OpenAI verso il disastro finanziario? L’allerta di un ex gestore Fidelity

OpenAI verso il disastro finanziario? L’allerta di un ex gestore Fidelity

Un ex gestore di Fidelity e un analista del Council on Foreign Relations mettono in dubbio la sostenibilità economica del modello OpenAI, tra perdite miliardarie, costi energetici e valutazioni record

di pubblicata il , alle 15:48 nel canale Web
OpenAI
 

La corsa all'intelligenza artificiale generativa sta attirando capitali senza precedenti, ma, come già abbiamo avuto modo di trattare in più occasioni, alimenta anche timori crescenti sulla sostenibilità economica dei modelli di business dei protagonisti del settore. In questo contesto, OpenAI viene indicata da alcune voci della finanza come il caso più emblematico di un divario sempre più ampio tra valutazioni, costi operativi e capacità di generare profitti.

L'ultima critica in ordine di tempo arriva da George Noble, ex gestore di Fidelity con una lunga esperienza nell'asset management, che in un articolato thread su X ha definito OpenAI "FALLING APART IN REAL TIME". Noble sostiene di aver visto molte aziende implodere nel corso della carriera e afferma che il produttore di ChatGPT mostrerebbe "tutti i segnali di allarme" tipici delle storie destinate a finire male.

Noble punta il dito su diversi elementi: crescita in rallentamento degli abbonamenti, concorrenza sempre più aggressiva e, soprattutto, perdite operative e fabbisogno di capitale che giudica insostenibili. Nel suo intervento definisce OpenAI un "inceneritore di cassa" e invita gli investitori a stare alla larga dai titoli legati all'azienda, giudicando il profilo di rischio "astronomico" rispetto alle valutazioni stimate intorno ai 500 miliardi di dollari.

Perdite miliardarie e costi di scala dell'IA generativa

Al centro delle critiche ci sono i numeri, ancora oggetto di stime e indiscrezioni ma che convergono su un quadro di forte squilibrio tra ricavi in crescita e perdite operative elevate. Secondo un articolo di The Information ripreso da Reuters, OpenAI avrebbe generato circa 4,3 miliardi di dollari di ricavi nella prima metà del 2025, in aumento di circa il 16% rispetto all'intero 2024, ma a fronte di una perdita di circa 2,5 miliardi nello stesso periodo, con costi di ricerca e sviluppo pari a 6,7 miliardi. La stessa OpenAI, come vi abbiamo raccontato qualche giorno fa, parla di 20 miliardi di "fatturato ricorrente annuo", che però è una sorta di proiezione e non un numero scritto nella pietra.

Altre analisi citate da Yahoo Finance stimano che il gruppo possa aver bruciato oltre 8 miliardi di dollari nel solo 2025, con proiezioni interne che ipotizzano perdite fino a 14 miliardi nel 2026 e un cumulato negativo di circa 44 miliardi fino al 2029, anno in cui l'azienda punta a raggiungere la redditività con ricavi su livelli paragonabili a quelli di Nvidia. Queste proiezioni restano non ufficiali, ma alimentano il dibattito sulla capacità di OpenAI di sostenere investimenti su scala trilionaria in infrastrutture, data center e sviluppo modelli.

Il nodo energia e "frutti a bassa quota" esauriti

Noble fa leva anche su un argomento ormai centrale nel dibattito sull'IA: il rapporto tra miglioramento dei modelli e costi energetici e computazionali necessari per ottenerlo. L'ex gestore afferma che per rendere i modelli "2x migliori" servirà circa "5x" in termini di energia e capitali, suggerendo che i "frutti a bassa quota" dell'ottimizzazione sarebbero già stati colti e ogni ulteriore salto richiederebbe infrastrutture, data center e potenza di calcolo in crescita esponenziale.

Secondo questa lettura, la traiettoria dell'IA generativa entrerebbe in una fase di rendimenti decrescenti, in cui ogni iterazione dei modelli offre benefici incrementali sempre più limitati rispetto all'aumento dei costi. Noble mette in dubbio che i ricavi possano seguire lo stesso ritmo della spesa, soprattutto in un contesto in cui big tech con flussi di cassa consolidati, come Google, Microsoft e Meta, possono permettersi di finanziare le iniziative IA attingendo a business preesistenti, mentre OpenAI dipende quasi interamente da capitali di rischio e partnership.

La previsione di Mallaby: OpenAI a corto di liquidità entro 18 mesi?

