Amazon versa 500 milioni al Fisco italiano: chiusa la vertenza fiscale sull'IVA
Amazon ha raggiunto un'intesa con l'Agenzia delle Entrate versando 500 milioni di euro per chiudere la vertenza fiscale sull'IVA non versata dai venditori extraeuropei sulla piattaforma nel periodo 2019-2021. L'accordo riduce i quasi 3 miliardi richiesti inizialmente dalla Procura di Milano
di Nino Grasso pubblicata il 11 Dicembre 2025, alle 09:11 nel canale WebAmazon
Amazon ha definito la controversia fiscale con l'Agenzia delle Entrate versando 500 milioni di euro, una cifra notevolmente inferiore ai quasi 3 miliardi di euro calcolati inizialmente dalla Guardia di Finanza e dalla Procura di Milano. L'importo complessivo comprendeva imposte, interessi e sanzioni relativi all'evasione dell'IVA sui prodotti venduti tra il 2019 e il 2021 da operatori extraeuropei, prevalentemente cinesi, attivi sulla piattaforma. Accettando la transazione proposta dal Fisco, Amazon evita di affrontare un lungo contenzioso davanti alla giustizia tributaria.

L'accordo arriva dopo una riunione chiave tenutasi lo scorso 10 settembre presso la Procura di Milano in cui, secondo quanto riporta il Corriere della Sera, l'Agenzia delle Entrate aveva manifestato una posizione diversa rispetto a quella dei pubblici ministeri, non appoggiando la quantificazione da 3 miliardi elaborata dagli inquirenti. Le due interpretazioni normative differivano sostanzialmente: mentre la Procura contestava ad Amazon il concorso nell'evasione fiscale compiuta dai venditori non comunitari, l'Agenzia delle Entrate riteneva applicabile una norma più circoscritta sulla responsabilità solidale della piattaforma.
Il pubblico ministero Elio Ramondini aveva sviluppato una lettura particolarmente approfondita della vicenda, supportata dall'elaborazione dati effettuata dalla Sogei. L'analisi si concentrava sull'algoritmo predittivo utilizzato da Amazon, ritenuto indifferente agli obblighi tributari che gravano su chi commercializza in Italia prodotti di venditori extraeuropei. La contestazione riguardava specificamente il mancato adempimento, da parte del colosso americano, degli obblighi di reportistica rafforzata verso l'Agenzia delle Entrate nel triennio 2019-2021, periodo durante il quale Amazon avrebbe dovuto comunicare identità e dati dei venditori cinesi per consentire il corretto versamento dell'IVA al 22%.
L'Agenzia delle Entrate ha invece adottato un approccio differente, contestando alla società la responsabilità solidale nell'evasione fiscale dei terzi, senza però applicare le sanzioni che avrebbero portato il totale a 3 miliardi. Le trattative hanno portato a un punto di equilibrio basato su una stima convenzionale del periodo di giacenza della merce nei magazzini italiani prima dell'acquisto effettivo da parte dei consumatori, fissati in nove giorni. L'accordo ha quindi depurato circa 900 milioni di sanzioni, riducendo considerevolmente l'importo finale.
Nonostante la chiusura della vertenza fiscale, il procedimento penale rimane attivo. Oltre alla società, risultano indagati tre manager, tra cui il vicepresidente per le questioni fiscali globali Kurt Lamp. La Procura intende mantenere ferma la propria interpretazione sulla dichiarazione fraudolenta, ma Amazon può ora contare su un alleato processuale inatteso: l'Agenzia delle Entrate infatti non condivide i rilievi penali di frode fiscale sostenuti dagli inquirenti. Recentemente, il pubblico ministero ha aperto un ulteriore filone investigativo ordinando l'ispezione di un centro logistico di Amazon per verificare la provenienza e la documentazione di alcuni stock di prodotti destinati al marketplace, introducendo l'ipotesi di contrabbando.
La definizione di oggi è distinta da un'altra intesa raggiunta la settimana precedente, quando Amazon Italia Transport ha versato 187 milioni di euro tra tasse, contributi, sanzioni e interessi per chiudere una contestazione relativa alla gestione degli autisti addetti alle consegne. Amazon ha commentato l'accordo sottolineando di essere tra i primi 50 contribuenti in Italia e uno dei maggiori investitori esteri nel Paese, con oltre 25 miliardi di euro investiti negli ultimi 15 anni e più di 19.000 dipendenti diretti. La società ha però evidenziato come contesti normativi imprevedibili e procedimenti legali prolungati possano influire negativamente "sull'attrattività dell'Italia come destinazione per gli investimenti".










