|
|||||||
|
|
|
![]() |
|
|
Strumenti |
|
|
#1 | |
|
Bannato
Iscritto dal: Sep 2002
Città: LA CITTA' PLURI-CAMPIONE D'ITALIA!
Messaggi: 5903
|
[ Misteri d'Italia] C’erano i Servizi segreti quel giorno in via D’Amelio?
http://www.articolo21.info/libera.php?id=6327
Quote:
Uno dei misteri più oscuri d'Italia assieme alla famosa lista dei 500 di Sindona,i mandati della strage di Bologna,le inchieste della alpi,le memorie di moro,i mandati dell'omicidio calvi ed altri ancora....come nn ricordare l'italicus,ustica,portella della ginestra,l'omicidio dalla chiesa,l'avocazione delle inchieste a cordova...e così via fino ai giorni nostri con de magistris e forleo.... In Italia la verità non interessa quasi più a nessuno,viviamo in un presente artificiosa e lontana 1000km dalla realtà..... La vicenda dell'agenda rossa di Borsellino resta cmq un punto chiave per capire anche altri aspetti dellanostra storia,non ultimo l'attentato al papa e il ruolo di contrada nei servizi segreti.... Ovviamente,il collegamento con massoneria deviata come la P2,è lampante,anche in relazione all'omicidio dalla chiesa e calvi.... |
|
|
|
|
|
|
#2 | |
|
Senior Member
Iscritto dal: Apr 2002
Città: PD
Messaggi: 11824
|
Quote:
O fa parte tutto del "piano di rinascita democratica ?" E questo piano è affondato negli anni '80 oppure è ancora qui , oggi , che prosegue i suoi intenti ?
__________________
Ph'nglui mglw'nafh Cthulhu R'lyeh wgah'nagl fhtagn |
|
|
|
|
|
|
#3 | |
|
Bannato
Iscritto dal: Sep 2002
Città: LA CITTA' PLURI-CAMPIONE D'ITALIA!
Messaggi: 5903
|
Quote:
Dell'Utri per i rapporti con la mafia....carboni per i rapporti con calvi e quindi con la finanza bianca,ovvero quella cattolica dello Ior,gelli per la massoneria deviata e da qui partono una serie di collegamenti che toccano anche i servizi segreti e molti dei misreri d'italia. Io penso che egli sia venuto fuori per un'incredibile convergenza di interessi e per una fortissima spinta dei quattro pilastri che sorreggono l'Italia: Mafia -> Dell'Utri Massoneria -> Gelli e il piano di rinascita Vaticano -> Carboni e Ortolani Politica -> Craxi e i suoi amici. Insomma,se andiamo a vedere,quest'uomo aveva persone che lo spingevano e lo sorreggevano,ovunque,sin dagli anni 70'.....basti pensare ai soldi provenienti dalla svizzera,con cui costruì Mi2. Per quanto riguarda il piano di rinascita,bhè,prendendolo in mano oggi giorno e leggendolo,a me personalmente scendono dei brividi fortissimi....più del 50% di quello che era scritto si è poi realizzato. Cmq bisognerebbe entrare nello specifico di ogni stuazione per capire i collegamenti in atto tra tutti queste persone ed eventi...credo che molti rimarrebbero a bocca aperta se per esempio,sapessero della triangolazioen calvi-pazienza-carboni....tanto per citarne una.... |
|
|
|
|
|
|
#4 | |
|
Senior Member
Iscritto dal: Aug 2005
Città: Bologna...! Xbox360Live!: Sakko83
Messaggi: 5167
|
Quote:
O mamma mia... siamo messi così male? Ma appena la signora con la falce farà il suo lavoro (speriamo presto) cosa succederà?
__________________
гла́вный корабе́льный старшина́ -
- FacebookOtdelom - Vendo per XboX 360 |
|
|
|
|
|
|
#5 |
|
Senior Member
Iscritto dal: Apr 2002
Città: PD
Messaggi: 11824
|
Ne troveranno un altro
__________________
Ph'nglui mglw'nafh Cthulhu R'lyeh wgah'nagl fhtagn |
|
|
|
|
|
#6 |
|
Bannato
Iscritto dal: Sep 2002
Città: LA CITTA' PLURI-CAMPIONE D'ITALIA!
Messaggi: 5903
|
|
|
|
|
|
|
#7 |
|
Senior Member
Iscritto dal: Aug 2005
Città: Bologna...! Xbox360Live!: Sakko83
Messaggi: 5167
|
e chi potrebbe essere?
