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Pagina 1 - Introduzione Lo scorso autunno Intel ha presentato la propria piattaforma chipset di riferimento, nel segmento desktop, per gli utenti più appassionati; parliamo del modello X38 Express, architettura capace di fornire sia supporto PCI Express gen 2 che di essere compatibile con configurazioni Crossfire con due schede video governate da due Slot PCI Express, con segnali 16x elettrici. Questo chipset, proposto su varie schede madri in abbinamento sia a Slot DDR2 che a quelli DDR3, ha rappresentato per Intel la piattaforma di riferimento per l'utilizzo di processori Core 2 Duo e Core 2 Quad top di gamma, in particolare se abbinati alla frequenza di bus di 1.333 MHz. Nel mese di Novembre Intel ha eseguito una dimostrazione pubblica del proprio processore Core 2 Extreme QX9770, architettura quad core a 45 nanometri che per prima ha introdotto ufficialmente la frequenza di bus di 1.600 MHz in processori Intel per sistemi desktop. Intel si è trovata in una strana situazione, quella di aver dimostrato le potenzialità di un processore che sarebbe stato immesso sul mercato solo alcuni mesi dopo, senza avere a disposizione un chipset in grado di supportare ufficialmente la nuova frequenza di bus.
Tale soluzione è finalmente apparsa in commercio nelle scorse settimane: parliamo del modello X48 Express, che riprende le caratteristiche tecniche del modello X38 introducendo il supporto alla frequenza di bus di 1.600 MHz e, quando abbinato a memoria DDR3 con supporto alla tecnologia XMP, capace di supportare memoria DDR3-1600. Lo schema a blocchi evidenzia l'architettura a due chip: il primo, X48 MCH, integra il memory controller DDR3 compatibile con la tecnologia XMP, eXtreme Memory Profile, e dotato di controller PCI Express 2.0; il south bridge ICH9, disponibile anche in versione ICH9R con supporto Raid a seconda delle preferenze del produttore della scheda madre, gestisce le periferiche USB, il sottosistema audio, il controller di rete e un massimo di 6 canali PCI Express 1x. Tutti i principali produttori di schede madri taiwanesi stanno presentando proprie soluzioni Socket 775 LGA dotate di questo nuovo chipset Intel; in preparazione di un'analisi comparativa, che comprenderà soluzioni compatibili sia con memoria DDR2 che con quella DDR3, iniziamo l'analisi del chipset X48 Express con la scheda madre Gigabyte GA-X48T-DQ6, modello che abbina il supporto alla memoria DDR3 ad una particolare tecnologia di gestione del consumo della circuiteria di alimentazione del processore. La tabella seguente riassume le caratteristiche tecniche principali della scheda Gigabyte GA-X48T-DQ6:
Quella proposta da Gigabyte è una scheda madre destinata agli utenti più appassionati, come chiaramente deducibile osservando la lista delle caratteristiche tecniche. Troviamo ben 8 connettori per periferiche SATA, suddivisi in un gruppo da 6 governati dal south bridge del chipset e in un secondo gruppo di 2 dipendenti dal chip SATA2 proprietario di Gigabyte. Due le schede di rete Gigabit integrate onboard. Il sistema di raffreddamento, particolarmente voluminoso, collega i due bridge del chipset con la circuiteria di alimentazione, utilizzando per questo una serie di heatpipes e radiatori in rame. Pagina 2 - Layout La disposizione dei componenti scelta da Gigabyte per la propria scheda madre GA-X48T-DQ6 riprende in buona parte quanto visto nei precedenti modelli basati su chipset Intel X38 Express: a dominare nel complesso è il sistema di raffreddamento, dimensionato in modo da non generare problemi nel montaggio dei vari componenti con particolare riferimento al dissipatore di calore del processore. Gli Slot sono correttamente spaziati tra di loro, in modo tale da non creare problemi