Un supervulcano potrebbe cambiare il futuro delle batterie: gli USA hanno un tesoro nascosto
Un nuovo studio sulla caldera McDermitt, tra Nevada e Oregon, indica la possibile presenza del più grande deposito mondiale di litio, stimato in 20–40 milioni di tonnellate. Le argille ricche di illite e smectite potrebbero avere un valore di 1,5 trilioni di dollari, con rilevanti implicazioni industriali, ambientali e strategiche.
di Manolo De Agostini pubblicata il 01 Dicembre 2025, alle 14:01 nel canale Scienza e tecnologiaUna nuova raccolta di studi geologici condotto nell'area della Caldera McDermitt, al confine tra Nevada e Oregon, suggerisce che sotto l'antico cratere vulcanico potrebbe trovarsi la più grande riserva conosciuta di litio: una stima tra 20 e 40 milioni di tonnellate di argille litifere, con un valore potenziale che sfiorerebbe i 1.500 miliardi di dollari ai prezzi attuali del carbonato di litio.
Le ricerche, guidate da Thomas R. Benson, PhD, per Lithium Americas Corporation (LAC), ricostruiscono un'evoluzione geologica iniziata circa 16 milioni di anni fa, quando una violenta eruzione svuotò il serbatoio magmatico locale, facendo collassare la camera e formando una vasta caldera larga oltre 40 km.
Nei millenni successivi lo specchio craterico ospitò un lago di lunga durata, accumulando sedimenti ricchi di cenere e materiali vulcanici, successivamente trasformati in argille contenenti litio grazie alla circolazione prolungata di fluidi idrotermali provenienti dalle zone più profonde del sistema.

Il risultato è una sequenza di livelli argillosi - in particolare smectite e illite - con concentrazioni di litio superiori alla media degli altri depositi di litite argillosa noti. Nell'area di Thacker Pass, la formazione più ricca appare come una fascia di circa 30 metri di spessore, localizzata relativamente vicino alla superficie: una condizione che rende tecnicamente possibile l'estrazione tramite miniera a cielo aperto. Le analisi indicano percentuali tra 1,3% e 2,4% di litio in peso nelle zone a maggiore tenore.
La dimensione del deposito e la sua conformazione geologica stanno attirando interesse strategico, soprattutto in un contesto in cui la domanda mondiale di litio potrebbe crescere fino a otto volte rispetto ai livelli del 2022 entro il 2040. Per gli Stati Uniti, tradizionalmente dipendenti da singole operazioni come la miniera di Silver Peak in Nevada, si tratterebbe di una risorsa chiave per ridurre vulnerabilità nella filiera delle batterie.
Non mancano tuttavia le criticità ambientali. Le comunità locali e le tribù indigene hanno sollevato preoccupazioni su impatti potenziali su acque sotterranee, fauna, pascoli e siti culturalmente significativi. Inoltre, l'estrazione da argille litifere presenta sfide tecnologiche non trascurabili, richiedendo processi intensivi come frantumazione, lisciviazione chimica e gestione attenta dei consumi idrici.
Dal punto di vista scientifico, gli studi su McDermitt offrono un modello prezioso per identificare nuovi depositi in altri contesti vulcanici: magmi peralcalini ricchi in sodio e potassio, presenza di bacini chiusi, attività magmatica persistente e circolazione idrotermale prolungata sembrano essere gli ingredienti necessari per la formazione di argille ad alto contenuto di litio.










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5 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - infoIn 2 anni avranno capito se e come possono sfruttarla.
Una soluzione c'è. Importare un po' di manovalanza messicana
Nè in Messico nè negli usa esiste una filiera di raffinazione paragonabile a quella cinese. Servirebbero tutte le infrastrutture necessarie per una raffinazione su larga scala e per altro libere da normative anti-inquinamento varie.
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