazie anche ad un distanziamento efficace. Come sempre avvenuto con questo tipo di tastiera/cover, l’utente dovrà necessariamente staccare dai magneti il device per utilizzarlo come un tablet libero perdendo la protezione della cover. 

E poi tre piccole pecche. Ancora una volta manca un vero e proprio spazio dedicato alla Apple Pencil che dovrà venire agganciata magneticamente alla cornice dell’iPad, che ora essendo più sottile dello spessore della penna, potrebbe fare meno presa con la penna che potrebbe facilmente venire persa nel trasporto. C’è la mancanza di un appiglio sulla cornice per aprire la cover con una o due mani. Facile che in questa operazione l’iPad si muova un po’ troppo limitando una possibile velocità di apertura che invece è prerogativa di Apple con i suoi MacBook.

Ed infine Apple rende davvero poco spesso questo iPad ma è palese che inserito in una cover di questo tipo possa perdere un po’ la magia delle sue esigue dimensioni risultando più pesante. In questo caso molto meglio l’uso della cover Smart Folio che si rinnova anch’essa proponendo ora diversi angoli di visualizzazione per leggere, guardare film, digitare o effettuare chiamate FaceTime. Sottilissima è, secondo noi, il connubio perfetto per lo spessore esiguo del nuovo iPad. Oltretutto Apple mantiene tutte le solite caratteristiche di questa cover come la riattivazione automatica dello schermo non appena la si apre o la messa in standby non appena la si chiude.  

C’è poi la novità tra gli accessori che ha fatto chiacchierare molto, in positivo, ossia la Apple Pencil Pro. È una penna funzionalmente tutto nuova che prevede nuove opzioni che gli sviluppatori potranno apertamente integrare nelle loro applicazioni. In primis c’è ora il cosiddetto ''squeeze'' ossia la possibilità di premere con le dita sullo stelo della penna per visualizzare una sorta di ''ruota degli strumenti''.

Ad esempio in Note come anche in Freeform, una volta premuto, sarà possibile scegliere i vari tipi di penna, la gomma, la stilo, la matita e chiaramente anche scegliere il colore, lo spessore e tutti i parametri che solitamente dovevano venire selezionati a parte. Qui appare nell’immediato e soprattutto segue la posizione della penna in modo da non dover perdere tempo nel cercare il menu in giro per lo schermo. Può venire personalizzato dall’utente nelle impostazioni, possiede un feedback tattile in risposta al premere da parte dell’utente e soprattutto è una funzionalità che è già stata sfruttata dagli sviluppatori nelle proprie applicazioni come Procreate, Adobe Fresco, Goodnotes, Zinnia, Affinity e Pixelmator solo per considerare le più importanti. 

Molto comoda la possibilità di orientare a proprio piacimento la nuova Apple Pencil Pro. In questo caso girandola tra le dita, grazie al giroscopio presente, l’orientamento della punta cambierà e se si sta usando un particolare evidenziatore o pennello questo ruoterà la punta in base proprio alla rotazione che si è data permettendo dunque di imprimere un tratto differente in base alla direzione. 

La nuova penna di Apple in versione Pro, che a livello estetico non cambia rispetto alle altre presenti a catalogo, viene venduta a parte al prezzo di 149€ e potrà venire utilizzata esclusivamente su iPad Pro con M4 o iPad Air con M2. Ammettiamo che in questi giorni l’abbiamo utilizzata davvero tanto per scrivere, disegnare e anche per prendere appunti e il plus di avere un display in versione nanotexture è notevole: scrivere su questo schermo con la nuova Pencil crea una sensazione che si avvicina davvero tanto a quella che si ha su carta con il vantaggio di poter usare strumenti e applicazioni che possono aiutare l’utente nel quotidiano. Quella leggera granulosità dello schermo non liscio garantisce una sensibilità che non abbiamo con il pannello standard lucido e per chi effettivamente ne ha bisogno per lavoro è un plus a cui non sarà facile rinunciare. Peccato forse per l’obbligo di dover acquistare le due versioni più costose per avere questa opzione di display. 

Per onor di cronaca ricordiamo che rimangono a catalogo tutte le altre Apple Pencil ossia quella di seconda generazione classica, quella USB-C arrivata qualche mese fa e ancora la Apple Pencil di primissima generazione.  

DESIGN: meno ''spesso'' di così è impossibile

Prendere in mano un iPad Pro da 11 pollici con uno spessore di appena 5.3 millimetri è una sensazione decisamente strana. Apple in questo caso sembra aver raggiunto un obiettivo che probabilmente si era prefissata da tempo: avere un iPad così poco spesso da renderlo simile ad un quaderno di carta. Più di così sembra impossibile fare eppure c’è la versione da 13 pollici che spinge ancora di più riducendo lo spessore ad appena 5,1 millimetri garantendo effettivamente un record per l’azienda di Cupertino.  

