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Old 12-12-2004, 19:22   #61
Lucio Virzì
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Originariamente inviato da Freeride
Se hai voglia leggiti questo editoriale:
http://www.unita.it/index.asp?SEZION...TOPIC_ID=39641

In poche parole elenca i paradossi di questa vicenda: il popolo calabrese che ha eletto il centrodestra, governato in regione dal centrodestra va contro al centrodestra di roma, contro la finanziaria dello stesso centrodestra.
Il vecchio che si scontra con il nuovo e alla fine tutto ritorna come prima! Storia vecchia.

Trovo anche assurdo un altro passaggio:
"Se un imprenditore del Nord protesta contro l’Europa per le quote latte ottiene la massima attenzione. Se protestano undicimila forestali calabresi devono bloccare l’Italia per poter essere ascoltati. E questo è ingiusto in sé perché condanna una parte del Paese all’insignificanza politica."
Anzi a rileggerlo mi sembra una pura ca22ata per riempire l'articolo!
Si, in effetti c'è una certa idiosincrasia, evidenziata anche dall'episodio di "colore" che ho citato poco sopra.

LuVi
Lucio Virzì è offline   Rispondi citando il messaggio o parte di esso
Old 12-12-2004, 20:00   #62
CYRANO
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L'Avatar di CYRANO
 
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Originariamente inviato da Freeride
Se hai voglia leggiti questo editoriale:
http://www.unita.it/index.asp?SEZION...TOPIC_ID=39641

In poche parole elenca i paradossi di questa vicenda: il popolo calabrese che ha eletto il centrodestra, governato in regione dal centrodestra va contro al centrodestra di roma, contro la finanziaria dello stesso centrodestra.
Il vecchio che si scontra con il nuovo e alla fine tutto ritorna come prima! Storia vecchia.

Trovo anche assurdo un altro passaggio:
"Se un imprenditore del Nord protesta contro l’Europa per le quote latte ottiene la massima attenzione. Se protestano undicimila forestali calabresi devono bloccare l’Italia per poter essere ascoltati. E questo è ingiusto in sé perché condanna una parte del Paese all’insignificanza politica."
Anzi a rileggerlo mi sembra una pura ca22ata per riempire l'articolo!
beh spetta , c'e' scritto : " Negli ultimi tempi nella società meridionale di sinistra e di destra si sono consolidati due convincimenti. "

ossia , la storia delle quote latte e' una convinzione che si e' incuneata nella gente del sud , non una realta' oggettiva.
almeno dall'articolo si capisce questo...




Ciaozzz
__________________
FINCHE' C'E' BIRRA C'E' SPERANZA !!!
CYRANO è offline   Rispondi citando il messaggio o parte di esso
Old 13-12-2004, 10:58   #63
Freeride
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L'Avatar di Freeride
 
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Quote:
Originariamente inviato da CYRANO
beh spetta , c'e' scritto : " Negli ultimi tempi nella società meridionale di sinistra e di destra si sono consolidati due convincimenti. "

ossia , la storia delle quote latte e' una convinzione che si e' incuneata nella gente del sud , non una realta' oggettiva.
almeno dall'articolo si capisce questo...
...e io che avevo capito che chi ha bloccato le autostrade del nord, chiuso gli accessi agli aeroporti della lombardia, preso botte dalla polizia per manifastare contro a delle multe europee inique fosse stato messo sullo stesso piano di chi ha bloccato le autostrade, i porti aerei e navali delle calabria per manifestare contro ad uno stato di fatto che nessuna finanziaria deve toccare!
Freeride è offline   Rispondi citando il messaggio o parte di esso
Old 14-12-2004, 07:57   #64
Valo
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L'Avatar di Valo
 
Iscritto dal: Jun 2003
Città: [Fi]
Messaggi: 259
Quote:
"Dicono che siamo parassiti. Lo sa che significa non pulire più le mostre montagne? Non curare il sottobosco, la pulizia delle piante, la manutenzione delle strade tra i paesi di montagna? Ci sono molti incendi in Calabria, ma senza di noi sarebbe un deserto di cenere. Un disastro".
Inquietante minaccia?

