500 brevetti software IBM liberi

500 brevetti software IBM liberi

IBM ha annunciato nei giorni scorsi una nuova iniziativa che mette a disposizione della comunità Open Source 500 brevetti, impegnandosi a non esigere alcuna royalty

di pubblicata il , alle 11:17 nel canale Programmi
IBM
 
IBM ha annunciato nei giorni scorsi una nuova iniziativa che mette a disposizione della comunità Open Source 500 brevetti, impegnandosi a non esigere alcuna royalty. La proprietà resta quindi ad IBM, ma gli sviluppatori che deciseranno di utilizzare il codice di IBM lo potranno fare a patto che utilizzino una licenza approvata dall'Open Source Initiative.

Nelle clausole del documento legale pubblicato da IBM vi è una nota in base alla quale Big Blue può revocare queste autorizzazioni qualora il software venga utilizzato con licenze non Open Source.

I commenti in merito all'iniziativa sono i più disparati, infatti molti vedono in questa apertura un "qualcosa di dovuto" ed una tappa attesa che fa seguito ad altre iniziative volte al sostegno dell'open source.

Altre voci sollevano grosse perplessità e vedono nell'iniziativa un qualcosa di poco chiaro, alla base di questa diffidenza vi è l'atteggiamento intransigente nei confronti dei brevetti fino ad ora dimostrato da parte di IBM.

A questo indirizzo è disponibile il documento ufficiale, con le clausole e l'elenco completo dei brevetti oggetto dell'iniziativa.

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20 Commenti
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Pinco Pallino #112 Gennaio 2005, 11:37 #1
Che bello!
Finalmente tutti potranno usare nei loro programmi l'"OR esclusivo" senza paura...

Ma la domanda sorge spontanea...
Quanto tempo gli ci vorrà ad IBM o altro membro della BSA per registrare altri 500 brevetti?
No, perchè solo Microsoft nel corso di quest'anno conta di registrare 1500 brevetti (diconsi millecinquecento).

Scusate tanto... ma una persona con una caramella su una mano e una mazza dal baseball nell'altra mi rende sospettoso...

DevilsAdvocate12 Gennaio 2005, 11:40 #2
Poco chiaro? IBM ha da tempo dichiarato di essere
favorevole all'open-source e non ha mai avuto
atteggiamenti intransigenti sui brevetti nei confronti
della comunita' open-source.
Che poi possa avere avuto da ridire quando altre
soceta', piene di brevetti, hanno infranto i suoi,
questo e' un altro paio di maniche.

Questa notizia era aspettata da un po' di tempo.
Chi vede qualcosa di poco chiaro nell'iniziativa
probabilmente non vuole focalizzare l'attenzione
sui suoi 4-5 brevetti per i quali si riserva di poter
chiedere soldi un giorno o l'altro.......
DevilsAdvocate12 Gennaio 2005, 11:47 #3
Beh M$ puo' anche registrarne 100'000 di brevetti, se in linux non ci sono semplicemente non puo' far causa,
se ci sono da prima della registrazione e' la
registrazione stessa ad essere "scorretta" (non puoi
brevettare cio' che qualcun altro potrebbe aver gia'
inventato....).

Qua si parla di brevetti PRECEDENTI, di periodi
particolari in cui le cause per brevetti erano rare,
e in cui la collaborazione tra software house e
open-source era ancora frequentissima.
Molti dei brevetti "teoricamente violati" sono gia'
stati rimossi da tempo, ma questa mossa di IBM rende
comunque al sicuro da possibili cause sulle versioni
passate.
stefanotv12 Gennaio 2005, 12:01 #4
x Pinco Pallino

