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DJI Lito 1 e Lito X1 recensione: i nuovi droni per principianti che non si fanno mancare nulla
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Old 11-04-2008, 07:47   #1
seb87
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L'Avatar di seb87
 
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Messaggi: 14897
Mario Giordano - Meno male che è finita

Meno male che è finita, verrebbe da dire. Mai campagna elettorale è stata noiosa come questa: prima i toni bassi, la falsa cortesia, il buonismo alla vaccinara, interi comizi tenuti senza citare il nome dell’avversario come forma di pseudo-eleganza (dimenticando che non citare il nome era tipica pratica staliniana: il modo peggiore per distruggere l’altrui identità, vero Veltroni?). Poi alla fine un paio di polemiche innescate sul nulla, o al massimo sulle ipotesi di scuola. Che è un po’ come prendersi a cazzotti per amore di una bambola gonfiabile.
Se guardiamo questi 65 giorni di campagna elettorale, possiamo trarre al massimo una notizia positiva: comunque finirà, Prodi se ne va a casa. Il premier più devastante degli ultimi anni verrà archiviato sulla panchina dei giardinetti di Bologna: è già una bella soddisfazione. Anche se, per ora, l’unica.
Infatti, nonostante la generosità dei candidati, che non si sono risparmiati (solo i cinque principali, dal 6 febbraio a oggi, hanno percorso 100mila chilometri, quasi tre volte il giro del mondo), il dibattito non è decollato. All’entusiasmo dei comizi, corrisponde nel resto del Paese un generale clima di disattenzione. A due giorni dal voto resta alta la percentuale degli indecisi, dei disinteressati, degli scettici. Come se la vena antipolitica, che ha permeato l’ultimo anno della nostra vita, impedisse di accendere oltremodo gli entusiasmi. O, per lo meno, le speranze.
Colpa anche di quell’overdose di valeriana che sono stati i dibattiti Tv. Basta vedere i dati d’ascolto: le tribune elettorali hanno avuto su Raidue più o meno l’effetto di uno tsunami in cristalleria. Ma anche gli altri appuntamenti non sono andati meglio. La par condicio, folle legge che ha manifestato tutto il suo potenziale distruttivo nei confronti dell’informazione, è stato l’ultimo Tavor sul corpaccione elettorale già di per sé piuttosto addormentato. Roba da andare in catalessi: buonanotte e incubi d’oro.
Il lungo sonno davanti alle urne rischia, infatti, di popolarsi di mostri e fantasmi. Sia chiaro: il disincanto e la delusione sono comprensibili, soprattutto per chi ha trascorso questi mesi confrontando gli stipendi dei parlamentari e le sue bollette da pagare. La stanchezza, per certi versi, è persino giustificata quando si sentono promesse, come quella di D’Alema che arriva alla vigilia delle elezioni a proporre un miliardo di euro per Napoli (e perché non li ha fatti arrivare prima? Lui dov’era in questi anni? Al governo o a Honolulu?). Ma sarebbe grave se la stanchezza e la delusione si trasformassero in astensionismo o voto nullo. Perché, come è noto, al risveglio gli incubi svaniscono ma i Visco restano. Si sa: sono sempre i migliori che se ne vanno.


Fonte : Il Giornale
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Old 11-04-2008, 07:54   #2
indelebile
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L'Avatar di indelebile
 
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Se guardiamo questi 65 giorni di campagna elettorale, possiamo trarre al massimo una notizia positiva: comunque finirà, Prodi se ne va a casa. Il premier più devastante degli ultimi anni verrà archiviato sulla panchina dei giardinetti di Bologna: è già una bella soddisfazione. Anche se, per ora, l’unica.
E domenica c'è la possibilità di mandare definitivamente ai giardinetti o gabinetti l'altro suo compare Berlusconi, sarebbe una sodisfazione , anche se l'unica,
Volete voi altri 12 anni ...5 come presidente del consiglio 7 come presidente della repubblica Silvio Berlusconi...rispondeteeee NOOOOOOO
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Sono contrario al matrimonio dei preti: se fanno figli, siamo finiti. (cit)
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Old 11-04-2008, 10:20   #3
mt_iceman
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non entro nel merito delle considerazioni faziose che fa dopo, ma sul primo punto ha solo ragione. sarà anche stata una campagna che ha visto l'ingresso di due "nuove" realtà politiche, ma è stata senz'altro una campagna noiosa condita da un populismo vomitevole di TUTTE le parti in gioco e arricchita giusto da qualche uscita folcloristica di B.
una campagna degna dell'italia attuale (destra o sinistra che sia)

sono SEMPRE stato un oppositore del non voto, ma a sto giro davvero non credo di riuscire a spingermi fino alle urne per mettere una x su un simbolo. perchè di ciò si tratterebbe, e non di esporre la mia preferenza.
__________________
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Old 11-04-2008, 11:32   #4
tdi150cv
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E domenica c'è la possibilità di mandare definitivamente ai giardinetti o gabinetti l'altro suo compare Berlusconi, sarebbe una sodisfazione , anche se l'unica,
Volete voi altri 12 anni ...5 come presidente del consiglio 7 come presidente della repubblica Silvio Berlusconi...rispondeteeee NOOOOOOO
be come presidente della repubblica non lo voglio affatto ... l'attuale conta talmente poco , e mi vien da dire PERFORTUNA , che la mia colf ha maggior peso ... e il vecchio Silvio ha molto da dare ancora !

