Dopo gli occhiali, il pendente: Meta punta sugli indossabili AI per risollevare Reality Labs
Un memo interno visto da The Information rivela che Meta starebbe sviluppando un pendente con AI, in test entro un anno, più un abbonamento business "Wearables for Work". Parte avvantaggiata dal successo dei Ray-Ban, ma resta il nodo privacy
di Andrea Bai pubblicata il 01 Giugno 2026, alle 09:41 nel canale WearablesMeta
Secondo un memo interno visionato da The Information, Meta starebbe sviluppando un pendente dotato di AI che conterebbe di mettere in test entro un anno. La firma sarebbe quella di Alex Himel, vicepresidente per i dispositivi indossabili, e l'azienda per ora non ha commentato: vale quindi la pena di considerare le indiscrezioni emerse con il giusto grado di scetticismo.
Cosa prevede il memo
Il documento, stando alle ricostruzioni, poggia su tre pilastri: il pendente, una gamma ampliata di occhiali con AI e un'offerta per le aziende chiamata Wearables for Work, pensata per clienti disposti a pagare per funzioni specifiche di settore. Il pendente erediterebbe il lavoro di Limitless, la startup che Meta ha acquisito a fine 2025: il suo dispositivo si agganciava alla camicia o si portava al collo per registrare e trascrivere le conversazioni. I nuovi prodotti, riferisce il memo, gireranno sul modello Muse Spark di Meta e su un agente non ancora rilasciato chiamato Hatch.
Gli obiettivi commerciali sono ambiziosi: Himel avrebbe fissato il traguardo di 10 milioni di dispositivi indossabili venduti nella seconda metà del 2026 e di 6,8 milioni di utenti attivi mensili entro fine anno. Tutto questo per invertire la rotta di Reality Labs, la divisione hardware che ha perso 4 miliardi di dollari nel solo primo trimestre e oltre 60 miliardi da quando esiste.
Perché Meta non è Humane
La categoria dei pendenti AI ha una storia non particolarmente incoraggiante. I lettori ricorderanno AI Pin di Humane che ha debuttato nel 2024 tra recensioni impietose ed è di fatto sparito nel giro di un anno, con HP che ne ha rilevato gli asset per 116 milioni di dollari; un'altra startup, Friend, ha speso oltre un milione in pubblicità senza riuscire a trovare un pubblico. Nessuno dei due dispositivi offriva abbastanza utilità da giustificare l’esborso e un gadget in più addosso.

Meta però parte da una posizione diversa, perché ha già un business di indossabili che funziona. Nel 2025 ha venduto oltre sette milioni di occhiali Ray-Ban Meta e controlla circa l'82% del mercato degli smart glasses. Il pendente sarebbe quindi una seconda forma all'interno di un ecosistema con una domanda già dimostrata, e su cui Meta ha raccolto i riscontri degli utenti. Resta il nodo della privacy: un dispositivo che registra le conversazioni solleva le stesse preoccupazioni già rivolte agli occhiali con fotocamera, in un formato ancora più intimo, e nell'Unione Europea, dove Meta è sotto esame per DMA e GDPR, il quadro normativo potrebbe limitarne la diffusione.
Per ora si tratta di un memo, non di un annuncio, e un documento di pianificazione interna indica intenzioni più che certezze. La vera incognita è la stessa che ha affossato chi ci ha provato prima: rendere la registrazione ambientale abbastanza utile perché qualcuno voglia indossarla, e abbastanza affidabile perché chi gli sta intorno la tolleri.










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