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#1 |
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Iscritto dal: Aug 2005
Messaggi: 41
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Nuovo corso di Giurisprudenza
Salve a tutti, sono nuovo! Dico subito che questo forum è bellissimo e soprattutto molto utile; credo proprio che sia indispensabile trovare persone con cui discutere e scambiare opinioni grazie all'avvento di Internet. Comincio, inaugurnadomi
Ultima modifica di ale.minu : 01-07-2006 alle 22:52. |
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#2 |
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Member
Iscritto dal: Aug 2005
Messaggi: 41
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Nessuno mi risponde?
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#3 |
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Member
Iscritto dal: Aug 2005
Messaggi: 41
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Magari ho detto una novità che non lo è... ditemelo
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#4 | |
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Junior Member
Iscritto dal: May 2006
Messaggi: 20
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Quote:
Diciamo che il corso unico di 5 anni (1+4) presenta il vantaggio di non dover redigere la tesina al termine dei tre anni. Questo significa che risparmierai circa 6 mesi del tuo tempo, da dedicare invece agli esami "veri". Altro vantaggio è che sono eliminate tutte le attività formative da 1 credito (però non so se è così in tutte le università). Considera che portavano via sempre un sacco di tempo, e spesso ti costringevano a frequentare corsi tutto meno che utili alla tua preparazione. Gli esami sono rimasti grossomodo gli stessi; diciamo che, vista l'assenza della tesina, il ritmo è un po' più "soft"; ma non ti aspettare un cambiamento radicale: qualche esame del secondo anno slitta al terzo, e qualcuno del primo slitta al secondo. Nulla di più. Ci sono, accennavo prima, anche degli svantaggi. O, meglio, ce n'è uno solo: il fatto che dopo tre anni non si possa più ottere la laurea triennale. Alcuni dicono di voler continuare con la triennale perché vogliono spenderla ai concorsi pubblici o per farsi assumere dalle ditte private. Tuttavia, visto com'è oggi il mercato del lavoro e visto che chi si laurea in giurisprudenza lo fa di solito o per entrare nel mondo delle libere professioni o per difendere la propria posizione ed il patrimonio familiare, dubito che possano esserci questi sbocchi. Io, ad esempio, non ho mai conosciuto nessuno che sia stato assunto in virtù della triennale. Insomma, tirando le fila del discorso, visti i pro e i contro, è meglio optare per il nuovissimo ordinamento quinquennale. Io ho fatto così. Il vantaggio aumenta ancora di più se non hai già iniziato il corso, ma se stai solo per iscriverti. Ciao! |
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#5 |
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Member
Iscritto dal: Jun 2006
Città: Pisa
Messaggi: 47
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vorrei chiedere una cosa a massimassi o ad altri: una laurea in giurisprudenza presa in 10 anni e con votazione piuttosto bassa (media esami su 23-24) è spendibile in qualche modo?
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#6 | |
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Junior Member
Iscritto dal: May 2006
Messaggi: 20
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Quote:
Se hai un patrimonio di famiglia, insomma se sei ricco e qualche tuo parente ti ha lasciato una bella eredità e ti serve la leurea in giurisprudenza solo per fregiarti del titolo di avvocato e amministrare difendere i tuoi beni, allora è spendibilissima. Ancora, è spendibile se hai garanzie che qualche tuo parente o amico ti assicuri il posto nel suo studio. La puoi spendere anche per provare a passare tutti i concorsi pubblici che verranno indetti. Inoltre la laurea in giurisprudenza ti può aprire altre prospettive che non sono soltanto quelle di fare le professioni (avvocato/notaio/magistrato). Prima dovresti dirci quali sono i tuoi "sogni", e per cosa pensi che una laurea del genere possa servire nella tua vita. Altrimenti si possono fare mille ipotesi, ma non è detto che quella che andrò a formulare sarà pertinente alla tua situazione! |
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#7 |
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Member
Iscritto dal: Aug 2005
Messaggi: 41
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Ma perchè la specialistica a ciclo unico in giurisprudenza si chiama 1+4 ??
Ho anche sentito dire che adesso quest'ultima richiede un test di ammissione ed è diventata a numero chiuso come medicina.. ma è vero? |
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#8 | |
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Junior Member
Iscritto dal: May 2006
Messaggi: 20
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Quote:
Se, ad esempio, scegli l'indirizzo "internazionalistico", dovrai sostenere alcuni esami riguardanti la comparazione dei diversi sistemi giuridici ed il diritto internazionale. Se scegli il curriculum "generale" avrai modo di sostenere alcuni altri esami dal sapore eterogenero; se scegli il curriculum del "giurista d'impresa" avrai qualche esame commutato dalla facoltà di Economia (ad esempio Economia Aziendale). Sia chiaro, comunque, che le materie "toste" quelle sono, e rimangono comuni per tutti qualsiasi sia il curriculum scelto: tanto per fare nomi, Diritto Privato (ora diviso in due parti), Diritto Costituzionale, Diritto Commerciale, Diritto Penale, le due Procedure. Riguardo al test d'ammissione a girusprudenza, questo non è una novità. C'è ormai da qualche anno: ad esempio, a Roma ce l'hanno da più di tre anni Tor Vergata e Roma Tre, nonché tutte le altre università private. Solo La Sapienza è rimasta ad accesso libero, ed infatti è un bordello talmente confusionario che non ci va più nessuno. Dal canto mio, ti consiglio di optare senza remore per una facoltà con il nummero chiuso. Se non può essere garanzia di efficienza universitaria, almeno ne è un buon auspicio. Per quello che riguarda la difficoltà del test, non avere paura: devi essere veramente un idiota per non passarlo. Sono cani e porci a tentare il corso di laurea in giurisprudenza; più della metà di chi ci prova alla fine lascia entro il primo anno. Il test d'ingresso risulta, quindi, già un ottimo strumento di scrematura. |
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#9 |
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Member
Iscritto dal: Aug 2005
Messaggi: 41
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Allora giurisprudenza è come medicina? Bene.. così aumenta il suo prestigio...
Ultima modifica di ale.minu : 13-07-2006 alle 19:19. |
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#10 |
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Member
Iscritto dal: Aug 2005
Messaggi: 41
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Comunque sul sito della Bocconi www.uni-bocconi.it ho visto che nonostante l'introduzione della laurea specialistica magistrale a ciclo unico in giurisprudenza le integrazioni economiche non cambiano...
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