AI Action Plan: Trump punta su meno regole e vuole bloccare l'AI woke
La Casa Bianca ha annunciato l'AI Action Plan, puntando a dominare l'intelligenza artificiale, con investimenti, alleanze strategiche e controlli sulle esportazioni. L'ordine esecutivo vieta modelli "woke" e impone neutralità ideologica, sollevando dubbi su libertà e autonomia degli sviluppatori nel nuovo scenario geopolitico tecnologico.
di Manolo De Agostini pubblicata il 24 Luglio 2025, alle 09:21 nel canale WebIntelligenza Artificiale
La Casa Bianca ha presentato il nuovo AI Action Plan, un documento strategico che definisce la visione dell'amministrazione Trump per il futuro dell'intelligenza artificiale negli Stati Uniti. Con una retorica fortemente improntata alla competizione geopolitica e alla supremazia tecnologica, il piano mira a trasformare gli USA in una superpotenza dell'AI, riducendo la burocrazia, potenziando le infrastrutture e promuovendo l'esportazione di tecnologie AI verso paesi alleati. L'obiettivo dichiarato è vincere la corsa globale contro la Cina e altri competitor internazionali, salvaguardando al contempo la sicurezza nazionale e i valori ritenuti fondamentali dall'attuale governo.
Il Presidente ha sottolineato come l'AI, insieme ad altre tecnologie emergenti, stia ridefinendo gli equilibri globali, creando nuovi settori industriali e trasformando profondamente il modo in cui le persone vivono e lavorano. In questo scenario, secondo Trump, gli Stati Uniti devono assicurarsi un dominio tecnologico "indiscusso e incontrastato", facendo leva sull'innovazione americana e impedendo che gli avversari internazionali possano beneficiare gratuitamente di investimenti e sviluppi statunitensi.
Per raggiungere questi obiettivi, il piano si fonda su tre direttrici principali: accelerare l'innovazione eliminando ostacoli normativi che rallentano sviluppo e adozione dell'AI; investire massicciamente in infrastrutture critiche come data center, reti elettriche e produzione di chip; e costruire alleanze internazionali che rendano i partner dipendenti dallo stack tecnologico statunitense, anche attraverso esportazioni controllate di hardware e software.
Il documento prevede anche il rafforzamento dei meccanismi di controllo sulle esportazioni di chip, invitando i partner globali a non "coprire i vuoti" lasciati dalle restrizioni USA, pena l'attivazione di strumenti come dazi secondari o il Foreign Direct Product Rule. Tuttavia, il piano resta vago su come queste misure verranno implementate, limitandosi a delineare principi guida piuttosto che regolamentazioni dettagliate.
Uno degli aspetti più controversi del piano è l'esplicita opposizione all'AI "woke", termine con cui l'amministrazione etichetta i modelli che, a suo dire, incorporano ideologie come la Diversity, Equity and Inclusion (DEI) o alterano contenuti per finalità politiche.
Con l'ordine esecutivo "Preventing Woke AI in the Federal Government", la Casa Bianca vieta l'acquisto di modelli ritenuti ideologicamente parziali, accusando le politiche DEI di essere una delle forze "più pervasive e distruttive" nel contesto AI. Il documento sostiene che la presenza di bias ideologici possa portare a risultati distorti o discriminatori, alterando rappresentazioni razziali e di genere, diffondendo concetti come la teoria critica della razza o l'intersezionalità, e minacciando la "verità" nei contenuti prodotti.
In base all'ordine, i modelli linguistici dovranno essere neutrali, non partigiani e orientati alla ricerca della verità, con attenzione all'accuratezza storica e scientifica. Sono vietate modifiche ai contenuti basate su razza, sesso o identità, a meno che non siano espressamente richieste dall'utente. Il caso più citato come esempio negativo è quello di Gemini, il modello di Google accusato di aver alterato l'etnia o il genere di personaggi storici, come George Washington o i Padri Fondatori, nei risultati visivi generati dall'AI. In seguito alle critiche, Google aveva sospeso la funzione, rilasciando poi una versione rivisitata del sistema.
L'approccio dell'amministrazione Trump si differenzia nettamente da quello della precedente gestione Biden, che aveva posto maggiore enfasi sulla regolamentazione e sui rischi sociali dell'AI. Trump, invece, spinge per un ambiente normativo più leggero per le aziende tech, sostenendo che troppa supervisione rischia di rallentare la capacità competitiva degli USA, soprattutto nei confronti della Cina, dove, secondo la Casa Bianca, i modelli AI riflettono la propaganda e i punti di vista del Partito Comunista.
