I sensori di pressione degli pneumatici trasmettono un ID unico non cifrato: bastano 100 euro per tracciarti senza telecamere
Uno studio dell'IMDEA Networks Institute rivela che i sensori TPMS delle auto trasmettono ID fissi non cifrati, permettendo il tracciamento di veicoli con ricevitori reperibili in economia sul mercato I sensori di sicurezza degli pneumatici trasmettono un ID unico non cifrato: bastano 100 dollari per tracciarti senza telecamere
di Andrea Bai pubblicata il 09 Marzo 2026, alle 15:51 nel canale SicurezzaI sistemi di monitoraggio della pressione degli pneumatici, obbligatori per legge su quasi tutte le auto prodotte negli ultimi vent'anni, nascondono una vulnerabilità alla privacy finora largamente ignorata. Un gruppo di ricercatori dell'IMDEA Networks Institute di Madrid, in collaborazione con alcuni partner europei, ha dimostrato che i sensori TPMS - Tire Pressure Monitoring System - trasmettono continuamente identificatori unici non cifrati via radio, aprendo la porta a forme di sorveglianza passiva a basso costo praticamente impossibili da rilevare per le vittime.
Ogni sensore TPMS montato sugli pneumatici di un veicolo emette a intervalli regolari un segnale radio in chiaro, privo di qualsiasi meccanismo di autenticazione o cifratura. Questo segnale include un identificatore fisso e unico che permette di riconoscere lo stesso veicolo in momenti e luoghi diversi, senza la necessità di leggere una targa o di avere la visuale diretta sull'auto. A differenza dei sistemi di videosorveglianza tradizionali, i segnali radio degli pneumatici attraversano pareti e altri veicoli, consentendo ai ricevitori di operare in modo del tutto nascosto.
Lo studio sul campo: 20.000 auto e 6 milioni di segnali
Nel corso di un'indagine durata dieci settimane, i ricercatori hanno costruito una rete di ricevitori radio posizionati nelle vicinanze di strade e parcheggi. Il costo di ciascun ricevitore si aggira intorno ai 100 euro, una cifra accessibile a chiunque, da singoli malintenzionati fino a organizzazioni governative. In totale, il team ha raccolto oltre sei milioni di messaggi provenienti dai sensori di oltre 20.000 veicoli, dimostrando la fattibilità concreta di un sistema di monitoraggio su larga scala. Incrociando i dati di quattro sensori per veicolo con eventuali informazioni accessorie (come indirizzi fisici o sistemi di videosorveglianza) è teoricamente possibile ricostruire abitudini quotidiane e spostamenti di una persona specifica.

I sensori TPMS sono stati concepiti con un obiettivo preciso: avvertire il conducente di eventuali cali di pressione degli pneumatici, contribuendo alla prevenzione degli incidenti. La loro architettura privilegia l'efficienza energetica e i bassi costi di produzione, sacrificando le protezioni crittografiche. "Il TPMS è stato progettato per la sicurezza stradale, non per la sicurezza informatica", ha dichiarato il dottor Yago Lizarribar, ricercatore che ha partecipato allo studio durante il suo dottorato all'IMDEA Networks e attualmente in forze ad Armasuisse, in Svizzera. Studi paralleli hanno inoltre dimostrato che i segnali TPMS possono essere intercettati e falsificati, inviando al cruscotto alert di pressione errati capaci di indurre il guidatore a comportamenti pericolosi, come frenate improvvise o soste in luoghi non sicuri.
Un vuoto normativo che espone milioni di guidatori
Nonostante i rischi documentati, le attuali normative sulla cybersecurity dei veicoli non contemplano specificamente la sicurezza dei sistemi TPMS. I ricercatori sottolineano come questa lacuna regolamentare rappresenti un punto cieco sistemico, considerando che il TPMS è obbligatorio per legge in Europa, negli Stati Uniti e in molti altri Paesi fin dalla fine degli anni 2000. Lo studio, accettato per la presentazione all'IEEE WONS 2026, esorta produttori automobilistici e legislatori ad adottare con urgenza misure di cifratura e autenticazione all'interno dei sistemi di comunicazione dei sensori, per evitare che dispositivi nati per proteggere i guidatori si trasformino in infrastrutture di sorveglianza involontaria.










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6 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - infoSe uno proprio non vuol farsi tracciare, può cambiare tipo di pneumatici, cambiare mezzo, ecc.
Se uno proprio non vuol farsi tracciare, può cambiare tipo di pneumatici, cambiare mezzo, ecc.
Classico di Hardware Upgrade , mai approfondire la notizia o capire se è una vaccata come in questo caso. Io sono anni che rilevo le temperature dei pneumatici delle ruote con la mia stazione LilyGo e OpenMQTTGateway. Non solo dei pneumatici ma anche di
alte stazioni meteorologiche.
È un problema di sicurezza?Solo nelle illusioni di qualcuno:
Portata bassa, siamo sui 500 metri
Dati non sensibili, solo un ID e alcuni valori di sensori
Non ci sono dati di geoposizione.
[...] Nel corso di un'indagine durata dieci settimane, i ricercatori hanno costruito una rete di ricevitori radio posizionati nelle vicinanze di strade e parcheggi. Il costo di ciascun ricevitore si aggira intorno ai 100 euro, una cifra accessibile a chiunque [...]
Con 100 euro si compra un ricevitore che da solo serve a poco; per una rete ne occorrono molti di più, e devono essere alimentati continuamente. IMHO studio inutile come la news...
Me ne strabatto i testicoli.
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