Le perplessità di Noble trovano un eco parziale nell'analisi di Sebastian Mallaby, senior fellow presso il Council on Foreign Relations, che in un saggio pubblicato sul New York Times ha ipotizzato che OpenAI potrebbe esaurire la liquidità nell'arco di circa 18 mesi se dovesse mantenere l'attuale ritmo di investimenti e perdite. Mallaby sottolinea che l'azienda guidata da Sam Altman ha raccolto capitali record, ma continua a "dissanguare cassa" in un settore dove i ritorni potrebbero richiedere tempi lunghi.

L'analista distingue però tra il destino di OpenAI come azienda e quello dell'IA come tecnologia, affermando che un eventuale fallimento non rappresenterebbe una bocciatura dell'intelligenza artificiale in sé, ma la fine del percorso per uno dei suoi interpreti più aggressivi e "hype-driven". Mallaby evidenzia inoltre che i concorrenti storici possono sfruttare margini e profitti di attività tradizionali per finanziare l'IA, mentre per player nativi come OpenAI il costo di restare in corsa sui modelli di frontiera è interamente a carico di capitale raccolto sul mercato.

Tra hype, concorrenza e rischi per gli investitori

Un ulteriore elemento citato da Noble è la crescente pressione competitiva, in particolare da parte di Google con la famiglia di modelli Gemini. Come vi avevamo già raccontato qualche tempo fa, Altman avrebbe dichiarato una sorta di "codice rosso" interno alla fine del 2025 chiedendo ai team di concentrare gli sforzi su ChatGPT per rispondere alla concorrenza, un segnale che l'ex gestore interpreta come sintomo di fragilità del modello di business.

Noble arriva a paragonare il tono difensivo di Altman di fronte alle domande sugli aspetti finanziari a episodi noti della storia aziendale americana, richiamando il caso Enron, e definendo il titolo OpenAI e le aziende "adiacenti" troppo rischiosi agli attuali multipli. Va sottolineato che si tratta di opinioni di mercato, seppur provenienti da figure esperte, e che al momento OpenAI continua a espandere la propria offerta con prodotti come ChatGPT, le API per sviluppatori e soluzioni enterprise, cercando nuove fonti di ricavo come l'inserimento di pubblicità nella piattaforma.

Il quadro che emerge è quello di un'azienda al centro della trasformazione digitale globale, ma anche di un banco di prova per la tenuta finanziaria del nuovo ciclo dell'IA. La dinamica tra investimenti in infrastrutture, costi energetici, regolamentazione e capacità di tradurre l'hype in margini rappresenterà nei prossimi anni un banco di prova cruciale non solo per OpenAI, ma per l'intero ecosistema dell'intelligenza artificiale generativa.

18 Commenti
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mozzarello26 Gennaio 2026, 17:25 #1
Ho appena fatto un mese gratis di Plus, se devono fallire che lo facciano prima del rinnovo
randorama26 Gennaio 2026, 17:38 #2
diciamo che, effettivamente, pensare che un certo rischio ci sia è scontato.
da capire se si porta dietro tutto il processo o si si tratterà "solo" di un buco finanziario.
mozzarello26 Gennaio 2026, 17:41 #3
Originariamente inviato da: randorama
diciamo che, effettivamente, pensare che un certo rischio ci sia è scontato.
da capire se si porta dietro tutto il processo o si si tratterà "solo" di un buco finanziario.


Il problema di OpenAI è che è in concorrenza con chi ha le spalle abbondantemente coperte da altro: Google, xAI, Meta e Microsoft, ma anche Amazon e Apple, possono permettersi di buttare soldi sulle IA per anni forse, OpenAI no, devono trovare un modo di avere dei ritorni importanti, o salta tutto.

E peccato perché mi pare che ChatGPT 5.2 sia meglio di Gemini e Grok, i maggiori diretti concorrenti, almeno come LLM.
Gringo [ITF]26 Gennaio 2026, 18:12 #4
Come per il Mining, fin che non si ledono gli altri Ok, e questi di OpenAI stanno facendo un disastro, oltre ad avere le tasche bucate, investono con debiti non ricopribili spazzolando tutto a destra e a manca.

Google, microsoft e Co. non mi hanno mai tolto nulla, questi invece si sono spazzolati in debito tutto il parco RAM ed SSD di DUE ANNI, quindi possono anche affondare, e rivendere tutto come conbustibile per caminetti.

ChatGPT fà i gattini piu simpatici..... si ma li fà con i miei soldi, non faccio un abbonamento allora devo indirettamente pagare il doppio (anzi siamo al 400%) le ram per coprire i suoi debiti.
Fantapollo26 Gennaio 2026, 18:14 #5
OpenAI e' gia' tecnologicamente superata da Google.
E Google monetizza meglio perche' integra l'IA nel suo ecosistema.