Ecco un interessante articolino

Quote:
Elencare le opere inutili in Calabria è di per se un opera impossibile. Sono talmente tante e talmente tanto è stato il fiume di danaro giunto nei nostri paesi che farne un conto o una mappa risulterebbe sempre approssimativo. Ma oggi è necessario farlo proprio per andare alla radice dei nostri mali, capirne il significato ed evitare che a queste se ne aggiungano altre rovinando ulteriormente il nostro ambiente, scavando nelle cronache del passato, facendo un lavoro di archeologia giornalistica. Più facile è il lavoro sugli enti inutili. Questi nonostante le varie leggi che ne decretavano lo scioglimento, sono ancora ben vivi e ancora succhiano soldi alle nostre casse.



Un primo lavoro interessante a proposito delle opere inutili è stato svolto da Ortensio Longo assessore all'ambiente del Comune di Cosenza e vicepresidente di Italia Nostra che in un libro stampato nel gennaio 1995 rastrellava in lungo e in largo la Calabria censendo tutto ciò che era inutilizzato ed inutilizzabile. Recentemente, invece la rivista bimestrale Cantiere diretta da Rosanna Grisolia di Lametia terme lanciava un appello all'opinione pubblica calabrese perche si mobilitasse per sciogliere tutti gli enti inutili. Ma andiamo per ordine nella nostra inchiesta settimanale.

UNA CATERVA DI DIGHE

La maggior parte delle dighe costruite o in via di costruzione in Calabria sono opere inutilizzate, ancora in cantiere, e che ovunque siano state costruite hanno determinato un grave danno all'ambiente oltre che all'economia. Gli enti che partecipano alla costruzione di una diga sono: Lo Stato che offre il finanziamento attraverso i propri ministeri dell'agricoltura, dell'industria, del Cipe e della Svimez; il dipartimento presso la Presidenza del Consiglio dei ministri; la regione; la provincia; la comunità montana; il comune; il consorzio gestore. Troppi enti hanno le mani in pasta a queste opere, e proprio per questo è sempre difficile quantificare il flusso di danaro che passa da un ente all'altro. Ma vediamo un quadro completo delle dighe:

1) DIGA SUL METRANO (prov.RC): è la diga più alta del mondo,104 metri con una capacità di 27 milioni mcubi di acqua, la procura di Palmi ha messo sotto accusa 150 imprese per vari illeciti connessi ai lavori di sbancamento e per legami con la mafia. Sono stati già spesi oltre 500 miliardi.

2) DIGA SUL LORDO (Torrente Pantaleo, prov. RC): per 1'assenza delle opere di canalizzazione a valle della diga l'opera non è compiuta. Sono stati spesi fino ad ora circa 100 miliardi.

3) DIGA SUL MONTE MARELLO (torrente Angitola, prov. CZ): 1'opera è finita ma mancano ancora e sono da finanziare le opere di adduzione.

4) DIGA SUL MELITO(prov.CZ): I lavori sono da poco terminati dopo venti anni e dopo aver speso oltre 200 miliardi. L'impianto dovrebbe dare acqua a Catanzaro e irrigare le colline di Lamella e Squillace, ma le opere di canalizzazione mancano ancora e non sono finanziate.

5) DIGA SULL'ALACO (prov.CZ): Per il cedimento di una roccia ali'interno di questa imponente diga i lavori sono sospesi. Dopo 9 perizie sono state spesi fino ad oggi circa 100 miliardi.

6) DIGA DI REDISOLE (torrente Fiumarella, prov.CZ): un piccolo invaso finito, ma mancano le opere di canalizzazione.

7)DIGA DEL PASSANTE (torrente Alli, prov. CZ): informazioni incomplete, ma pare che sia finita.

8) DIGA SUL LAURENZANA (fiume Trionto, prov.CS): La diga è stata finanziata con fondi FIO ,i lavori sono fermi ed è incompleta.

9) DIGA SUL VOTTURINO (prov.CS).

10) DIGA DI TARSIA (prov. CS).