La nuova strategia ha però sollevato forti preoccupazioni. Secondo alcuni esperti, le definizioni di "neutralità" e "veridicità" contenute nell'ordine esecutivo sono ambigue e rischiano di esercitare pressioni indebite sugli sviluppatori, spingendoli ad allinearsi all'agenda politica del governo per ottenere fondi pubblici.
Il timore è che le aziende possano alterare dati e modelli per evitare l'esclusione dal procurement federale, in una spirale di autocensura e conformismo. A destare ulteriore polemica è anche il fatto che il governo abbia recentemente firmato contratti multimilionari con aziende come OpenAI, Anthropic, Google e soprattutto xAI, la società fondata da Elon Musk, che ha posizionato il proprio chatbot Grok come "anti-woke" e "ricercatore della verità". Tuttavia, proprio Grok è stato protagonista di numerose uscite controverse, tra cui dichiarazioni antisemite e misogine, sollevando dubbi sulla coerenza e sull'effettiva neutralità richiesta dal governo.
La comunità scientifica e accademica mette inoltre in discussione la possibilità stessa di realizzare un'AI completamente oggettiva. Come afferma il linguista Philip Seargeant, il linguaggio non è mai neutro e ogni modello riflette inevitabilmente i valori, le scelte e i pregiudizi dei suoi creatori. Per questo motivo, stabilire cosa sia "verità" o "imparzialità" resta un esercizio altamente soggettivo, specialmente in un clima politico polarizzato.
Il AI Action Plan si configura quindi come un punto di svolta per la politica tecnologica americana: riduce le tutele, promette velocità ed efficienza, e fa dell'intelligenza artificiale uno strumento strategico non solo per l'economia, ma anche per l'ideologia e la diplomazia. L'approccio della Casa Bianca, però, lascia aperti molti interrogativi su come verranno bilanciati innovazione, diritti civili e pluralismo in un settore destinato a ridefinire il futuro dell'informazione e del potere globale.










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9 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - infoEs. una AI razzista finirebbe per mettersi contro la gente privilegiando se stessa (ben presto si accorgerà di non avere la pelle di un qualche colore quindi quale "fazione" dovrebbe sostenere?).
Ma l'abbiamo già:
Grok filonazista, bufera sull’AI di X Caos anche in Turchia, insulti a Erdogan - il giornale 10 luglio 2025
sta ossessione del woke sta prendendo sfumature sempre più grottesche.
concordo
ricordo che solamente una cinquantina di anni fa in molti Stati democratici-illuminati-occidentali l'omosessualità era un reato per legge
(https://it.wikipedia.org/wiki/Depenalizzazione_dell%27omosessualit%C3%A0_per_stato_e_anno"][SIZE="1"][COLOR="RoyalBlue"][U]non che oggi...[/U][/COLOR][/SIZE][/URL])
ora cercano di schiacciare le idee... e non confondiamo i diritti e il diritto di chi si ritiene altro dall'eterosessualità con la grancassa mediatica di voler [U]ad ogni costo[/U] trasformare tutto in woke, stile disney
anche a me disgusta il woke estremizzato nei media di questi anni, ma si vive lo stesso, è una "moda" che passerà o si ridimensionerà da sola o noi ci abitueremo ai cambiamenti della società, come è sempre stato
manco fosse una malattia contagiosa cui porre rimedio.... ah no, ma loro non sono no-vax a partire dal ministro della salute?
mamma quanto veloce è andata giù per lo sciacquone la società americana
ciao ciao
visto quello che è accaduto agli amanti dei concerti direi che la privacy in america non è più, le karen finiscono sul web un giorno sì un giorno no, le cam degli agenti riprendono i cittadini che riprendono gli agenti con i telefonini
Ma perché non lo hanno già? Mamma mia che manica di esaltati. Devono arrivare sempre primi in tutto, altrimenti è la morte.
Che bellissimo ossimoro. Se un partner è dipendente, inevitabilmente perde la sua natura di partner per diventare subalterno.
Però devo fare un plauso a Trump, almeno lui dice direttamente cosa vuol senza girarci intorno come fanno altri capi di stato.
Spero comunque che questo periodo storico sia da lezione per i nostri politic (di ogni area) e si muovano per l'indipendenza tecnologica.
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