Se a livello pratico il vantaggio di avere uno spessore così estremo è senza dubbio quello di proporre un device più leggero e confortevole in mano pur garantendo praticamente un’elevata robustezza, lo abbiamo visto con alcuni test effettuati in giro per il mondo. C’è anche da considerare una certa volontà da parte di Apple di puro esercizio di stile ma non solo anche una prerogativa di riprogettazione delle componenti per un ipotetico futuro device pieghevole. Ci piace considerare questa possibilità e sappiamo che ad oggi un pieghevole, che sia uno smartphone o un tablet, può avere successo solo se il suo spessore da chiuso non supera quello di un normale device non pieghevole. E chissà dunque che questi iPad Pro non possano essere un primo passo verso i primi foldable made in Cupertino. 

Indipendentemente da questo, siamo di fronte ad un lavoro di progettazione importante che vede alcune piccole modifiche sostanziali che garantiscono un aspetto riconoscibile di iPad Pro ma che allo stesso tempo elevano ad un livello ancora migliore l’uso del tablet per il professionista. Esteticamente è un tablet dall’aspetto moderno, elegante ma anche allo stesso tempo premium e molto robusto. Le dimensioni, per questa versione da 11'' sono sicuramente meno impattanti rispetto a quelle della versione da 13 pollici ed è palese che l'uso di tutti i giorni, soprattutto in mobilità, siamo di fronte ad un tablet che potrà venire usato ovunque e facilmente grazie anche ad un peso di 446 grammi in questa versione con anche la rete cellulare 5G.

Le cornici sono ridotte al solito permettendo di avere immersività con i contenuti multimediali o anche con documenti di lavoro mantenendo però spazio per la presa con le dita senza interazione erronea con lo schermo. Il chassis rimane in alluminio spazzolato e al tatto si capisce immediatamente che Apple da questo punto di vista non lesina nel renderlo un iPad robusto e utilizzabile dunque in quasi tutte le condizioni (anche quelle più spinte). 

Le due colorazioni disponibili, Argento e Nero Siderale, fanno capire che non stiamo parlando di un tablet sbarazzino come l’iPad Air ma di un prodotto professionale anche in questo. L’aspetto rispecchia la filosofia Apple sul minimalismo: cornici fortemente squadrate, quattro feritoie per l’audio, due pulsanti del volume ed uno per l’accensione e lo spegnimento ed una porta USB-C. Abbandonato da tempo sugli iPad Pro il Touch ID, il nuovo tablet con M4 di Apple, vede la presenza chiaramente del riconoscimento facciale tramite la tecnologia Face ID. I sensori, che sono gli stessi presenti anche su iPhone, cambiano la loro posizione e sono ora posti sulla cornice più lunga dell’iPad Pro garantendo un riconoscimento veloce e sicuro ma senza la problematica che poteva accadere in precedenza, di coprire i sensori con la mano essendo posizionati sul lato corto.

Abbiamo parlato di altoparlanti e sappiate che a livello audio la configurazione stereo da sempre presente su iPad Pro permette di avere una risposta a livello sonoro importante, corposa e addirittura le frequenze basse che usciranno da tutti e quattro gli altoparlanti mentre le frequenze medie e alte sempre dagli altoparlanti superiori.

Sul retro una struttura quadrata per il comparto fotografico vede anche qui una novità che è quella della presenza di un singolo sensore oltre ad uno speciale laser LiDAR per la realtà Aumentata. Il motivo della soppressione del sensore ultra grandangolare probabilmente sta nel fatto che veramente pochi utenti utilizzavano questa fotocamera. Francamente l’uso che se ne fa di un comparto fotografico su di un tablet è quello di scansione dei documenti o di ripresa di soggetti o oggetti tramite applicativi per la realtà aumentata. È una possibilità professionale importante questa perché molti professionisti possono utilizzare applicazioni come quelle di Scanner 3D per sfruttare al meglio il sensore LiDAR preposto proprio a questo. Le scansioni avvengono in modo preciso e dettagliato ma soprattutto facilmente muovendosi intorno all’oggetto da scansionare. Per questo rimane un sensore principale comunque performante da 12MP con un’apertura focale da f/1.8 in una struttura che sporge davvero poco rispetto alla scocca e non rovina l’estetica riprendendo comunque la conformazione già vista in passato.  

C’è però un'ulteriore novità che Apple aggiunge rispetto al passato ossia un sensore RGB che sostanzialmente serve per la lettura della luce ambientale. In questo caso l’aggiunta di questo ulteriore sensore permette di avere maggiore precisione sulla tonalità dello schermo tramite il True Tone e dunque tramite luce dell’ambiente. Sostanzialmente qui Apple ragione nel considerare una cattura della luce ambientale a 360 gradi per rendere ancora più preciso lo schermo di iPad Pro.  

DISPLAY: ''doppio'' OLED per luminosità incredibile

Il display del nuovo iPad Pro M4 è un vero spettacolo. Dopo averlo richiesto per un lungo periodo finalmente Apple è riuscita a proporre su di un iPad la tecnologia OLED e di conseguenza una luminosità di picco mai vista prima su di un device del genere. Abbiamo sempre visto come Apple abbia proposto sui precedenti iPad Pro display Liquid Retina XDR dalle qualità elevate tali da garantirsi sostanzialmente lo scettro di schermi migliori della categoria. Ora con il nuovo Ultra Retina XDR l’utente può spingersi oltre e ottenere un'esperienza visiva ancora più incredibile. Il nuovo pannello, tecnicamente parlando, è infatti dotato di un innovativo design Tandem OLED che incorpora due display OLED e combina la luce di entrambi per offrire valori di luminosità a schermo intero mai visti su di un iPad ma nemmeno su di un tablet odierno. 