11) DIGA BASSO ESARO (prov. CS): Queste tre dighe per uso irriguo sono finite da moltissimi anni ma non sono mai state utilizzate secondo le loro progettualità iniziali per mancanza delle opere di canalizzazione, la Diga del Votturino è stata svuotata perché dopo venti anni sono stati scoperti dei danni sulla muratura di contenimento delle acque. La Confederazione degli Agricoltori ha presentato una denuncia alla Procura della repubblica di Cosenza per i danni subiti dai contadini che per anni si sono serviti di quel sistema di irrigazione.

12) DIGA SUL MONTE PETTINASCURA (prov. CS): Per realizzarla sono stati spesi oltre lOO miliardi ed è stato realizzato solo lo sbarramento. Dovrebbe servire gli agricoltori di San Giovanni in Fiore rimasti senz'acqua a seguito dei lavori per scopi idroelettrici dei laghi di Cecità e Aria Macina. I lavori durati circa 30 anni sono stati più volte sospesi.

13) DIGA SUL MENTA (prov. RC): In pieno parco dell'Aspromonte. Una diga inutile, devastante e certamente illegale. Costata centinaia di miliardi l'opera non è ancora terminata.

14) DIGA SUL BATTENDIERO (prov. CS): Parco Pollino.

15) DIGA SUL BASSO SAVUTO (prov. CS): due piccoli sbarramenti ancora in costruzione.

16)DIGA SULL'ALTO ESARO: la diga degli scandali. L'elenco dei politici indagati,delle imprese colluse con la mafia, dei miliardi spesi, sarebbe lunghissimo e meriterebbe un capitolo a parte. Vale una cosa per tutte: dopo una frana prevedibilissima tutto è fermo.

Almeno altre 15 dighe sono in progettazione e nel cassetto di qualche assessore, pronte a venire fuori al minimo finanziamento possibile. In tutto le dighe in Calabria se venissero realizzate sarebbero ben 35. Un lago ogni 50/60 mila abitanti. E' logico che tutti questi lavori hanno determinato un grave scempio ambientale in tutta la nostra regione. A seguito delle costruzioni delle dighe e di molti acquedotti, molti torrenti sono stati prosciugati, fiumi interi scomparsi, altri ancora cementificati, sorgenti millenarie prosciugate interamente, apportando gravi danni alla pastorizia. Senza contare un fiume che non finisce mai e che va sempre nelle solite tasche, che è quello del danaro. E' dell'll giugno di quest'anno che il vicepresidente Bova e 1'assessore Tripodi hanno dichiarato che il governo ha deciso lo stanziamento di 120 miliardi per il settore idraulico-forestale. Dice Bova che nei prossimi tre anni la regione si avvierà al completamento delle dighe ed alla realizzazione delle reti di distribuzione. Dell'utilità di controllare quali siano le opere utili sulle quali reinvestire il finanziamento non se ne parla proprio. I sindacati esultano.

GLI IMPIANTI SPORTIVI

Altra strada per far arrivare danaro è la costruzione di impianti sportivi. Si sa che lo sport fa bene alla salute, e che i giovani sono assetati di impianti per praticare i propri sport, anche per fermare il dilagare dela droga: le relazioni da parte dei comuni per ottenere i finanziamenti sono pieni di queste banalità.

CATANZARO: una piscina a Pontepiccolo con oltre due miliardi di finanziamento non è stata ancora completata.

LAMETIA TERME: il comune ha due impianti sportivi: lo stadio di calcio Ippolito e il palasport di via Marconi. Entrambi gli impianti nonostante fiumi di danaro ottenuto in varie fasi dagli anni Cinquanta in poi non sono ultimati e ovunque vi sono carenze strutturali. L'unica struttura funzionante è la piscina olimpionica, ma è privata.

VIBO VALENTIA: mancano assolutamente gli impianti sportivi.

CROTONE: Le uniche vere strutture sportive furono quelle di Milone vincitore di numerose olimpiadi. Da allora non s'è fatto niente. Lo stadio Enzio Scida risale agli anni Trenta con un terreno di gioco al limite del regolamento. Nel qurtiere Tufolo esiste un altro campo di calcio dove i lavori sono fermi dal '75 e nessuno sa perché.

