Acquisto di beni online - normative e dazi

L'acquisto di beni da venditori che si trovano non in una nazione dell'UE è regolamentato dalla normativa nazionale, alla quale rimandiamo: varie informazioni sono disponibili sul sito dell'Agenzia Dogane e Monopoli. Di seguito riportiamo alcune norme generali che regolano i costi legati allo sdoganamento di beni acquistati all'estero, ricordando come la normativa in vigore sia sempre da verificare sul sito dell'Agenzia Dogane e Monopoli.

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L'acquisto, da parte di un cittadino italiano residente in Italia, di un bene proveniente da una nazione fuori dall'Unione Europea è soggetto alle operazioni di importazione. Queste si perfezionano nel pagamento:

  • dei dazi (se previsti), che sono calcolati sul "valore della transazione" (valore comprensivo delle spese di trasporto e assicurazione) e le cui aliquote variano a seconda della merce che si intende importare;
  • dell'IVA (applicata secondo le vigenti aliquote) calcolata sul "valore della transazione", aumentato dell'eventuale aliquota daziaria.

L'ente che si occupa del pagamento di quanto dovuto per le operazioni di importazione è l'Agenzia Dogane e Monopoli, spesso con tramite il corriere espresso utilizzato per ricevere la spedizione. Se il bene acquistato ha scarso valore, quantificato entro la somma forfettaria di 150€ (valore intrinseco del bene, esclusi i costi di trasporto e di eventuale assicurazione), non è previsto il pagamento di un dazio. Sono esclusi dalla fruizione della franchigia in questione i prodotti alcolici, i profumi e l'acqua da toletta, i tabacchi ed i prodotti del tabacco. Per quanto riguarda il pagamento dell'IVA se il valore del bene è pari o inferiore a 22€ allora si applica una franchigia, mentre se il valore è superiore va corrisposta l'IVA vigente.

In sintesi:

  • bene con valore inferiore a 22€: si beneficia di franchigia per dazi e per IVA;
  • bene con valore compreso tra 22€ e 150€: franchigia per i dazi mentre IVA viene richiesta;
  • bene con valore superiore a 150€: si richiede il pagamento di IVA e dazi.

Se il bene viene spedito all'acquirente da una nazione appartenente all'UE nulla è dovuto in termini di dazi e di IVA. La discriminante non è dove il bene sia stato prodotto, ma da dove venga spedito quindi venduto. Se un prodotto è stato fabbricato originariamente in una nazione extra UE e viene venduto da una nazione UE allora chi lo vende avrà già provveduto a pagare, secondo la propria legislazione nazionale, a corrispondere eventuali dazi e imposta sul valore aggiunto.

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