Motherboard dual processor per cpu Pentium III Coppermine
Recensione delle schede madri Tyan Tiger 133 (dual Slot 1) e MSI 694-D (dual Socket 370), per configurazioni biprocessore con cpu Intel Pentium III Coppermine; le prestazioni delle due schede madri, basate su chipset Via Apollo PRO 133A, sono state confrontate con quelle della scheda madre Supermicro P6DBE, basata su chipset Intel 440BX e dotata di due Slot 1.
di Paolo Corsini pubblicato il 16 Novembre 2000 nel canale Schede Madri e chipsetIntelMSI
Introduzione: i sistemi biprocessore

L'introduzione del sistema operativo Windows 2000 e la sua elevata diffusione anche tra gli utenti domestici e gli appassionati ha aumentato considerevolmente il numero di sistemi che, teoricamente, possono sfruttare i benefici dell'avere due processori all'interno del proprio PC. Se dal punto di vista hardware, infatti, è abbastanza intuitivo il sapere che un sistema dual processor è basato su due distinti processori, dalle identiche caratteristiche tecniche e montati sulla stessa scheda madre, dall'altra si tende a dimenticare che per poter utilizzare configurazioni biprocessore è necessario che il sistema operativo le supporti e che i singoli software che si vanno ad utilizzare siano in grado di sfruttare la presenza di due processori.
A questo punto si rende necessario introdurre della terminologia che meglio permette di analizzare le caratteristiche e le performances dei sistemi biprocessori:
- scalabilità: indica l'aumento di prestazioni ottenibile, con una determinata applicazione, utilizzando due processori al posto di uno (oppure quattro processori al posto di due, e via discorrendo); se il rendering di una scena richiede, ad esempio, 100 secondi per essere completato con un processore e 50 secondi con due processori, si otterrà una scalabilità di 2 (100/50), cioè l'impiego del secondo processore porta ad un raddoppio delle prestazioni (nell'esempio, ad un dimezzamento dei tempi di rendering). Quello della scalabilità pari a 2 è un caso teorico, in quanto solo con poche applicazioni ci si avvicina a tale limite ed in genere essa è compresa tra 1 e 1.5.
- multitasking: si intende la capacità di un computer e del sistema operativo da esso utilizzato di eseguire processi (o applicazioni) indipendenti tra di loro in modo simultaneo, suddividendo le risorse disponibili; ad esempio, compressione di un file e decodifica video effettuate allo stesso tempo.
- multithreading: all'interno di un'applicazione o processo indica la capacità, da parte del sistema operativo, di suddividere il processo in piccole parti eseguite in modo indipendente l'una dall'altra.
Se si utilizzano due processori è possibile fare in modo tale che uno dei due sia impegnato nell'esecuzione di alcuni calcoli (ad esempio, elaborazioni di dati di un foglio elettronico) mentre l'altro in altre operazioni (ad esempio, compressione di alcuni files) contemporaneamente: questo è un tipico esempio di multitasking, cioè di due o più applicazioni eseguite contemporaneamente in modo indipendente tra di loro. Viceversa, se un particolare software è di tipo multithreading è possibile, utilizzando un secondo processore, fare in modo che alcuni thread vengano processati da una cpu, mentre altri thread dall'altro processore; così facendo, si ottiene una diminuzione dei tempi necessari per eseguire tutti i thread dell'applicazione, pertanto si hanno prestazioni velocistiche superiori. In che misura le prestazioni aumenteranno? In base alla scalabilità del processo.
L'utilizzo di un sistema biprocessore e di un sistema operativo che supporti configurazioni biprocessore permette, pertanto, un vantaggio prestazionale con tutti i tipi di applicazioni eseguite simultaneamente: la natura multitasking del sistema operativo, infatti, permetterà di bilanciare le richieste di potenza di calcolo tra i due processori in modo da minimizzare il tempo di esecuzione. Se si utilizzano applicazioni multithreading, inoltre, è possibile sfruttare i due processori contemporaneamente nell'esecuzione di un ben preciso calcolo, specifico di quell'applicazione: un esempio classico è quello del rendering di una scenda o di un'immagine con 3DStudio Max.
Ultimo aspetto da analizzare prima di poter passare al confronto tra le differenti cpu per sistemi biprocessori è quello inerente la memoria di sistema. Quando la cpu esegue calcoli si serve della memoria di sistema, la quale lavora alla frequenza di bus; utilizzando configurazioni biprocessore si utilizza in modo ancor più pressante la memoria di sistema, motivo per il quale è buona cosa cercare di utizzare la frequenza di bus più elevata possibile in configurazioni biprocessore. Attualmente le cpu Intel Pentium II e Pentium III utilizzano la frequenza di bus di 100 Mhz, oppure quella di 133 Mhz, in piattaforme biprocessore.
Negli ultimi mesi sono state presentate sul mercato numerose schede madri biprocessore, pensate per una fascia di prezzo leggermente superiore a quella dell'utente medio e dell'appassionato ma non al livello delle schede per workstation e server ad elevate prestazioni; la spinta all'introduzione di queste schede madri è stata data dalla disponibilità del chipset Via Apollo PRO 133A, capace di sfruttare configurazioni dual processor con processori Intel Pentium III e di utilizzare l'economica memoria SDRAM. In queste pagine sono state recensite due differenti schede madri basate su questo chipset: la Tyan Tiger 133 S1834 ha un design più classico in quanto basata su due Slot 1, mentre la MSI 694-D 6321 è dotata di due Socket 370, pertanto può utilizzare solo cpu Intel Pentium III Coppermine FC-PGA e non anche i modelli Slot 1.







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