nell'utilizzo di schede video di notevole ingombro; apprezzabile la scelta di posizionare due Slot PCI Express 1x tra i due Slot PCI Express 16x, così che gli appassionati di overclock possano avere a disposizione un'area tra le due schede video tale da permettere l'utilizzo di sistemi di raffreddamento a liquido senza limitazioni in termini di dimensioni. Se è apprezzabile la scelta di aver distanziato in modo evidente i due Slot PCI Express 16x, segnaliamo come così facendo sia venuta a mancare la possibilità di montare sul PCB della scheda madre 3 Slot PCI Express 16x, con i quali poter sfruttare configurazioni CrossfireX con 3 schede video in parallelo. Una configurazione di questo tipo non è supportata in modo nativo dal chipset X48 Express, ma sarebbe stata ottenibile utilizzando un chip bridge PCI Express che divida un segnale 16x in due 8x elettrici, destinati rispettivamente a due Slot PCI Express 16x meccanici. Se in via teorica una strada di questo tipo è percorribile per i produttori di schede madri, riteniamo che due Slot PCI Express 16x siano più che sufficienti anche per gli utenti più appassionati. Una configurazione di questo tipo permette infatti di montare due schede video Radeon HD 3870 X2 in parallelo, così da ottenere una configurazione CrossfireX con 4 GPU. Un setup così configurato è sulla carta particolarmente interessante, ma all'atto pratico non lascia spazio ad elevati incrementi prestazionali in molte condizioni di utilizzo per varie limitazioni esistenti da lato driver. Nell'immagine è possibile scorgere gli Slot memoria DDR3: sono montati in una posizione che richiede necessariamente la rimozione della scheda video per poter inserire o rimuovere i moduli memoria, in quanto le linguette di fissaggio dei moduli sono a ridosso della parte posteriore della scheda video. Gigabyte ha implementato in questa scheda madre ben 8 connettori per periferiche SATA: 6, di colore arancione, sono collegati al south bridge del chipset Intel X48 Express e utilizzabili per creare configurazioni Raid 0, Raid 1, Raid 5 oppure Raid 10. I 2 restanti, di colore viola, sono collegati al chip Gigabyte SATA2, chiaramente identificabile dietro al connettore IDE di colore verde; questo controller permette di configurare catene Raid con 2 hard disk mettendo a disposizione le modalità Raid 0, Raid 1 e JBOD. Apprezzabile la presenza di chiare serigrafie che identificano i vari connettori e jumper presenti sulla scheda madre, oltre che la scelta di colori differenti per i jumper del case. Molto ricco il pannello delle connessioni posteriori: troviamo i tradizionali connettori PS/2 per tastiera e mouse, 8 porte USB 2.0, le 2 porte per le schede di rete e connettori Firewire di due dimensioni. I 6 jack audio si affiancano ai due segnali di output audio digitali, sia ottico che S/PDIF. Gigabyte ha inoltre scelto di inserire due staffe posteriori nella confezione della scheda madre, ciascuna dotata di 2 connettori per hard disk E-SATA e connettore di alimentazione. L'area attorno al Socket 775 LGA del processore si presenta essere sgombra da componenti che possano in qualche modo causare problemi nell'installazione del sistema di raffreddamento; si notino in particolare i condensatori di basso profilo tutti allo stato solido, accanto ai quali si trovano i 12 nuclei in ferrite a montaggio superficiale, capaci di trattenere al meglio l'energia rispetto a quelli tradizionali in ferro a frequenze elevate, conferendo quindi superiore stabilità del segnale in condizioni di carico elevato. Nell'immagine è possibile anche scorgere il connettore di alimentazione a 8 pin: per questo componente è stata scelta un'area abbastanza critica nel momento in cui la scheda madre è montata nel case, cioè quella immediatamente