__________________
гла́вный корабе́льный старшина́ -
- FacebookOtdelom - Vendo per XboX 360 |
|
|
|
|
|
#8 |
|
Senior Member
Iscritto dal: Mar 2004
Città: palermo
Messaggi: 717
|
secondo me...
ce l'avete presente la copertina del singolo di elio "parco sempione"?
|
|
|
|
|
|
#9 |
|
Bannato
Iscritto dal: Sep 2002
Città: LA CITTA' PLURI-CAMPIONE D'ITALIA!
Messaggi: 5903
|
probabilmente qualcuno di cui ignoriamo l'eistenza....
sindona e calvi nn sono così famosi come berlusocni...il quale dovette entrare in politica per compiacere alcuni amici,per evitarsi guai peggiori e per favorire una certa corrente... Insomma,Silvio è entrato in politica per molteplici motivi ed interessi....diciamo pure senza alcuna possibilità di scegliere. |
|
|
|
|
|
#10 |
|
Bannato
Iscritto dal: Sep 2002
Città: LA CITTA' PLURI-CAMPIONE D'ITALIA!
Messaggi: 5903
|
peccato che questo tipo di discussioni nn abbiano mai abbastanza interesse...eppure sn fondamentali per capire la storia attuale...e perchè accadano certe cose...
|
|
|
|
|
|
#11 |
|
Senior Member
Iscritto dal: Aug 2005
Città: Bologna...! Xbox360Live!: Sakko83
Messaggi: 5167
|
Cosa vuoi farci ora bisogna scegliere tra berlusca e topo gigio....
Tutta l'attenzione è spostata li.... Certo che un programma che facesse queste domande a qualche politico sarebbe una manna dal cielo... Ma d'altronde siamo in italia dove il 30% vota un colluso con mafiosi etc.etc. per cui c'è ormai poco da fare... speriamo che gli usa non importino la democrazia anche qui da noi...
__________________
гла́вный корабе́льный старшина́ -
- FacebookOtdelom - Vendo per XboX 360 |
|
|
|
|
|
#12 | |
|
Bannato
Iscritto dal: Sep 2002
Città: LA CITTA' PLURI-CAMPIONE D'ITALIA!
Messaggi: 5903
|
Quote:
Senza dimenticare che il 16 marzo è la ricorrenza della morte di Aldo Moro,altro tassello mooooooooooolto importante per capire le trame atlatiche che hanno condizonato il paese... |
|
|
|
|
|
|
#13 | |
|
Senior Member
Iscritto dal: Apr 2002
Città: PD
Messaggi: 11824
|
Quote:
Finchè ci sarà questo grumo di potere che coinvolge politici industriali e giornalisti in unica entità gommosa che si occupa di occupare il potere e silenziare ogni possibile opposizione , l' Italia resterà nel terzo mondo .
__________________
Ph'nglui mglw'nafh Cthulhu R'lyeh wgah'nagl fhtagn |
|
|
|
|
|
|
#14 | |
|
Senior Member
Iscritto dal: Aug 2005
Città: Bologna...! Xbox360Live!: Sakko83
Messaggi: 5167
|
Quote:
Ma perchè non incominci a raccogliere un pò di materiale e metterlo online in un sito... Magari con anche le tue congetture...
__________________
гла́вный корабе́льный старшина́ -
- FacebookOtdelom - Vendo per XboX 360 |
|
|
|
|
|
|
#15 | |
|
Bannato
Iscritto dal: Sep 2002
Città: LA CITTA' PLURI-CAMPIONE D'ITALIA!
Messaggi: 5903
|
Quote:
Basta prendere in mano qlc libro e fare 2+2 collegando i pezzi,all'inizio è dura ma dopo un po' è lo stesso copione che si ripete. Massonerai,Mafia,Vaticano,Politica....sono i pilastri centrali...inotrno poi gravitano traffico di armi e droga,finanza laica,le banche etc etc etc... Purtroppo però non se ne parla mai... D'altronde,vai a paralre di Florio Fiorini in prime time ![]() O magari un intervista frotale con Ortolani.....
