Il Giappone rilancia: incentivi oltre le sovvenzioni dirette per le Fab di memoria

Il Giappone rilancia: incentivi oltre le sovvenzioni dirette per le Fab di memoria

Il governo giapponese avrebbe proposto a Samsung e SK hynix un pacchetto di incentivi tale da dimezzare il costo totale di una Fab di memoria rispetto alla Corea del Sud. Nonostante condizioni economiche favorevoli e supporto logistico, pressioni politiche e interne frenano per ora nuovi investimenti nel Paese.

di pubblicata il , alle 09:41 nel canale Memorie
SK hynixSamsung
 

Il Giappone intensifica la propria strategia di rafforzamento della produzione nazionale di semiconduttori con un'offerta mirata ai grandi produttori di memoria come Samsung Electronics e SK hynix. Secondo indiscrezioni riportate dalla stampa asiatica, Tokyo avrebbe messo sul tavolo un pacchetto di incentivi in grado di ridurre il costo totale di proprietà (TCO) di una nuova Fab per DRAM o NAND fino al 50% rispetto a un investimento analogo in Corea del Sud.

L'approccio giapponese non si limiterebbe a sovvenzioni dirette o agevolazioni fiscali. Le autorità avrebbero predisposto un "pacchetto completo di supporto" che comprende infrastrutture, filiera locale, accesso ai fornitori, semplificazioni burocratiche e programmi per la formazione del personale qualificato. In questo scenario, il differenziale di costo deriverebbe anche dal contesto coreano, dove spese indirette e oneri collaterali sarebbero aumentati negli ultimi anni, a fronte di incentivi pubblici meno incisivi.

La mossa si inserisce in una più ampia ridefinizione degli equilibri globali nella supply chain dei semiconduttori, sempre più legata a considerazioni di sicurezza nazionale. Il Giappone si sta proponendo come piattaforma alternativa e complementare agli Stati Uniti, seguendo una traiettoria simile a quella che ha portato TSMC ad avviare e potenziare la propria presenza produttiva nel Paese, con il sito di Kumamoto che produrrà anche a 3 nanometri.

Nel caso delle memorie, tuttavia, l'equazione economica non sarebbe l'unico fattore in gioco. Le fonti indicano che Samsung e SK hynix, pur riconoscendo la competitività dell'offerta giapponese, sarebbero frenate da pressioni politiche interne e dal sentiment domestico in Corea del Sud. Il peso dell'opinione pubblica, insieme alle aspettative degli azionisti e alle dinamiche governative, avrebbe finora impedito di avviare nuovi progetti produttivi in territorio nipponico.

A fronte di una domanda di memoria per applicazioni AI e datacenter sempre più sostenuta, la capacità di diversificare la produzione è diventata un elemento strategico. Il Giappone punta a capitalizzare questo momento offrendo condizioni strutturalmente vantaggiose e un ecosistema industriale integrato. Resta da vedere se, nel medio termine, le considerazioni geopolitiche e domestiche lasceranno spazio a una valutazione esclusivamente industriale e finanziaria da parte dei produttori coreani.

1 Commenti
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supertigrotto24 Febbraio 2026, 12:29 #1
Qui è un discorso di sentimento sociale,non vogliono avvantaggiare un paese straniero e li posso capire,sono concorrenti,non sono amici.

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