OpenAI verso il disastro finanziario? L’allerta di un ex gestore Fidelity
Un ex gestore di Fidelity e un analista del Council on Foreign Relations mettono in dubbio la sostenibilità economica del modello OpenAI, tra perdite miliardarie, costi energetici e valutazioni record
di Andrea Bai pubblicata il 26 Gennaio 2026, alle 15:48 nel canale WebOpenAI
La corsa all'intelligenza artificiale generativa sta attirando capitali senza precedenti, ma, come già abbiamo avuto modo di trattare in più occasioni, alimenta anche timori crescenti sulla sostenibilità economica dei modelli di business dei protagonisti del settore. In questo contesto, OpenAI viene indicata da alcune voci della finanza come il caso più emblematico di un divario sempre più ampio tra valutazioni, costi operativi e capacità di generare profitti.
L'ultima critica in ordine di tempo arriva da George Noble, ex gestore di Fidelity con una lunga esperienza nell'asset management, che in un articolato thread su X ha definito OpenAI "FALLING APART IN REAL TIME". Noble sostiene di aver visto molte aziende implodere nel corso della carriera e afferma che il produttore di ChatGPT mostrerebbe "tutti i segnali di allarme" tipici delle storie destinate a finire male.
OPENAI IS FALLING APART IN REAL TIME
— George Noble (@gnoble79) January 20, 2026
I've watched companies implode for decades.
This one has all the warning signs.
OpenAI declared "Code Red" in December.
Altman sent an internal memo telling employees to drop everything because Google's Gemini 3 is eating their lunch.… pic.twitter.com/D9iJwOOmMe
Noble punta il dito su diversi elementi: crescita in rallentamento degli abbonamenti, concorrenza sempre più aggressiva e, soprattutto, perdite operative e fabbisogno di capitale che giudica insostenibili. Nel suo intervento definisce OpenAI un "inceneritore di cassa" e invita gli investitori a stare alla larga dai titoli legati all'azienda, giudicando il profilo di rischio "astronomico" rispetto alle valutazioni stimate intorno ai 500 miliardi di dollari.
Perdite miliardarie e costi di scala dell'IA generativa
Al centro delle critiche ci sono i numeri, ancora oggetto di stime e indiscrezioni ma che convergono su un quadro di forte squilibrio tra ricavi in crescita e perdite operative elevate. Secondo un articolo di The Information ripreso da Reuters, OpenAI avrebbe generato circa 4,3 miliardi di dollari di ricavi nella prima metà del 2025, in aumento di circa il 16% rispetto all'intero 2024, ma a fronte di una perdita di circa 2,5 miliardi nello stesso periodo, con costi di ricerca e sviluppo pari a 6,7 miliardi. La stessa OpenAI, come vi abbiamo raccontato qualche giorno fa, parla di 20 miliardi di "fatturato ricorrente annuo", che però è una sorta di proiezione e non un numero scritto nella pietra.
Altre analisi citate da Yahoo Finance stimano che il gruppo possa aver bruciato oltre 8 miliardi di dollari nel solo 2025, con proiezioni interne che ipotizzano perdite fino a 14 miliardi nel 2026 e un cumulato negativo di circa 44 miliardi fino al 2029, anno in cui l'azienda punta a raggiungere la redditività con ricavi su livelli paragonabili a quelli di Nvidia. Queste proiezioni restano non ufficiali, ma alimentano il dibattito sulla capacità di OpenAI di sostenere investimenti su scala trilionaria in infrastrutture, data center e sviluppo modelli.
Il nodo energia e "frutti a bassa quota" esauriti
Noble fa leva anche su un argomento ormai centrale nel dibattito sull'IA: il rapporto tra miglioramento dei modelli e costi energetici e computazionali necessari per ottenerlo. L'ex gestore afferma che per rendere i modelli "2x migliori" servirà circa "5x" in termini di energia e capitali, suggerendo che i "frutti a bassa quota" dell'ottimizzazione sarebbero già stati colti e ogni ulteriore salto richiederebbe infrastrutture, data center e potenza di calcolo in crescita esponenziale.
Secondo questa lettura, la traiettoria dell'IA generativa entrerebbe in una fase di rendimenti decrescenti, in cui ogni iterazione dei modelli offre benefici incrementali sempre più limitati rispetto all'aumento dei costi. Noble mette in dubbio che i ricavi possano seguire lo stesso ritmo della spesa, soprattutto in un contesto in cui big tech con flussi di cassa consolidati, come Google, Microsoft e Meta, possono permettersi di finanziare le iniziative IA attingendo a business preesistenti, mentre OpenAI dipende quasi interamente da capitali di rischio e partnership.
La previsione di Mallaby: OpenAI a corto di liquidità entro 18 mesi?
