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#1 |
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Junior Member
Iscritto dal: Aug 2005
Città: Torino
Messaggi: 44
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Aiutiamo Ivan Liggi
Se hanno dato la grazia a Bompressi, non vedo perchè lui debba stare in carcere.
http://www.ivanliggi.com/
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"Vi furono uomini che nel sudore,nel sangue, nella paura, nel diuturno impegno a meritarsi il rispetto di se stessi, ebbero la ventura di riconoscersi nel nome Folgore" |
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#2 |
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Senior Member
Iscritto dal: Jun 2000
Città: di origine, di nascita, di residenza, di domicilio, di lavoro: Roma...però nel cuore c'è solo l'INTER!
Messaggi: 9601
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peccato che tu abbia rovinato una lodevole iniziativa con quella premessa del tutto fuori luogo.
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#3 | |
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Bannato
Iscritto dal: Feb 2001
Città: outside italy
Messaggi: 1214
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ho sentito una volta della vicenda, purtroppo anche sul sito non c'è il racconto di come si sono svolti i fatti.
Quote:
hai altri link che riportano la vicenda? |
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#4 |
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Amministratore
Iscritto dal: Jan 2001
Città: Luino (VA)
Messaggi: 5122
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Ha sparato ad uno (incensurato) che scappava da un posto di blocco, uccidendolo.
http://www.poliziotti.it/public/aiut...an%20Liggi.htm "Il 24 febbraio ’97 Ivan Liggi, agente all’epoca 27enne della Polizia Stradale di Rimini, fa fuoco per fermare l’auto su cui corre Giovanni Pascale, 33 anni, di Riccione, che si era dato alla fuga dopo aver saltato un posto di blocco e un inseguimento durato a lungo. Il proiettile spacca il lunotto posteriore e colpisce alla testa il conducente incensurato, che muore. Il 15 ottobre scorso, la quinta sezione della Cassazione, ha confermato la seconda condanna della Corte d’Assise d’appello di Bologna: 9 anni e 5 mesi di reclusione perché l'agente, secondo i giudici della Suprema corte, ha fatto fuoco volontariamente ad altezza uomo. Nove anni e 5 mesi che Ivan ha iniziato a scontare in una cella del carcere di Forlì in attesa di essere trasferito in uno dei carceri militari di Peschiera del Garda o Santa Maria Capua Vetere. Ivan, dopo 5 anni di sospensione, era stato reintegrato in servizio presso la Polfer di Pesaro e in questi anni, in attesa del giudizio definitivo, si è distinto anche per due episodi per i quali è stato proposto per una premiazione per interventi particolarmente rischiosi effettuati fuori servizio. In primo grado Ivan era stato condannato dalla Corte d'Assise di Rimini a 4 anni per omicidio colposo e per falso. Il procuratore generale di Bologna però aveva impugnato la sentenza. L'accusa è stata trasformata in omicidio volontario dalla Corte d'Appello di Bologna nel 2000. La Cassazione il 3 luglio del 2001 aveva però annullato questa sentenza e aveva rinviato ad una nuova sezione della Corte d'appello di Bologna. E' seguita una condanna a nove anni e 5 mesi per omicidio volontario. Intanto anche la Corte dei Conti ha presenta il suo "conto" e condannato Ivan a risarcire al Ministero dell'Interno 130.000 euro, pari alla somma anticipata alle due sorelle del giovane ucciso. Per 5 anni Ivan è stato sospeso dal servizio. Le sorelle di Pascale intanto perdonano. Ivelise Pascale aveva lanciato un appello: "Perdono il ragazzo che ha ucciso mio fratello. Salvatelo perché non ci sia un'altra vittima in questa tragedia". Il 15 ottobre la sentenza della Cassazione ha messo fine alla triste vicenda e forse ad un altra vita. Ognuno tragga le proprie