|
|
|
|
|
|
|
#16 |
|
Member
Iscritto dal: Jan 2007
Messaggi: 41
|
ALCUNE DICHIARAZIONI DEI PENTITI SULLA NASCITA DI
FORZA ITALIA: T R I B U N A L E D I C A L T A N I S S E T T A UFFICIO DEL GIUDICE PER LE INDAGINI PRELIMINARI DECRETO DI ARCHIVIAZIONE (artt.409 e 411 c.p.p.) Il Giudice, dott. Giovanbattista Tona, nel procedimento nei confronti di: . BERLUSCONI Silvio, nato a Milano il 29 settembre 1936; . DELL'UTRI Marcello, nato a Palermo l'1 settembre 1941; in relazione al reato di cui agli artt.110-422 c.p., 7 d.l. 13 maggio 1991, n.152 (conv. in l. n.203/91) (c.d. aggravante della finalità mafiosa), 1 d.l. 15 dicembre 1979 n.625 (conv. in l.n.15/80) (c.d. aggravante della finalità di terrorismo). http://www.*beep*.org/mafia/documenti_sen.htm http://www.archivio900.it/it/downloa....aspx?id--=135 Le dichiarazioni di Salvatore Cancemi P.M.: E queste richieste in quelloccasione disse a chi dovevano essere rivolte? Cancemi: Lui più volte ha detto che aveva queste persone nelle mani, quindi Berlusconi e DellUtri, quindi queste cose lui le doveva girare a queste persone. Per me era una cosa P.M.: Sì, ma nel corso di questa, in questa riunione riprese il discorso di, chiarendo Cancemi: () sì, lui in questa, in questa riunione dice che ci doveva fare avere queste cose a queste persone, Berlusconi e DellUtri, i nomi che ha fatto erano questi qua. Anche dopo diciamo lui parlava sempre di queste persone, anche dopo questincontro mi ricordo che, altre, un paio di volte ha parlato sempre di queste persone. Le dichiarazioni di Giovanni Brusca I rapporti tra Brusca e Mangano erano particolarmente qualificati; si erano conosciuti in carcere tra il 1986 e il 1987 e poi Brusca e un suo parente avevano fatto in modo di fargli assegnare la reggenza della famiglia di Porta Nuova, dopo che Cancemi si era consegnato ai Carabinieri. Brusca gli chiese allora se poteva attivarsi per ripristinare questi contatti e Mangano si rese disponibile. Fece diversi viaggi a Milano per portare a termine il compito affidatogli da Brusca e che consisteva nellavanzare a Berlusconi le richieste che stavano a cuore allassociazione cosa nostra, come ad esempio labrogazione del regime detentivo speciale per i mafiosi e lammissione di costoro ai benefici della legge Gozzini. Mangano si servì di un altro intermediario, che diceva a Brusca chiamarsi Roberto e che faceva limprenditore allinterno della Fininvestaveva lappalto delle pulizie allinterno della Fininvest; nessun altra informazione su questa persona ha saputo fornire il collaborante, tuttavia ha escluso che Mangano gli abbia detto di avere contattato DellUtri. Le dichiarazioni di Salvatore Cucuzza Secondo Cucuzza, Vittorio Mangano riuscì a tenere stretti a sé Brusca e Bagarella proprio in virtù di questi rapporti con DellUtri e non assunse mai alcuna iniziativa senza tenerli informati. Ha raccontato di avere appreso da Mangano che egli aveva lavorato presso la tenuta di Arcore di Silvio Berlusconi e che lì aveva addirittura organizzato un sequestro di persona ai danni del padre dellimprenditore; questo sequestro poi non riuscì, in quanto allultimo momento si cambi obiettivo ma senza successo. Questi finanziamenti di Berlusconi prima a Bontate, poi a Teresi, infine a Pullarà, Cucuzza li ha contestualizzati a cavallo tra la fine degli anni 80 e i primi anni 90. Quando il 30/1/1994, Cucuzza venne scarcerato, torn a parlare con Mangano dei suoi rapporti con DellUtri; Mangano gli disse di essere ancora in stretto contatto con lui e che grazie a lui poteva influenzare qualche cosa, di interesse naturalmente di cosa nostra (verb. P.M. Firenze 7/5/1997). Brusca e Bagarella, per fargli comprendere la necessità di mantenere il ruolo di Mangano, spiegarono a Cucuzza che, attraverso DellUtri, Mangano aveva fatto conoscere in anticipo delle possibilità di ottenere una disciplina favorevole a cosa nostra in relazione al noto decreto Biondi, poi ritirato in seguito a delle polemiche politiche. Mangano inoltre faceva sapere loro quali erano le indicazioni che provenivano da DellUtri e quali le iniziative che egli avrebbe avviato in loro favore. Per Mangano veniva tenuto in affitto un ufficio a Como, allinterno del quale egli diceva anche di incontrare DellUtri che lo raggiungeva in elicottero. Le dichiarazioni di Tullio Cannella Bagarella ha riferito Cannella era già