Il Chips Act europeo attuale è un fallimento. Con il Chips Act 2.0 andrà meglio?
Tutti i Paesi UE hanno aderito alla "Semicon Coalition", che chiede una revisione del Chips Act europeo. Dopo i limiti emersi dal piano del 2022, la proposta mira a un "Chips Act 2.0" con investimenti maggiori, procedure più rapide, nuove competenze e obiettivi più realistici per rafforzare il settore semiconduttori.
di Manolo De Agostini pubblicata il 29 Settembre 2025, alle 17:01 nel canale MercatoL'Unione Europea muove i primi passi per rivedere la propria strategia sui semiconduttori con un "Chips Act 2.0". Tutti i 27 Stati membri hanno firmato la dichiarazione della Semicon Coalition, un'iniziativa guidata dai Paesi Bassi e lanciata lo scorso marzo come "Coalizione dei Volenterosi", che punta a correggere le debolezze emerse dal primo Chips Act del 2022.
Il piano originario, con un budget di 43 miliardi di euro, si era posto l'obiettivo di raggiungere il 20% della produzione mondiale di semiconduttori entro il 2030. Tuttavia, secondo la Corte dei Conti europea, l'UE è destinata a fermarsi all'11,7%, un progresso limitato rispetto al 9,8% del 2022. Il fallimento di alcuni progetti chiave, come il ritiro di Intel dall'investimento in Germania, ha messo in evidenza i limiti dell'iniziativa.

La nuova dichiarazione chiede una revisione radicale della strategia: obiettivi più mirati, maggiore coordinamento tra risorse nazionali ed europee, investimenti quadruplicati e un budget dedicato esclusivamente ai semiconduttori. Tra le priorità figurano il rafforzamento delle competenze tramite un European Chips Skills Program, l'accelerazione delle procedure autorizzative per le nuove fabbriche e la creazione di un ecosistema competitivo in grado di supportare ricerca, sviluppo e produzione.
Il documento sottolinea la necessità di ridurre la dipendenza dall'estero in un contesto geopolitico caratterizzato dalle tensioni tra Stati Uniti e Cina, che si contendono la leadership tecnologica anche con politiche di sussidi e protezionismo. L'Europa, al contrario, viene invitata a puntare sui propri punti di forza: ricerca, chip per il settore automotive e industriale, tecnologie energeticamente efficienti e know-how nella litografia avanzata, come dimostrato dal ruolo di ASML.
Tra i firmatari del documento figurano oltre 50 aziende e associazioni di settore, tra cui NVIDIA, Intel, STMicroelectronics, Infineon e SEMI, che rappresenta più di 3.000 realtà globali. La Commissione europea ha avviato una consultazione pubblica per valutare i risultati del primo Chips Act e raccogliere contributi per la sua revisione.
Secondo gli analisti, il successo del Chips Act 2.0 dipenderà dalla capacità dell'UE di definire obiettivi realistici e concentrare gli sforzi sulle aree strategiche, evitando una frammentazione decisionale tra i vari Paesi membri. L'ambizione rimane quella di garantire all'Europa una maggiore autonomia tecnologica e un ruolo più competitivo nello scenario globale dei semiconduttori.










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49 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - infoÈ per questo che abbiamo la qualità di vita più elevata al mondo, la migliore sanità (gratuita o quasi), le migliori protezioni per i cittadini, la più alta aspettativa di vita, la migliore qualità di cibo, acqua e aria, il più alto livello di diritti di lavoratori e cittadini, la leadership incontrastata in diversi settori... Su, su, non trolliamo.
Che di sicuro non dipende da cosa viene legiferato a bruxelles, eh.
Altrimenti in svizzera o norvegia dovrebbero morire di fame e stenti.
Su su... seguo e studio le dinamiche della UE e dell'euro da almeno 13 anni, penso di sapere di cosa parlo.