conclusioni dalla vicenda di Ivan. Ho parlato ancora al telefono col padre, un poliziotto della Stradale in pensione. Inutile dire che il Dipartimento della P.S. li ha abbandonati al proprio destino, è una "prassi" ormai consolidata. In fondo, Ivan è "solo" un Agente. Contiamo anche di poter leggere il racconto della sua drammatica esperienza se lui stesso avrà voglia di raccontarcela e nella misura in cui le norme di legge lo permetteranno. Ivan si trova ora in una cella del carcere di Forlì. Personalmente, mi sento di aggiungere una breve riflessione: Stefano Biondi è stato ucciso perché, forse, ha aspettato un attimo di troppo prima di fare fuoco contro i criminali che l'hanno assassinato. Se nella circostanza tragica della sua morte, invece, fosse rimasto "solo" ferito e avesse a sua volta ferito o ucciso i suoi killer, oggi sarebbe imputato di omicidio volontario ?" Una disgrazia, ma come ce ne sono mille altre IMHO. In fondo ha sparato e ucciso e non c'è mezzo dubbio su questo. |
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#5 |
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Junior Member
Iscritto dal: Aug 2005
Città: Torino
Messaggi: 44
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Sulla domanda di grazia che c'è sul sito che ho postato, c'è una dettagliata descrizione di come si sono svolti i fatti.
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"Vi furono uomini che nel sudore,nel sangue, nella paura, nel diuturno impegno a meritarsi il rispetto di se stessi, ebbero la ventura di riconoscersi nel nome Folgore" |
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#6 |
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Bannato
Iscritto dal: Feb 2001
Città: outside italy
Messaggi: 1214
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ecco, ho trovato questo:
Dall'ottobre del 2004, Ivan Liggi "è l'unico agente italiano in carcere, con sentenza definitiva, perché giudicato colpevole del reato più grave, l'omicidio volontario, commesso durante un'operazione di polizia, non fuori servizio". A lui è stato dedicato anche un libro: "Un poliziotto in galera - L'odissea giudiziaria di Ivan Liggi" scritto da Massimo Pandolfi, caporedattore de "Il Resto del Carlino" (autore, con Riccardo Fantini, del libro "Inchiostro rosso - Le vere veline dell'era Berlusconi"), e Simona Pletto, giornalista de "La Voce di Romagna", e pubblicato da Edizioni Ares. Nel libro si racconta dettagliatamente questa drammatica vicenda che inizia il 24 febbraio 1997, a Rimini. In estrema sintesi, la storia è la seguente. Giovanni Pascale quel giorno, alla guida della sua auto, compie un'infrazione che viene notata da una pattuglia della polizia stradale formata da Ivan Liggi e dal collega Cristian Briganti. I poliziotti tentano inutilmente di fermare Pascale che fugge con l'auto rischiando anche, ad un certo punto, di causare un incidente con un altro automobilista. L'inseguimento prosegue tra un semaforo rosso non rispettato ed anche un tentativo di Pascale di buttar fuori strada l'auto dei poliziotti, mentre lo affiancano e gli intimano nuovamente l'alt con la paletta di servizio. Ad un successivo semaforo rosso, grazie anche alla presenza di altre auto ferme e ad una manovra compiuta da Liggi, Giovanni Pascale si trova bloccato senza possibilità di proseguire. I poliziotti escono quindi dall'auto per raggiungere la sua macchina. Ivan Liggi scende subito dopo il collega ed estrae la pistola d'ordinanza inserendo un colpo in canna. Giovanni Pascale, che appare con lo sguardo fisso avanti a sé, quando gli viene intimato di scendere dall'auto inserisce la sicura alla portiera, sempre senza girare lo sguardo. Ivan Liggi, vedendo la resistenza passiva opposta dall'uomo, ripone la pistola in fondina per tentare di aprire lo sportello con entrambe le mani mentre il conducente continua a guardare fisso in avanti. Per questo motivo, Ivan prova quindi a portarsi di fronte all'auto di Pascale. Ma