Introduzione
In occasione del Developer Forum Fall 2005 di San Francisco, svoltosi alla fine del
mese di Agosto, Intel ha mostrato per la prima volta in pubblico la propria nuova
architettura di processore, destinata a sostituire quella Netburst utilizzata da tutte le
versioni di processore Pentium 4 e Pentium D. Parliamo di Core, nome che è diventato ben
noto nei mesi seguenti e che identifica il nuovo approccio Intel per i processori desktop,
notebook e server.

la prima dimostrazione pubblica di un processore Conroe; IDF Fall 2005
Sino a non molti anni fa Intel ha condotto una campagna marketing e commerciale
incentrata sui MHz, unità di misura della frequenza di funzionamento di un processore,
utilizzati quale discriminante di scelta di un processore al posto di un altro. Alla base
di questo, due semplici considerazioni
- l'architettura Netburst, alla base dei processori Pentium 4 e Pentium D, era stata
sviluppata da Intel mirando alla più elevata frequenza di clock possibile. L'obiettivo
iniziale era quello di raggiungere i 10 GHz, ma nel corso dell'evoluzione
dell'architettura Intel si è dovuta scontrare con problemi di current leakage (eccessivo
consumo del processore, con conseguenze in termini di dissipazione e temperature di
funzionamento) che hanno di fatto limitato a 3,8 GHz la più veloce cpu Netburst mai
introdotta sul mercato;
- la scelta della rivale AMD di sviluppare, con il progetto K7 prima e con quello K8 in
seguito, delle architetture che operassero a frequenze di funzionamento non eccessivamente
elevate ma che riuscissero in ogni caso a garantire elevata efficienza; nonostante
l'inferiore frequenza di clock le soluzioni K8, meglio note come Athlon 64, sono infatti
state in grado di sopravanzare quelle Pentium 4 e Pentium D sino ad ora.
Quest'oggi Intel presenta ufficialmente le cpu Core 2 Duo, meglio note con il nome in
codice di Conroe. Il paradosso è che per la prima volta, nel panorama dei processori
desktop di Intel, abbiamo il debutto di cpu che sono sensibilmente superiori alle
precedenti top di gamma del produttore americano in pressoché ogni ambito di utilizzo,
benché operino con frequenze di funzionamento inferiori.
Molto spesso la frequenza di clock di un processore viene equiparata ai cavalli di
un'automobile: più è elevata, più potente sarà il sistema. L'evoluzione delle cpu AMD,
e le novità introdotte quest'oggi da Intel, testimoniano come questa comune opinione sia
sbagliata: sono le caratteristiche di un'architettura, delle quali la frequenza di
funzionamento è solo uno degli elementi, a determinare le potenzialità di un processore.
Alcuni anni or sono Intel ha capito che l'evoluzione dell'architettura Netburst era
destinata a scontrarsi con un limite, quello del current leakage citato in precedenza.
L'utilizzo di processi produttivi sempre più sofisticati, con transistor divisi da
distanze in nanometri sempre più ridotte, ha amplificato gli effetti della dispersione di
corrente che si verificano all'interno di un processore, effetti che vengono ulteriormente
ingranditi all'aumentare della frequenza di funzionamento. Per mantenere la propria
roadmap fatta di processori con frequenza di clock sempre più elevata, Intel è stata
costretta a scendere a grossi compromessi in termini di dissipazione termica. Il Core
Prescott, introdotto con le cpu Pentium 4, ha permesso di incrementare ulteriormente le
frequenze di clock sino a 3,8 GHz ma ha richiesto un allungamento del numero di stadi
delle pipeline del processore, con un conseguente peggioramento delle prestazioni a
parità di frequenza di clock rispetto al Core Northwood utilizzato in precedenza.
La situazione si è spinta sino ad un punto per il quale l'architettura Netburst doveva
necessariamente essere abbandonata. Non solo è diventato impossibile per Intel riuscire a
produrre processori dal clock più elevato senza scendere a pesanti compromessi in termini
di sistemi di raffreddamento; la rivale AMD ha continuato a sviluppare la propria
architettura K8, introducendo soluzioni Dual Core e guadagnando importanti quote di
mercato nel segmento desktop, grazie ad un generale margine di vantaggio in termini
prestazionali rispetto alle soluzioni Intel.
Se una svolta radicale era quello di cui Intel aveva bisogno, è questo quello che ha
ottenuto: l'architettura Core ricorda per molti versi quella delle soluzioni K8, in quanto
opera ad una frequenza di clock complessivamente ridotta rispetto alle soluzioni Pentium 4
e Pentium D. A bilanciare abbiamo prestazioni velocistiche incredibilmente elevate, non
solo se confrontate con quelle delle precedenti soluzioni Intel ma anche con quelle della
rivale AMD.
La famiglia Core 2 Duo comprende al momento attuale 5 processori, con costi che vanno
dai 183 dollari ai 999 dollari della soluzione top di gamma. Nelle pagine seguenti
analizzeremo le caratteristiche tecniche ed architetturali di questi processori, oltre a
confrontare le prestazioni delle 3 cpu Core 2 Duo top di gamma a confronto sia con quelle
Athlon 64 X2 di AMD, che con quelle Pentium D che andranno a sostituire.
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