Come secondo punto metterei in urgenza la costruzione di diverse Fab per semiconduttori,evitando i paesi dell' est per la vicinanza con la Russia,spionaggio industriale e sabotaggi sarebbero all' ordine del giorno.
Sviluppo congiunto delle università di risc-V e relativo software.
Uso dell' hardware e software europeo quasi imposto nelle entità statali e dell' istruzione,poi il popolino seguirà con il tempo.
la domanda è come? le statalizzi?
Tutte cose costruite quando l'UE si chiamava CEE e contava quasi zero. Al momento tutte le cose che hai citato stanno venendo distrutte giorno per giorno.
Tra l'altro anche la svendita di tutto il nostro know how alla Cina è figlia dell'UE, del WTO e delle loro politiche globaliste.
Vogliamo tornare a crescere? Basta smantellare l'UE. Finchè esisterà le cose continueranno ad andare peggio, giorno dopo giorno. Se continuerà ad esistere, tra qualche anno il miglior tenore generalizzato di vita non sarà più qui. Garantito.
Altrimenti in svizzera o norvegia dovrebbero morire di fame e stenti.
Su su... seguo e studio le dinamiche della UE e dell'euro da almeno 13 anni, penso di sapere di cosa parlo.
Ah no? Quindi GDPR, controlli su produzione e importazione di cibo, diritti per i consumatori e così via da chi dipendono? Non sono forse leggi europee?
Da che mi risulta, Norvegia e Svizzera devono seguire le regole europee per poter vendere prodotti e servizi sul nostro mercato... In ogni caso, nessuno ha detto che dovrebbero morire di fame e di stenti. Però amici polacchi mi dicono che in effetti si stava meglio prima dell'ingresso nell'UE (sono sarcastico, sia chiaro).
Tra l'altro anche la svendita di tutto il nostro know how alla Cina è figlia dell'UE, del WTO e delle loro politiche globaliste.
Vogliamo tornare a crescere? Basta smantellare l'UE. Finchè esisterà le cose continueranno ad andare peggio, giorno dopo giorno. Se continuerà ad esistere, tra qualche anno il miglior tenore generalizzato di vita non sarà più qui. Garantito.
Infatti! Qui in Gran Bretagna, da quando c'è stata la Brexit, c'è stata una crescita vertiginosa, un aumento del potere d'acquisto e una generale maggiore ricchezza diffusa, nonché un aumento dei diritti di cittadini e lavoratori. I servizi ai cittadini poi sono migliorati spaventosamente.
In un altro universo, magari, visto che è accaduto l'esatto opposto e il Regno Unito si trova ad affrontare una crisi legata al costo della vita senza precedenti (i beni alimentari sono aumentati, in media, del 50%), ha il prezzo dell'energia più alto al mondo, vede un generale ristagno degli stipendi e un livello di povertà in crescita vertiginosa. Tanto che la stragrande maggioranza della gente (70%), potesse ri-votare, sceglierebbe di rientrare di corsa nell'UE. Ma d'altronde si sa: l'Italia, con uno dei più grandi debiti al mondo e uno dei sistemi meno competitivi al mondo tra tassazione e burocrazia, se la caverebbe alla stragrande a competere da sola contro la Cina (che ha quelle 25 volte la sua popolazione e risorse infinitamente più elevate) o gli USA (che si fermano a 5,5 volte, ma sempre con quel piccolo problema delle risorse).
Smantello te per primo.
Intanto l'Italia SOVRANISTA ha venduto IVECO agli indiani
COMPLIMENTI: una delle ultime grandi imprese ampliamente industrializzate
E CaccoSalvini che ha detto a riguardo? Avrà risposto ragliando come sempre.
Ma per colpa di 4 Eurodementi, dobbiamo gettare tutto all'aria?
Cacciamo i dementi, e poi ne parliamo.
Ma questi scappati di casa, erano convinti che tirando soldi alle ortiche, avrebbero ottenuto qualcosa?
Nessuno obbiettivo nessun risultato concreto...
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