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Old 08-05-2014, 10:01   #1
Redazione di Hardware Upg
www.hwupgrade.it
 
Iscritto dal: Jul 2001
Messaggi: 75166
Link alla notizia: http://www.hwupgrade.it/news/web/i-c...fcc_52198.html

Una enorme coalizione di oltre cento società tecnologiche hanno redatto una lettera a favore della neutralità della rete, con l'obiettivo di fermare le nuove proposte di legge della Federal Communications Commission

Click sul link per visualizzare la notizia.
Redazione di Hardware Upg è offline   Rispondi citando il messaggio o parte di esso
Old 08-05-2014, 10:28   #2
Rommie
Member
 
Iscritto dal: Nov 2006
Messaggi: 271
Riportiamo lettera scritta in lingua originale e il link al pdf

Potevate anche risparmiarvi di riportare la lettera in inglese, me la vado a leggere direttamente al pdf di cui fornite gentilmente il link a fianco !!!

Non era meglio una traduzione ? Un riassuntino tradotto ?
Rommie è offline   Rispondi citando il messaggio o parte di esso
Old 08-05-2014, 11:46   #3
qboy
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L'Avatar di qboy
 
Iscritto dal: Aug 2008
Messaggi: 6453
@rommie no meglio cosi,le ultime volte che nino ha tradotto o comunuqe erano nel suo articolo traduzioni, succedeva un putiferio
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Old 08-05-2014, 13:44   #4
Man from Mars
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L'Avatar di Man from Mars
 
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Città: Napoli
Messaggi: 212
Era ora che scendessero in campo "i soldi". Magari così si muove qualcosa.
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Transazioni concluse: Vegeteo, ronald0
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Old 08-05-2014, 14:09   #5
quiete
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Iscritto dal: Nov 2006
Messaggi: 862
apple non c'è?
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Old 09-05-2014, 05:26   #6
qiplayer
Member
 
Iscritto dal: Feb 2011
Messaggi: 170
Cosa vuol dire:

Le nuove norme, proposte inizialmente negli ultimi giorni del mese di aprile, permetterebbero agli ISP (i provider di internet) di ricevere pagamenti dalle aziende volti ad ottenere trattamenti privilegiati sulla base di termini "commercialmente ragionevoli", stabiliti caso per caso dalla stessa FCC.

Un esempio??
Questa frase non mi pare significhi qualcosa..
qiplayer è offline   Rispondi citando il messaggio o parte di esso
Old 09-05-2014, 08:37   #7
timer86
Member
 
L'Avatar di timer86
 
Iscritto dal: Jul 2010
Messaggi: 113
Ti faccio un esempio, negli States sta già avvenendo, ma come forma tutelativa del consumatore.
Mettiamo che hai utorrent attivo mattina e sera, ad un certo punto il tuo ISP negli states ti chiama e ti avverte, guarda fratello abbiamo rilevato volumi e porte in uscita che evidenziano il fatto che stai scaricando, materiale protetto da cp. (Questo avviene con quotidianeità a NY, non lo dico per diceria ma perchè ci ho lavorato e ci lavoro) Quindi caro fratelo, smettila o dovrò avvertire le autorità competenti. (C'è anche l'escamotage a questo controllo)

A parte questo, fin'ora era ISP che ti faceva da scudo e ti garantiva e/o avvisava, in alcuni casi non avvisano neanche le autorità competenti ma ti rescindono loro stessi i lcontratto.

Per quel che riguarda questo accordo, non parliamo di una questione di performance ma per una questione di collaborazione con ISP da parte di società interessate al volume di quei dati, mettiamo per esempio Holliwood che ha fatto guerra a Time4Popcorn, voglia rompere le palle a ISP per sapere la lista di persone che sono state segnalate per "abuso di Download", in quel caso tramite questo trattamento privilegiato loro potrebbero accedervi ai dati che hanno richiesto, in ordine di debellare questo strumento della pirateria.


Non stiamo quindi parlando di una questione di performance ma una questione di accessibilità dei dati, ecco perchè parlavano di neutralità della rete, una neutralità che andrebbe completamente persa, se questo accordo venisse fatto.


Poi c'è la parte Performance:
norme per la neutralità della rete si sta affermando un’idea: che negli Usa e in Europa si fa un passo avanti e uno indietro. Siamo in piena confusione di messaggi contraddittori, insomma. Segno di quanto sia complicato trovare un equilibrio fra i numerosi interessi contrapposti intorno al concetto di una rete neutrale: i diritti quelli degli utenti e le esigenze degli operatori; il bisogno di tutelare sia chi innova sia chi investe in infrastrutture. Negli Usa e in Europa non si ritrova quindi la chiarezza che caratterizza il documento Marco Civil, appena adottato dal Brasile, dove tra l’altro viene dichiarato l’obbligo alla neutralità della rete. Cioè il divieto per gli operatori di discriminare il traffico di rete in base ai propri interessi.