Ibm registra 3500 brevetti all'anno......
Onda Vagabonda12 Gennaio 2005, 12:30 #5
Un avvicinamento all'open source!
Chissa di quali brevetti si tratta....
comodino12 Gennaio 2005, 12:54 #6
So che essere sospettosi è la natura di chiunque per un modo o per l'altro sia nel mondo dell'informatica, però credo che in questo caso l'iniziativa di IBM sia degna di un plauso.
Certo non bisogna star qui ad osannarli, ad indicarli come i salvatori dell IT, i liberatori dell'open source e via dicendo....però è un dato di fatto che una mossa di questo tipo non possa che fare bene all'intera comunità del software libero.
Invece di criticare e pretendere di più e ancora, io la vedrei sotto un altro aspetto: è un primo passo. Un buon primo passo. Si può migliorare, certo, ma l'inizio è già positivo.
Mi pare che IBM stia dimostrando di essere particolarmente interessata alla realtà di Linux e alla filosofia che ne sta alla base, e dico ciò pensando anche alla mossa di implementare distro Linux in alcuni sistemi che la stesse IBM produce e vende.
Penso che l'attenzione non mistificatrice (vedi Microsoft), ma al contrario propositiva di un'azienda così importante non possa che fare bene all'open source.
E' normale poi che IBM si registri i suoi bravi brevetti, ed anche comprensibile: nessuna azienda è Babbo Natale, nessuno spende miliardi per la ricerca e per la progettazione dei calcolatori più sicuri del mondo (come hanno dimostrato essere da molti anni i prodotti di punta di IBM, che non sono certo i PC o i notebook, eh...) per poi regalare ai concorrenti le conoscenze acquisite....
ancheio12 Gennaio 2005, 14:24 #7
Il principio legale del brevetto, per inciso, è alla base dello sviluppo tecnologico moderno, che richiede ingenti somme di denaro spese in ricerca e sviluppo, unite ad efficienza e competenza tecnica, capacità organizzativa e strumenti di lavoro che spesso solo un ente privato può fornire. Se chi detiene il brevetto ne consente l'uso gratuito, vuol dire che prevede di avere il necessario ritorno economico in via indiretta, in questo caso con la diffusione di Linux e le conseguenze che potrebbe avere nel mercato.
Pinco Pallino #112 Gennaio 2005, 14:52 #8
Il principio legale del brevetto, per inciso, è alla base dello sviluppo tecnologico moderno


C'è da domandarsi come caspita ha fatto Bill Gates a diventare l'uomo più ricco del mondo con il solo Copyright...

DevilsAdvocate12 Gennaio 2005, 15:32 #9
Originariamente inviato da ancheio
Il principio legale del brevetto, per inciso, è alla base dello sviluppo tecnologico moderno, che richiede ingenti somme di denaro spese in ricerca e sviluppo, unite ad efficienza e competenza tecnica, capacità organizzativa e strumenti di lavoro che spesso solo un ente privato può fornire.


Vero e falso. La tutela del brevetto nei primi anni dalla scoperta/innovazione e' un incentivo giusto e inviolabile
(informaticamente nella forma di brevetto sul codice e non sul
concetto altrimenti addio concorrenza arriva il monopolio).
La tutela del brevetto negli anni seguenti (diciamo dopo 6-8 anni
dall'introduzione sul mercato) fa si' che molte aziende trovino piu'
redditizio spendere in avvocati piuttosto che nella ricerca, rallenta lo
sviluppo e la compatibilita', getta un ombra su tutte le piccole aziende
che vorrebbero pubblicare software ma "rischiano" di violare un
brevetto di 15 anni fa ed oltre (e in informatica sono EONI).

Peccato che le "nuove" direzioni politiche invece di spingere verso
un progresso e un'innovazione che porterebbe solo del bene,
dibattono se rendere piu' restrittive le leggi permettendo pure
i "software patents" che permetterebbero di brevettare i concetti
invece che il codice.Non ci sarebbe nulla di male se i "concetti" in
questione fossero lunghi e articolati, invece si parla di brevetti
molto vaghi come l'avatar nei forums, il contatore visite nei siti,
la barra di scorrimento testo (l'avete sulla destra) etc.etc.
[un po' come se, nel mondo non-tecnologico,fosse permesso a
qualcuno di brevettare il bicchiere, le casse dell'hi-fi o le scarpe......]
comodino12 Gennaio 2005, 17:20 #10
Originariamente inviato da Pinco Pallino #1
C'è da domandarsi come caspita ha fatto Bill Gates a diventare l'uomo più ricco del mondo con il solo Copyright...



Beh, M$ sarà anche stata la rovina dell'informatica, però dobbiamo ammettere che lo zio Bill è stato bravo a fare quello che ha fatto....
intendo che è riuscito a proporre un prodotto scadente ed antitetico rispetto alla filosofia dell'informatica diventando uno degli uomini più ricchi e famosi del pianeta.
sicuramente non è uno stupido. assolutamente uno di cui fare a meno, probabilmente un emerito cogl****, però non stupido....

peccato solo che a rimetterci sia stato il resto del mondo.

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