Si', OpenAI sparira' entro breve.
(non l'IA in generale)
randorama26 Gennaio 2026, 18:32 #6
vabbuò, e shortiamo su openAI.
ah, no non si può... non è quotata.

comunque tranquilli che se la bolla scoppia, openAI sparisce; ma anche le altre si beccano il loro bello sberlone.

volendo una bella put option la si fa saltar fuori.
Gringo [ITF]26 Gennaio 2026, 18:59 #7
Originariamente inviato da: randorama
vabbuò, e shortiamo su openAI.
ah, no non si può... non è quotata.

comunque tranquilli che se la bolla scoppia, openAI sparisce; ma anche le altre si beccano il loro bello sberlone.

volendo una bella put option la si fa saltar fuori.


Per Google sarà come Acqua Fresca, ha supportato il Tsunami Stadia..
.. e ha pure rimborsato gli "Investitori" ...
Microsoft.... aspetta il cadavere di OpenAI, dopo il botto la si compera con 4 cioccolatini, e riciclerà buona parte di tutta l'infrastruttura.
Grok... ha un impero alle spalle...

...dimenticavo Jensen.... meglio che torni a ribaciare il culetto anche ai giocatori.... perchè resterà scottato anche lui se scoppia.

L'AI non muore, si... scenderà del sangue dai pori della pelle di MOLTISSIMI GENI DELL'IMPRENDITORIA 8.0
convinti che si....tutti disposti a spendere 900 euro MESE per gattini...
...o a comperare un robot da 20 mila euro

L'AI andava solo lasciata crescere lentamente, ma riempire di steroidi una vacca, appena la cucini resta un briciolo..... e prima la lasciano col culo a terra e meno male ci si farà.
supertigrotto26 Gennaio 2026, 19:27 #8
Il CEO di IBM lo aveva detto.......ah IBM,quella aziendina di scappati di casa che facevano e studiavano la IA ancora quando Huang aveva i pannolini,anzi ancora quando era nei due cosi di suo padre.....
Troppa hype per un sistema che dà la sensazione di essere già in grado di costruire sistemi degni dell' astronave di Picard o di essere in grado di costruire Data
Gringo [ITF]26 Gennaio 2026, 19:55 #9
Originariamente inviato da: supertigrotto
Il CEO di IBM lo aveva detto.......ah IBM,quella aziendina di scappati di casa che facevano e studiavano la IA ancora quando Huang aveva i pannolini,anzi ancora quando era nei due cosi di suo padre.....
Troppa hype per un sistema che dà la sensazione di essere già in grado di costruire sistemi degni dell' astronave di Picard o di essere in grado di costruire Data


Ok ma mettiamo costruiscono Data..... 1 Miliardo di Dollari un unità...
...tutti in coda..... ne vendono 5.... be per rientrare dovevano venderne almeno 90 milioni..... Pop! era una bolla....

E questo che fingono di non vedere, e che sono andati già troppo avanti e nessuno ha il coraggio di togliersi dalla base del castello di carte.
supertigrotto26 Gennaio 2026, 20:14 #10
Originariamente inviato da: Gringo [ITF]
Ok ma mettiamo costruiscono Data..... 1 Miliardo di Dollari un unità...
...tutti in coda..... ne vendono 5.... be per rientrare dovevano venderne almeno 90 milioni..... Pop! era una bolla....

E questo che fingono di non vedere, e che sono andati già troppo avanti e nessuno ha il coraggio di togliersi dalla base del castello di carte.


Non sempre noi utenti siamo d'accordo su certi temi su questo forum,che siano cripto,che siano VGA,che siano CPU,che sia IA.
Personalmente uso la IA,devo dire che non è male ma non prendo le sue risposte come dogmi,come soluzione a tutti i mali del mondo,come colei che ha la verità assoluta, è uno strumento di ricerca avanzato,tipo un Google 2.0 e così andrebbe vista, però purtroppo c'è gente che la vede come la perfezione assoluta,come il futuro alla star Trek quando, è tutt' altro che questo,ha avuto una impennata pazzesca ma adesso,i miglioramenti sono marginali e ancora pensano che aumentando la potenza di calcolo, avrà una crescita esponenziale che mi dispiace,non ci sarà.
Il castello di carte c'è, esiste ma non avranno mai il coraggio di ammetterlo perché se crolla ,avremo una nuova crisi finanziaria e bella tosta,forse anche più grossa dei quella dei mutui.
Hanno messo una marea di liquidità su promesse che quasi sicuramente,non verranno mantenute......

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