perfettamente a conoscenza che era in cantiere la discesa in campo di Silvio Berlusconi a capo di un nuovo movimento politico che ci avrebbe assicurato, in virtù di impegni preesistenti, di risolvere le questioni che più stavano a cuore a cosa nostra e cioè: pentiti, carcere duro e reato di associazione mafiosa. Chiarisco che queste erano, per così dire, le priorità che laccordo con Berlusconi ci avrebbe consentito a breve termine di affrontare e risolvere. ... Cannella ha insistito sugli impegni preesistenti di Berlusconi con uomini di cosa nostra, sottolineando che laccordo era stato coltivato dai fratelli Graviano per conto di tutta quanta lorganizzazione negli anni 1991-1992. Di questo venne a conoscenza grazie alle confidenze di Bagarella. Le dichiarazioni di Maurizio Avola Lo scopo era quello di frenare le iniziative giudiziarie e legislative che avevano fortemente intaccato il potere di cosa nostra e che erano state scandite dallesito del maxiprocesso, dalla disciplina a favore delle collaborazioni con la giustizia e poi dal regime penitenziario instaurato dal noto art.41bis O.P. Avola ha affermato di aver appreso da DAgata che per sostenere il nuovo partito era necessario portare avanti un attacco violento allo Stato e questo attacco era stato delegato a cosa nostra già allinizio del 1992, prima delle stragi di Capaci e di Via DAmelio. Nulla seppe su quale fosse tale partito nuovo; nel 1994, mentre era detenuto, apprese dalla moglie che gli esponenti di cosa nostra avevano ordinato agli affiliati di votare Forza Italia |
|
|
|
|
|
#17 |
|
Member
Iscritto dal: Jan 2007
Messaggi: 41
|
|
|
|
|
|
|
#18 |
|
Member
Iscritto dal: Jan 2007
Messaggi: 41
|
Dalla sentenza-bis sulla strage di Via D'Amelio della
corte d'assise d'appello di Caltanissetta (con molte pagine che riguardano berlusconi) FONTE:http://www.societacivile.it/primopia...assazione.html «Poco prima della strage di Capaci, Ganci gli aveva confidato (a Cancemi, ndr) che Riina si era incontrato con persone importanti», scrive la sentenza. «È bene precisare che Cancemi non ha mai affermato che queste persone fossero Dell'Utri e Berlusconi, e ha anzi detto che nessuno gli aveva mai confermato esplicitamente che questo incontro vi era stato, anche se il Cancemi non ha nascosto di avere elaborato quell'idea. Cancemi, quindi, avanzava solo sul piano deduttivo un collegamento fra la consumazione delle stragi e gli incontri con "persone importanti", di cui aveva parlato in precedenza, finalizzati ai mutamenti legislativi cui Riina aspirava. Cancemi istituiva un collegamento di tipo logico tra i rapporti personali che il Riina manteneva, le stragi e i mutamenti legislativi per bloccare e screditare i pentiti. Per Cancemi la motivazione principale della strage di via D'Amelio era di ottenere una modifica immediata della legislazione sui pentiti. Così Riina spiegava l'urgenza di portare a termine l'uccisione del dr. Borsellino. La strage era l'adempimento di un impegno, di un obbligo che aveva contratto con chi gli aveva promesso la modifica della legge».[b] Prosegue la sentenza: «L'accelerazione soggettivistica che Riina ha dato agli avvenimenti nel corso del 1992, il concentrarsi dell'interesse spasmodico alla soppressione di Paolo Borsellino proprio quel 19 luglio del 1992, non si giustifica con il movente della vendetta per il passato del magistrato. La scelta dei tempi per assassinare il giudice mette in luce la complessità della strategia, elaborata dopo la sentenza del maxiprocesso e la conseguente svolta epocale che essa rappresentava nei rapporti tra Stato, politica e mafia. Mette in luce altresì l'esigenza per Cosa nostra di compiere un'autentica rivoluzione in tali rapporti, attraverso interventi radicali, per rispondere alla condanna e alle sue implicazioni. Nello stesso tempo i contraccolpi della prima strage e il ruolo che Paolo Borsellino stava assumendo nelle settimane successive alla strage di Capaci imponeva l'esigenza della sua immediata soppressione e l'assunzione consapevole dei costi che ciò avrebbe comportato per proseguire nella nuova strategia. Tutto ciò si riflette sul piano esecutivo con il succedersi frenetico di riunioni e incontri, con la mobilitazione dell'intero corpo dell'organizzazione e la necessità per Riina non solo di ordinare la strage, ma anche di spiegarne la necessità e i tempi. Da