Amazon, perquisizioni della Guardia di Finanza: ipotesi di evasione per centinaia di milioni
La Guardia di Finanza di Monza, su delega della Procura di Milano, ha perquisito la sede italiana di Amazon e le abitazioni di sette manager nell'ambito di un'indagine per presunta evasione fiscale tra il 2019 e il 2024. Contestata una possibile "stabile organizzazione occulta" con redditi non dichiarati per centinaia di milioni.
di Manolo De Agostini pubblicata il 13 Febbraio 2026, alle 10:11 nel canale WebAmazon
La Guardia di Finanza di Monza, su delega della Procura di Milano, ha effettuato una serie di perquisizioni presso la sede italiana di Amazon nell'ambito di una nuova indagine per presunta evasione fiscale. L'ipotesi investigativa riguarda redditi prodotti in Italia tra il 2019 e il 2024 che, secondo l'accusa, non sarebbero stati dichiarati al fisco per un ammontare stimato in alcune centinaia di milioni di euro.
Gli accessi, anticipati dall'agenzia Reuters, hanno interessato non solo gli uffici della controllata italiana del gruppo, ma anche le abitazioni di sette manager - attualmente non indagati - e gli uffici della società di revisione KPMG, che non risulta coinvolta penalmente. L'acquisizione di documentazione presso KPMG sarebbe legata ai pareri forniti in merito alle operazioni ora al centro dell'inchiesta.

Il fascicolo, coordinato dal pubblico ministero Elio Ramondini e al momento senza indagati formali, ruota attorno alla contestazione di una presunta "stabile organizzazione occulta". Secondo la Procura, il gruppo avrebbe operato in modo continuativo sul territorio nazionale attraverso una struttura non dichiarata, generando redditi imponibili in Italia senza procedere alla relativa dichiarazione fiscale. Nel provvedimento di perquisizione, che si estende per tredici pagine, viene citata anche Amazon EU Sarl, società con sede in Lussemburgo, insieme alla sua direttrice, in relazione all'ipotesi di omessa dichiarazione.
La ricostruzione investigativa si concentra sul periodo precedente all'ingresso del gruppo, nell'agosto 2024, nel regime di "co-operative compliance" con l'Agenzia delle Entrate, programma che prevede un'interlocuzione preventiva e strutturata tra contribuente e amministrazione finanziaria. Da quel momento Amazon ha iniziato a versare le imposte direttamente in Italia secondo quanto ricostruito dagli inquirenti.
Il nuovo filone si inserisce in un quadro giudiziario già articolato. Sempre sotto il coordinamento del pm Ramondini, la Guardia di Finanza di Monza aveva avviato un'altra indagine per presunta evasione legata in particolare all'IVA non versata. Su questo fronte, lo scorso dicembre, Amazon ha definito la posizione in sede tributaria con un accordo da circa 510-511 milioni di euro.
Dallo stesso procedimento è scaturito un ulteriore filone che ipotizza il reato di contrabbando per omessa dichiarazione, con al centro una rete di circa settanta presunti prestanome collegati alla movimentazione di prodotti di origine cinese, sui quali – secondo l'accusa – non sarebbero stati corrisposti IVA o dazi doganali all'importazione.
Parallelamente, Amazon Italia Transport, società del gruppo attiva nella logistica, è stata coinvolta in un'indagine sui cosiddetti "serbatoi di manodopera". Dopo un sequestro preventivo superiore a 121 milioni di euro per frode fiscale disposto nel luglio 2024, la società ha versato nel dicembre successivo oltre 180 milioni di euro in sede di definizione fiscale.
In merito alla nuova indagine, Amazon ha diffuso una nota dai toni critici nei confronti dell'iniziativa giudiziaria, definendo le azioni della Procura "aggressive e sproporzionate" rispetto a un contesto che, secondo l'azienda, vedrebbe un dialogo trasparente e in corso con le autorità fiscali italiane su questioni tecniche complesse. Il gruppo sottolinea inoltre di pagare tutte le imposte dovute in Italia, di figurare tra i primi 50 contribuenti del Paese e di aver investito oltre 25 miliardi di euro negli ultimi 15 anni, con più di 19.000 dipendenti a tempo indeterminato.
L'indagine è attualmente nella fase preliminare e dovrà accertare se sussistano gli elementi per configurare una presenza stabile non dichiarata sul territorio nazionale e, di conseguenza, eventuali obblighi fiscali non assolti.










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5 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - infoIo direi solo prodotti,niente servizi di streaming etc,insomma un Amazon puro senza fronzoli ma fatto in Italia,magari anche in collaborazione con industrie Cinesi,la maggioparte dei prodotti si Amazon è cinese ,quindi basterebbe obbligare le aziende a rispettare una qualità decente o buona e dare i due anni di garanzia europea.
Normale amministrazione.
https://www.ilsole24ore.com/art/ama...iscale-AICLTKOB
La Gdf avrebbe sequestrato, tra gli altri, computer e dispositivi informatici appartenenti ai dirigenti, inclusi gli hard-disk in cui vengono archiviate le mail dei dipendenti (cancellate dai sistemi Amazon ogni tre mesi).
perchè cancellare le mail dopo 3 mesi ?
Normale amministrazione.
Aspetta che trump per vendetta mette dazi sui vini, pasta e formaggi esportati in usa...
Che poi pagano gli americani, a noi che ci frega? ce li mangiamo noi
https://www.ilsole24ore.com/art/ama...iscale-AICLTKOB
La Gdf avrebbe sequestrato, tra gli altri, computer e dispositivi informatici appartenenti ai dirigenti, inclusi gli hard-disk in cui vengono archiviate le mail dei dipendenti (cancellate dai sistemi Amazon ogni tre mesi).
perchè cancellare le mail dopo 3 mesi ?
per far sparire le prove?
perchè cancellare le mail dopo 3 mesi ?
Perché questi pipparoli hanno gestione contabile a dir poco creativa, ed ogni volta che saltano fuori memo interni, email, comunicazioni varie, diventa evidente che cazzo di psicopatici sono
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