Sì, perché parliamo di luminosità capace di superare i 1000 nits a tutto schermo (anche in SDR) e addirittura i 1600 nits di picco con l’HDR. Per fare un confronto ricordiamo che lo scorso iPad Pro riusciva a raggiungere i 600 nits di luminosità solo nella versione da 12.9 pollici grazie allo schermo miniLED e solo in situazioni di HDR poteva spingersi poco più su senza però raggiungere valori così esagerati. Sempre per un confronto ricordiamo che ad esempio un tablet Samsung, pioniera negli schermo OLED, con il suo Galaxy Tab S9 Ultra ossia il top di gamma, non ha superato mai i 650 nits o i 1000 nits ma di picco in particolari condizioni. 

Si capisce dunque la potenza messa in campo da Apple e anche la genialità per aver considerato la soluzione tecnologica del Tandem OLED che sostanzialmente raddoppia lo strato emissivo OLED garantendo così la luminosità dell’intero pannello. Lo schermo è stato realizzato con LG e numeri alla mano possiede una risoluzione di 2420 x 1668 pixel con densità di 264 PPI. C’è chiaramente la tecnologia Pro Motion che conosciamo ormai da qualche anno proprio con gli iPad Pro. Non manca il True Tone, ora con sensore aggiuntivo posteriore, feature che avvantaggia gli utenti i quali, attivando questa funzionalità, possono godere di una tecnologia progettata per misurare i livelli di luce e la temperatura circostante e quindi regolare il colore e l'intensità del display del dispositivo in modo da far apparire il tutto più naturale e prevenendo anche l'affaticamento degli occhi. 

Nell’uso quotidiano la differenza con un pannello miniLED è assolutamente palpabile e non parliamo solo ed esclusivamente della luminosità di picco che si fa vedere durante la visione di qualsiasi contenuto ma soprattutto per il vantaggio di avere un pannello OLED ossia con l’assenza del famoso effetto ''blooming'' che avevamo visto con i passati iPad Pro. In quel caso quando sul display venivano visualizzati elementi molto luminosi su un fondo particolarmente scuro si percepiva un alone attorno all'elemento chiaro. Questo perché in quelle situazioni una serie di mini-led spingevano al massimo l'emissione luminosa ed erano molto vicini ad altri che invece facevano di tutto per essere il più "scuri" possibile. In quel caso la luce emessa dai mini-led accesi andava leggermente a diffondersi anche nella zona dei led "spenti".  

Con il nuovo pannello OLED non c’è assolutamente alcuna traccia di questo effetto avvantaggiando dunque l’utente finale che può gustare i contenuti multimediali al massimo delle loro potenzialità. Chiaramente avendo provato solo la versione con rivestimento in nanotexture non possiamo esprimerci sulla bontà del pannello ''glossy'' standard ma di fatto sappiate che chi sceglierà questa versione potrà godere al massimo dei contenuti evitando i fastidiosissimi riflessi dovuti alle luci esterne. L’abbiamo provato in ogni tipo di condizione e soprattutto ad ogni ora del giorno, sia in esterno che in interno e possiamo confermarvi che è, a nostro giudizio, la scelta migliore per il professionista. Non ci sono luci che possano dare fastidio e l’immagine che si otterrà a schermo sarà sempre quella più reale possibile e anche più facilmente utilizzabile con precisione rispetto ad un pannello standard riflettente. Non solo perché, come detto prima, il disegnatore professionista potrà ottenere risultati ancora più precisi avvantaggiandosi dall’uso di un pannello nanotexture che si avvicinerà alla carta tradizionale grazie anche ad un controllo della punta della penna più trattenuto e più preciso di quello con uno schermo classico. 


A sinistra iPad Pro M1 con display "standard", a destra iPad Pro M4 con display "nanotexture"

Lo svantaggio di un pannello di questo tipo? Sicuramente la fruizione dei contenuti multimediali classici ne potrà risentire. Il pannello nanotexture è più adatto per lavorare ed è palese che chi sfrutterà iPad Pro solo per guardare film o serie TV o video dovrebbe forse puntare sulla versione con schermo standard o forse ancora meglio su di un iPad Air con M2. Altro piccolo svantaggio, che poi è intrinseco alla natura della nanotexture, riguarda una tendenza maggiore alle ditate che potranno venire rimosse più facilmente con il panno in dotazione di Apple. Almeno quello che abbiamo constatato è che si sporca un po’ di più della versione classica e che le impronte fanno più fatica ad andare via con un panno classico in microfibra e meno invece con quello in dotazione di Apple. Quindi il consiglio è di usare proprio questo panno per la pulizia. 