qui la riunione nella villa di Calascibetta alla quale Riina partecipa non tanto per sollecitare l'esecuzione e verificare lo stato dell'organizzazione, ma per spiegare l'assoluta necessità della perfetta riuscita per le sorti dell'intera organizzazione». il giudice doveva morire. Borsellino doveva morire. E subito. A ogni costo: «Non deve sorprendere in quest'ottica che, come ha spiegato Cancemi, nei mesi successivi anche dopo la stretta repressiva Riina ostentasse ottimismo e chiedesse ai suoi pazienza e che Provenzano dopo l'arresto del Riina avesse ribadito che la linea di Riina dovesse essere proseguita, quasi che fosse stato messo in conto un periodo di indurimento dello Stato che doveva tuttavia preludere nel tempo a un progressivo ammorbidimento fino alla conclusione del desiderato accordo di più ampio respiro, sulla base delle richieste più volte avanzate (...). [b]Riina aveva messo in conto tutto, anche il 41 bis, non aveva mai dimostrato sorpresa per la reazione dello Stato dopo il 19 luglio, la sua era una prospettiva di lungo periodo: "Alla lunga vinceremo noi"». Prosegue la sentenza: «L'omicidio del dr. Borsellino (era, ndr) da portare a termine in fretta, con "premura"», perché era in corso «la trattativa sui benefici che Cosa nostra avrebbe ottenuto da quella azione. Riina aveva soggiunto che bisognava mettere in ginocchio le istituzioni e che dovevano dimostrare di essere i più forti. (...). Ganci, quando la riunione si era sciolta, nel commentare con Cancemi le parole di Riina con la frase "questo ci vuole rovinare tutti" soggiunse che il Riina "aveva una certezza" e che stava trattando "una cosa enorme". Nel corso di analoghe successive riunioni nel corso delle quali Riina aveva assicurato tutti che le cose stavano procedendo secondo i piani, fu affrontato l'argomento del carcere duro che nel frattempo era stato ripristinato per i mafiosi. Riina rispondeva che quella situazione momentanea sarebbe stata superata dagli impegni che lui aveva avuto dalle persone con le quali aveva trattato e che tutto sarebbe stato superato in futuro; che tutto veniva fatto per il bene di Cosa nostra. Invitava a stare tranquilli e ad avere pazienza». Ma quali erano i motivi di tanta fretta? «La precipitazione e la concitazione con la quale si addivenne alla esecuzione del piano contro Borsellino è da ascrivere, invece, a tre eventi esterni che si connettono tra loro e assumono senso alla luce delle inquietanti dichiarazioni dei collaboratori di giustizia (...). La tradizionale attenzione di Cosa nostra nel calibrare le proprie azioni in rapporto ai possibili riflessi sulle decisioni di natura politico-giudiziaria, avrebbe dovuto comportare un'astensione da condotte idonee a far precipitare quelle decisioni in un senso sfavorevole all'organizzazione. Un'azione eclatante di Cosa nostra, in pendenza di situazioni incerte che da quell'azione avrebbero potuto essere pregiudicate (in effetti la strage di via D'Amelio determinò la conversione del decreto legge sul carcere duro con aggravamenti) si giustifica soltanto se, a fronte di quel costo, si fossero prospettati benefici di ben più ampia portata e sia pure a lungo termine (...). A fronte dei malumori dei detenuti nel periodo successivo alle stragi, Bernardo Brusca, compare di Riina, soleva ricordare che certamente il suo compare aveva dovuto con la strage accontentare "qualcuno a cui non poteva dire di no" e quindi ribadiva il concetto fondamentale che ciò che poteva apparire un "male" si sarebbe rivelato nel lungo periodo un bene per Cosa nostra». Infatti «fra i vecchi boss detenuti, tutti vecchi compagni d'arme di Riina (...) era, quindi, diffusa l'opinione che nella strage di via D'Amelio vi fosse stato un "suggeritore" esterno, al quale il Riina non si era potuto sottrarre. Tale "suggeritore" andava ricercato tra gli interessati all'indagine su mafia e appalti nella quale il dr. Borsellino aveva dichiarato, imprudentemente, di volersi impegnare a fondo, nello stesso momento in cui Tangentopoli cominciava a profilarsi all'orizzonte. In questo senso tanto il Brusca che il Calò ritenevano che la decisione di uccidere il dr. Borsellino, nel momento meno opportuno, dovesse risalire proprio a Bernardo Provenzano, dei due capi corleonesi certamente il più sensibile all'argomento appalti pubblici». I tre «eventi esterni» che