dietro le porte PS/2. Il dissipatore di calore montato sulla circuiteria di alimentazione della cpu è stato opportunamente sagomato in modo da facilitare il collegamento dell'alimentatore; nessun problema per il connettore a 24 pin principale, posizionato accanto ai 4 Slot per memoria DDR3. Pagina 3 - Dynamic Energy Saver: consumo intelligente del processore Nella propria scheda GA-X48T-DQ6 Gigabyte ha implementato una funzionalità accessoria particolarmente interessante, che mira a ottimizzare il consumo del processore in funzione del livello di carico richiesto in uno specifico istante dal sistema. Parliamo di Dynamic Energy Saver, tecnologia che abbina una componente hardware ad un elemento software, compatibile quest'ultimo con i sistemi operativi Windows, che se abilitato dall'utente interviene dinamicamente ad alimentare o a spegnere parte della circuiteria di alimentazione della cpu. Tra connettore di alimentazione a 24 pin e Slot memoria DDR3 sono stati posizionati 12 led, che una volta illuminati segnalano l'attivazione di uno dei 12 Mosfet montati sulla scheda madre in prossimità del Socket del processore. La tecnologia Dynamic Energy Saver opera infatti attivando tutti e 12 i Mosfet, provvedendo a spegnerli progressivamente nel momento in cui il carico istantaneo sul processore sia tale da non richiedere che tutti operino contemporaneamente. La conseguenza di questo è una riduzione del consumo, sia in idle che a pieno carico, variabile a seconda del tipo di processore utilizzato nel sistema. Il software di monitoraggio fornito da Gigabyte permette sia di evidenziare quale sia il consumo istantaneo del processore stimato in un determinato istante, sia di riepilogare il risparmio in termini di Watt ottenuto attivando questa funzionalità, sia in uno specifico intervallo di tempo che dal momento in cui la scheda madre è stata attivata per la prima volta.
Un primo esempio di funzionamento della tecnologia Dynamic Energy Saver è quello qui sopra riportato, ottenuto con processore Core 2 Duo E8500 a 3,13 GHz di clock; con questa cpu in idle si passa da un consumo di quasi 4,5 Watt a poco meno di 2,5 Watt attivando la tecnologia Dynamic Energy Saver, semplicemente mandando in esecuzione questo tool e attivandolo con il pulsante presente sulla destra della schermata.
Passando ad una elaborazione a pieno carico, utilizzando per questo una istanza del tool orthos Prime 95, si ottiene un consistente risparmio passando da 29,65 Watt a 10,49 Watt; dal tool si nota come con il processore Core 2 Duo E8500, grazie all'utilizzo di tecnologia produttiva a 45 nanometri, si richiede di attivare solo 4 dei 12 Mosfet pur utilizzando i due core di processore al 100% delle loro potenzialità.
Passando ad un processore più esigente in termini di risorse di sistema come il modello Core 2 Extreme QX9650 continuiamo ad evidenziare i vantaggi di questa tecnologia, benché con una differenza in termini di consumo complessivo inferiore: abbiamo infatti 55,3 Watt senza tecnologia Dynamic Energy Saver abilitata e 48,98 Watt con questa funzionalità attivata. In questo caso 10 su 12 power phase sono stati attivati dalla scheda madre in automatico, garantendo piena stabilità di funzionamento sempre utilizzando tool Orthos Prime 95, in questo caso con 2 istanze così da saturare tutti e 4 i core messi a disposizione dalla cpu Intel Core 2 Extreme QX9650. Utilizzando un processore Intel Core 2 Extreme QX9750, architettura quad core a 45 nanometri con frequenza di clock di 3,2 GHz, abbiamo misurato i livelli di assorbimento dell'alimentatore direttamente alla presa della corrente, evidenziando come l'abilitazione della funzionalità Dynamic Energy Saver porti a riduzioni del consumo complessivo del sistema sia in idle che a pieno carico.
