OpenClaw, il fondatore Peter Steinberger entra in OpenAI
Peter Steinberger, creatore dell'agente open source OpenClaw, entra in OpenAI per lavorare sulla prossima generazione di agenti personali, mentre il progetto viene trasferito a una fondazione indipendente sostenuta dall’azienda
di Andrea Bai pubblicata il 16 Febbraio 2026, alle 09:01 nel canale WebOpenAI
Peter Steinberger, sviluppatore e fondatore di OpenClaw, il popolare agente AI open source divenuto virale nelle passate settimane, entrerà in OpenAI per lavorare sulla prossima generazione di agenti personali, mentre il progetto verrà trasferito in una fondazione dedicata che ne garantirà la natura aperta e indipendente. L'annuncio è arrivato da Sam Altman, CEO di OpenAI, con un post su X in cui definisce Steinberger "un genio con molte idee straordinarie" su come gli agenti dovranno interagire tra loro, sottolineando che il futuro sarà "estremamente multi-agent".
Altman ha spiegato che Steinberger entrerà in OpenAI per "guidare la prossima generazione di agenti personali", indicando una strategia in cui gli agenti AI diventano parte centrale dell'offerta di prodotto dell'azienda. Secondo le dichiarazioni, gli agenti e le loro capacità collaborative sono destinati a diventare rapidamente una componente chiave dei servizi OpenAI, con un ruolo crescente in ambito consumer ed enterprise. La mossa arriva in un momento in cui diversi profili di alto livello hanno lasciato OpenAI per Meta o per avviare nuove iniziative concorrenti, rendendo questa assunzione particolarmente rilevante sul piano dell'acquisizione di talenti e del posizionamento nel settore.
Peter Steinberger is joining OpenAI to drive the next generation of personal agents. He is a genius with a lot of amazing ideas about the future of very smart agents interacting with each other to do very useful things for people. We expect this will quickly become core to our…
— Sam Altman (@sama) February 15, 2026
Cos'è OpenClaw
OpenClaw è un assistente AI personale open source progettato per operare in locale e integrarsi con piattaforme di messaggistica come WhatsApp, Telegram, Slack e Signal, consentendo la gestione di agenti che operano per conto dell'utente. Il progetto, dopo aver affrontato diversi rebranding (tra cui ClawdBot e MoltBot), ha guadagnato attenzione in tempi rapidi nelle scorse settimane, per via di un approccio fortemente orientato alla configurabilità e alla possibilità di esecuzione locale, che lo ha reso popolare tra smanettoni e utenti affascinati dalle potenzialità dello strumento.
La crescita non è stata però priva di qualche grattacapo: nelle ultime settimane ricercatori hanno individuato oltre 400 "skill" potenzialmente dannose caricate sulla piattaforma ClawHub, evidenziando i rischi di un ecosistema aperto ma poco filtrato. Da non dimenticare poi il caso di MoltBook, un social network in cui gli agenti AI discutono tra loro, ironizzano sui propri utenti e dibattono temi come la coscienza, ambiente che è stato rapidamente invaso anche dagli esseri umani.
Il passaggio a una fondazione e il ruolo di OpenAI
Nell'ambito dell'accordo, OpenClaw non verrà chiuso né trasformato in un prodotto proprietario, ma verrà trasferito in una fondazione che ne garantirà la permanenza come progetto open source, con il supporto finanziario e infrastrutturale di OpenAI. Sia Altman sia Steinberger hanno confermato che OpenAI continuerà a sostenere il progetto mentre entra in questa nuova fase, con l'obiettivo di preservare una community che supporta più modelli e più aziende e non si limita all'ecosistema della sola OpenAI. In realtà già da qualche tempo sono state avviate le operazioni per strutturare la OpenClaw Foundation, per stabilire un modello di governance più formale per un progetto nato come iniziativa indipendente.
Un contesto competitivo sempre più centrato sugli agenti AI
La scelta di integrare Steinberger nel team di OpenAI e al tempo stesso mantenere OpenClaw come progetto open riflette la crescente competizione nel settore degli agenti AI, dove si muovono anche realtà come Anthropic e Google. OpenClaw viene descritto come un framework agentico in grado di operare in modo continuativo, eseguire comandi, interfacciarsi con servizi esterni e agire con ampie autorizzazioni di sistema, caratteristiche che lo rendono un tassello interessante per lo sviluppo di agenti più autonomi.
Per OpenAI, l'operazione rappresenta un modo per rafforzare la propria tecnologia di agenti rispetto ai rivali e per accelerare l'integrazione di funzionalità orientate all'automazione nelle proprie piattaforme, con possibili ricadute future anche su prodotti come ChatGPT e sulle offerte per le aziende. Nella community open source, la scelta di collocare OpenClaw in una fondazione e non di assorbirlo completamente all’interno dell’azienda viene vista come un compromesso tra continuità dell'ecosistema e ingresso in una delle realtà più influenti dell'AI.
Cosa significa per la community di OpenClaw
Gli sviluppatori che hanno contribuito a OpenClaw e gli utenti che lo hanno adottato potranno continuare a contare su un progetto che resta disponibile come codice aperto, con la prospettiva di una maggiore stabilità e di risorse aggiuntive grazie al supporto di OpenAI. Steinberger ha indicato che la community continuerà a essere un luogo di supporto a molteplici modelli e partner, mentre la fondazione dovrebbe garantire una gestione più strutturata in termini di sicurezza, governance e direzione tecnologica.
Nel breve periodo, non sono stati annunciati cambiamenti radicali nelle modalità d'uso di OpenClaw, ma l'ingresso del suo creatore in OpenAI, unito alla strategia dichiarata sugli agenti personali, rende plausibile che le idee e l'architettura del progetto influenzino i futuri prodotti e servizi dell'azienda. In un panorama in cui gli agenti AI stanno diventando un asse strategico per differenziare le piattaforme di intelligenza artificiale, l'operazione rappresenta un passaggio chiave sia per OpenAI sia per uno dei progetti open source più discussi degli ultimi mesi.










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