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#241 |
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Bannato
Iscritto dal: Aug 2004
Città: Roma Status:Superutente Messaggi totali:38335 Auto:Fiat Stilo 1.9 MJT Moto:Ducati Sport 900 IE
Messaggi: 1524
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Va che strano...
Ohibò! ![]() LuVi |
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#242 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Jan 2005
Città: Roma
Messaggi: 649
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#243 | |
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Bannato
Iscritto dal: Aug 2004
Città: Roma Status:Superutente Messaggi totali:38335 Auto:Fiat Stilo 1.9 MJT Moto:Ducati Sport 900 IE
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#244 |
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Junior Member
Iscritto dal: Jan 2005
Città: Roma
Messaggi: 18
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UP, continuiamo a tenere in alto questa discussione: per chi ancora non lo avesse fatto, nella mia sign ci sono i links per firmare le due petizioni contro la strage dei cuccioli di foca nonchè tutte le informazioni su quella che, checchè ne dica il governo canadese, è una vera e propria strage, perpetrata con violenza e ferocia...
Posto ancora il video dove si vedono, con mio grande dolore, animali da pelliccia scuoiati vivi... questo orrore dovrebbe finire... BASTA PELLICCE!!! Sempre per chi ancora non lo avesse fatto: fate girare il più possibile i links ed il video da me segnalati... l'unico modo per stroncare il mercato delle pellicce è sensibilizzare il maggior numero di persone possibile su una strage che, ancora nel 2005, costa la vita ogni anno a migliaia, se non milioni di animali da pelliccia, uccisi spesso in modo violento ed a costo di atroci sofferenze, addirittura scuoiati mentre sono ancora vivi... ripeto... BASTA PELLICCE!!! Ecco il VIDEO e grazie ancora a tutti della pazienza e della partecipazione! |
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#245 |
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Registered User
Iscritto dal: Mar 2004
Messaggi: 663
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Salve a tutti ancora...
Ho ricevuto un'altra mail della LAV dove informano che nella giornata di domani,su varie reti,verrà dedicato uno spazio al fenomeno brutale,sadico e inutile di cui si discute in questo thread:la caccia alle foche,anche se più che di caccia (parola di per sé già brutta) si può parlare di torture indescrivibili. Allo scopo di informarci tutti,pubblico gli orari assegnati a questo argomento dalle varie reti televisive,come segnalatomi dalla suddetta associazione. GIOVEDI' 12 MAGGIO 2005 Caccia alle foche, Canada: le immagini inedite del massacro Si è chiusa in Canada, con alcuni giorni di anticipo, la caccia ai piccoli di foca: raggiunta la quota triennale di quasi un milione di cuccioli orribilmente uccisi. La LAV testimone: le immagini inedite del massacro domani, 13 maggio 2005, nei telegiornali di: RAIUNO - Tg1 ore 11:30 - Tg1 ore 20 - Tv7 ore 23 circa ITALIA 1 - Studio Aperto ore 12:25 La 7 - TG ore 12:30 Inviterei tutti a farsi un giretto sul sito della LAV ,che non fa mai male,per partecipare anche ad altre campagne a difesa di tanti animali innocenti che,per i più disparati,futili motivi,subiscono ogni giorno violenze patendo pene inimmaginabile neanche lontanamente da privilegiati come "noi". Ci sono anche informazioni su prodotti cosmetici e per la cura della persona,non testati sugli animali (sarebbe anche il caso che tutti cominciassimo a dare un forte segnale anche in questo campo a società spietate come troppe ce ne sono,boicottandole) e tanto altro. Magari iscrivetevi pure alla newsletter,così queste cose potreste saperle da voi e,ogni tanto,se ne avete la possibilità,potreste anche fare qualche donazione,qualora lo voleste. Vi ringrazio per l'attenzione concessami.Saluti a tutti
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#246 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Nov 2003
Città: K-Pax
Messaggi: 1911
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#247 |
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Junior Member
Iscritto dal: Jan 2005
Città: Roma
Messaggi: 18
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Dal sito della LAV