FORZA SILVIO !
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Old 11-04-2008, 11:33   #5
loreluca
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non entro nel merito delle considerazioni faziose che fa dopo, ma sul primo punto ha solo ragione. sarà anche stata una campagna che ha visto l'ingresso di due "nuove" realtà politiche, ma è stata senz'altro una campagna noiosa condita da un populismo vomitevole di TUTTE le parti in gioco e arricchita giusto da qualche uscita folcloristica di B.
una campagna degna dell'italia attuale (destra o sinistra che sia)
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Old 11-04-2008, 12:28   #6
giannola
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Meno male che è finita, verrebbe da dire. Mai campagna elettorale è stata noiosa come questa: prima i toni bassi, la falsa cortesia, il buonismo alla vaccinara, interi comizi tenuti senza citare il nome dell’avversario come forma di pseudo-eleganza (dimenticando che non citare il nome era tipica pratica staliniana: il modo peggiore per distruggere l’altrui identità, vero Veltroni?). Poi alla fine un paio di polemiche innescate sul nulla, o al massimo sulle ipotesi di scuola. Che è un po’ come prendersi a cazzotti per amore di una bambola gonfiabile.
Se guardiamo questi 65 giorni di campagna elettorale, possiamo trarre al massimo una notizia positiva: comunque finirà, Prodi se ne va a casa. Il premier più devastante degli ultimi anni verrà archiviato sulla panchina dei giardinetti di Bologna: è già una bella soddisfazione. Anche se, per ora, l’unica.
Infatti, nonostante la generosità dei candidati, che non si sono risparmiati (solo i cinque principali, dal 6 febbraio a oggi, hanno percorso 100mila chilometri, quasi tre volte il giro del mondo), il dibattito non è decollato. All’entusiasmo dei comizi, corrisponde nel resto del Paese un generale clima di disattenzione. A due giorni dal voto resta alta la percentuale degli indecisi, dei disinteressati, degli scettici. Come se la vena antipolitica, che ha permeato l’ultimo anno della nostra vita, impedisse di accendere oltremodo gli entusiasmi. O, per lo meno, le speranze.
Colpa anche di quell’overdose di valeriana che sono stati i dibattiti Tv. Basta vedere i dati d’ascolto: le tribune elettorali hanno avuto su Raidue più o meno l’effetto di uno tsunami in cristalleria. Ma anche gli altri appuntamenti non sono andati meglio. La par condicio, folle legge che ha manifestato tutto il suo potenziale distruttivo nei confronti dell’informazione, è stato l’ultimo Tavor sul corpaccione elettorale già di per sé piuttosto addormentato. Roba da andare in catalessi: buonanotte e incubi d’oro.
Il lungo sonno davanti alle urne rischia, infatti, di popolarsi di mostri e fantasmi. Sia chiaro: il disincanto e la delusione sono comprensibili, soprattutto per chi ha trascorso questi mesi confrontando gli stipendi dei parlamentari e le sue bollette da pagare. La stanchezza, per certi versi, è persino giustificata quando si sentono promesse, come quella di D’Alema che arriva alla vigilia delle elezioni a proporre un miliardo di euro per Napoli (e perché non li ha fatti arrivare prima? Lui dov’era in questi anni? Al governo o a Honolulu?). Ma sarebbe grave se la stanchezza e la delusione si trasformassero in astensionismo o voto nullo. Perché, come è noto, al risveglio gli incubi svaniscono ma i Visco restano. Si sa: sono sempre i migliori che se ne vanno.


Fonte : Il Giornale
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non entro nel merito delle considerazioni faziose che fa dopo, ma sul primo punto ha solo ragione. sarà anche stata una campagna che ha visto l'ingresso di due "nuove" realtà politiche, ma è stata senz'altro una campagna noiosa condita da un populismo vomitevole di TUTTE le parti in gioco e arricchita giusto da qualche uscita folcloristica di B.
una campagna degna dell'italia attuale (destra o sinistra che sia)

sono SEMPRE stato un oppositore del non voto, ma a sto giro davvero non credo di riuscire a spingermi fino alle urne per mettere una x su un simbolo. perchè di ciò si tratterebbe, e non di esporre la mia preferenza.
entrambi gli interventi spiegano in parte le cause dell'astensionismo.

Ma non pongono le basi per i rimedi.

Non si vuole che ci sia l'astensionismo, si sarebbe dovuta fare autocritica.

E' mancata da ambo le parti e la gente giustamente è scocciata di questi parolai inconcludenti, che parlano di vittorie quando nemmeno pirro si azzarderebbe...
__________________
Utente gran figlio di Jobs ed in via di ubuntizzazione
Lippi, perchè non hai convocato loro ?
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