Nasce Freedom.gov: il portale USA per aggirare i blocchi online in Europa
Il Dipartimento di Stato americano sta sviluppando Freedom.gov, un portale che permetterà agli europei di accedere a contenuti bloccati dalle normative UE e britanniche in nome della libertà di espressione
di Andrea Bai pubblicata il 20 Febbraio 2026, alle 15:55 nel canale WebIl Dipartimento di Stato degli Stati Uniti sta sviluppando un portale online chiamato Freedom.gov, progettato per consentire agli utenti europei e di altre regioni geografiche di accedere a contenuti bloccati dai rispettivi governi. L'iniziativa, rivelata da Reuters e confermata da più fonti, rientra nella strategia più generale dell'amministrazione Trump sulla libertà di espressione online.
Secondo le fonti citate da Reuters, il sito dovrebbe includere funzionalità simili a quelle di una VPN, rendendo il traffico degli utenti apparentemente proveniente dagli Stati Uniti, così da consentire l'accesso a contenuti altrimenti non disponibili nel paese di residenza. È stato inoltre precisato che il portale non terrà traccia delle attività degli utenti. L'homepage del dominio mostra attualmente un'immagine con lo slogan "Freedom is Coming. Information is power. Reclaim your human right to free expression. Get Ready."
Un elemento tecnico-istituzionale di rilievo riguarda la gestione del dominio: sebbene il progetto sia coordinato dal Dipartimento di Stato, il dominio freedom.gov risulta amministrato dalla Cybersecurity and Infrastructure Security Agency (CISA), che dipende dal Dipartimento della Sicurezza Interna (DHS).

Il portale avrebbe dovuto debuttare alla Conferenza sulla Sicurezza di Monaco, ma il lancio è stato posticipato. Alcuni funzionari del Dipartimento di Stato avrebbero sollevato obiezioni interne al progetto, sebbene il portavoce del dipartimento abbia smentito questa ricostruzione, negando che i legali interni abbiano espresso preoccupazioni formali. L'iniziativa è guidata dalla Sottosegretaria per la Diplomazia Pubblica Sarah Rogers, che da ottobre ha visitato oltre sei paesi europei incontrandosi con rappresentanti di gruppi di destra che l'amministrazione considera vittima di censura.
Lo scontro con le normative UE
Le "censure" che Freedom.gov dichiara di voler contrastare non sono i blocchi capillari alla cinese o iraniana, bensì le normative europee su incitamento all'odio, disinformazione e contenuti illegali, come il Digital Services Act dell'Unione Europea e l'Online Safety Act britannico. L'UE ha costruito queste restrizioni nel tempo come argine alla propaganda estremista, e le applica principalmente ai grandi social media come Meta e X, imponendo la rimozione rapida di contenuti classificati come hate speech illegale o propaganda terroristica.
Il progetto ha già suscitato reazioni critiche. Nina Jankowicz, ex direttrice esecutiva del Disinformation Governance Board del DHS, ha dichiarato a The Guardian che il portale rischia di consentire agli utenti europei di accedere non solo a discorsi d'odio, ma anche a materiale pornografico e contenuti pedopornografici. Sul versante istituzionale, il progetto potrebbe aggravare le tensioni tra Washington e i suoi alleati europei, spingendo potenzialmente i cittadini a violare le leggi nazionali.
Il contesto geopolitico
L'iniziativa si inserisce in una linea politica precisa dell'amministrazione Trump, che ha fatto della libertà di espressione online, e in particolare della difesa delle voci conservative percepite come soppresse, un tema centrale di politica estera, oltre che nei confronti dell'Europa anche verso il Brasile. In precedenza, gli Stati Uniti avevano già sostenuto tecnologie VPN per contrastare la censura in paesi come Cina, Cuba, Iran e Russia; estendere questo approccio alle democrazie europee rappresenta un cambio di paradigma significativo. La National Security Strategy americana pubblicata a dicembre aveva peraltro già avvertito del rischio di una "cancellazione della civiltà" in Europa a causa delle politiche sull'immigrazione, annunciando che Washington avrebbe lavorato per "coltivare la resistenza alla traiettoria attuale dell'Europa dall'interno dei paesi europei stessi".










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23 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - infoE queste sarebbero libertà da difendere? Poi da Trump?? Da che pulpito...
Il Dipartimento di Stato americano sta sviluppando Freedom.gov, un portale che permetterà agli europei di accedere a contenuti bloccati dalle normative UE e britanniche in nome della libertà di espressione
se è free tutto il porno dei paesi con l'identificazione obbligatoria (18 anni) si riverserebbe lì e lo intasa...
E' orientato a quelli che ritengono che il DSA sia censura.
Di fatto è uno dei tanti modi con il quale si cerca di spaccare e delegittimare l'EU.
Niente dai. Fa già ridere così.
...che non faccio già con TerùnVPN...tipo entro, metto apri sito con "IL BIONDO SHIELD", ip amerrecano (non tracciato...seh vabbeh...sarà !), e apro cosa...."belleb10ndin€69.org" senza che mi venga chiesta l'età ?
Oppure ?
"bassadefinizione" o "comunitàdelladiretta" senza che appaia il blocco dell'agiccomme ?!?
p.s. lo sapevo che dovevo aprire quel baretto in Giamaica e abbandonare questo paese maledetto...
2026-02-18 Germany's Merz calls for real names on the internet
https://dpa-international.com/polit...0218-99-569905/
2026-02-18 ‘Pure bullshit’: Macron slams tech giants’ claim they are defending free speech
https://www.politico.eu/article/emm...-pure-bullshit/
2026-02-03 Pedro Sánchez announces that Spain will ban access to digital platforms for children under sixteen years old
https://www.lamoncloa.gob.es/lang/e...nts-summit.aspx
...no ! Vale per l'Europa...cioè ti fingi americano e vedi quello che "censura" l'Europa.
Per fare quello che dici tu dall'America devi fingerti Europeo invece...
...IL TONDO, CERCHIA !
non so voi, ma mi pare che 4chan non sia poi così attraente...
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