Google semplifica la rimozione di immagini intime non consensuali da Search

Google semplifica la rimozione di immagini intime non consensuali da Search

oogle introduce un flusso rapido per chiedere la rimozione di immagini intime non consensuali da Ricerca e aggiorna il pannello "Risultati su di te" con nuove funzioni per il controllo dei dati sensibili degli utenti. In arrivo negli USA e prossimamente in altri paesi

di pubblicata il , alle 10:46 nel canale Web
Google
 

Google ha annunciato un nuovo flusso semplificato che permette alle persone di chiedere la rimozione di immagini intime non consensuali dai risultati di ricerca, rafforzando le tutele contro la diffusione di contenuti sessuali personali sul web. Il lancio è accompagnato da un aggiornamento del pannello "Risultati su di te", che ora integra anche controlli più avanzati sui dati sensibili come gli estremi dei documenti di identità.

Come funziona la nuova richiesta di rimozione in Google Immagini

Il nuovo strumento è accessibile direttamente da Google Immagini: selezionando un risultato e facendo clic sui tre puntini, è possibile scegliere l'opzione "remove result" e poi "It shows a sexual image of me" per avviare la procedura di rimozione. L'interfaccia consente di specificare se si tratta di un'immagine reale o di un deepfake, oltre a prevedere altre motivazioni come la presenza di un minore o di informazioni personali sensibili.

Una novità importante è la possibilità di segnalare più immagini in una sola volta, evitando di dover ripetere il processo per ogni singolo contenuto visibile nei risultati. Questo avviene tramite un modulo unificato che raccoglie le segnalazioni e che, secondo Google, serve a ridurre il carico sulle vittime di abusi come il cosiddetto "revenge porn" o la diffusione di immagini intime senza consenso.

Tutele aggiuntive: filtri proattivi e supporto

Oltre alla rimozione dei risultati già presenti, Google introduce una forma di "protezione continuativa": chi presenta una richiesta può scegliere di attivare salvaguardie che filtrano automaticamente risultati espliciti simili nelle ricerche successive sul proprio nome. L'azienda spiega che, in caso di rimozione concessa, i sistemi cercheranno anche duplicati dell'immagine per escluderli dai risultati di ricerca.

Durante il processo di segnalazione, gli utenti visualizzano anche link immediati a organizzazioni che offrono supporto emotivo e legale, un aspetto pensato per affiancare strumenti tecnici a percorsi di aiuto più ampi. Va ricordato che la rimozione riguarda i risultati di Google Search: i contenuti non vengono eliminati alla radice dai siti che li ospitano, né da altri motori di ricerca.

Il ruolo di "Risultati su di te" e i nuovi controlli sui dati

La gestione e il monitoraggio delle richieste passano dal pannello "Risultati su di te", all'interno dell'app Google, dove è possibile tenere traccia dello stato di ogni istanza di rimozione. Lo stesso hub permette di configurare avvisi automatici quando informazioni personali compaiono nei risultati, ampliando una funzione presentata negli anni scorsi.

Google ha esteso la capacità di questo strumento per includere dati altamente sensibili come numeri di previdenza sociale, patenti, passaporti e altri documenti di identificazione, notificando l'utente se tali elementi vengono trovati in Ricerca. Da lì, è possibile intraprendere i passaggi di rimozione attraverso procedure dedicate, pensate per limitare l'esposizione di informazioni che possono facilitare furti di identità o altri abusi.

Disponibilità geografica

Le nuove funzioni di rimozione rapida di immagini intime non consensuali e l'aggiornamento di "Risultati su di te" stanno venendo rese accessibili inizialmente negli Stati Uniti, con Google che parla di arrivo in altri paesi nelle prossime fasi. La società sottolinea che queste novità non sostituiscono le misure già in vigore, ma si innestano su politiche attive da anni per la rimozione di contenuti sessuali non consensuali e di deepfake espliciti dalla Ricerca.

Negli ultimi anni Google ha anche avviato collaborazioni con realtà esterne, come il progetto StopNCII, che sfrutta impronte digitali dei contenuti per individuare e limitare la diffusione di immagini intime non consensuali su diverse piattaforme. In parallelo, l'azienda ha introdotto funzioni come la sfocatura predefinita dei risultati espliciti e controlli parentali più accessibili, con l'obiettivo dichiarato di rendere la ricerca online un ambiente più controllabile per gli utenti.

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