proprio in quel momento le auto incolonnate cominciano a ripartire perché il semaforo è tornato verde. Anche Pascale riparte investendo Ivan Liggi, che mette le mani sul cofano dell'auto per ripararsi dall'impatto. Ivan cade a terra, anche se non completamente, e, mentre vede l'auto allontanarsi, si rialza velocemente e prova ad inseguirla a piedi estraendo istintivamente la pistola. Dall'arma parte un colpo, uno soltanto. L'auto prosegue la sua corsa per un altro centinaio di metri, per poi fermarsi sbattendo contro un palo. Ivan, insieme al collega, risalgono in auto e raggiungono rapidissimamente la vettura di Pascale. Purtroppo, per Giovanni non c'è nulla da fare: giace sanguinante, colpito alla testa. Giovanni Pascale, la vittima, era un bravo ragazzo tutto casa, lavoro e Chiesa. Non era affatto un delinquente. Ancora non si sa esattamente perché quel giorno abbia agito in quel modo, quasi come se fosse un automa (continuava a guardare fisso davanti a sé nonostante le urla dei poliziotti che gli chiedevano di scendere dall'auto). Secondo alcuni aveva paura di arrivare in ritardo al lavoro: era infatti stato richiamato dal suo datore di lavoro perché proprio in quel periodo tardava spesso a prendere servizio. Ma questa ipotesi appare poco plausibile perché Giovanni doveva iniziare la sua attività (svolta in un centro commerciale poco lontano) entro le ore 8.30 e, quando è accaduta la tragedia, non erano ancora le 7.30. Secondo altri la causa è da ricercarsi in un possibile effetto collaterale dovuto ai farmaci antidepressivi che assumeva, essendo in terapia già da alcuni mesi da una psicoterapeuta neurologa. Purtroppo, Giovanni Pascale si è portato via con sé la soluzione a questo enigma. Ad ogni modo, da quel giorno, per Ivan Liggi inizia una vera e propria odissea giudiziaria che, come evidenziato molto più chiaramente nel libro, è stata ulteriormente complicata da un iniziale "intervento" di alcuni superiori ma che, una volta chiarite le cose, presenta aspetti davvero paradossali. Il risultato è che Ivan, a distanza di poco meno di otto anni da quel tragico giorno, finisce in carcere condannato a nove anni e cinque mesi di detenzione per "omicidio volontario". L'odissea giudiziaria si svolge in cinque tappe. Nel 1998, la Corte d'Assise di Rimini condanna Ivan a quattro anni per "omicidio colposo" e "falso ideologico", con sospensione per cinque anni dal servizio (pena che comunque non l'avrebbe portato in carcere). Nel 2000, la prima sezione della Corte d'Assise d'Appello di Bologna impugna la sentenza e trasforma l'imputazione in "omicidio volontario" (più di nove anni di carcere). Nel 2001, dopo il ricorso della difesa, la Cassazione annulla la precedente sentenza rinviandola alla Corte d'Appello di Bologna. Nel 2002, la Corte d'Appello di Bologna riconferma la condanna per "omicidio volontario". Nel 2004, la Cassazione rende inutile l'ulteriore ricorso della difesa e, con sentenza definitiva, condanna Ivan Liggi al carcere (9 anni e 5 mesi) e all'interdizione perpetua dai pubblici uffici. Anche la Corte dei Conti fa la sua parte e chiede a Liggi di risarcire al Ministero dell'Interno la somma di 130mila Euro più gli interessi, pari a 11,16 Euro giornalieri, che maturano dal 28 febbraio 2003. A nulla è servito far presente ai giudici che, come si può anche dedurre da una sentenza del 1991, la mancata reiterazione dei colpi alluda alla mancanza del dolo di omicidio volontario, come sempre sostenuto da Liggi. E questa tesi è anche avallata da alcune testimonianze, di cui però stranamente non si è tenuto sufficientemente conto, ma anche dal fatto che Ivan otteneva punteggi scarsi al poligono di tiro e, perciò, non poteva certo essere considerato un "cecchino". Quindi, secondo gli autori del libro (ma anche del sottoscritto che - essendo stato istruttore e commissario del Tiro a Segno Nazionale - lo ha letto e riletto valutando, per così dire, anche alcuni aspetti tecnici) e di tante