Bilanciamento RGB

Apple iPad Pro 11 pollici M4 - Nativo

Curva di Gamma SDR

Apple iPad Pro 11 pollici M4 - Nativo
. Luminanza misurata
. Gamma standard 2.2
Rapporto di contrasto: 180,146 : 1

Spazio Colore CIE 1931 - Coordinate cromatiche Yxy

Apple iPad Pro 11 pollici M4 - Nativo
. Gamut misuratoCoperturaRapporto
. REC BT.70999.99%136.18%
. DCI P3 D6599.30%100.39%
. Adobe RGB89.25%100.95%
. BT.202072.02%72.02%

DeltaE - Macbeth Color Checker

Apple iPad Pro 11 pollici M4 - Nativo

Le analisi strumentali rivelano un comportamento ottimo per lo schermo Tandem OLED di iPad Pro 11”: neutralità dei grigi, curva di gamma, copertura dello spazio colore e fedeltà cromatica si attestano tutti su livelli eccellenti, in particolare con una copertura del 99,3% dello spazio colore DCI-P3 e un valor medio di DeltaE inferiore a 1: ciò significa uno schermo con tutte le carte in regola per supportare il lavoro dei professionisti creativi, mettendo a disposizione una riproduzione tonale e cromatica di elevata precisione. La luminanza massima in condizioni standard è di poco superiore alle 500 candele su metro quadro, ma in condizioni di forte illuminazione ambientale (tipicamente in esterno), simulata “ingannando” il sensore di luminosità ambiente con un faretto, il display riesce ad arrivare poco sopra le di 1000 candele su metro quadro, anche con la funzionalità TrueTone disattivata.

Curva di Gamma HDR

Apple iPad Pro 11 pollici M4 - Nativo HDR
. Luminanza misurata
. Gamma SMPTE2084 HDR
Rapporto di contrasto: ∞ : 1

Sul fronte HDR abbiamo registrato un picco di poco superiore ai 1600 nit di luminanza, con una curva in cui tutti i livelli tonali risultano più luminosi rispetto al riferimento.

HARDWARE: Apple M4 è il ''vero'' chip a 3nanometri

Altra novità presente in questo iPad Pro 2024 è a sorpresa la presenza di un processore di ultimissima generazione M4. Apple lo propone per la prima volta qui e ci da l’idea di voler spingere veramente tanto anticipando tutti e soprattutto mostrando i muscoli veri. Tecnicamente sappiate che questo nuovo chip Apple M4 è costruito sulla tecnologia a tre nanometri di seconda generazione che è ancora più efficiente dal punto di vista energetico rispetto a quella che l’azienda aveva messo in campo con M3. 

In molti si sono chiesti il motivo del passaggio da M2 ad M4 sugli iPad senza passare invece per M3. La risposta è più che mai semplice. Il chip M3 realizzato da TSMC fu il primo chip a 3 nanometri realizzato dall’azienda che però arrivò a suo tempo un po’ in affanno con un chip costoso e meno efficiente di quello che si voleva con questo nuovo nodo. Sì, perché M3 è stato realizzato sul processo produttivo denominato N3 o anche N3B che vedeva ottime performance ma ad un costo di produzione troppo elevato e dunque con un rendimento che i clienti non avrebbero potuto affrontare. L’accordo tra Apple e TSMC era stato comunque realizzato e l’azienda di Taiwan si sarebbe presa l’onere anche dei chip non buoni presenti nel wafer di produzione che, secondo alcune fonti, si sarebbe aggirato in un 70% di rendimento ossia basso rispetto al solito. Senza entrare nei dettagli e semplificando ciò che è accaduto, sappiate che successivamente TSMC è riuscita a realizzare dei wafer evoluzione del nodo N3B: ossia il nodo N3E. Questo è il nodo voluto e cercato da entrambe le aziende ed è il nodo a 3 nanometri efficiente, meno costoso e soprattutto con un rendimento del 90%. Non solo perché il nodo N3E è anche più efficiente alle stesse prestazioni del nodo N3B permettendo dunque di risparmiare anche in termini di consumo energetico. È insomma il chip a 3 nanometri perfetto per Apple e per il suo nuovo M4 e soprattutto è perfetto per il suo debutto su di un device sottile e di nuova concezione come questo iPad Pro. 

Pensate che per rendere ancora più efficiente questo nuovo iPad Pro, Apple ha pensato bene di sfruttare il logo della Mela morsicata sul retro del device ponendo uno strato di rame capace di dissipare il calore così come l’aver posto su tutto il pannello uno strato di grafite nell’intento di non creare surriscaldamento e un taglio delle prestazioni sul chip cosa che probabilmente avrebbe dovuto fare se avesse utilizzato l’M3. 

Come sappiamo i benchmark lasciano il tempo che trovano ma ci sembra giusto per completezza di analisi di questo nuovo iPad Pro con M4, realizzarli e metterli a confronto con quelli che a suo tempo avevamo fatto con l’iPad Pro M1 e perché no anche con alcuni MacBook. L’idea che ci siamo fatti è che nei numeri il nuovo chip M4 spinge incredibilmente e lo fa soprattutto in velocità sia con la CPU che con la GPU che anche con la Neural Engine. La CPU punta a numeri molto alti rispetto al passato e tecnicamente il motivo non è un puro vantaggio dell’M4 rispetto ad M2 o M3 ma è la presenza di una diversa architettura dei core della CPU. In soldoni sappiate dunque che l'aumento di M4 su M3 c’è ed è sostanzialmente dovuto ad un aumento della frequenza di lavoro che proprio questo nuovo processore può permettersi rispetto a prima senza avere problemi di throttling o altro. Non solo perché l’aumento è visibile anche per la Neural Engine che migliora ed è forse l’antitesi dell’arrivo di tanta intelligenza artificiale in futuro.

