Così l'Europa soffocherà l'innovazione: 110 aziende chiedono lo stop all'AI Act
Oltre 110 aziende europee, tra cui ASML, SAP, Airbus e Mistral AI, chiedono all'UE di posticipare l'applicazione dell'AI Act. Denunciano norme complesse e linee guida ancora assenti, che rischiano di soffocare l'innovazione nel settore dell'intelligenza artificiale.
di Manolo De Agostini pubblicata il 03 Luglio 2025, alle 10:21 nel canale WebIntelligenza Artificiale
Un fronte sempre più ampio di imprese europee, tra cui nomi di primo piano come ASML, SAP, Airbus, Mistral AI, Mercedes-Benz, BNP Paribas e Siemens Energy, ha rivolto un appello formale alla Commissione europea per chiedere il rinvio dell'implementazione dell'AI Act, la nuova normativa comunitaria sull'intelligenza artificiale avversata anzitutto dalle Big Tech americane, ma che non sembra piacere a nessuno.
In una lettera aperta (che trovate qui) firmata da oltre 110 organizzazioni di vari settori industriali (manca Bosch, ma vista la posizione del CEO non tarderà a unirsi), i firmatari si rivolgono alla presidente Ursula von der Leyen e ad altri vertici dell'UE, lamentando l'assenza di linee guida operative e la complessità crescente del quadro normativo, che rischia di soffocare l'innovazione e danneggiare la competitività globale dell'Europa in ambito tecnologico.
Le aziende chiedono una pausa di due anni prima dell'entrata in vigore degli obblighi più stringenti previsti dall'AI Act, in particolare quelli relativi ai modelli di intelligenza artificiale generalisti (GPAI), la cui scadenza è attualmente fissata per agosto 2025, e ai sistemi AI ad alto rischio, previsti per il 2026.
La lettera sottolinea come la regolamentazione europea stia progressivamente perdendo l'equilibrio tra tutela e innovazione che aveva reso il modello comunitario un riferimento a livello globale. Le critiche si concentrano soprattutto sulla mancata pubblicazione del Codice di Condotta - un documento volontario ma cruciale per facilitare l'adeguamento delle imprese alle nuove norme. Originariamente previsto per maggio, il Codice ha subito continui ritardi e ha suscitato polemiche per la sua eccessiva rigidità.
La richiesta delle aziende non rappresenta un rifiuto della regolamentazione, ma una sollecitazione affinché venga adottato un approccio più pragmatico e favorevole all'innovazione, che possa offrire regole chiare, prevedibili e sostenibili anche per le PMI e le startup. In particolare, si invita la Commissione a utilizzare gli strumenti già in cantiere, come il Digital Omnibus Package e il Digital Fitness Check, per semplificare e armonizzare l'intero corpus normativo in materia digitale.
Secondo i firmatari, l'Europa dispone di numerosi punti di forza per emergere come leader nell'adozione dell'intelligenza artificiale: una solida base industriale, talenti altamente qualificati, ricerca di primo livello e una cultura collaborativa. Tuttavia, questi vantaggi rischiano di essere vanificati da un impianto regolatorio percepito come incerto e penalizzante.
La lettera si chiude con un appello alla collaborazione, affinché l'UE possa cogliere l'opportunità storica di guidare lo sviluppo di un'intelligenza artificiale "affidabile, umana e centrata sui valori europei", ma senza compromettere la capacità del continente di competere su scala globale.










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17 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - infoNon sono d’accordo. Prima di tutto è uno stipendificio con i fiocchi per esponenti delle solite classi sociali, in secondo luogo diventa un parafulmine per scelte impopolari o eventuali errori dei governi nazionali (ce lo chiede l’Europa…)
Si fa presto a dire "no CO2 entro l'anno X" o "tutte le auto devono essere elettriche entro l'anno Y", ma poi ci si scontra con la realtà: infattibilità tecnica, indisponibilità economica, tempistiche più lunghe di quanto auspicato...
Manca proprio qualcuno che faccia PRIMA due conti e dica loro se certe cose si possono fare o meno.
mi aspetto che un domani l'europa imponga per legge che il sole sorge ad ovest, che i cani miagolano e che l'acqua risale i torrenti
Si fa presto a dire "no CO2 entro l'anno X" o "tutte le auto devono essere elettriche entro l'anno Y", ma poi ci si scontra con la realtà: infattibilità tecnica, indisponibilità economica, tempistiche più lunghe di quanto auspicato...
Manca proprio qualcuno che faccia PRIMA due conti e dica loro se certe cose si possono fare o meno.
Soprattutto visto che non si può più bruciare gas o gasolio perché inquinano, poi sponsorizzano guerre in giro per il mondo e nessuno si pone il problema delle emissioni delle stesse…
Magari fossero economisti.
Nell'europarlamento è pieno di incompetenti.
Ti basti sapere che una di loro è Ilaria Salis.
Nell'europarlamento è pieno di incompetenti.
Ti basti sapere che una di loro è Ilaria Salis.
Che rispetto ad uno tipo l’ex (per fortuna) parlamentare Borghezio o Iva Zanicchi è quasi un Nobel… figurati come siamo messi
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