Il funzionamento della tecnologia Dynamic Energy Saver è estremamente semplice, in quanto richiede solo di installare il software e intervenire sul pannello ad attivare la funzionalità; non può essere eseguita nel momento in cui il processore non opera alle proprie specifiche, quindi è inutilizzabile in overclock. In un contesto generale di mercato sempre più attento al contenimento dei consumi riteniamo che Gigabyte abbia implementato una funzionalità estremamente interessante, in grado di fornire tangibili benefici soprattutto con i nuovi processori dual core a 45 nanometri per loro natura già poco esigenti in termini di consumo complessivo. Pagina 4 - Analisi prestazioni Riprendiamo parte dell'analisi prestazionale eseguita nelle scorse settimane in occasione del test del chipset NVIDIA nForce 790i Ultra SLI per valutare il comportamento della scheda madre Gigabyte X48T-DQ6, dotata di chipset Intel X48 Express.Nel corso di questa analisi abbiamo utilizzato frequenze di clock della memoria pari a 2.000 MHz selezionando timings pari a 9-9-9-28 2T, cioè quelli di default per i moduli memoria Crucial BallistiX con questa frequenza di funzionamento; per la frequenza di clock della memoria di 1.600 MHz abbiamo selezionato timings pari a 8-8-8-12 2T, mentre per quella di 1.333 MHz siamo scesi con impostazioni pari a 7-7-7-10 2T. I test con frequenza di clock della memoria di 2 GHz sono stati eseguiti con la sola piattaforma chipset NVIDIA nForce 790i Ultra SLI, in quanto il chipset X48 Express di Intel non permette di selezionare frequenze di lavoro della memoria DDR3 superiori a 1.600 MHz senza incrementare la frequenza di bus oltre i 1.600 MHz. Il processore utilizzato nell'analisi è un modello Intel Core 2 Extreme QX9770, architettura quad core con frequenza di clock di 3,2 GHz e bus quad pumped di 1.600 MHz.
Nel complesso possiamo considerare molto vicini i comportamenti delle due schede madri; ritorneremo sul tema in occasione di un'analisi comparativa tra schede madri Socket 775 LGA basate su chipset Intel X48 Express, che pubblicheremo nel corso delle prossime settimane. Pagina 5 - Overclock Al pari delle varie motherboard in commercio basate su chipset X38 e X48, la scheda madre Gigabyte GA-X48T-DQ6 permette da bios di intervenire a modificare tutti i principali parametri di funzionamento di chipset, memoria e processore, così da procedere in modo manuale all'overclock. Parte di queste funzionalità sono disponibili anche da sistema operativo, grazie all'utility EasyTune che viene fornita in bundle.
Come indicato in introduzione, il chipset Intel X48 Express ha introdotto ufficialmente il supporto alla memoria DDR3 1600; è possibile sfruttare questa impostazione portando la frequenza di bus a 400 MHz (1.600 MHz effettivi) e selezionando un moltiplicatore di frequenza della memoria pari a 4 volte la frequenza di bus, così come impostato nella schermata qui sopra riportata.
I margini di intervento sui voltaggi di alimentazione del processore sono complessivamente allineati a quanto visto in altre schede madri Socket 775 LGA di pari livello di prezzo; oltre a processore e memoria DDR3 è possibile variare il voltaggio delle periferiche PCI Express, utile in caso di forti overclock della scheda video, del front side bus e dell'MCH, il Memory Controller Hub che altro non è che il north bridge nelle architetture chipset di Intel. Incrementi in questi due ultimi parametri rispetto ai valori di default permettono di ottenere un lieve incremento nei margini di overcloccabilità della frequenza di bus, in misura mediamente entro i 10-15 MHz rispetto a quanto ottenibile senza overvolt stando ai risultati dei nostri test con processori dual e quad core a 45 nanometri.
Utilizzando un processore Intel Core 2 Duo E8500, architettura dual core a 45 nanometri, abbiamo raggiunto un funzionamento stabile alla frequenza di bus di 500 MHz, o 2 GHz quad pumped effettivi: si tratta di un valore complessivamente interessante, superiore del 50% rispetto alla frequenza di default per questo processore di 1.333 MHz e del 25% rispetto ai 1.600 MHz per i quali il chipset Intel X48 Express viene certificato.