spiegano la fretta di Cosa nostra nell'eliminare a ogni costo Borsellino, per i giudici di Caltanissetta sono: 1. L'intervista rilasciata nel 1991 da Borsellino al giornalista francese Fabrizio Calvi, in cui «racconta la carriera criminale del Mangano, esponente della famiglia mafiosa di Porta Nuova, estorsore e grande trafficante di stupefacenti, ed espone quanto è a sua conoscenza e quanto ritiene di rivelare sui rapporti tra Mangano, Dell'Utri e Berlusconi. Nel corso dell'intervista il dr. Borsellino, pur mantenendosi cauto e prudente per non rivelare notizie coperte da segreto o riservate, consultando alcuni appunti in suo possesso, forniva indicazioni sulla conoscenza di Mangano con il Dell'Utri e sulla possibilità che il Mangano avesse operato, come testa di ponte della mafia a Milano in quel medesimo ambiente (...). «Ma, se così è, non è detto che i contenuti di quell'intervista non siano circolati tra i diversi interessati, che qualcuno non ne abbia informato Salvatore Riina e che questi ne abbia tratto autonomamente le dovute conseguenze, visto che, come abbiamo detto in precedenza, questa Corte ritiene, come Brusca e non come Cancemi, che il Riina possa aver tenuto presente nel decidere la strage gli interessi di persone che intendeva "garantire per ora e per il futuro", senza per questo eseguire un loro ordine o prendere formali accordi o intese o dover mantenere promesse. Alla fine di maggio del 1992, dopo la strage di Capaci, Cosa nostra era in condizione di sapere che Paolo Borsellino aveva rilasciato una clamorosa intervista televisiva a dei giornalisti stranieri, nella quale faceva clamorose rivelazioni su possibili rapporti di Vittorio Mangano con Dell'Utri e Berlusconi, rapporti che avrebbero potuto nuocere fortemente sul piano dell'immagine, sul piano giudiziario e sul piano politico a quelle forze imprenditoriali e politiche alle quali fanno esplicito riferimento le dichiarazioni di Angelo Siino, sulle quali i capi di Cosa nostra decisamente puntavano per ottenere quelle riforme amministrative e legislative che conducessero in ultima istanza ad un alleggerimento della pressione dello Stato sulla mafia e alla revisione della condanna nel maxi processo. «Con quell'intervista Borsellino mostrava di conoscere determinate vicende; mostrava soprattutto di non avere alcuna ritrosia a parlare dei rapporti tra mafia e grande imprenditoria del nord, a considerare normale che le indagini dovessero volgere in quella direzione; non manifestava alcuna sudditanza psicologica ma anzi una chiara propensione ad agire con gli strumenti dell'investigazione penale senza rispetto per alcun santuario e senza timore del livello al quale potessero attingere le sue indagini, confermando la tesi degli intervistatori che la mafia era non solo crimine organizzato ma anche connessione e collegamenti con ambienti insospettabili dell'economia e della finanza. Riina aveva tutte le ragioni di essere preoccupato per quell'intervento che poteva rovesciare i suoi progetti di lungo periodo, ai quali stava lavorando dal momento in cui aveva chiesto a Mangano di mettersi da parte perché intendeva gestire personalmente i rapporti con il gruppo milanese. È questo il primo argomento che spiega la fretta, l'urgenza e l'apparente intempestività della strage. Agire prima che in base agli enunciati e ai propositi impliciti di quell'intervista potesse prodursi un qualche irreversibile intervento di tipo giudiziario». 2. La trattativa in corso tra Cosa nostra e uomini dello Stato: «Per Brusca, Borsellino muore il 19 luglio 1992 per la trattativa che era stata avviata fra i boss corleonesi e pezzi delle istituzioni. Il magistrato era venuto a conoscenza della trattativa e si era rifiutato di assecondarla e di starsene zitto. Nel giro di pochi giorni dall'avvio della trattativa Borsellino viene massacrato». 