NVIDIA investe 2 miliardi in CoreWeave: la corsa alle AI factory entra in una nuova fase
NVIDIA ha rafforzato la collaborazione con CoreWeave con un investimento da 2 miliardi di dollari per accelerare la costruzione di oltre 5 GW di AI factory entro il 2030. L'accordo include nuove piattaforme hardware, CPU Vera, storage avanzato e una più stretta integrazione software.
di Manolo De Agostini pubblicata il 26 Gennaio 2026, alle 14:41 nel canale Server e WorkstationRubinVeraCoreWeaveNVIDIA
NVIDIA e CoreWeave hanno annunciato un rafforzamento della loro collaborazione strategica, con l'obiettivo di accelerare la realizzazione di oltre 5 gigawatt di capacità di calcolo dedicata all'intelligenza artificiale entro il 2030.
L'intesa si accompagna a un nuovo investimento da 2 miliardi di dollari da parte di NVIDIA, che consolida ulteriormente il legame tra il principale fornitore mondiale di acceleratori AI e uno dei più grandi operatori di cloud specializzati.
L'investimento, effettuato tramite l'acquisto di azioni ordinarie di classe A CoreWeave a 87,20 dollari per azione, si aggiunge a una relazione finanziaria e industriale già significativa. NVIDIA, infatti, si era già impegnata ad acquistare oltre 6 miliardi di dollari di servizi cloud da CoreWeave entro il 2032, rendendo il rapporto tra le due aziende sempre più intrecciato sul piano operativo.

Il cuore della collaborazione riguarda la costruzione e l'operatività di vere e proprie AI factory, datacenter progettati specificamente per carichi di lavoro legati all'addestramento e all'inferenza di modelli di intelligenza artificiale su larga scala. CoreWeave adotterà più generazioni di piattaforme NVIDIA, incluse architetture future come Rubin, le nuove CPU Vera e i sistemi di storage basati su BlueField.
NVIDIA metterà inoltre a disposizione la propria forza finanziaria per facilitare l'accesso di CoreWeave a terreni, energia elettrica e strutture necessarie alla costruzione dei nuovi datacenter. Un aspetto non secondario, considerando che 5 gigawatt di potenza equivalgono alla produzione di cinque grandi reattori nucleari, una scala che evidenzia l'impatto energetico dell'infrastruttura AI di nuova generazione.
L'accordo non si limita all'hardware. Le due aziende lavoreranno per testare e validare il software AI-native di CoreWeave, inclusi strumenti come Mission Control e l'architettura SUNK, con l'obiettivo di aumentarne l'interoperabilità e, potenzialmente, integrarli nelle architetture di riferimento di NVIDIA destinate a cloud provider e grandi imprese.
Secondo NVIDIA, questa integrazione più profonda tra software, infrastruttura e operazioni rappresenta un elemento chiave per sostenere la prossima fase di adozione dell'AI, caratterizzata da sistemi sempre più complessi e vicini alla produzione su larga scala.
L'intesa mette anche in evidenza una novità strategica per NVIDIA: la CPU Vera, proposta per la prima volta come prodotto standalone e non solo come componente integrato in sistemi completi. Si tratta di una mossa che porta NVIDIA a competere direttamente con Intel e AMD nel mercato dei datacenter, oltre a rappresentare una possibile alternativa alle CPU proprietarie sviluppate dai grandi cloud provider, come Graviton di Amazon.
CoreWeave sarà tra i primi operatori a distribuire questa nuova CPU, che secondo NVIDIA punta a offrire un'architettura ottimizzata per carichi di lavoro AI end-to-end, dalla fase di training fino all'inferenza.
Dal punto di vista finanziario, l'investimento di NVIDIA contribuisce a rafforzare la posizione di CoreWeave, una società che, pur avendo una valutazione intorno ai 47 miliardi di dollari, sta affrontando ingenti costi di capitale per l'espansione dei propri datacenter. L'azienda rimane in perdita e ha fatto ampio ricorso al debito, un aspetto che in passato aveva sollevato preoccupazioni tra gli investitori.
L'operazione si inserisce in una strategia più ampia di NVIDIA, che negli ultimi anni ha investito in numerose aziende, da OpenAI ad Anthropic, fino a xAI, alimentando il dibattito su possibili "accordi circolari" tra fornitori di tecnologia e clienti. NVIDIA ha respinto le critiche, sostenendo che i propri investimenti rappresentano solo una frazione minima della spesa complessiva necessaria per costruire infrastrutture AI su scala globale.
Nel frattempo, la domanda di calcolo continua a crescere a ritmi elevati e, secondo NVIDIA, il vero collo di bottiglia resta la disponibilità di capacità computazionale, nonché l'infrastruttura energetica, su cui molto lavoro ancora si deve fare.










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2 Commenti
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e ora i datacenter più che con capacità di calcolo o di storage si misurano in elettricità consumata?!? Forse perchè li riempiranno di stufette elettriche che costano meno di cpu/gpu/ram?
Ma non di Nvidia che con questi accordi,favorisce AMD, Intel,Tenstorrent, Google, Microsoft e soprattutto,a software facilmente condivisibile su altre piattaforme.......
Viva Nvidia che libera il mercato da vizi .......
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