Benchmark iPad Pro M4


iPad Pro 11" M4 MacBook Air 15 M3 Differenza
GeekBench 6 CPU Single Core 3684 3148 +17%
GeekBench 6 CPU Multi Core 14616 12055 +21,2%
GeekBench 6 GPU Compute (Metal) 53302 47684 +11,8%
Geekbench ML CPU 4695 4122 +13,9%
Geekbench ML GPU 6815 5392 +26,4%
Geekbench ML Neural Engine 9375 8199 +14,3%
3D Mark Wildlife Extreme 51,4 FPS 48,2 FPS +6,6%
GFXBench Aztec Ruins High Tier Offscreen 1440p 109 FPS 121 FPS -9,9%
GFXBench Aztec Ruins High Tier Offscreen 4K 53 FPS 53 FPS =
Speedometer 2.0 642 477 34,6%
Google Octane 103683 108293 -4,2%

Ma come funziona il nuovo iPad Pro nell’uso di tutti i giorni? Nonostante il grande cambiamento a livello di display (soprattutto sui picchi di luminosità), il nuovo iPad Pro è un concentrato di potenza anche nella realtà e non solo nella scheda tecnica. Qualunque professionista può seriamente utilizzarlo per le proprie attività che siano esse anche fortemente stressanti. Lo abbiamo utilizzato nella fotografia con applicazioni studiate appositamente per lui come Adobe Photoshop o anche Lightroom. In questo caso l’iPad Pro permette di modificare ogni parametro dello scatto importato senza lag o ritardi nelle operazioni.

Lo abbiamo utilizzato anche per montare video con Da Vinci Resolve e abbiamo capito che iPad Pro lo permette senza problemi. Non gli manca la potenza e non gli mancano nemmeno le applicazioni con cui farlo: la velocità di esecuzione è notevole. Ci si lavora senza remore di sorta: importando i file anche pesanti grazie al supporto della Thunderbolt ma anche agendo su transizioni, filtri, color grading e portando a termine la renderizzazione del video finale anche in 6K HDR con davvero pochi sforzi soprattutto non visibili all’utente. 

Ovunque ci muoviamo su iPad Pro il risultato è sempre lo stesso: massima fluidità e potenza da vendere. Non ci sono cali di prestazioni e non ci sono situazioni di improvvisi crash o anomalie capaci di renderci dubbiosi sulla bontà delle prestazioni di questo device. Unica nota da segnalare riguarda forse un po’ di surriscaldamento in situazioni di vero stress. Abbiamo notato la scocca un po’ più calda rispetto a quella di iPad Pro con M1 ma il calore, che viene distribuito ovunque sul pannello, non è comunque esageratamente calda e permette comunque di continuare ad utilizzare il tablet senza alcun tipo di problema.

Chiaramente abbiamo sfruttato l’iPad Pro M4 anche a livello gaming vista la presenza del ray tracing con il nuovo processore. L’acceleratore introdotto con M3 e presente anche su questo M4 ci ha permesso di raggiungere risultati onestamente interessanti. Abbiamo usato Resident Evil Village o anche Death Stranding e il livello di gioco che ci propongono è elevato con la peculiarità di essere poco energivoro: in un paio di ore di gioco abbiamo consumato solo il 35% di autonomia che in una situazione del genere ci sembra decisamente di tutto rispetto. Peccato al momento non poter sfruttare di più la piattaforma del ray tracing in modo completo con l’assenza di molti giochi di tripla A che possano effettivamente dare sfogo anche su iPad, come su Mac, di questa alternativa.  

Nell’uso di tutti i giorni questo iPad Pro M4 possiede praticamente una potenza illimitata. Abbiamo veramente faticato a metterlo sotto stress perché comunque la si giri e qualunque applicazione venga utilizzata, l’iPad non limiterà mai le operazioni e soprattutto non rallenterà in praticamente alcuna situazione. Potremo montare clip registrate in ProRes LOG come in 4K, con particolari effetti o con una color pesante ma utilizzando Da Vinci Resolve o Final Cut Pro troveremo sempre un iPad reattivo, capace e sempre al passo con le prestazioni che ci si aspetta da un device di questa fascia di prezzo. 

L’idea che ci sovviene però è una: tutto quello che può venire fatto da questo iPad Pro M4 può venire fatto anche da un iPad Air con M2? Probabilmente sì perché già con la versione M1 abbiamo avuto la conferma di poterci spingere veramente tanto oltre con le prestazioni. Forse non si potranno realizzare centinaia di livelli su Procreate, o forse non si potranno montare clip da film ma è palese che nessun professionista deciderà di lavorare ad un montaggio di un film su di un iPad. Lo sfrutterà per situazioni meno impattanti che riguardano più qualcosa di ''mobile'' e che dunque potrebbero venire svolte facilmente da un iPad Air M2, ultimo nato in casa Apple. Quello che ci piace sottolineare dunque è che la prova di forza di Apple con questo iPad Pro M4 è stata fatta e abbiamo capito di che pasta sia fatto questo nuovo processore. Questo iPad Pro può venire spremuto veramente al massimo se c’è bisogno anche se, a nostro parere, pure il vero professionista avrà difficoltà a farlo ma di fatto sa di avere una macchina capace di poterlo fare senza problemi. 