PAOLA: stadio, l'opera doveva essere consegnata entro il mese di settembre '92,il finanziamento cospicuo di 2 miliardi; è stata costruita solo la tribuna lato mare il resto è ancora fermo.

LA MALASANITA'

Sette come le maledizioni bibbliche sono gli ospedali finiti e mai entrati in funzione: Cassano Ionio, Pizzo, Tropea, Nicotera, Siderno, Girifalco, Posarne. Sono pure sette gli ospedali attivati solo in parte: Serra San Bruno, S.Marco Argentano, Lungro, Cittanova, Cetraro, Praia a Mare, Scilla, Trebisacce. Quattro sono quelli eternamente in costruzione : Scalea, Gerace, Lamella Terme, Camigliatello. Nonostante questa mole di strutture, la malasanità in Calabria è cronica e nessuno ne sa cacciare le mani, quelli che ne soffrono naturalmente sono i cittadini calabresi che spesso sono costretti a rivolgersi fuori regione con spese maggiori per le ASL e il cittadino stesso. Sono centinaia gli emodializzati in lista d ' attesa, così i malati dell'ospedale psichiatrico di Girifalco e di Reggio ancora funzionanti si può immaginare come. L'elenco di ogni ospedale della Calabria è lunghissimo. In ogni ospedale manca qualcosa, o dal punto di vista di reparti mai aperti, o chiusi, o trasferiti in altre strutture, per non parlare di come sono mantenuti dal punto di vista dell'igiene e della struttura vera e propria.

LE INCOMPIUTE

Le opere di difficile classificazione in Calabria ne siamo pieni. Mattatoi, asili nido, scuole pubbliche, strade senza uscita, è un elenco lunghissimo che sintetizziamo.

CASOLE BRUZIO: Mattatoio consortile: mai finito.

CETRARO: grande mattatoio consortile sulla strada per S. Ianni, finito ma mai utilizzato.

DIAMANTE: mattatoio consortile in pieno parco del Corvino. Terminato si accorgono di non avere l'allaccio alla fogna, tentano un tubo abusivo di scarico nel fiume. Scoperti dagli ambientalisti sono costretti a chiuderlo, inutilizzato ora è usato per deposito mezzi. Mercato coperto sotto il lungomare costruito negli anni settanta. Utilizzato per soli dieci mesi è stato abbandonato e mai utilizzato; Sala Conferenze sotto il lungomare. Utilizzato per pochi anni susseguentemente abbandonata e oggi deposito di siringhe; nuovo mercato coperto, sotto una piazza nuova del paese. mai utilizzato; Scuola materna all'interno del paese. Mai utilizzata oggi è sede dell'Aias prima della capitaneria di porto.

BUONVICINO: casa albergo sulla suggestiva Madonna della neve. Intervento di oltre 1 miliardo, iniziata ma mai terminata né utilizzata.

SARACENA: A Piano di Novacco costruzione di casa albergo in uno dei pianori più belli del Pollino. Ultimati e mai utilizzati. hanno seguito le alterne vicende delle varie giunte, fino al definitivo abbandono.

S.PIETRO DI GUARANO: mattatoio comunale mai utilizzato e ultimato.

CI SONO ANCHE ENTI INUTILI

Ma non esistono solo opere inutili in Calabria, ma anche enti inutili. Si è fatto carico di controllare il lungo elenco la direttrice della rivista "Cantiere", Rosanna Grisella, che attraverso il giornale ha lanciato un appello alla classe politca ed intellettuale calabrese perché questi enti vengano definitivamente sciolti.

ARSSA (Agenzia regionale per lo sviluppo ed i servizi in agricoltura), istituita con legge regionale nel dicembre '93 avrebbe dovuto riformare il vecchio ente di sviluppo agricolo, ESAC. Invece non è cambiato nulla. Le vecchie strutture costate centinaia di miliardi rimangono inutilizzate. Se si riuscisse a chiudere l'ARSSA continuando a pagare tutti gli stipendi ai dipendenti si risparmierebbero circa 30 miliardi all'anno.

