Terzo lancio per il razzo spaziale ULA Vulcan Centaur: in orbita due satelliti militari segreti per la missione USSF-106

Terzo lancio per il razzo spaziale ULA Vulcan Centaur: in orbita due satelliti militari segreti per la missione USSF-106

Questa notte (ora italiana) è stato completato con successo il terzo lancio del razzo spaziale statunitense ULA Vulcan Centaur. A bordo almeno due satelliti militari segreti per la missione USSF-106 dedicata al DoD.

di pubblicata il , alle 10:23 nel canale Scienza e tecnologia
ULASpace Force
 

Nelle scorse ore ci sono stati diversi lanci spaziali importanti. Come abbiamo scritto è stato il momento della terza missione del vettore Ariane 6 mentre, a breve distanza di tempo è decollata anche la terza missione del razzo spaziale ULA Vulcan Centaur per la missione USSF-106 che ha portato in orbita almeno due satelliti militari segreti per la Space Force statunitense. La società aveva ottenuto la certificazione per i lanci dedicati al DoD a marzo e questo è il primo lancio operativo (VC003) per il vettore di nuova generazione.

Dopo il primo lancio di prova di un Vulcan Centaur (CERT-1) avvenuto all'inizio del 2024 che ha portato in orbita lo sfortunato lander lunare Peregrine ci sono voluti alcuni mesi prima di vedere il secondo lancio di questo razzo spaziale. La missione CERT-2 si è svolta a ottobre dello scorso anno senza carichi utili reali ma solamente un simulatore di massa. Questo lancio ha visto la distruzione della parte terminale di un SRB (booster laterale) ma i motori BE-4 di Blue Origin hanno compensato il problema portando a termine la missione come previsto. Il problema ha però rallentato l'assegnazione della certificazione per il Dipartimento della Difesa statunitense (i cui carichi utili sono solitamente costosi e molto importanti).

Terzo lancio per il razzo spaziale ULA Vulcan Centaur

Ora, dopo mesi di ritardo, è stato il momento del lancio della missione USSF-106 grazie a un razzo spaziale Vulcan Centaur con codice modello VC4S. Il decollo è avvenuto dallo Space Launch Complex-41 della Cape Canaveral Space Force Station in Florida alle 2:56 della notte appena trascorsa (ora italiana). Questo razzo spaziale raggiunge un'altezza di circa 61 metri con un diametro di 8,6 metri e una massa al decollo di 760 tonnellate.

vulcan centaur

A differenza delle altre missioni, questa utilizzava quattro booster con propellente allo stato solido (GEM 63XL) con il carico utile, composto da almeno due satelliti, che aveva una massa superiore oltre a dover arrivare direttamente in orbita geosincrona (richiedendo quindi più spinta iniziale). Non sono stati segnalati problemi e il razzo spaziale ULA Vulcan Centaur ha svolto correttamente il lancio portando il carico utile in orbita.

Secondo quanto riportato nei giorni scorsi da Tory Bruno (presidente e CEO di ULA) il possibile utilizzo della tecnologia SMART Reuse dei motori BE-4 non è stata esclusa per il futuro di Vulcan Centaur con la critical design review che è stata completata. Alcuni componenti verranno posizionati nella sezione inferiore del vettore così da poterli recuperare quando quella parte si separerà dal corpo principale. Il primo lancio che comprenderà questa soluzione dovrebbe avvenire nel 2026 (o sicuramente nel 2027) ma solamente se le esigenze del cliente saranno soddisfatte. Questa soluzione dovrebbe permettere di incrementare la cadenza di lancio, anche se l'efficienza finale sarà inferiore a quella dei Falcon 9 di SpaceX, ma anche meno complessa.

vulcan centaur

Uno dei carichi utili, l'unico noto, è il Navigation Technology Satellite-3 (NTS-3) dell'Air Force Research Laboratory. Si tratta di un dimostratore tecnologico con un nuovo generatore digitale di segnale che può essere riprogrammato in orbita così da resistere a sistemi ostili che potrebbero modificare o bloccare il segnale oltre a carpire informazioni segrete.

All'interno dei fairing da 5,4 metri di diametro era presente (probabilmente) anche un satellite del programma GSSAP (Geosynchronous Space Situational Awareness Program) conosciuto anche come Hornet. Queste soluzioni permettono la sorveglianza in orbita geosincrona delle attività ostili da parte di altri satelliti. Le unità di questo tipo possono modificare la propria orbita, avvicinarsi agli obiettivi, raccogliere informazioni sfruttando sensori opto-elettronici. Il primo lancio risale al 2014 e altri ne sono previsti nei prossimi mesi e anni per migliorare le analisi delle soluzioni nemiche.

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