La Cina punta 40 miliardi di dollari sull'industria dei chip per rendersi indipendente
Nonostante le sanzioni degli Stati Uniti, la Cina sembra pronta a rilanciarsi nel settore dei semiconduttori con un investimento di 40 miliardi di dollari. Tutti i dettagli
di Lorenzo Tirotta pubblicata il 05 Settembre 2023, alle 15:27 nel canale ProcessoriIl governo cinese sembra intenzionato a creare un fondo da 300 miliardi di yuan (circa 40 miliardi di dollari) per sostenere lo sviluppo dell'industria nazionale dei chip, con l'obiettivo di rendere il paese tecnologicamente indipendente nonostante le sanzioni statunitensi. A riportarlo è l'agenzia di stampa Reuters.
Si tratta del terzo fondo messo in campo dalla China Integrated Circuit Industry Investment Fund. I due precedenti, lanciati nel 2014 e nel 2019, hanno raccolto rispettivamente 138,7 e 200 miliardi di yuan. Circa 60 miliardi di yuan per il nuovo fondo proverranno dal Ministero delle Finanze cinese, mentre non è ancora chiaro chi saranno gli altri contributori.
L'iniziativa segue le continue misure protezionistiche messe in atto dagli Stati Uniti per limitare la capacità produttiva cinese nel campo dei semiconduttori, settore chiave per la tecnologia e la difesa. Solo pochi giorni fa il presidente Biden ha firmato un ordine esecutivo che vieta ulteriori investimenti americani nelle aziende cinesi che operano nel campo dei chip e delle altre tecnologie avanzate.
Ma gli sforzi di Washington per rallentare lo sviluppo tecnologico di Pechino finora non sembrano aver sortito grandi effetti. Lo dimostra il recente lancio del nuovo smartphone Mate 60 Pro, di HUAWEI dotato di chip Kirin 9000s realizzato dalla cinese SMIC con tecnologia produttiva indigena a 7nm. Un segnale della ritrovata capacità della Cina di produrre microchip avanzati nonostante il bando all'export di tecnologie americane verso HUAWEI e altre aziende hi-tech cinesi.
Nonostante le pressioni americane dunque, la Cina sembra determinata ad andare avanti per la sua strada tecnologica, consapevole che dominare l'industria dei semiconduttori sarà essenziale per avere un ruolo di leadership a livello globale nei prossimi anni.










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11 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - infoPurtroppo questi ultimi 20 anni dovrebbero averci fatto ben capire che essere amici o nemici della Cina è uguale, finiremo comunque per essere loro sudditi per cui mettiamoci tranquilli e aspettiamo.
Questa voglia dei cinesi di emergere,noi europei e anglo-americani la abbiamo persa,e la stessa voglia la ha l'India,se vogliono rendersi indipendenti dagli americani è solo perché non vogliono sentirsi inferiori.
Perché il livello di corruzione in Cina è a livelli che in Italia nell' epoca di mani pulite al confronto erano integerrimi servitori della patria
In realtà la Cina ha un grosso problema di sottopopolazione nella fascia dei giovani, e tutto questo pur tenendo conto del fatto che i numeri forniti dal PRC sono sempre taroccati per sembrare migliori della realtà
La disoccupazione è a livelli record
Sono i cinesi a essere trattati male o è il PRC a esserlo ?
E perché a odiare i cinesi sono in primis i paesi che ci abitano vicino ?
Forse che forse sono invece i cinesi che trattano come pezzenti qualunque paese con cui hanno a che fare ?
Noi la mania dell' imperialismo l' abbiamo persa, la Cina invece dopo aver fatto i porci suoi per due millenni con tutti i vicini si è persa gli ultimi due secoli dietro ai casini intestini e adesso vuole recuperare
Non so dove tu abbia vissuto negli ultimi decenni, ma le batterie sono onestamente l'ultimo dei problemi, in realtà la Cina è da perlomeno 2 decenni la manifattura del mondo, chi se ne accorge ora arriva decisamente in ritardo, prendi una qualsiasi cosa hai in tasca e vedi dove è stata costruita e poi riparliamone.
Questa voglia dei cinesi di emergere,noi europei e anglo-americani la abbiamo persa,e la stessa voglia la ha l'India,se vogliono rendersi indipendenti dagli americani è solo perché non vogliono sentirsi inferiori.
Il problema non è mica il popolo Cinese, ma semmai il Partito Comunista, e le varie lobby che evidentemente ricevono mazzette, europa compresa, per fare leggi di fatto a loro favore.
Gli Americani sono ancora dominus almeno, e passerà molto prima di scalzarli, l'Europa purtroppo con questi governanti hippies che ci troviamo conta zero, specialmente a livello geo-politico.
Per scarsa lungimiranza occidentale. Chi ha trasferito la produzione lì voleva profitti subito e i governi non hanno fatto nulla per impedirlo, ignorando o peggio neanche vedendo le conseguenze che avrebbe avuto.
Noi siamo stati ingordi di profitti, mentre invece se c'è una cosa che ai cinesi riesce molto bene è attendere, anche a lungo.
Loro non hanno fretta di dominare, perché lo sanno che tanto ci stiamo distruggendo con le nostre stesse mani. Ma sul piano culturale prima che economico.
Ti basti pensare che il Papa è dovuto andare in Mongolia per raccattare cristiani.
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