Le soluzioni FSP per il 2026: potenza e IA al centro
AWS annuncia European Sovereign Cloud, il cloud sovrano per convincere l'Europa
Blue Origin presenta TeraWave, una nuova costellazione satellitare per la connettività corporate
Compra una GeForce RTX 5080 venduta e spedita da Amazon, si ritrova una RTX 5060 Ti falsificata
Telescopio spaziale James Webb: osservata la protostella EC 53 per comprendere meglio il Sistema Solare
L'IA non ha portato quasi nessun beneficio alle aziende: a parlare oltre 4.000 amministratori delegati
Sony LinkBuds Clip, gli auricolari open ear a clip che lasciano sentire l'ambiente
La fibra è sempre più diffusa, Iliad cresce ancora e Amazon cala: i dati del nuovo Osservatorio AGCOM
Arriva Vertiv CoolPhase PAM: raffreddamento perimetrale flessibile per sistemi edge
Chiamate cristalline e ANC evoluto a prezzo ribassato: Nothing Ear (3) scendono sotto i 155€ su Amazon
Adobe aggiorna Premiere e After Effects: arrivano nuovi strumenti AI per le maschere dinamiche
AI Bundle, la novità dei driver AMD Adrenalin per usare facilmente l'IA in locale
La roadster elettrica supportata da Xiaomi verrà costruita in Italia: 429 CV e peso piuma per sfidare le supercar
Netflix rivede l'offerta per Warner Bros: 83 miliardi di dollari tutti in contanti
Satya Nadella avverte: senza benefici concreti l'AI rischia di perdere il consenso pubblico
Anche secondo Andy Jassy, CEO di Amazon, potrebbe esserci una bolla dell'IA








17 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - infoÉ GIUSTO.
Nella vita bisogna fare sempre le cose in grande.
Rubi una mela, processo per direttissima.
"Imboschi" che so, 49 milioni, hai le carte in regola per governare una nazione !
É solo un esempio inventato, il primo che mi è venuto in mente !
Avanti la prossima...
a prescindere dal colore del governo in carica
falliti senza ritorno, in alcuni paesi del terzo mondo si comportano in modo più retto
ciao ciao
Lavorando nel settore mi chiedo anche perchè si scrivano questi articoli senza avere le minime basi di diritto tributario (e qui non bastano perchè si tratta di un argomento molto molto complesso).
Aggiungiamo anche che nella fase dei rilievi già la Guardia di Finanza (di cui tra l'altro si avvalgono le procure per le indagini di polizia giudiziaria) ha la tendenza a sparare alto, la cosa anche peggiore sono proprio le procure che non hanno le minime competenze in materia fiscale e quando emettono questi rilievi spesso si ridimensionano se non addirittura si azzerano.
Nel caso specifico inoltre proprio la complessità dell'indagine e dei rilievi ha portato al sano consiglio di trovare una soluzione di compromesso che vada bene ad entrambi, anche perchè emettendo avvisi di accertamento con quegli importi, e finendo davanti al contezioso tributario (nulla a che vedere con la giustizia penale) c'è il concreto rischio che tutto si riduca a zero.
Ciò detto nulla pro multinazionali, ma datevi una regolata in redazione o assumente qualcuno che possa scrivere nel merito e non un semplice rimporto da altri siti (tra l'altro argomento che con la testata non ha nulla a che fare).
Lavorando nel settore mi chiedo anche perchè si scrivano questi articoli senza avere le minime basi di diritto tributario (e qui non bastano perchè si tratta di un argomento molto molto complesso).
Aggiungiamo anche che nella fase dei rilievi già la Guardia di Finanza (di cui tra l'altro si avvalgono le procure per le indagini di polizia giudiziaria) ha la tendenza a sparare alto, la cosa anche peggiore sono proprio le procure che non hanno le minime competenze in materia fiscale e quando emettono questi rilievi spesso si ridimensionano se non addirittura si azzerano.
Nel caso specifico inoltre proprio la complessità dell'indagine e dei rilievi ha portato al sano consiglio di trovare una soluzione di compromesso che vada bene ad entrambi, anche perchè emettendo avvisi di accertamento con quegli importi, e finendo davanti al contezioso tributario (nulla a che vedere con la giustizia penale) c'è il concreto rischio che tutto si riduca a zero.
Ciò detto nulla pro multinazionali, ma datevi una regolata in redazione o assumente qualcuno che possa scrivere nel merito e non un semplice rimporto da altri siti (tra l'altro argomento che con la testata non ha nulla a che fare).
Resta il fatto che se non hai uno staff di avvocati a disposizione, paghi e stai zitto, uno stato forte coi deboli e accondiscendente verso i potenti non è uno stato serio.
Gli Stati forti, seri o meno, te li sei giocati quando hai deciso di privatizzare le banche centrali e renderli delle aziende che devono far quadrare i conti.
E infatti vanno avanti le dittature, che fanno un po' quel che vogliono, mentre i paese sotto la BCE e in parte la Fed, si avviano verso un inesorabile declino a favore di banchieri e multinazionali pubbliche.
o altrimenti pignorano
Devi effettuare il login per poter commentare
Se non sei ancora registrato, puoi farlo attraverso questo form.
Se sei già registrato e loggato nel sito, puoi inserire il tuo commento.
Si tenga presente quanto letto nel regolamento, nel rispetto del "quieto vivere".