AMD annuncia le CPU RyZen: architettura Zen nel Q1 2017

AMD annuncia le CPU RyZen: architettura Zen nel Q1 2017

AMD annuncia il nome scelto per le proprie CPU della famiglia Zen per sistemi desktop: sarà RyZen, con declinazioni a 8 core mostrate in funzione e per le quali è garantita una frequenza di clock massima di default pari almeno a 3,4 GHz. Debutto nel primo trimestre 2017.

di Paolo Corsini pubblicato il nel canale Processori
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E' RyZen il nome delle prime CPU della famiglia Zen

E' un evento in streaming organizzato da AMD quest'oggi la location per il primo annuncio ufficiale incentrato sulle CPU della famiglia Zen per sistemi consumer che debutteranno sul mercato nel corso della prima metà del 2017. Parliamo delle proposte note sino ad oggi con il nome in codice di Summit Ridge, e che faranno parte della famiglia di CPU che da quest'oggi sono indicate con il nome RyZen. Questo è il brand che AMD adotterà per le future CPU desktop e mobile, e che secondo quanto anticipato dal CEO dell'azienda Lisa Su verrà utilizzato almeno per i prossimi 5 anni.

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Le nuove CPU RyZen per sistemi desktop integreranno al proprio interno sino a 8 core nelle versioni di fascia più alta, capaci di gestire un massimo di 16 threads in parallelo grazie all'implementazione di tecnologie di multithreading. Al momento attuale AMD ha dichiarato una frequenza di clock massima che sarà pari ad almeno a 3,4 GHz, con la possibilità che questo dato aumenti ulteriormente con l'approssimarsi del debutto e il lavoro di fine tuning da svolgere sul processore. L'architettura prevede 20 Mbytes di cache complessiva nelle versioni di processore con 8 cores, divisa in 16 Mbytes di cache L3 unificata tra i core e i restanti 4 Mbytes divisi in blocchi uguali tra i vari core.

Le versioni di CPU RyZen attualmente in test presso gli uffici AMD e i partner operano con tutti gli 8 core alla frequenza di clock di 3,4 GHz, senza applicazione di tecnologie di Turbo Boost. Queste ultime saranno integrate nel corso delle prossime settimane, lasciando quindi spazio ad incrementi prestazionali ulteriori rispetto a quanto ottenibile con impostazioni stock. Le demo che AMD ha mostrato in funzione, tanto nello streaming odierno come nel Tech Day tenuto la scorsa settimana in California al quale abbiamo partecipato, sono tutte state eseguite con processore RyZen a 8 core con clock di 3,4 GHz senza modalità Turbo attiva e con modalità di risparmio energetico ancora di tipo preliminare.

AMD non ha per il momento fornito indicazioni su quali e quante versioni di processore RyZen vedremo al debutto nel corso dei prossimi mesi: queste informazioni verranno rilasciate presumibilmente solo in concomitanza con il lancio ufficiale sul mercato. Quello che l'azienda ha voluto fornire sono però informazioni dettagliate su SenseMI technology, nome che indica un pacchetto di 5 funzionalità integrate all'interno dell'architettura Zen e che caratterizzano questi processori.

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La prima tecnologia del pacchetto SenseMI è quella Pure Power: AMD ha implementato nell'architettura Zen un controllo molto sofisticato e granulare del consumo dei differenti componenti interni della CPU monitorando temperatura, frequenza di clock e tensione di alimentazione in modo adattivo e in tempo reale. La conseguenza di questo è il poter contenere il consumo complessivo, utile sia in ambito desktop per raggiungere livelli di TDP adeguati sia in prospettiva per le future declinazioni di processore con architettura Zen che verranno utilizzate in sistemi mobile.

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Precision Boost è la seconda tecnologia, collegata in modo diretto a quella Pure Power: controlla temperatura e margine di alimentazione così da permettere di sfuttare una potenza di elaborazione addizionale attraverso un overclock dinamico della CPU. Si tratta quindi della tecnologia Turbo che AMD implementerà nelle CPU Zen, sviluppata in modo da permettere variazioni nella frequenza di clock a passi di anche soli 25 MHz contro i 100 MHz tipicamente adottati come range nei processori sino ad oggi. Come segnalato AMD non ha al momento utilizzato nelle proprie demo dei processori RyZen con funzionalità di clock dinamico attive in quanto questa funzionalità è in fase di ottimizzazione interna.

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La funzionalità Extended Frequency Range punta a venire incontro alle esigenze degli appassionati di overclock, aprendo spazio ad un incremento della frequenza di clock più importante rispetto alle impostazioni di default quando viene utilizzato un sistema di raffreddamento della CPU più efficiente rispetto allo standard. L'utilizzo di kit a liquido, per non parlare di raffreddamento ad azoto liquido per gli overclockers più spinti, dovrebbe quindi sulla carta permettere di ottenere in modo automatico dalla CPU un livello di frequenza di clock superiore. Riteniamo che in questo aspetto giochi a favore la possibilità di intervenire a variare la frequenza di clock della CPU a passi di 25 MHz alla volta resa accessibile dalla tecnologia Precision Boost.

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Neural Net Prediction è il nome scelto per indicare una serie di algoritmi che analizzano in tempo reale il software che viene eseguito dal processore, imparando da questo e prendendo quale conseguenza alcune decisioni operative come il pre-caricamento di alcune istruzioni e l'indirizzamento dei vari processori nel modo più efficiente all'interno del processore. Neural Net Prediction opera di fatto con la stessa logica di un algoritmo di branch prediction, cercando di prevedere quale sarà l'utilizzo del processore nel prossimo futuro e in questo modo rendendo immediatamente disponibili alla CPU le risorse di elaborazione richieste. Il risultato finale è ridurre la latenza e massimizzare l'utilizzo della potenza di calcolo complessiva della CPU.

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Ultima funzionalità del pacchetto SenseMI è quella Smart Prefetch, che opera in modo speculare a quella Neural Net Prediction: il suo algoritmo opera cercando di anticipare quali saranno i dati che verranno richiesti dalla CPU per le sue elaborazioni, anche in questo caso analizzando in modo preventivo i pattern di accesso ai dati e derivando da questi quali dati dovranno venir precaricati nella cache così che siano immediatamente accessibili da parte dei core.

 
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