CONSORZIO DI BONIFICA Sibari-Media valle del Crati. Attraverso questo ente sono state finanziate dighe ed invasi mai completati (vedi elenco precedente). Attualmente il consorzio non riesce a pagare i dipendenti mentre sta pagando cifre superiori ai 100 miliardi per la progettazione di opere mai iniziate.

FINCALABRIA. Società finanziaria della regione nata nel 1986 per consentire la partecipazione della stessa al capitale azionario di imprese calabresi in difficoltà. Nobile compito, ma dopo 13 anni non è stato realizzato nessun intervento di questo tipo. Pagano solo le indennità, tramite gli interessi, ai membri del consiglio d'amministrazione e del collegio sindacale.

AFOR (azienda per le foreste regionali). Istituita con legge regionale nell'ottobre del '92 per sopprimere i 22 enti forestali calabresi, oggi gli enti operanti sono diventati 26 e circa 50 miliardi all'anno vengono spesi per tenerli in vita.

APT (Aziende provinciali per il turismo), nel 96 la regione approva l'abolizione delle 5 APT regionali. Nasce l'Azienda regionale e si costituiscono 5 comitati con il compito di coordinare le aziende provinciali con quelle regionali.

Altri enti presi di mira da "CANTIERE" sono la TELCAL (consorzio telematico Calabria); il CUD(consorzio per l'università a distanza). E così conclude l'inchiesta di "Cantiere": basterebbe sciogliere questi enti e altri enti regionali per risparmiare 150 miliardi ogni anno senza licenziare i dipendenti. Io aggiungo che se a questo risparmio si aggiungesse un registro regionale dove si dimostra 1'utilità dell'opera prima ancora che venga finanziata si risparmierebbe ancora di più.

Articolo di Francesco Cirillo

Tratto da: Hotkalabria

Ultima modifica di Valo : 14-12-2004 alle 08:00.
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Old 14-12-2004, 14:36   #65
Fumereo
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confermo la storia degli incendi...
Purtoppo chi toglie il "lavoro" a queste persone perde anche il voto...mi sembra pure strano che sia venuto fuori il problema...(o forse lo so ma e' meglio non dirlo)

Per risolvere il problema della disoccupazione c'e' sempre il solito sistema... si prendono due disoccupati, uno fa un buco e l'altro lo riempie...

Poi...possiamo decidere che sia una solidarieta' che facciamo...mi sta bene...

Ma a me la solidarieta' piace decidere di farla...perche' qualcuno che mi infila la mano in tasca per fare solidarieta' e che poi mi insulta dicendo che non sono abbastanza solidale mi fa' girare i cocones...
(solidarieta' poi per modo di dire visto che ci guadagna la mafia e la corruzione...mica la povera gente)

Sommiamola alle pensioni di invalidita' triple che nel resto di italia, alle opere pubbliche incompiute e creiamo una bella voce sulla dichiarazione delle tasse "imposta mafia"....come dite? cosi' se ne accorgono?
bel problema...perche' se se ne accorgono, e un giorno succedera', sara' un bel casino...
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Old 15-12-2004, 14:28   #66
Freeride
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Città: Cavalese
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11mila forestali? Un’enormità
Anche il Piemonte ha bisogno di forestali stipendiati dallo Stato per la salvaguardia del proprio territorio e la difesa dell’occupazione dei propri abitanti. Con questa la provocazione il presidente del Consiglio regionale e segretario della Lega Nord Piemont, Roberto Cota, commenta il caso forestali in Calabria.
«Il Piemonte - afferma Cota - è un territorio montano, ricco di boschi e di parchi. Eppure ha solo 550 guardaparco, i cui stipendi vengono pagati dalla Regione Piemonte, a fronte degli undicimila forestali della Calabria, per cui lo stato dovrà sborsare 160 milioni di euro anche quest’anno».
«Se in Piemonte 550 persone sono sufficienti a tenere pulito e in ordine un territorio montano molto vasto - aggiunge - allora cerchiamo una buona volta di essere seri. Le persone bisognose ci sono ovunque e la nostra regione sta attraversando un momento molto critico dal punto di vista occupazionale. Abbiamo tante aziende che chiudono, la Fiat è nelle condizioni che conosciamo. Una situazione parzialmente tamponata dai cantieri olimpici che però nel 2006 finiranno». Secondo Cota «da un lato ben venga la nomina del ministro Calderoli come commissario per i forestali calabresi; dall’altro lato, non è giusto che i politici del Nord siano obbligati a stare zitti: se la quota di stipendiati statali “assistiti” deve essere di undicimila per regione, allora nel giro di pochi giorni non avremmo difficoltà a recuperare undici mila persone da beneficiare, realmente bisognose. Non si capisce come si possa giustificare un numero così elevato di forestali per una sola Regione: undicimila è un vero e proprio esercito».
[Data pubblicazione: 15/12/2004] La Padania