Le perplessità di Noble trovano un eco parziale nell'analisi di Sebastian Mallaby, senior fellow presso il Council on Foreign Relations, che in un saggio pubblicato sul New York Times ha ipotizzato che OpenAI potrebbe esaurire la liquidità nell'arco di circa 18 mesi se dovesse mantenere l'attuale ritmo di investimenti e perdite. Mallaby sottolinea che l'azienda guidata da Sam Altman ha raccolto capitali record, ma continua a "dissanguare cassa" in un settore dove i ritorni potrebbero richiedere tempi lunghi.
L'analista distingue però tra il destino di OpenAI come azienda e quello dell'IA come tecnologia, affermando che un eventuale fallimento non rappresenterebbe una bocciatura dell'intelligenza artificiale in sé, ma la fine del percorso per uno dei suoi interpreti più aggressivi e "hype-driven". Mallaby evidenzia inoltre che i concorrenti storici possono sfruttare margini e profitti di attività tradizionali per finanziare l'IA, mentre per player nativi come OpenAI il costo di restare in corsa sui modelli di frontiera è interamente a carico di capitale raccolto sul mercato.
Tra hype, concorrenza e rischi per gli investitori
Un ulteriore elemento citato da Noble è la crescente pressione competitiva, in particolare da parte di Google con la famiglia di modelli Gemini. Come vi avevamo già raccontato qualche tempo fa, Altman avrebbe dichiarato una sorta di "codice rosso" interno alla fine del 2025 chiedendo ai team di concentrare gli sforzi su ChatGPT per rispondere alla concorrenza, un segnale che l'ex gestore interpreta come sintomo di fragilità del modello di business.
The similarity is striking. https://t.co/KIKETS4sK6 pic.twitter.com/76X95PNsfq
— George Noble (@gnoble79) January 21, 2026
Noble arriva a paragonare il tono difensivo di Altman di fronte alle domande sugli aspetti finanziari a episodi noti della storia aziendale americana, richiamando il caso Enron, e definendo il titolo OpenAI e le aziende "adiacenti" troppo rischiosi agli attuali multipli. Va sottolineato che si tratta di opinioni di mercato, seppur provenienti da figure esperte, e che al momento OpenAI continua a espandere la propria offerta con prodotti come ChatGPT, le API per sviluppatori e soluzioni enterprise, cercando nuove fonti di ricavo come l'inserimento di pubblicità nella piattaforma.
Il quadro che emerge è quello di un'azienda al centro della trasformazione digitale globale, ma anche di un banco di prova per la tenuta finanziaria del nuovo ciclo dell'IA. La dinamica tra investimenti in infrastrutture, costi energetici, regolamentazione e capacità di tradurre l'hype in margini rappresenterà nei prossimi anni un banco di prova cruciale non solo per OpenAI, ma per l'intero ecosistema dell'intelligenza artificiale generativa.










Wi-Fi 7 con il design di una vetta innevata: ecco il nuovo sistema mesh di Huawei
Core Ultra 7 270K Plus e Core Ultra 7 250K Plus: Intel cerca il riscatto ma ci riesce in parte
PC Specialist Lafité 14 AI AMD: assemblato come vuoi tu
Google risolve il problema della memoria negli LLM: TurboQuant fa girare gli stessi modelli con cinque volte meno RAM
Un altro colpo alle auto elettriche: Panasonic taglia le batterie EV in favore di quelle per data center IA
Core Ultra 9 290K Plus: Intel conferma che non arriverà sul mercato
Addio connettori fusi? MSI promette di fermare tutto prima del disastro con GPU Safeguard+
Basta brani fake su Spotify: la nuova funzione dà controllo totale agli artisti
OPPO Find X9 Ultra: come funziona il rivoluzionario zoom 10x Hasselblad
Prezzo diverso per giochi digitali e fisici: la nuova politica Nintendo divide i giocatori
DDR5 32GB a meno di 340€: le Corsair Vengeance 6000MHz hanno buoni prezzi (visto il periodo) su Amazon
Harry Potter: HBO pubblica il primo trailer della serie TV e svela il nuovo volto di Hogwarts
Android 17 Beta 2 si allarga: la lista completa dei modelli (non solo Pixel) compatibili
RDNA 4m: AMD evolve RDNA 3.5 con AI e FSR 4 per le prossime APU Ryzen?
Sunseeker ha un mostro per i Pro e un'intera gamma domestica: punta ai prati italiani
Storica sentenza negli USA: Meta e Google ritenute responsabili della dipendenza da social e dei danni psicologici ai giovani
Musica generativa, arriva Lyria 3 Pro: ora Gemini compone brani completi









18 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - infoda capire se si porta dietro tutto il processo o si si tratterà "solo" di un buco finanziario.
da capire se si porta dietro tutto il processo o si si tratterà "solo" di un buco finanziario.