3. L'annuncio pubblico, fatto circolare dopo la morte di Falcone, che Borsellino sarebbe diventato procuratore nazionale antimafia. L'ombra dei servizi segreti. C'è, dunque, una trattativa in corso tra pezzi dello Stato e Cosa nostra, sullo sfondo delle stragi del 1992-93. Ma c'è anche l'ombra dei servizi segreti. Secondo un consulente tecnico molto valorizzato nella sentenza, il mago delle analisi dei traffici telefonici Gioacchino Genchi, personaggi misteriosi (ma non mafiosi) hanno tenuto sotto controllo i telefoni di Borsellino e forse hanno controllato dall'alto - dal monte Pellegrino - la zona della strage. Sul monte Pellegrino sorge il Castello Utveggio, bizzarra costruzione in cui ha sede il Cerisde, un misterioso centro studi che, secondo Genchi, copriva un centro del Sisde, il servizio segreto civile in quegli anni controllato a Palermo da Bruno Contrada. L'analisi dei tabulati delle telefonate di un indagato, Gaetano Scotto, ha evidenziato una chiamata, avvenuta qualche mese prima della strage, tra Scotto e l'utenza del Castello Utveggio. Sul luogo della strage, poi, scompare misteriosamente l'agenda di Borsellino, da cui il magistrato non si separava mai. Un'utenza telefonica clonata, in possesso di boss mafiosi, chiama uno dei villini che si trovano lungo il tragitto che l'auto di Borsellino ha percorso la domenica della strage, ma anche alcune utenze del Sisde. Pochi secondi dopo l'esplosione, dalla sede del Sisde (sempre vuota la domenica, tranne quella domenica) parte una telefonata che raggiunge il cellulare di Contrada. Ma mentre erano in corso queste delicatissime indagini, aveva spiegato Genchi in aula, la pista dei possibili «aiuti esterni» viene bruciata dall'intempestivo fermo di Pietro Scotto e lo stesso Genchi è costretto a farsi da parte. In conclusione, la sentenza afferma che «non vi è ragione di ricorrere a mandanti occulti o a un terzo livello per ammettere che nei grandi delitti di mafia esistono complicità e connivenze che il sistema non riesce a individuare e a portare alla luce». I giudici, richiamando il contributo portato nel processo da Genchi, sottolineano i «condizionamenti e i veri e propri divieti opposti a quanti all'interno degli apparati pubblici agivano con l'esclusivo intento di ricerca della verità, e nel caso di specie all'indagine su tracce e dati che riconducevano a un sostegno logistico ed informativo al commando mafioso di non identificati soggetti appartenenti ad apparati pubblici». I giudici così concludono: «Questo processo concerne esclusivamente gli esecutori materiali, coloro che hanno attivamente lavorato per schiacciare il bottone del telecomando. Ma questo stesso processo è impregnato di riferimenti, allusioni, elementi concreti che rimandano altrove, ad altri centri di interessi, a coloro che in linguaggio non giuridico si chiamano i "mandanti occulti", categoria rilevante non solo sotto il profilo giuridico, ma anche sotto quello politico e morale. E quindi qui finisce il processo agli esecutori della strage di via D'Amelio, ma non certamente la storia di questa strage annunciata che deve essere ancora in parte scritta». |
|
|
|
|
|
#19 |
|
Member
Iscritto dal: Jan 2007
Messaggi: 41
|
La storia di Berlusconi e Marcello Dell'Utri |
|
|
|
|
|
#20 |
|
Member
Iscritto dal: Jan 2007
Messaggi: 41
|
Ancora l'Agenda Rossa
E' ormai da mesi che continuo in ogni occasione a parlare di questa Agenda Rossa. Ad essa e alla sua sottrazione da parte dei Servizi è legato secondo me se non il motivo principale sicuramente il motivo immediato dell'eliminazione di Paolo Borsellino. Qualcuno sapeva o forse aveva addirittura visto Paolo prendere su quell'agenda degli appunti che dovevano sparire e qualcuno ha fatto in modo che quegli appunti sparissero. Non importa se per questo hanno dovuto preparare in fretta un'attentato che ha fatto saltare in aria un intero quartiere e stroncato sei vite. Non importava quella che sarebbe sicuramente stata la reazione dello Stato e della società civile di fronte a questa strage così riavvicinata a quella di Capaci, la cui preparazione era stata invece estremamente meticolosa perché non ci fossero rischi di fallimento. Importava solo che quell' agenda sparisse o meglio che venisse sottratta e conservata in luogo sicuro perché potesse essere usata, anche a distanza di anni, per potere gestire quei ricatti che potrebbero arrivare a livelli inimmaginabili all'interno delle Istituzioni e condizionare l'allora futura, ma oggi attuale, vita politica del paese. Importava anche che insieme all'agenda sparisse ogni possibile traccia scritta o registrata che Paolo potesse avere lasciata a casa sua o nel suo ufficio sotto forma di appunti o di annotazioni relative alle sue indagini, ai suoi colloqui e ai suoi incontri di quei frenetici giorni di lavoro tra il 23 Maggio e il 19 Luglio nei quali