Canada: raggiunta la quota di foche uccise 13/05/2005- Si è chiusa con alcuni giorni di anticipo la caccia alle foche in Canada (Golfo di San Lorenzo): la quota triennale fissata dal Governo canadese in 975.000 cuccioli di foca da uccidere nel 2003-2005 è stata ampiamente raggiunta con gli ultimi 330.000 (circa) cuccioli uccisi pochi giorni fa. La LAV, testimone sui ghiacciai del Canada, insieme a IFAW, dell’ennesima strage di foche, denuncia la crudeltà di questa attività dai risvolti economici internazionali, attraverso le immagini inedite delle ultime battute di caccia: foche scuoiate ancora vive, cuccioli massacrati a colpi ripetuti di hakapik, cacciatori ben organizzati con numerose e attrezzate navi e motoslitte. Anche quest’anno nessuna traccia degli indigeni Inuit che - secondo il Governo canadese – praticherebbero la caccia a scopo di sostentamento. In realtà in Canada il numero di foche uccise dalle popolazioni autoctone, è una frazione insignificante del totale delle uccisioni praticate per il commercio internazionale delle pelli, dell’olio e del grasso di foca. Nel 2004, ad esempio, l’ammontare totale di catture dalle popolazioni autoctone canadesi è stato di 5803 foche che corrisponde all’1,6% delle catture annuali e le quote canadesi di foche che si possono uccidere, non includono le catture fatte dalle popolazioni autoctone. Per comprendere l’ampiezza del devastante impatto umano sulla popolazione di foche del Nord-Ovest dell’Atlantico, è necessario andare oltre le statistiche fornite dal Canada e dalla Groenlandia e che indicano ben 2.387.618 foche cacciate su terra ferma nel decennio 1995-2004. Per stimare il numero complessivo di foche uccise ogni anno bisogna prendere in considerazione anche gli animali feriti che si disperdono però sotto il ghiaccio e nell’acqua e le foche che restano intrappolate nelle reti dei pescatori. In conclusione, il numero totale di foche uccise è probabilmente superiore di qualche centinaio di migliaia rispetto alle cifre ufficiali. “Per arginare questo massacro, è importante che il Governo italiano faccia la sua parte decidendo di vietare ogni commercio di prodotti di foca, grezzi e finiti, evitando così di continuare ad avere un suo peso economico nel nuovo piano triennale di foche da uccidere, che il Governo canadese si appresta a stabilire - dichiara Roberto Bennati, responsabile LAV delle campagne europee e testimone della caccia alle foche in Canada - L’Italia è infatti il secondo maggiore Paese europeo coinvolto nel commercio di prodotti di foca dopo la Danimarca e commercia legalmente pelli grezze e conciate, articoli e accessori di abbigliamento, olio e grasso di foca. Nel 2003 il nostro Paese ha importato 15.659 pelli di foca e ne ha esportate 7.688; inoltre ha esportato articoli e accessori di abbigliamento per un valore pari a 4,3 milioni di euro. La LAV si appresta a consegnare al Governo italiano più di 250.000 firme di cittadini che chiedono di vietare importazioni ed esportazioni di tali prodotti, raccolte attraverso una petizione che si può firmare, entro 30 giugno, sul web della LAV www.infolav.org “. L’attuale normativa in Italia e in Europa consente il commercio di prodotti di pelli, capi e oggetti di abbigliamento e olio di foca di tutte le specie presenti in Canada, a esclusione di quelle dal “manto bianco” o dal “manto grigio blu”. Gli Stati che finora hanno assunto ufficialmente una posizione contraria al commercio di prodotti derivati da questi animali, sono: - gli Stati Uniti: hanno proibito, con il “Marine Mammal Act”, l’importazione, l’esportazione, la vendita e il possesso di ogni prodotto derivante da mammiferi marini; - il Belgio: ha deciso di stabilire un bando sull’importazione e la vendita di pelli di foca; - la Gran Bretagna: ha espresso una condanna formale. La Commissione Affari Esteri del Parlamento italiano ha già approvato due Risoluzioni che impegnano il nostro Governo a emanare norme di divieto al commercio di prodotti di foca. “L’Italia in passato si è già schierata in favore degli animali emanando un’Ordinanza, trasformata in legge nel 2004, che ha vietato l’importazione e la commercializzazione delle pelli di cani e gatti. Ci auguriamo che ora il Governo italiano segua la scelta di civiltà già intrapresa in tema di pellicce di animali domestici, e segua l’esempio di paesi amici come gli Stati Uniti o il Belgio, ponendo fine a questo ingiustificato e riprovevole commercio”, dichiara Sonny Richichi, presidente della LAV. |