Passando ad un processore quad core, modello Core 2 Extreme QX9770, abbiamo incontrato un limite superiore nella frequenza di bus di 465 MHz, corrispondenti a 1.860 MHz effettivi: anche in questo caso si tratta di un valore interessante, allineato a quello delle altre schede madri Socket 775 LGA basate su chipset Intel X38 Express apparse sino ad ora sul mercato. Segnaliamo come con gli stessi componenti abbiamo ottenuto frequenze di bus superiori utilizzando una scheda madre XFX basata su chipset NVIDIA nForce 790i Ultra SLI; in quel caso siamo stati di molto avantaggiati dalle funzionalità implementate da NVIDIA direttamente nel bios di questa scheda madre, con una gestione automatizzata dei voltaggi di chipset, scheda madre e processore specificamente orientata al raggiungimento della massima frequenza di bus possibile con ogni processore. Pagina 6 - Considerazioni Rispetto a quanto reso disponibile dalla soluzione X38 Express, il chipset Intel X48 Express non aggiunge molte funzionalità a quanto reso accessibile all'utente appassionato. Troviamo infatti supporto ufficiale alla frequenza di bus quad pumped di 1.600 MHz e alla memoria DDR3-1600, ma si tratta di funzionalità che benché non ufficiosamente erano ottenibili già sia con schede madri basate su chipset X38 che con molte altre dotate di chipset P35. Intel si è trovata nella necessità di aggiornare la propria piattaforma chipset di fascia enthusiast così da fornire supporto ufficiale alla frequenza di bus di 1.600 MHz, e per questo motivo ha di fatto sviluppato il chipset X48. Riteniamo che tutti i principali produttori di schede madri spingeranno verso una massiccia adozione del nuovo chipset abbandonando i propri modelli X38 Express, sfruttando in questo la compatibilità pin to pin esistente tra X38 e X48 e quindi effettuando un semplice aggiornamento delle proprie schede madri. I risultati ottenuti in overclock con questa scheda madre sono nel complesso molto interessanti, ma non tali da raggiungere i limiti della soluzione XFX nForce 790i Ultra SLI provata nelle scorse settimane. Responsabile dell'ottimo comportamento in overclock della scheda madre XFX è stata sicuramente l'ottimizzazione del bios in abbinamento ad un chipset che è stato pensato per gli utenti enthusiast in primo luogo; NVIDIA ha introdotto una serie di ottimizzazioni automatizzate, per quanto riguarda i voltaggi di alimentazione, che facilitano notevolmente il raggiungimento di frequenze di clock molto elevate senza penalizzazioni in termini di stabilità operativa. La qualità costruttiva della scheda madre Gigabyte è complessivamente molto elevata, come del resto più che lecito attendersi da un prodotto di questa fascia di prezzo. Gigabyte ha investito in particolare nella costruzione della circuiteria di alimentazione, adottando componenti di elevata qualità complessiva e cercando di rendere questa parte il più possibile tollerante al funzionamento fortemente fuori specifica.
Decisamente apprezzabile l'implementazione della tecnologia Dynamic Energy Saver, grazie alla quale il produttore taiwanese mira a contenere il consumo complessivo della scheda madre utilizzando la circuiteria di alimentazione del processore solo per quanto effettivamente necessario a garantire il funzionamento corretto e stabile della cpu a seconda del carico di lavoro di un preciso istante. Il risultato è una diminuzione del consumo dell'intero sistema, sia a pieno carico come in idle, con un margine d'incidenza sempre più elevato a seconda di quanto è sofisticato il processo produttivo del processore adottato. Se è a 45 nanometri, con architettura dual core, il ridotto livello di consumo di default del processore permette alla tecnologia Dynamic Energy Saver di spegnere una parte più elevata della circuiteria di alimentazione, contenendo ulteriormente i consumi. La scheda madre Gigabyte GA-X48T-DQ6 viene attualmente proposta nel mercato retail online italiano ad un prezzo, IVA compresa, che parte da circa 240,00: si tratta di una cifra elevata in assoluto ma inferiore di alcune decine di Euro a quanto richiesto per le schede madri XFX nForce 790i Ultra SLI. Confrontando chipset Intel X48 e NVIDIA nForce 790i Ultra SLI emerge immediatamente la principale differenza tra queste tipologie di chipset, data dal tipo di tecnologia multi GPU supportata: ATI CrossfireX per la prima e SLI per la seconda, non intercambiabili tra di loro. Per entrambe sono al momento attuale disponibili soluzioni estremamente valide: NVIDIA è avantaggiata dal punto di vista delle pure prestazioni velocistiche assolute ma sconta un prezzo medio più elevato per le proprie schede top di gamma. |
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