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#41 |
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Senior Member
Iscritto dal: Sep 2001
Città: SIRACUSA
Messaggi: 488
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ricordo la prof. di storia e filosofia del liceo che parlando di matteotti disse:
Vi esorto a cancellare dal libro "ucciso da fascisti ecc ecc" perche' mai stato provato concretamente. Ovviamente era ed e' tutt'ora fascistona ma ha un minimo di fondo la sua teoria?
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ah si comu u rui i coppi cca' briscula a mazzi! Translation= Sei come il due di coppe con la briscola a mazze! |
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#42 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Dec 2000
Città: prov. di Alessandria
Messaggi: 5620
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Ha detto una c@zz@t@.
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Addio Pierpo, motociclista. |
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#43 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Mar 2003
Messaggi: 744
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#44 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Aug 2001
Città: Pieve a Nievole (PT), Granducato di Toscana
Messaggi: 7794
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Quel vizio che ti ucciderà non sarà fumare o bere, ma il qualcosa che ti porti dentro, cioè vivere - Twitter
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#45 | |
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Bannato
Iscritto dal: May 2002
Città: Roma Messaggi totali: 18774 Auto: Fiat Stilo 1.9 MJT Moto: Ducati Sport 900
Messaggi: 328
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#46 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Jun 2001
Città: Treviso
Messaggi: 1158
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semplice, non sarebbe potuto accadere. Le forze liberali di centro destra erano comunque decisamente sovrabondanti, la sinistra, apparte nel biennio rosso del 1928-1920, non avrebbe avuto di andare al governo, senza essere in una coalizione. La colpa del italiani, di molti italiani, e delle parti politiche non nazionaliste, è stata di non essersi opposti fermamente al Fascimo, in parlamento e non (sopratutto alle prime azioni suqdriste rivolte contro organizzazioni di sinistra); ma i tempi erano quelli, era appena passata la prima guerra mondiale, e l'Italia non aveva quella tradizione liberale e tradizionalmente liberale tipica di paesi come l'Inghilterra e la Francia. Non a caso fascismo e nazismo si sono affermati in paesi come la Germania ( unificata del 1871) e l'Italia (1861). Matteotti si era opposto fermamente al Fascimo, ma non penso che con lui srabbe potuto cambiare qualcosa.
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Non ho niente altro da offrire alle altre persone, se non la mia stessa confusione something cold is creepin' around, blue ghost is got me, I feel myself sinkin' down L'arte non insegna niente, tranne il senso della vita |
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#47 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Aug 2001
Città: Pieve a Nievole (PT), Granducato di Toscana
Messaggi: 7794
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Dunque, Mussolini stesso il 3 gennaio 1925 alla Camera, in un lungo discorso, si assunse la responsabilità dei delitti politici e del clima creatosi: Ebbene, dichiaro qui, al cospetto di questa Assemblea e al cospetto di tutto il popolo italiano, che io assumo, io solo, la responsabilità politica, morale, storica di tutto quanto è avvenuto. Se le frasi più o meno storpiate bastano per impiccare un uomo, fuori il palo e fuori la corda! Se il fascismo non è stato che olio di ricino e manganello, e non invece una passione superba della migliore gioventù italiana, a me la colpa! Se il fascismo è stato un'associazione a delinquere, io sono il capo di questa associazione a delinquere! Se tutte le violenze sono state il risultato di un determinato clima storico, politico e morale, ebbene a me la responsabilità di questo, perché questo clima storico, politico e morale io l'ho