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#248 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Nov 2003
Città: K-Pax
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#249 |
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Junior Member
Iscritto dal: Jan 2005
Città: Roma
Messaggi: 18
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Sempre dal sito della LAV :
Maltrattamenti al canile Le Tre Querce (Roma) 17/05/2005- “Detenzione non compatibile con la natura degli animali in oggetto”, questa la motivazione con la quale il Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Tivoli, dottoressa Elvira Tamburelli, ha disposto l’imputazione coatta per il reato di concorso in continuazione di maltrattamento di animali, a carico dei due gestori e del lavorante del canile Arca Dog – Le Tre Querce” di Montelibretti (Roma). Il GIP ha così rigettato la richiesta d’archiviazione del procedimento scaturito da una denuncia della LAV (2003), avanzata dal Pubblico Ministero e alla quale la LAV si è opposta a mezzo dell’avvocato Ottorino Agati. Nella lunga motivazione emerge la responsabilità degli indagati in particolare in ordine agli animali lì condotti “in condizioni incompatibili con la loro natura”, ravvisando “condizioni di abbandono e di inerzia”. La motivazione del GIP cita la ricca documentazione, anche fotografica, agli atti e le numerose denunce che confermano le condizioni di degrado della struttura, la mancanza di igiene, la presenza di cucce fatiscenti, e lo stato di denutrizione degli animali; tra le prove agli atti, poi, vi è il sopralluogo effettuato dal responsabile del settore del Comune di Mentana, dottoressa Crivelli, che ha relazionato sullo stato di incuria del canile. Particolarmente significativo delle gravi condizioni di vita degli animali appare il rinvenimento di numerosi cuccioli, morti poco dopo la nascita. Uno degli indagati ha ammesso che la domenica e i giorni festivi gli animali non assumevano cibo perché nessuno era addetto a tale compito. In questa vicenda, inoltre, il Pubblico Ministero dovrà imputare il maltrattamento di un cane ricoverato nella struttura a seguito di un accalappiamento, sul quale, incredibilmente solo dopo diverso tempo dal ricovero, esami clinici hanno potuto accertare la presenza di una siringa conficcata in una parte del corpo. In base a tali motivazioni, per le quali secondo il GIP non occorrono ulteriori acquisizioni probatorie, ora il PM dovrà procedere a formulare, entro dieci giorni, l’imputazione nei confronti degli indagati. “Il canile “Le Tre Querce”, convenzionato con numerose Amministrazioni comunali della provincia di Roma, era da molto tempo controllato dai volontari della Delegazione romana della LAV, che già nel giugno del 2003 allertando i Carabinieri della stazione di Montelibretti, erano giunti al sequestro di 29 cuccioli rinvenuti surgelati nella cella frigorifera del canile”, dichiara Andrea Cristofori, responsabile della Delegazione romana della LAV. “Il macabro ritrovamento e molti altri elementi prontamente denunciati dalla LAV all’Autorità Giudiziaria, hanno motivato controlli più approfonditi disposti dalla stessa Procura di Tivoli. La decisione del GIP rappresenta un primo importante passo verso il giusto rispetto degli animali, un monito per quanti intendono arricchirsi sfruttando la piaga del randagismo, e una risposta concreta per tutti coloro che speculano insinuando dubbi sui metodi d’intervento di chi, da molti anni, si batte seriamente per il rispetto di tutti gli animali – prosegue Andrea Cristofori - In particolare quello dei canili lager, è un fenomeno estremamente diffuso sull’intero territorio nazionale, con un giro d’affari milionario, troppo spesso gestito da vere e proprie associazioni malavitose. Le attività di contrasto in tal senso richiedono necessariamente serietà e costanza; partendo anche da semplici segnalazioni anonime, si deve arrivare con l’attività di verifica al coinvolgimento delle forze di polizia e dell’Autorità Giudiziaria, un iter comprensibilmente lungo e riservato. Nella vicenda la LAV è determinata ad andare fino in fondo costituendosi parte civile al processo”. |
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#250 |
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Senior Member
Iscritto dal: Jun 2003
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Ho firmato la petizione, è veramente ORRENDO quello che fanno a quelle povere foche. Ho visto il video e mi son quasi sentito male.
