Come un iPhone: davvero si può fare il jailbreak a un caccia F-35?
Le dichiarazioni del segretario alla Difesa olandese Gijs Tuinman riaprono il dibattito sulla sovranità operativa europea legata all'F-35. Tra ipotesi di "jailbreak", dipendenza dagli aggiornamenti cloud statunitensi e assenza di un kill switch ufficiale, emergono i limiti tecnici e politici dell'autonomia europea nel settore della difesa.
di Manolo De Agostini pubblicata il 19 Febbraio 2026, alle 09:31 nel canale Scienza e tecnologiaLe dichiarazioni del segretario di Stato alla Difesa dei Paesi Bassi, Gijs Tuinman, hanno riacceso il dibattito sulla sovranità operativa europea rispetto ai sistemi d'arma statunitensi. In un'intervista a BNR Nieuwsradio, il ministro ha ipotizzato che il software dei caccia F-35 Lightning II possa essere modificato anche senza l'approvazione di Washington, arrivando a paragonare l'operazione al "jailbreak" di un iPhone.
La dichiarazione, formulata in modo informale, nasce da una domanda diretta sulla possibilità per l'Unione Europea di intervenire autonomamente sul sistema operativo del velivolo qualora venisse meno il supporto statunitense. Tuinman ha sottolineato la natura collaborativa del programma F-35, ricordando che diversi Paesi partner contribuiscono alla produzione – ad esempio il Regno Unito con i motori Rolls-Royce – ma non ha chiarito in che modo un'eventuale modifica indipendente potrebbe concretizzarsi.
BIG: Dutch Defence Minister Gijs Tuinman hints that software independence is possible for F-35 jets.
— Clash Report (@clashreport) February 15, 2026
He literally said you can “jailbreak” an F-35.
When asked if Europe can modify it without US approval:
“That’s not the point… we’ll see whether the Americans will show… pic.twitter.com/f11cGvtYsO
Al di là delle dichiarazioni politiche, l'architettura tecnica del velivolo rende il tema particolarmente complesso. L'F-35 integra oltre 8 milioni di linee di codice, protette da sistemi di cifratura e progettate per operare in un ecosistema strettamente controllato. Il caccia non è soltanto una piattaforma hardware, ma un sistema interconnesso che dipende da una catena logistica e digitale gestita in larga parte dagli Stati Uniti.
Gli aggiornamenti software, la gestione della manutenzione, la logistica e i cosiddetti "Mission Data Files" - fondamentali per il riconoscimento delle minacce - transitano attraverso infrastrutture cloud controllate da Lockheed Martin. In assenza di accesso a tale rete, la piena operatività del velivolo potrebbe risultare compromessa anche senza l'esistenza di un ipotetico "kill switch", la cui presenza è stata più volte smentita ufficialmente.
Un ulteriore elemento è rappresentato dal modello di vendita. L'F-35 viene ceduto esclusivamente a governi nazionali tramite il programma statunitense Foreign Military Sales (FMS). Questo limita drasticamente la possibilità di analisi indipendenti e di ricerca su eventuali vulnerabilità, a differenza di quanto avviene con dispositivi di largo consumo.
Anche qualora fosse tecnicamente possibile intervenire sul software, un'azione di questo tipo potrebbe comportare la perdita del supporto ufficiale e degli aggiornamenti futuri, con ricadute dirette su sicurezza, interoperabilità e certificazioni operative. A differenza di uno smartphone, eventuali errori di programmazione su un sistema d'arma di questo livello potrebbero avere conseguenze economiche e operative di ampia portata.

Le parole del ministro olandese appaiono quindi più come provocatorie che concrete, e si inseriscono nel solco della riflessione europea sulla riduzione della dipendenza tecnologica dagli Stati Uniti, dopo il raffreddamento dei rapporti con l'amministrazione guidata da Donald Trump. Negli ultimi mesi, il tema dell'autonomia strategica ha riguardato non solo l'ambito militare ma anche settori come semiconduttori, intelligenza artificiale e servizi cloud, con iniziative volte a rafforzare la filiera interna e il controllo dei dati.
Per i Paesi Bassi, la questione è ancora più rilevante: l'aeronautica nazionale basa interamente la propria componente di difesa / offesa aerea sull'F-35. L'eventuale esclusione dal circuito di supporto statunitense avrebbe un impatto diretto sulla capacità operativa della flotta.










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20 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - infoSperiamo si concretizzi il GCAP il prima possibile, così almeno per gli aerei li sfanculiamo.