Il Parlamento Ue è invece a metà del guado. Di recente ha adottato il regolamento “Single Market”, dove tra l’altro definisce per la prima volta il principio di neutralità della rete. Gli attivisti la considerano una vittoria, ottenuta grazie a emendamenti del centro-sinistra, arrivati in extremis sulla bozza della Commissione europea. Adesso è specificato che futuri “servizi specializzati”, che potranno nascere da accordi tra operatori e aziende over the top (fornitori di servizi o contenuti), non potranno in nessun modo danneggiare la normale internet neutrale e aperta.

Tuttavia, ora il regolamento deve passare – a giugno – al Consiglio Ue prima di diventare legge nell’Unione e già matura un’opposizione da parte di alcuni Governi. Regno Unito e Germania hanno firmato un documento con l’obiettivo di emendare il testo passato in Parlamento. Vogliono semplificare alcune norme e alleggerire certe prescrizioni, anche nell’ambito della neutralità della rete. I Governi sono preoccupati insomma che le nuove regole mettano paletti troppo stretti all’iniziativa economica di aziende e operatori europei. Concorda con questa posizione l’osservatorio Strand Consult, secondo cui il regolamento, per tutelare la neutralità della rete, avvantaggerà gli over the top a danno degli operatori telefonici.

«Berlino e Londra fanno ormai da capo-fila a un gruppo (crescente) di Stati membri che sono insofferenti per l’iniziativa Single Market, benché ognuno per motivi differenti. L’unico aspetto su cui concordano, perché ormai non si può più tornare indietro, è l’accelerazione della fine del roaming. Per tutto il resto prevale l’idea di rimandare i vari temi alla prossima Commissione europea», spiega Innocenzo Genna, esperto di policy tlc a Bruxelles.

«Per quanto riguarda la net neutrality, vi è sicuramente rispetto per la posizione del Parlamento, ma in sede di Consiglio si cercherà comunque di semplificare il testo. La posizione del Parlamento sconta il peccato originale della Commissione: di aver proposto di disciplinare la net neutrality con un regolamento, cioè con uno strumento estremamente invasivo e che lascia poca discrezionalità ai regolatori nazionali. Se il tema fosse stato affrontato con una direttiva o una raccomandazione, il Consiglio avrebbe avuto meno problemi ad accordarsi con il Parlamento», aggiunge.

«Il risultato delle prossime elezioni europee giocherà un ruolo importante, per cui è difficile prevedere adesso il futuro di queste regole – dice Luca Schiavoni , esperto di questi temi per Ovum -. Un parlamento con un maggior numero di “euroscettici” potrebbe far andare gli Stati nazionali in ordine sparso. La prossima Commissione potrebbe avere un orientamento differente da quella attuale: nulla le impedirebbe di rivedere le proposte che sono sul tavolo», aggiunge.

«E’ possibile che le norme sulla net neutrality siano soggette a modifiche o ad ulteriori ritardi, anche perché l’esperienza europea ci mostra che fino ad ora il pericolo di una rete “non neutrale” nei suoi contenuti è rimasto largamente sulla carta. I casi di blocco o restrizione a determinati servizi/ applicazioni sono stati sinora relativamente pochi», continua Schiavoni.

Incertezza anche negli Usa, dove l’Authority di settore Fcc ha appena elaborato una nuova bozza di regole sulla neutralità della rete. Quelle precedenti sono state bocciate da una corte d’appello a cui si era rivolto l’operatore Verizon. Adesso c’è il principio secondo cui i fornitori di contenuti potranno pagare i provider di internet per ottenere un accesso più rapido ai propri contenuti rispetto al resto dei concorrenti; purché questo avvenga su basi che siano “ragionevoli sotto il profilo commerciale”.

Secondo alcuni sarà la fine della neutralità della rete, anche se Fcc smentisce. Intanto, proprio questa settimana Netflix (fornitore di film su internet) ha accettato di pagare l’operatore Verizon per poterne servire i clienti. Aveva già fatto un accordo simile con Comcast, a febbraio. «Dovremo aspettare il testo definitivo di Fcc, il 18 maggio, per capire il destino della neutralità della rete negli Usa», commenta Jan Dawson, analista di Jackdaw Research. «Forse alla fine scopriremo che sono regole moderate a tutela della neutralità. E che Fcc ha solo riscritto gli stessi principi delle precedenti regole, ma in modo diverso, solo per superare la bocciatura della corte», aggiunge.

Estratto da S24
__________________
Né Bene, Né Male, solo decisioni e conseguenze.

Ultima modifica di timer86 : 09-05-2014 alle 08:42.
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