Nel 2003 la Lega Nord aveva già denunciato l’anomalia della regione meridionale
In Friuli 450 uomini invece di 4.000
PIER LUIGI PELLEGRIN
--------------------------------------------------------------------------------
- La situazione dei forestali calabresi era balzata all’onore delle cronache friulane anche nella primavera del 2003, quando l’allora assessore regionale alle Foreste, Danilo Narduzzi, chiese al ministero della Politiche Agricole 100 milioni di euro per assumere 4.000 lavoratori forestali in Friuli-Venezia Giulia. La richiesta dell’assessore leghista era una reazione alla notizia che Gianni Alemanno stava per far assumere altri 7.300 forestali in Calabria (arrivando così a un totale di 13.000). Un rapporto assolutamente sproporzionato con il Friuli-Venezia Giulia dove, con circa la metà di superficie boschiva rispetto alla regione calabra, i lavoratori forestali erano 30 volte di meno, cioè 450 unità complessive. E non risulta che, in un anno e mezzo di amministrazione, il centrosinistra abbia fatto alcunché per migliorare la loro situazione. «Ritengo per lo meno provocatorio – aveva dichiarato Narduzzi a la Padania – il fatto che in Calabria ci possano essere 13.000 forestali, contro i nostri 450. Anzi, per essere alla pari invece di 4.000 dovrei chiederne ad Alemanno 6.000, ma penso sia più corretto restare nei parametri europei».
Il lato quasi comico della vicenda, infatti, consisteva nella “regolarità” dell’iniziativa calabra, assolutamente in linea con i parametri europei, che prevedono la presenza di un forestale ogni 57 ettari di bosco. Ma, a questo punto, cosa dovrebbero fare regioni ricche di superfici boschive, come Piemonte e Lombardia, per adeguarsi ai parametri calabro-europei? «In realtà – aggiungeva l’assessore leghista – non ci sono pretesti europei che riescano a nascondere la gigantesca operazione assistenzialista, messa in atto dalla Regione Calabria con la complicità dello stato italiano». In quei giorni, tra l’altro, il Sole 24 Ore avanzava, in modo neanche tanto velato, l’ipotesi che tra quei 7.300 nuovi assunti ci fossero anche molti precari fortemente sospettati di incendiare i boschi per procurarsi lavoro, ovvero per “giustificare” in qualche modo la loro presenza e lo stipendio percepito. Un’ipotesi avvalorata anche dal fatto che quando gli stagionali sono stati assunti a tempo pieno, gli incendi sono diminuiti del 60 per cento. Due, quindi, le possibilità: o i forestali calabresi hanno un sesto senso che permette loro di avvertire in anticipo i pericoli di incendio, oppure sotto c’era qualcosa di poco pulito. «È un po’ come – aveva commentato con sarcasmo Narduzzi – se la polizia assumesse i delinquenti che non riesce ad arrestare». L’esponente del Carroccio nello stesso periodo aveva anche sollecitato i parlamentari friulani di tutti i partiti, affinché sbloccassero la legge che permetteva alle Regioni a statuto speciale (insieme alle Province di Trento e Bolzano) di gestire autonomamente la guardia forestale. Alla fine, come dimostra anche il caso calabrese, l’ebbe vinta l’interpretazione centralista.
[Data pubblicazione: 11/12/2004] La Padania

Ultima modifica di Freeride : 15-12-2004 alle 14:31.
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