INTERFACCIA GRAFICA: iPadOS o macOS?

iPadOS è forse uno degli argomenti più chiacchierati di sempre nel mondo della Mela morsicata. Apple da qualche anno a questa parte ha deciso di separarlo da iOS e lo ha fatto per permettere agli utenti di godere di funzionalità specifiche per i tablet. Funzionalità che sembrano rimanere un po’ povere rispetto a quelle che sono le potenzialità hardware di iPad Pro. Per questo molti utenti gridano a gran voce la volontà di un iPadOS che sia quanto mai vicino a macOS o addirittura proprio macOS installato su iPad. 

Il sistema operativo per iPad è una versione ben riuscita a livello di interfaccia grafica su di un dispositivo mobile. Ha fatto enormi progressi negli ultimi anni e gli sviluppatori di Cupertino hanno cercato anche di superare quel tanto chiacchierato multitasking con una versione idealmente nuova, Stage Manager, che permettesse di utilizzare più di un’app nella stessa schermata, un po’ come avviene su notebook e dunque su macOS. Qui però ammettiamo che se pensiamo ad un iPad Pro per un professionista probabilmente questo professionista non utilizzerà al contempo più di una specifica applicazione e l’avere un multitasking che prosciughi risorse preziose da poter sfruttare in altro modo dall’app stessa forse non ha molto senso. Più senso di certo avere un multitasking funzionale per un utente più consumer che invece potrebbe utilizzare più app contemporaneamente e in quel caso abbiamo visto che Stage Manager in qualche modo è l’inizio di un buon compromesso per questo. 

Qui abbiamo provato iPad Pro M4 con la versione 17 ma sappiamo, secondo indiscrezioni, che il prossimo iPadOS 18 in arrivo durante la conferenza della WWDC 2024 potrebbe portare numerose novità soprattutto lato AI garantendo, lo si spera, un sistema operativo ancora più performante.

Quello che ci siamo chiesti è se davvero è necessario macOS su iPad. La risposta a nostro parere è no. Il motivo sta nel fatto che ad oggi iPadOS possiede funzionalità che permettono l'uso comunque professionale e i due sistemi operativi, macOS e iPadOS, in fondo non sono poi così troppo distanti soprattutto pensando che gli utenti useranno iPad o Mac in modo differente. Chiaramente rimangono distanti per alcune funzionalità che sono intrinseche proprio al tipo di device ed è, a nostro parere, giusto che sia così. 

Gli sviluppatori possono oggi realizzare delle applicazioni sia per iPad che per Mac senza la necessità di rivoluzionare l’intero codice e soprattutto rendendo universali i loro software ai due sistemi. Gli esempi sono tanti come Logic Pro, Final Cut Pro, Autocad o Octane solo per citarne alcuni. Sono tutte applicazioni realizzate ad hoc per iPad che semplificano l’uso su schermo touch con Apple Pencil ma che alla fine permettono di avere le medesime funzionalità che troveremo su Mac. Ecco perché non ci sembra logico il porting di macOS su iPad: i software avrebbero comunque un’interfaccia poco semplificata per venire usati su di uno schermo magari più piccolo. Non solo perché gli sviluppatori solitamente adattano le loro applicazioni su iPad permettendo agli utenti di padroneggiare con il software dopo poche ore semplificando l'uso e garantendo una fruizione più immediata rispetto a ciò che troviamo su Mac. 

Quello che magari vorremmo è lo sviluppo di applicazioni più professionali ossia applicazioni che permettano di fare tutto da iPad garantendo agli utenti di passare al tablet in caso di lavori ''fuori porta'' e continuare su Mac in ufficio. In questo caso abbiamo visto che app come Lightroom o anche Photoshop sono applicazioni ben fatte su iPad ma che mancano di alcune funzionalità che invece troviamo sulla versione per Mac e non è un problema di potenza su iPad ma proprio la limitazione dell’applicativo: Adobe sembra aver deciso così. 

Per il resto iPadOS è il software che ci piace su di un tablet. Soprattutto perché sviluppato oggi sempre di più attorno alla Apple Pencil. Possiamo scriverci tanto come se lo facessimo su di un foglio di carta soprattutto qui con questo display nanotexture che crea quel giusto attrito con la punta della penna proprio come avviene su di un foglio di carta. Le funzionalità su iPadOS ci sono e sono tutte capaci di far sfruttare iPad Pro sia per il semplice intrattenimento sia per un utilizzo più professionale. Graficamente ci si rifà ad iOS e questo è forse un bene perché permette all’utente che usa anche un iPhone di non trovarsi perso con interfaccia differente. Ci sono i widget che hanno qui ora informazioni e vengono visualizzate direttamente nelle varie schermate. Posseggono diverse dimensioni per adattarsi facilmente allo spazio sulle schermate della Home come su iPhone. Ci sono novità grafiche per alcune applicazioni di sistema che migliorano nella fruizione dei loro contenuti mentre per il resto è un sistema operativo che cambia poco ma che aumenta la reattività garantendo sicurezza in ogni frangente. 