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Snu snu |
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#251 |
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Junior Member
Iscritto dal: Jan 2005
Città: Roma
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Modena: cane muore chiuso in auto
31/05/2005- La LAV tramite il suo Servizio “SOS Maltrattamenti”, ha sporto denuncia presso il Procuratore della Repubblica del Tribunale di Modena, a carico della persona che il 15 maggio scorso ha lasciato incustodita, in una automobile chiusa e parcheggiata al sole, una cucciola di pit bull, deceduta il giorno dopo per il caldo subito (ipertermia). Il 15 maggio è stato ritrovato nella frazione vignolese di Brodano un cane all’interno di un’autovettura lasciata al sole. L’animale è stato recuperato, privo di conoscenza, grazie all’aiuto dei vigili del fuoco: nonostante le cure di una veterinaria, dopo alcune ore è deceduto. “E’ assolutamente pacifico, come dato di comune esperienza e cultura, che lasciare un cane chiuso in un’auto esposta al sole, può rappresentare un pericolo per l’animale - ha dichiarato Ciro Troiano, responsabile di "SOS Maltrattamenti" della LAV- cosa che deve essere tenuta in grande considerazione da chi possiede un animale. Ne consegue che nella condotta in esame -conclude Troiano-, il tragico evento, pur non avendo elementi per dire che sia stato voluto dal responsabile, sicuramente poteva essere previsto dal medesimo come possibile, ed è in tale condotta che va individuata la sua responsabilità penale." Prosegue Luigi Fratti, Delegato della LAV di Modena: “Su questo caso abbiamo ricevuto numerose segnalazioni, tutte con un unico denominatore: l’invito a intervenire per vie legali, in base alla legge 189/04 contro i maltrattamenti. Purtroppo il nostro contributo non riporterà in vita la cagnolina ma confidiamo che la tragica fine di questa cucciola possa contribuire a diffondere la coscienza che gli animali non sono “cose” da dimenticare in macchina. In riferimento a questo particolare caso, laddove, come è da auspicare, si arrivi a sentenza di condanna, la LAV chiederà che venga applicata anche la legge regionale dell’Emilia Romagna 27/2000 che vieta a chi è stato condannato per maltrattamenti, di poter tornare a possedere in futuro, animali d’affezione”. La legge 189, approvata nel luglio dell’anno scorso, prevede in caso di maltrattamento la reclusione da tre mesi ad un anno o la multa da 3.000 a 15.000 euro. La pena è aumentata della metà se dai fatti ne consegue, come in questo caso, la morte dell’animale. La LAV, che si è fortemente battuta per l'approvazione della nuova normativa, ha istituito il numero verde 848-588 544 a cui è possibile comunicare casi di avvenuto maltrattamento e ricevere informazioni sulla legge 189 e i suoi ambiti di applicazione. |
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