creato con una propaganda che va dall'intervento ad oggi. (Il testo intero è su http://www.romacivica.net/anpiroma/F...ascismo10g.htm) Anche se il ruolo del re Vittorio Emanuele III in tutto ciò non fu certo trascurabile: Ffu proprio la monarchia a salvare i fascisti in crisi con una condotta che appare più che difficile assolvere. A questo proposito basterà ricordare, tra i tanti, appena qualche episodio da cui emerge la netta complicità di Vittorio Emanuele III nel mantenimento del fascismo al potere e nei successivi sbocchi dittatoriali. Carlo Sforza, che era - si badi bene - insignito del Collare dell'Annunziata, onorificenza che lo autorizzava a considerarsi cugino del re, ricorda: "Quando Ivanoe Bonomi presentò al re le prove della responsabilità di Mussolini, il sovrano cominciò a sfogliare; ma appena si rese conto di quanto terribili erano le accuse, impallidì, tremò e: "Le posso chiedere un piacere?". "Dica". "Non mi faccia leggere, si riprenda questi fogli" e glieli ficcò di forza nelle mani. E Bonomi, alzandosi: "Badi, Lei si prende una grossa responsabilità". Infatti fu in quel momento preciso che Vittorio Emanuele di Savoia divenne complice". Dobbiamo un'altra testimonianza estremamente importante a Emilio Lussu. Il congresso di Assisi degli ex combattenti aveva votato un documento di severa condanna del fascismo. Una delegazione guidata dalla medaglia d'oro Ettore Viola si recò nella tenuta di San Rossore per illustralo al re. Ed ecco quel che ha scritto Lussu: "Il momento è solenne. L'on. Viola è convinto di rappresentare il popolo italiano e i sacrifici della guerra. Ognuno pensa: questo è un momento storico. Trattenuto il respiro, solo gli occhi rivelano la profonda emozione degli ambasciatori popolari. Nessuna delegazione pagana attese mai con maggiore angoscia il responso dell'Oracolo. Il re ascolta, pallido in volto, tutto il discorso. Poi dice, col tetro sorriso di uno spettro: "Mia figlia, stamattina, ha ucciso due quaglie". La delegazione allibisce". Non meno duro, nei giorni tragici dopo il delitto Matteotti, il giudizio di un altro liberale, Giovanni Amendola, che era il capo dell'opposizione costituzionale e che pubblicò sul suo giornale Il Mondo, un trafiletto intitolato "Il travicello", con evidente riferimento al "re travicello". Non siamo riusciti a trovarne il testo integrale. Lo storico Paolo Alatri ne ha riassunto il contenuto in questi termini: "Sappiamo che questo numero del giornale sarà immediatamente sequestrato, ma a noi sarà sufficiente che lo leggano due persone: il Prefetto che ordinerà il sequestro e l'Augusta Persona cui le nostre parole sono dirette. Seguiva un elenco di tutte le violazioni costituzionali di cui la Corona si era resa mallevadrice". (da http://www.romacivica.net/anpiroma/a...fascismo7.html ) Cercando con Google http://www.google.it/search?q=respon...TF-8&hl=it&lr= si trova anche un link che riporta quanto detto dalla tua prof (link che non riporto per non favorire l'apologia del fascismo contenuta nelle pagine di tale sito): Il delitto Matteotti è un passaggio cruciale nella storia del Fascismo. Ad esso fanno riferimento gli antifascisti, come simbolo della violenza orchestrata dalle bande fasciste. Mussolini stesso è stato più volte accusato, e lo è tutt'ora, di aver egli organizzato l'attentato al leader socialista. Il Duce prese atto delle polemiche che il fatto suscitò a livello nazionale e fu quello il punto in cui il fascismo rischiò proprio di cadere in conseguenza di quel fatto e della successiva secessione cosidetta dell'Aventino. Mussolini stesso si sobbarcò la responsabilità morale dell'accaduto credendo di non aver saputo dare freno ai più irrequieti fascisti. Il 13 giugno in un discorso alla Camera, disse: Solo un nemico che da lunghe notti avesse pensato a qualcosa di diabolico contro di me, poteva effettuare questo delitto che ci percuote di orrore e ci strappa grida di indignazione." Questa è stata l'introduzione che ho voluto fare a questo testo mandatoci via e-mail per dare l'esatta visione dei fatti. Al di là delle menzogne diffuse dall'esilarante istituto storico della resistenza credo che, per comprendere la vera dinamica di quel fatto di