AUTONOMIA: le solite 10 ore di un iPad

iPad Pro con M4 possiede una batteria 31,29Wh in questa versione da 11'' (per la versione da 13 pollici invece sono 38,99Wh) e ammettiamo che sull’autonomia, almeno da quando sono presenti i nuovi chip M1 e M2, non abbiamo mai preoccupazioni. Apple dichiara le sue solite 10 ore di riproduzione continua con una singola carica ed effettivamente quello che abbiamo potuto appurare anche questa volta è che stressandolo per vedere contenuti multimediali in streaming su qualsiasi piattaforma siamo comunque riusciti a superare le 9 ore e mezza senza alcun problema con una luminosità automatica, volume medio alto e con HDR attivo. 

Nell’uso invece lavorativo chiaramente tutto dipende da quali saranno le applicazioni che verranno utilizzate. Se non sfruttiamo pesantemente iPad Pro M4 e cioè se lo utilizziamo per navigare su web, per lavorare su di un CMS direttamente su Safari, se dobbiamo rispondere ripetutamente a più mail, se osserviamo ogni tanto qualche video su YouTube e se lavoriamo su fogli di Excel o anche su Google Drive mantenendo magari anche alcune app in background per ascoltare musica il consumo medio che abbiamo ottenuto è di circa il 4 o 5% ogni ora che ci sembra più che ottimo. 

Il chip M4 ci è sembrato particolarmente parco nei consumi quando andiamo effettivamente a stressarlo con applicazioni pesanti come Procreate, Da Vinci Resolve o anche Final Cut Pro. I risultati sono più che promettenti perché anche in questo caso il consumo di iPad Pro non supera mai il 20% ogni ora di utilizzo. Stessa cosa per i giochi, come visto in questo caso iPad Pro può permettersi fino a 4 o 5 ore di gioco pesante con una singola carica. 

CONCLUSIONI

iPad Pro M4 è l’apoteosi degli iPad di Apple ma anche dei tablet Android o Windows presenti oggi sul mercato. La potenza di calcolo che l’azienda di Cupertino ha posto in essere con il nuovissimo chip M4, che strizza già molto l'occhio all’Intelligenza Artificiale che arriverà tra qualche mese, è esagerata e anche un po’ sovradimensionata per quello che oggi l’utente anche professionista può fare con le applicazioni presenti su App Store. Apple però lo ha comunque fatto e lo ha fatto a regola d’arte proponendo all’utente non solo un hardware capace di battere addirittura un MacBook con M3 ma ha aggiunto alcune peculiarità che sicuramente lo renderanno desiderabile anche a chi non necessità di tutto ciò.    

Parliamo di un display OLED, o per meglio dire tandem OLED, che altro non è se non il primo display su di un tablet capace di raggiungere luminosità di picco di 1600 nits in HDR, ma che soprattutto è capace di proporsi ai professionisti con l’opzione nanotexture che, sì costa di più, ma garantisce l’assenza totale di riflessi e soprattutto una scorrevolezza di scrittura con la Apple Pencil che può essere equiparata a quella su carta. E la differenza la si noterà tutta con un display LCD classico o con un miniLED e questo potrebbe spingere molti ad optare per un modello Pro piuttosto che un Air o un modello della precedente generazione. E parlando di scrittura non si può non considerare il plus della Apple Pencil Pro, nuova generazione capace di introdurre un menu a comparsa che rende l’uso su app più veloce, immediato e soprattutto professionale per chi vorrà veramente sfruttarlo a fondo. 

Se la Apple Pencil Pro assieme al display nanotexture permette di paragonare iPad Pro con M4 ad un foglio di carta, anche il design e il suo spessore non possono che confermare la medesima cosa. I soli 5,3 o 5,1 millimetri delle versioni da 11 o 13 pollici sono lo stato dell’arte della progettazione di un device tecnologico. Abbiamo subito pensato che potesse essere solo un esercizio di stile da parte di Apple, e forse in parte lo è, ma di fatto estremizzare lo spessore fino a questi valori non è solo la volontà di rendere iPad Pro più leggero e maneggevole, facendolo somigliare ad un quaderno di carta ma è anche un primo passo verso un ipotetico device pieghevole per il futuro che non potrà superare certi spessori per avere successo. 

Sappiamo che le generazioni passate siano cresciute con i computer, nati per svago o per diletto ma divenuti poi degli strumenti di lavoro veri e propri. Le attuali generazioni, e chiaramente anche quelle future, sono nate e cresciute con gli smartphone e i tablet ossia con schermi completamente touch nonché con l'uso delle applicazioni piuttosto che software. Ecco perché forse l'idea di una futura generazione di lavoratori capaci di sfruttare meglio strumenti come i tablet piuttosto che i notebook dovrebbe spingere i produttori a fornire strumenti che già ''sanno utilizzare''.

Ed Apple sembra aver decisamente capito questa cosa spingendo alla massima produttività anche gli iPad Pro come questo.