altre persone che hanno seguito la vicenda da vicino, questa storia non è altro che un tragico incidente (dovuto sicuramente ad imperizia di Liggi) che ha fatto non una ma due vittime: Giovanni Pascale e lo stesso Ivan. Imperizia, non volontà omicida, come invece ha decretato la Cassazione. Purtroppo, fino ad oggi, non ha ancora avuto seguito la domanda di grazia, presentata dalla famiglia Liggi il 15 marzo 2005 e supportata da circa 15mila persone, fra cui Ivelise Pascale, sorella di Giovanni, che ha offerto ad Ivan il suo perdono. E' quindi inevitabile chiedersi perché, come scrive anche il padre di Ivan, «c'è chi dopo tanti omicidi e dopo aver sciolto il corpo di un bambino nell’acido, ottiene i permessi per uscire dal carcere», mentre per un ex poliziotto, incappato in un tragico errore durante lo svolgimento del proprio lavoro, ancora non si sia mosso nulla. |
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#7 |
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Senior Member
Iscritto dal: Apr 2005
Città: Napoli
Messaggi: 6817
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Fatemi capire...
- Non si è fermato all'alt. - Inseguito ha più volte rischiato di causare incidenti. - Ha tentato di speronare l'auto della Polizia che lo inseguiva. - Ha resistito all'arresto, chiudendo le sicure. - Ha INVESTITO un pubblico ufficiale che lo intimava di fermarsi. (non è chiara la dinamica: si dice che era davanti ed ha messo le mani sul cofano, ma poi gli spara da dietro... Ma gli è passato sopra con l'auto??? )- Era in evidente stato confusionale e quindi alla guida di un'auto era un pericolo per se e per gli altri. - Il poliziotto ha avuto solo la colpa di sbagliare mira. (certo, poteva inseguirlo in auto e tentare di mandarlo fuori strada, ma se non c'era gente in giro, magari era più sicuro sparargli per fermarlo) Non vedo cosa altro doveva fare il poliziotto...
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#8 | |
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Amministratore
Iscritto dal: Jan 2001
Città: Luino (VA)
Messaggi: 5122
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![]() Una piccola differenza che ha portato alla morte una persona. Con questo non dico che sia giusto l'omicidio volontario, ma mi sembra anche giusto che qualcuno paghi per queste azioni. |
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#9 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Mar 2001
Messaggi: 2202
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direi che ci sono casi per cui l'omicidio debba venire premiato, qua non si trattava del ragazzino in scooter che voleva fare il bullo
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#10 | ||
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Senior Member
Iscritto dal: Nov 2003
Messaggi: 1831
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cmq di questa vicenda se ne è già parlato, questo è il 3d: http://www.hwupgrade.it/forum/showth...5&page=1&pp=20 ah, la teoria della difesa della mira sbagliata è stata respinta dai giudici: Quote:
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#11 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Apr 2000
Messaggi: 433
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#12 |
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Junior Member
Iscritto dal: Aug 2005
Città: Torino
Messaggi: 44
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Vorrei chiedervi di mettervi nei panni di un agente di polizia che vede una macchina che di proposito non si ferma ad un posto di blocco, cerca di scappare imboccando sensi unici dal lato opposto (e grazie a Dio non ha beccato nessuno), cerca di tamponare la volante, quando si ferma al semaforo blocca le portiere nonostante avesse due agenti che lo tenevano sotto tiro, quando si vede il poliziotto davanti cerca di investirlo. Voi al posto suo cosa avreste pensato? Questo è pieno di droga, ha un cadavere nel bagagliaio, ecc...