Speriamo si concretizzi il GCAP il prima possibile, così almeno per gli aerei li sfanculiamo.
Ma sopratutto grazie al cielo che abbiamo Eurofighter (UK, IT, DE, ES) e Rafale (FR).
Persino gli Eurofighter anche se sono in grado di usare armamenti USA (AIM-9 ed AIM-120) possono anche usare missili Made In EU (IRIS-T e Meteor) e non dipendere dalle paturnie statunitensi.
Persino gli Eurofighter anche se sono in grado di usare armamenti USA (AIM-9 ed AIM-120) possono anche usare missili Made In EU (IRIS-T e Meteor) e non dipendere dalle paturnie statunitensi.
Non dimentichiamoci dei Gripen svedesi.
Speriamo si concretizzi il GCAP il prima possibile, così almeno per gli aerei li sfanculiamo.
Il GCAP è un progetto ancora su carta, l'unica cosa esistente è un modellino in scala di quello che "potrebbe" essere un concept.
Sfancularli comunque è impossibile.
Secondo gli accordi presi dall'UE, quest'ultima oltre al GNL, DEVE spendere una cifra probabilmente definita in armamenti presso gli USA, senza considerare poi che l'F35[B][COLOR="Red"]B[/COLOR][/B] ( versione B ) a decollo corto e atterraggio verticale non ha eguali nel mercato mondiale e per flotte navali basate su portaerei leggere o comunque non a catapulta come la nostra o quella del regno unito è indispensabile per fornire una componente aerea navalizzata.
Inoltre gli assets più strategici della NATO sono gli AWACS E3 ed E7 ( tutti rigorosamente dotati di complesso radar USA ) statunitensi e la loro infrastruttura satellitare, dai satelliti spia a quelli per la comunicazione, insostituibili da noi.
E come se non bastasse l'E2 è l'unico AWACS NATO per uso navale.
Persino gli Eurofighter anche se sono in grado di usare armamenti USA (AIM-9 ed AIM-120) possono anche usare missili Made In EU (IRIS-T e Meteor) [B][COLOR="DarkRed"]e non dipendere dalle paturnie statunitensi[/COLOR][/B].
Idem il radar CAPTOP degli Eurofighter, cui progetto deriva palesemente da vecchi APG statunitensi.
Riguardo la Svezia, è invece cosa nota che buona parte del loro munizionamento è realizzato da SAAB in collaborazione con gli USA.
Il GCAP è un progetto ancora su carta, l'unica cosa esistente è un modellino in scala di quello che "potrebbe" essere un concept.
Dai con questo modellino, gli ultimi sviluppi di un progetto così segreto li vengono a dire a te vero?
E' così segreto che ancora non esiste un concept definitivo e gli unici a volare sono quelli realizzati in 3D
Non esiste ancora alcun prototipo di quell'aereo, e anche se esistesse ..... da un volo inaugurale alla versione definitiva passerebbe come minimo un decennio.
Il problema è il quando. Ti ricordo che l'Eurofighter ha debuttato dopo l'F22.
Non penso ci sia altro da aggiungere.
Mentre gli USA realizzavano l'F15, F16 e il bombardiere F117 solo 30 prima.
Il primo volo è previsto nel 2028, ma va bene hai ragione tu. Difficile ragionare con i trumpiani
Si contaci.
Anche se fosse l'unica cosa che potrebbe volare sarebbe il prototipo, quindi ben lontano dall'introduzione in servizio.
L'F22 ha fatto il suo primo volo nel 1997 ed è entrato in servizio nel 2005.
L'Eurofighter ha fatto il primo volo nel 94 ed è entrato in servizio nel 2004 con la Tranche 1 come intercettore puro, che poi è stata dismessa da tutti gli stati perchè nel frattempo l'aereo fu convertito con la Tranche 2 in un cacciabombardiere nel 2008.
Si esatto proprio come Trump che mostra l'F47 tramite un concept art realizzato su foglio di carta ( nemmeno il rendering 3D ), mentre i caccia cinesi già volano :
https://www.armyrecognition.com/tem...1-8aa9cb61.jpeg
https://www.twz.com/wp-content/uplo...hina.jpg?w=1200
https://www.19fortyfive.com/wp-cont...0-Fighter-2.jpg
Poi sono anche curioso di sapere cosa succederebbe se uno degli stati facenti parte del programma si dovesse tirare indietro .....
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