Il prezzo rimane senza dubbio ancora proibitivo per la maggior parte degli utenti, anche quelli professionisti. Ma non cambia rispetto al passato e soprattutto si avvale del fatto di essere il primo prodotto Apple ad arrivare sul mercato con un processore M4 che spinge così tanto da rendere praticamente impossibile superare i suoi limiti o permettergli di venire sfruttato con app che seppur professionali non riescono a stare al passo di tale potenza. Siamo sicuri che il 90% degli utenti oggi potrà fare di tutto, anche professionalmente parlando, con un iPad Air M2 che costa meno, può permettersi risultati da primato e tra le altre cose possiede piena compatibilità con la nuova Apple Pencil Pro. Chi invece vuole comunque avere il massimo da ogni punto di vista potrà contare su di un iPad Pro M4 capace forse di vedere oltre il presente. 

48 Commenti
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LL127 Maggio 2024, 17:01 #1
mi cojoni per i $olDi che chiede

Grazie a Dio la gente mi vuole bene lo stesso pur scevro dal marchio Apple
mally27 Maggio 2024, 17:04 #2
la versione pro è uscita 9 anni fa e ad oggi non ha ancora una motivazione concreta rispetto alla versione ipad normale. Ma tranquilli a breve sarà pro anche nel software...
TecnoPC27 Maggio 2024, 17:04 #3
In pratica una F1 che si muove lungo un sentiero di montagna
zbear27 Maggio 2024, 19:49 #4
Follia ....
AceGranger27 Maggio 2024, 20:05 #5
Originariamente inviato da: mally
la versione pro è uscita 9 anni fa e ad oggi non ha ancora una motivazione concreta rispetto alla versione ipad normale. Ma tranquilli a breve sarà pro anche nel software...


è piu potente, il monitor è piu bello, la penna è migliore, insomma le solite cose di tutti i prodotti.
mally27 Maggio 2024, 21:06 #6
Originariamente inviato da: AceGranger
è piu potente, il monitor è piu bello, la penna è migliore, insomma le solite cose di tutti i prodotti.


con la valanga di denari che costa ci mancherebbe che fosse pure peggio...
AceGranger27 Maggio 2024, 22:07 #7
Originariamente inviato da: mally
con la valanga di denari che costa ci mancherebbe che fosse pure peggio...


eh ho capito, tu chiedevi il senso, il senso è che paghi di piu cose piu belle come fanno tutti; il Samsung S9 Tab Ultra costa di piu di un Samsung di fascia media, secondo me valgono i soldi in piu spesi, ed è il motivo epr il quale esistono sia i i top gamma per me e i medio gamma per te
demon7728 Maggio 2024, 00:33 #8
Non essendo pratico del mondo apple chiedo delucidazione su una cosa che è parecchio importante:

va bene, è potente quanto un macbook, anzi di più.
(costa due reni ma è una classico di apple)

..ma questo ipad e relativo sistema operativo posso usarlo come si usa un macbook? (intendo software vari e feature di sistema e tutto)
In altre parole: è un macbook in tutto e per tutto che però è anche tablet o è la stessa cosa dei vari super tablet android che di fatto sono castrati dalla presenza di un SO e relative app che non consentono di usarlo come un vero PC?
WarSide28 Maggio 2024, 04:59 #9
Originariamente inviato da: demon77
..ma questo ipad e relativo sistema operativo posso usarlo come si usa un macbook? (intendo software vari e feature di sistema e tutto)
In altre parole: è un macbook in tutto e per tutto che però è anche tablet o è la stessa cosa dei vari super tablet android che di fatto sono castrati dalla presenza di un SO e relative app che non consentono di usarlo come un vero PC?


No. Non puoi usare le app di MacOs sugli Ipad. Sipario.
bonzoxxx28 Maggio 2024, 07:15 #10
Originariamente inviato da: demon77
Non essendo pratico del mondo apple chiedo delucidazione su una cosa che è parecchio importante:

va bene, è potente quanto un macbook, anzi di più.
(costa due reni ma è una classico di apple)

..ma questo ipad e relativo sistema operativo posso usarlo come si usa un macbook? (intendo software vari e feature di sistema e tutto)
In altre parole: è un macbook in tutto e per tutto che però è anche tablet o è la stessa cosa dei vari super tablet android che di fatto sono castrati dalla presenza di un SO e relative app che non consentono di usarlo come un vero PC?


No, ipadOS è diverso da MacOS e, ahimè, un pelino castrato, considera ad esempio che su ipad ancora manca un file manager degno di questo nome.

Ho un ipad gen10 con apple pencil, ci si fanno un sacco di cose ma non tutto, per questo secondo me i pro hanno senso solo per una fascia ben precisa di utenti, altrimenti un ipad normale o un air, soprattutto l'ultimo air, bastano e avanzano.

Se penso ad esempio che samsung fornisce DeX anche su tab di fascia media e che invece l'ipad 10 non supporta nemmeno un monitor esterno, ma fa solo duplicazione, mi viene da pensare che putroppo Apple, come al solito, da le "feature" con il contagocce: quello che può fare iPad lo fa benissimo, ma diciamo che non va oltre i confini imposti da Apple

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