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#13 | |
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Amministratore
Iscritto dal: Jan 2001
Città: Luino (VA)
Messaggi: 5122
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Nel dubbio uccidi? ![]() Ben sapendo che potrebbe anche essere uno semplicemente impaurito o con un grammo di marjuana in tasca? |
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#14 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Mar 2001
Città: PV Milano Nord
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"W la foca, che dio la benedoca"
poteva risolvere tutto la sinistra negli anni in cui ha governato e non l'ha fatto. O sono incapaci o sta bene anche a "loro" cosi. L'una o l'altra inutile scandalizzarsi.[plutus] |
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#15 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Mar 2001
Città: PV Milano Nord
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polizia probabilmente ha ragione - non ti fermi all'alt probabilmente hai torto... qui invece ormai è di moda il contrario!! la polizia di merda che ammazza e picchia senza nessun motivo!!! e poi ci si stupisce dei cori 10-100-1000 nassirya...
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#16 | |
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Amministratore
Iscritto dal: Jan 2001
Città: Luino (VA)
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Ottimo contributo al thread. Ho detto che mi sembra strano invocare la grazia per questo caso. Se avessi perso un po' di tempo a leggere anche gli interventi precedenti lo avresti capito. Vuoi l'ordine a pistolettate e cadaveri? Idea tua che rispetto, ma se permetti esistono anche altre visioni del mondo. |
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#17 | |
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Amministratore
Iscritto dal: Jan 2001
Città: Luino (VA)
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#18 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Mar 2001
Messaggi: 2202
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sì però brodin, se uno prima sfonda un posto di blocco poi si da alla fuga infine tenta di investire l'agente e oppone resistenza... che avrebbe dovuto fare, svuotare un uzi prima di scendere dalla macchina? a me non piace la giustizia che spara al ragazzino se non si ferma alla paletta del vigile ma qua siamo all'estremo opposto. un poliziotto deve sanguinare prima di sparare? per questi casi se ci scappa il morto, scusa, ma se l'è cercata e poi tanto per restare in tema costui magari sarebbe stato schedato, rilasciato, rischedato... ripeti in loop fino a quando vuoi, sbattilo in galera e poi arriva il mastellone e tutti vissero felici e contenti io seriamente mi sento preso per il culo. nel far west erano più civili, almeno gli sceriffi non li sbattevano al gabbio e i delinquenti li impiccavano in piazza
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#19 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Mar 2001
Città: PV Milano Nord
Messaggi: 3851
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ma davvero mi sono rotto le palle della gente che attacca la polizia senza neanche capire cosa è successo! li metterei un giorno con una divisa e li farei andare in giro per le città a essere presi per il culo da qualsiasi pirla intorno (scene così a milano se ne vedono sempre) cazzo non è possibile che la polizia (e i cc ecc ecc chiaramente) abbiano sempre torto... LORO SONO LI FUORI A GIOCARSI IL LORO CULO PER PERMETTERE A NOI DI AVERLO BELLO AL SICURO DAVANTI AD UN MONITOR!!! RISPETTO SENZA SE E SENZA MA
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#20 | |
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Amministratore
Iscritto dal: Jan 2001
Città: Luino (VA)
Messaggi: 5122
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Quote:
(Zuper, questo sopra è un contributo costruttivo al thread). Io sto contestando al richiesta di grazia, non altro. E' risultato che il morto era un "balordo" e non Bin Laden e queste cose contano. Le attenuanti il poliziotto infatti le ha avute (se io mi macchio di omicidio volontario come minimo mi prendo 30 anni, non 9). Io posso essere vicino al suo dolore e alla sua condizione di Poliziotto, mestiere tutt'altro che facile, ma francamente troverei anche ingiusto vedere un omidicio, per quanto colposo, impunito. Ci sono moltissimi casi come questo purtroppo, mi spiace per loro ma non vedo come si possa invocare una licenza di uccidere nel dubbio
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