Introduzione
Il mondo dello storage, da qualche anno, è percorso da una buona dose di
euforia. Dopo decine di anni in cui tecnologie consolidate hanno percorso a
rilento la via del progresso tecnologico, vedi nastri e hard disk, una vera e
propria rivoluzione dal nome di SSD, Solid State Drive, ha portato una ventata
nuova al settore.
Sia chiaro: la tecnologia che permette l'archiviazione di dati su memorie
statiche esiste da decenni, ma è sempre stata relegata a settori aerospaziali,
militari e high end in genere, complici costi di acquisto veramente proibitivi.
Con rivoluzione SSD intendiamo quella che ha fatto il suo ingresso nel mondo
consumer e enthusiast, rendendo accessibile questa tecnologia, evolutasi a passi
da gigante, anche per il grande pubblico.

I benefici di un SSD sono molteplici, se messi a confronto con gli hard disk
tradizionali: nessuna parte in movimento e conseguentemente molto più resistenti
agli urti accidentali, latenze molto più basse e prestazioni di gran lunga
superiori, pochi vincoli a livello di design (non ci sono piatti rotanti),
prezzi per GB in calo del 50% anno su anno.
Il limite rimane la capienza e lo stesso costo per GB, per quanto in misura
minore che in passato. Gli hard disk tradizionali sono praticamente
irraggiungibili in termini di costi e capienze, sebbene alcuni analisti abbiano
delineato un futuro in cui le differenze continueranno ad assottigliarsi sempre
più.
Dall'Università di San Diego, però, precisamente dal dipartimento di Scienze
e Ingegneria, giunge una doccia fredda per il futuro degli SSD. Lo studio
pubblicato di recente, consultabile in PDF a
questo indirizzo, reca un titolo che parla da solo: "The Bleak Future of
NAND Flash Memory", letteralmente "Il desolante futuro delle memorie NAND
Flash".
Lo studio ha preso in esame 42 tipologie di chip NAND Flash di 6 produttori
differenti, osservandone il trend prestazionale in base alla tipologia di
chip e alla progressiva miniaturizzazione dei processi produttivi. I risultati?
Beh, il titolo dato allo studio parla chiaro. Vediamo in breve perché. |