La fucina di stelle Sagittario B2 è l'ultima meravigliosa immagine del telescopio spaziale James Webb
L'ultima immagine pubblicata del telescopio spaziale James Webb mostra quella che è una regione di formazione stellare tra le più attive della Via Lattea. Si tratta di Sagittario B2 e NIRCam e MIRI mostrano colori spettacolari.
di Mattia Speroni pubblicata il 25 Settembre 2025, alle 21:11 nel canale Scienza e tecnologiaNASAESA
Il telescopio spaziale James Webb continua l'osservazione del Cosmo come con la raccolta di dati della nana bruna The Accident, l'analisi dell'esopianeta TRAPPIST-1 oppure dell'ammasso stellare Pismis 24. Lo strumento scientifico non si è fermato e negli scorsi giorni sono state pubblicate le immagini della nube molecolare Sagittario B2 (Sgr B2).
Questa è una delle regioni più massicce e dinamiche di formazione stellare presenti all'interno della Via Lattea, la nostra galassia. Interessante notare che questa nube molecolare si trova a poche centinaia di anni luce dal buco nero supermassiccio Sagittarius A*, che si trova al centro della galassia.
Come scritto questa regione si distingue per la sua straordinaria produttività stellare, generando circa la metà delle stelle del centro galattico pur disponendo solo del 10% del materiale gassoso presente nell'area. Le osservazioni del telescopio spaziale James Webb, effettuate sia con NIRCam che con MIRI (rispettivamente vicino e medio infrarosso), hanno permesso di catturare immagini spettacolari di Sgr B2, rivelando dettagli mai visti prima.
Il telescopio spaziale James Webb e le immagini di Sagittario B2
Grazie alla possibilità di catturare l'emissione infrarossa è possibile penetrare le dense nubi di gas e polvere così da mettere in evidenza stelle giovani e brillanti, immerse in vivai stellari incandescenti. I dati sono stati inseriti nello studio dal titolo JWST's first view of the most vigorously star-forming cloud in the Galactic center -- Sagittarius B2.
Grazie ai dati del telescopio spaziale James Webb si è fatta maggiore chiarezza sui processi che regolano la nascita delle stelle cercando al contempo di spiegare perché la nube molecolare Sagittario B2 è così eccezionalmente attiva rispetto al resto del centro galattico. Un aspetto affascinante delle immagini del JWST è rappresentato dalle regioni apparentemente vuote, che in realtà sono così dense di gas e polvere da risultare impenetrabili anche per gli strumenti del telescopio.
L'immagine di NIRCam, click per ingrandire
Proprio queste zone, meno brillanti e appariscenti rispetto al resto dell'area hanno grandi quantità del materiale "grezzo" utile per la formazione di nuove stelle. L'elevata risoluzione del Mid-Infrared Instrument (MIRI) del telescopio spaziale James Webb ha permesso di osservare la polvere cosmica riscaldata dalle stelle massicce, specialmente nella zona nota come Sagittario B2 Nord. Questa area è ricca di molecole complesse e appare di un rosso intenso nelle immagini.
Si può notare poi una notevole differenza tra le osservazioni nel vicino infrarosso della Near-Infrared Camera (NIRCam), e quelle nel medio infrarosso di MIRI. Nelle immagini di quest'ultimo strumento, il gas e la polvere incandescenti dominano la scena, mentre le stelle meno luminose tendono a scomparire. Invece con NIRCam vengono messe in risalto stelle brillanti e colorate, con nubi di gas e polvere che appaiono solo in punti specifici.
L'immagine di MIRI, click per ingrandire
Le immagini non sono solo spettacolari ma anche utili agli scienziati. Infatti le differenze permettono di studiare le masse e le età delle stelle di Sagittario B2, contribuendo a comprendere meglio la dinamica della formazione stellare in questa regione. Proprio Sgr B2 potrebbe essere interessante per capire come mai, nonostante l'elevata presenza di gas nel centro galattico, la formazione stellare è scarsa, tranne proprio in Sagittario B2 (dove la produzione è elevata rispetto alla quantità di gas presente).
Non è chiaro se Sagittario B2 sia una zona che ha questo tasso di formazione stellare da milioni di anni oppure se un evento recente (attualmente sconosciuto) ne ha modificato la capacità produttiva. Il telescopio spaziale James Webb ha utilizzato per l'immagine con MIRI i filtri F770W, F1280W e F2550W assegnando rispettivamente i colori blu, verde e rosso. Per quanto riguarda NIRCam invece sono stati utilizzati i filtri F150W, F182W, F187W, F212N, F210M, F300M, F360M, F405N, F410M, F466N e F480M.












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