Paolo continuava a dire "Ho fretta, ho fretta, devo fare in fretta" ed anche "Sto vivendo la mafia in diretta". E' per questo che come Via D'Amelio era piena di uomini dei Servizi subito dopo, e probabilmente anche prima, dello scoppio della macchina piena di tritolo, così anche lo studio di Paolo in Via Cilea si riempì, mentre i resti di Paolo non erano ancora messi nella bara, di uomini non in divisa e non identificabili che misero a soqquadro tutto e portarono via tutto quanto era possibile. Questo è quanto mi hanno raccontato i miei nipoti Lucia e Manfredi. Avevo pensato fino a qualche tempo fa che quanto contenuto nell'Agenda Rossa riguardasse soltanto la scellerata trattativa avviata tra Stato e Mafia e comunicata a Paolo il giorno 1 di Luglio nell'ufficio di Mancino, il quale si trincera dietro improbabili e impossibili amnesie per fingere di non ricordare. Mi sto a poco a poco rendendo conto che lo scenario è in effetti molto più ampio. Che riguarda anche le indagini che Giovanni Falcone non aveva potuto portare avanti su Gladio, le logge massoniche del Trapanese e quegli stessi traffici di armi per cui sarà uccisa Ilaria Alpi, indagini di cui Paolo era certamente al corrente e le cui tracce sono state fatte sparire insieme ai computers di Giovanni Falcone. Che riguarda anche le indagini relative alle collusioni tra imprenditoria del Nord e organizzazioni criminali di cui Paolo parla in quell'intervista a due giornalisti francesi che pressioni di ogni tipo hanno sempre cercato di evitare che venisse portata all'attenzione dell'opinione pubblica.. Che riguarda anche le trattative dirette tra la mafia e quei nuovi referenti politici che la mafia stessa stava cercando dato che i precedenti non venivano più considerati affidabili come era dimostrato dall'omicidio di Salvo Lima, il referente in Sicilia di Giulio Andreotti. Forse la trattativa tra Mafia e Stato per cui e' stato ucciso Paolo Borsellino era più ampia di quanto io abbia sempre creduto e riguardava non solo il "papello", di Toto' Riina ma anche questi punti, che forse ne costituivano la parte principale. Oggi, dopo 16 anni, grazie al coraggio di un Giudice, Ottavio Sferlazza, che per ben due volte si è rifiutato di archiviare le indagini sulla sparizione dell' Agenda Rossa, furto che stava per andare in prescrizione dato che era stata rubricata finora come il semplice furto di una qualsiasi agenda, di Agenda Rossa si ricomincia a parlare. Il Colonnello Arcangioli, allora Capitano e Comandante del Nucleo Operativo palermitano dell'Arma, viene finalmente indagato per furto aggravato con l'ulteriore contestazione di avere favorito l'associazione mafiosa. Giovanni Arcangioli è l'uomo che è stato filmato mentre si allontana dalla macchina di Paolo ancora in fiamme con in mano la borsa di cuoio che sicuramente conteneva l'agenda, fotogrammi che sono saltati fuori quasi per caso e senza i quali forse di Agenda Rossa non si sarebbe mai parlato. Giovanni Arcangioli dichiara ora, per difendersi, che non sono stati svolti accertamenti sui funzionari dei Servizi in Via D'Amelio e dice che occorre guardare in tutte le direzioni perché dalle stesse indagini della Procura di Caltanissetta emerge che altri, non lui, erano interessati all' Agenda. Ma chi ci dice che lui non fosse interessato per conto di altri, ci ci dice che lui stesso non fosse in rapporto con quei Servizi che oggi accusa ma senza fare nomi ed indicare persone che sicuramente conosce. Chi ci dice che non si tratti della solita tattica di disinformazione, in cui i Servizi stessi sono tanto versati, di accusare tutti in modo che si crei confusione e che alla fine non si arrivi da nessuna parte. Se ha dei nomi da fare li faccia e chiarisca una volta per tutte quelle innumerevoli contraddizioni e cambi di versione in cui è caduto o di cui si è servito fino ad oggi. E le stesse contraddizioni chiariscano anche quelle altre persone, anche magistrati o ex Magistrati, che fino ad ora sono stati interessati in questa vicenda piena di "non so", "forse" e non "ricordo". A meno che tutti non siano stati colpiti da quella stessa epidemia la cui prima vittima è stata e continua ad essere lo smemorato di Montefalcione. http://www.19luglio1992.com/index.ph...tent&Itemid=28 |
|
|
|
|
| Strumenti | |
|
|
Tutti gli orari sono GMT +1. Ora sono le: 13:33.




















