OpenClaw, il progetto AI virale: il suo autore accusa l'Europa di frenare le startup
Peter Steinberger, sviluppatore austriaco dietro l'agente AI open source OpenClaw, entrerà in OpenAI trasferendosi negli Stati Uniti e critica le normative europee, accusate di frenare ritmi di lavoro, crescita e scala dell'innovazione tecnologica
di Andrea Bai pubblicata il 19 Febbraio 2026, alle 09:41 nel canale WebPeter Steinberger, sviluppatore austriaco e creatore dell'agente AI open source OpenClaw, ha deciso di trasferirsi negli Stati Uniti per lavorare in OpenAI, puntando il dito contro il quadro regolatorio europeo che, a suo giudizio, rende molto più difficile costruire aziende tecnologiche di scala globale nel Vecchio Continente. Il caso è emblematico di una tensione ormai strutturale: l'Europa rivendica standard elevati su lavoro e responsabilità, ma fatica a trasformare ricerca e talento in grandi campioni industriali, soprattutto nel software e nell'intelligenza artificiale.
Dal boom di OpenClaw all'approdo in OpenAI
OpenClaw è un agente AI autonomo, (in precedenza Clawdbot e Moltbot), capace di eseguire compiti usando modelli linguistici e interfacce di messaggistica come front-end principale. Negli ultimi mesi il progetto ha conosciuto una crescita rapidissima: ha raccolto oltre 100.000 stelle su GitHub e milioni di utenti in poche settimane, diventando uno degli esempi più visibili di "AI che fa davvero cose", dalla gestione dell'agenda alle prenotazioni di viaggi.
Il successo ha attirato l'attenzione dei big della Silicon Valley e, alla fine, la scelta di Steinberger è ricaduta su OpenAI, dove guiderà la prossima fase degli agenti personali secondo quanto dichiarato dal CEO Sam Altman. OpenClaw verrà affidato a una fondazione come progetto open source, con il supporto continuativo di OpenAI, in linea con l'intenzione dell'autore di mantenerlo libero e sviluppabile dalla comunità.
Le critiche alle regole europee: lavoro e burocrazia
La decisione di Steinberger è stata accompagnata da una critica esplicita alle condizioni operative in Europa, affidata a una discussione su X con un docente universitario che chiedeva perché il continente non riuscisse a trattenere talenti tecnologici. Lo sviluppatore ha descritto un contrasto netto tra l'entusiasmo che percepisce negli Stati Uniti e il clima europeo, dove dichiara di essere spesso richiamato a "responsabilità e regolamenti" più che incoraggiato a sperimentare.
In der USA sind die meisten Menschen enthusiastisch.
— Peter Steinberger 🦞 (@steipete) February 17, 2026
In Europa werde ich beschimpft, Leute schreien REGULIERUNG und VERANTWORTUNG.
Und wenn ich wirklich hier eine Firma baue dann kann ich mich mit Themen wie Investitionsschutzgesetz, Mitarbeiterbeteiligung und lähmenden…
Uno dei punti centrali riguarda i ritmi di lavoro nelle aziende tech ad alta crescita: Steinberger ha affermato che in OpenAI molte persone lavorano 6 o 7 giorni a settimana, venendo pagate di conseguenza, una pratica che in molti contesti normativi europei sarebbe difficilmente compatibile con le leggi sul lavoro. A questo si aggiungono, nella sua visione, regole stringenti su assunzioni, licenziamenti e inquadramenti che, a parità di ambizione, renderebbero più complesso costruire una startup aggressiva sul modello statunitense.
Un continente che investe ma resta indietro
Le considerazioni di Steinberger si inseriscono in un quadro che da anni vede l'Europa inseguire gli Stati Uniti su innovazione e scala delle grandi aziende tecnologiche. Il caso delle capitalizzazioni è spesso citato come sintomatico: mentre in Europa la società più valorizzata è il produttore olandese di macchinari per chip ASML, attorno ai 550 miliardi di dollari, negli Stati Uniti esistono ormai più di dieci società sopra la soglia del trilione di dollari, in larga parte legate al digitale e all'AI.
Un rapporto della Commissione europea sull'innovazione del 2024 ha riconosciuto che il blocco continua a rimanere indietro sull'adozione di tecnologie digitali avanzate e sull'accumulazione di asset intellettuali rispetto agli USA. Un'analisi economica recente parla di "middle technology trap": l'industria europea investe meno in ricerca e sviluppo rispetto ai competitor, è in ritardo nel software e nell'intelligenza artificiale e rischia di essere superata anche in settori storicamente forti, come l'automotive, da attori statunitensi e cinesi.
EU Inc e i tentativi di semplificare il mercato unico
Nelle sue dichiarazioni Steinberger non nega i tentativi europei di intervenire, citando in particolare EU Inc, iniziativa che punta a creare una cornice societaria unica per facilitare l'operatività cross-border all'interno dell'Unione. L'idea di fondo è permettere a una società costituita come EU Inc di operare con un set unificato di regole su governance, diritti degli azionisti e adempimenti in tutti gli Stati membri, riducendo la frammentazione di 27 ordinamenti nazionali distinti.
Secondo lo sviluppatore, però, questa spinta alla semplificazione rischia di "annacquarsi": ha parlato di un processo che si starebbe "sgonfiando", frenato da interessi nazionali che ostacolano la creazione di un vero mercato unico digitale e societario pienamente integrato. Alcune analisi sottolineano che senza strumenti di questo tipo, capaci di rendere l'Europa comparabile a Stati Uniti e Cina in termini di scala normativa e facilità di espansione, talenti e capitali tenderanno a continuare a migrare verso ecosistemi considerati più favorevoli.
Un caso simbolo della fuga dei talenti AI
La traiettoria di Steinberger è quella di un imprenditore seriale che, dopo aver costruito e venduto in passato una società di strumenti per sviluppatori, è tornato a lavorare "da solo con gli agenti AI", sfruttando intensivamente modelli come quelli di OpenAI e Anthropic per aumentare la propria produttività. OpenClaw è nato e cresciuto in Europa, ma ha avuto bisogno di un contesto globale per fiorire pienamente, fino all'interesse diretto delle big tech statunitensi.
Il passaggio a OpenAI, accompagnato da critiche esplicite al quadro normativo europeo, offre un nuovo argomento a chi sostiene che l'Unione rischi di restare un grande laboratorio scientifico senza riuscire a trattenere gli attori più dinamici nell'AI. Resta aperta la domanda se iniziative come EU Inc e le riforme del mercato unico digitale riusciranno a cambiare questa traiettoria o se casi come quello di OpenClaw diventeranno la norma per i progetti europei più ambiziosi nel campo dell'intelligenza artificiale.










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5 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - infoLavorare 7/7 quasi H24 se trovi le persone interessate solitamente le inquadri come collaboratori con promesse di stock option sui risultati del progetto della start-up. Anche in USA credo funzioni così
Mai trovare un equilibrio?
Potrebbe essere che la corsa alla IA degli Usa porti anche a una crisi globale,la crisi del 29 e del 2008 delle dotcom (che hanno bruciato miliardi) e quella attuale che è in corso con i vari dazi.
L'importante è che se ha qualche problema di salute poi non torni in Europa a farsi curare, deve rimanere lì negli States.
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