Il problema di OpenAI è che è in concorrenza con chi ha le spalle abbondantemente coperte da altro: Google, xAI, Meta e Microsoft, ma anche Amazon e Apple, possono permettersi di buttare soldi sulle IA per anni forse, OpenAI no, devono trovare un modo di avere dei ritorni importanti, o salta tutto.
E peccato perché mi pare che ChatGPT 5.2 sia meglio di Gemini e Grok, i maggiori diretti concorrenti, almeno come LLM.
Google, microsoft e Co. non mi hanno mai tolto nulla, questi invece si sono spazzolati in debito tutto il parco RAM ed SSD di DUE ANNI, quindi possono anche affondare, e rivendere tutto come conbustibile per caminetti.
ChatGPT fà i gattini piu simpatici..... si ma li fà con i miei soldi, non faccio un abbonamento allora devo indirettamente pagare il doppio (anzi siamo al 400%) le ram per coprire i suoi debiti.
E Google monetizza meglio perche' integra l'IA nel suo ecosistema.
Si', OpenAI sparira' entro breve.
(non l'IA in generale)
ah, no non si può... non è quotata.
comunque tranquilli che se la bolla scoppia, openAI sparisce; ma anche le altre si beccano il loro bello sberlone.
volendo una bella put option la si fa saltar fuori.
ah, no non si può... non è quotata.
comunque tranquilli che se la bolla scoppia, openAI sparisce; ma anche le altre si beccano il loro bello sberlone.
volendo una bella put option la si fa saltar fuori.
Per Google sarà come Acqua Fresca, ha supportato il Tsunami Stadia..
.. e ha pure rimborsato gli "Investitori" ...
Microsoft.... aspetta il cadavere di OpenAI, dopo il botto la si compera con 4 cioccolatini, e riciclerà buona parte di tutta l'infrastruttura.
Grok... ha un impero alle spalle...
...dimenticavo Jensen.... meglio che torni a ribaciare il culetto anche ai giocatori.... perchè resterà scottato anche lui se scoppia.
L'AI non muore, si... scenderà del sangue dai pori della pelle di MOLTISSIMI GENI DELL'IMPRENDITORIA 8.0
convinti che si....tutti disposti a spendere 900 euro MESE per gattini...
...o a comperare un robot da 20 mila euro
L'AI andava solo lasciata crescere lentamente, ma riempire di steroidi una vacca, appena la cucini resta un briciolo..... e prima la lasciano col culo a terra e meno male ci si farà.
Troppa hype per un sistema che dà la sensazione di essere già in grado di costruire sistemi degni dell' astronave di Picard o di essere in grado di costruire Data
Troppa hype per un sistema che dà la sensazione di essere già in grado di costruire sistemi degni dell' astronave di Picard o di essere in grado di costruire Data
Ok ma mettiamo costruiscono Data..... 1 Miliardo di Dollari un unità...
...tutti in coda..... ne vendono 5.... be per rientrare dovevano venderne almeno 90 milioni..... Pop! era una bolla....
E questo che fingono di non vedere, e che sono andati già troppo avanti e nessuno ha il coraggio di togliersi dalla base del castello di carte.
...tutti in coda..... ne vendono 5.... be per rientrare dovevano venderne almeno 90 milioni..... Pop! era una bolla....
E questo che fingono di non vedere, e che sono andati già troppo avanti e nessuno ha il coraggio di togliersi dalla base del castello di carte.
Non sempre noi utenti siamo d'accordo su certi temi su questo forum,che siano cripto,che siano VGA,che siano CPU,che sia IA.
Personalmente uso la IA,devo dire che non è male ma non prendo le sue risposte come dogmi,come soluzione a tutti i mali del mondo,come colei che ha la verità assoluta, è uno strumento di ricerca avanzato,tipo un Google 2.0 e così andrebbe vista, però purtroppo c'è gente che la vede come la perfezione assoluta,come il futuro alla star Trek quando, è tutt' altro che questo,ha avuto una impennata pazzesca ma adesso,i miglioramenti sono marginali e ancora pensano che aumentando la potenza di calcolo, avrà una crescita esponenziale che mi dispiace,non ci sarà.
Il castello di carte c'è, esiste ma non avranno mai il coraggio di ammetterlo perché se crolla ,avremo una nuova crisi finanziaria e bella tosta,forse anche più grossa dei quella dei mutui.
Hanno messo una marea di liquidità su promesse che quasi sicuramente,non verranno mantenute......
Devi effettuare il login per poter commentare
Se non sei ancora registrato, puoi farlo attraverso questo form.
Se sei già registrato e loggato nel sito, puoi inserire il tuo commento.
Si tenga presente quanto letto nel regolamento, nel rispetto del "quieto vivere".