sangue, basti pensare all'intervista che Matteo Matteotti rilasciò, una quindicina di anni fa, a Marcello Staglieno, e che fu pubblicata da "Storia Illustrata". In essa sono contenute affermazioni clamorose. Secondo lui (e non credo che il figlio di un uomo assassinato possa essere accusato di faziosità...) dietro l'omicidio del padre non ci sarebbe stato Mussolini, bensì il re; e all'origine della morte del deputato socialista non ci sarebbero state le tanto decantate denunce delle violenze fasciste (poco significative, aggiungo io, perché le violenze fasciste erano sotto gli occhi di tutti, esattamente come sotto gli occhi di tutti era il fatto che esse nascevano per reazione alle violenze dell'estrema sinistra...), ma ben altro. Giacomo Matteotti, che era un massone d'alto grado, nel 1924 aveva compiuto un viaggio in Inghilterra; qui la loggia "The Unicorn and the Lion" gli aveva comunicato, fornendogli i relativi documenti, che la Sinclair (quella dello "scandalo dei petroli", il cosiddetto "Affare Sinclair", appunto...)era in possesso di due scritture private del re d'Italia. Vittorio Emanuele III. Dalla prima risultava che quest'ultimo era diventato azionista della Sinclair (dal 1921), ma senza pagare un soldo; con la seconda, invece, il monarca italiano si impegnava a tenere nascosti, il più a lungo possibile, i giacimenti petroliferi in Libia. Così, in altre parole, il re ci avrebbe guadagnato, mentre l'Italia avrebbe continuato ad essere strangolata... Matteotti tornò, dunque, con l'intenzione di denunciare questo nobile comportamento del nostro sovrano, senz'altro qualificabile come alto tradimento... Denuncia ben più ghiotta di quella di cui sopra... Il re lo seppe e, temendo lo scandalo (e paventando inoltre, lui e la borghesia industriale, l'ipotesi, formulata da Mussolini, di un possibile governo fascisti/socialisti...), prese, con questo stranissimo delitto eseguito da gasati farinacciani (i quali, chissà perché, fecero di tutto per farsi scoprire...), parecchi piccioni con una fava: sventò il governo a partecipazione socialista, ebbe Mussolini (che, a questo punto, sarebbe stato anche lui una vittima...) in pugno, e potè sottrarre la pericolosissima documentazione che lo inchiodava... Ricordo, infine, che il Duce concesse un vitalizio ai familiari di Matteotti, persone dignitose che mai avrebbero accettato quel denaro se avessero saputo che era stato proprio Mussolini a pronunciare la condanna a morte del loro congiunto... Ovviamente, a voi il giudizio
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#48 |
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Senior Member
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meno male che gia' 6 anni fa ero sveglio
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#49 | |
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#50 | |
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#51 | |
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Quello che dici e' molto bello. Ma oltre a saper ascoltare bisogna anche studiare. In quale tipo di storia ti stai laureando? Strano, non esiste la Storia come materia unica, ma si divide in moltissimi spezzoni (storia medievale, storia moderna, storia contemporanea, storia delle religioni, storia del cristianesimo, storia dell'impero romano, ecc). Almeno cosi' ero rimasto, ma mi sono laureato un paio di anni fa, quindi le cose possono essere cambiate...tipo da 5 anni si e' passati a tre anni con tutte le conseguenze che cio' comporta |
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#52 | |
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Senior Member
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Io stò finendo Storia Contemporanea, cmq ti posso dire che la differenza dei vari indirizzi è costituita solo da 5 o 6 esami.......quindi poca roba......e il N.O. ha il vantaggio di non avere la rottura di scatole della tesi, che nel mio caso mi stà prendendo la pelle "L'Albania nei resoconti di viaggio di esploratori italiani tra '800 e '900"....scoppiassero tutti......
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Addio Pierpo, motociclista. |
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